Epomeo: Zarathustra
di Giovanni Castagna
Il
3 gennaio 1889, Friederich Nietzsche moriva, anche se continuò
a vivere, immerso nelle tenebre della follia, sino al 25 agosto
1900.
Quel 3 gennaio, Nietzsche esce dalla sua abitazione, in via
Carlo Alberto a Torino, e, dopo pochi passi, si getta piangendo
al collo di un cavallo che il suo padrone stava bastonando,
poi cade e non si rialza. Alcuni passanti, che conoscevano "l'inglese",
come veniva chiamato per "la sua alta statura e perché
spesso usciva con un plaid sul braccio", lo riportano a
casa e Nietzsche resta qualche giorno disteso sul sofà
senza muoversi. Si riprende nei movimenti e Overbeck lo ritrova
intento a suonare il pianoforte, anzi si accorge che lo "lavorava
con i gomiti". Riportato in Germania, dapprima la madre
Franziska lo cura fino alla propria morte nel 1897 ed in seguito
sarà Elisabetta ad assumersi il compito di curare il
fratello a Weimar.
Nietzsche muore, quindi, "all'alba del secolo che doveva
essere per tanta parte ispirato da lui, ispirato e rinnegato".
Non si può non ammettere, infatti, il suo influsso sulla
letteratura, la filosofia, l'estetica, la riflessione morale
e la filosofia della religione.
"Egli è, in effetti, con Marx, il pensatore che
più ha influito sull'Europa contemporanea. La sua critica
alla società è ancora più radicale di quella
marxista e non si arresta ai condizionamenti economici e sociali,
ma distrugge tutti i valori tradizionali, scagliandosi contro
le schiavitù psicologiche dell'individuo".
Varie sono state le ipotesi per quanto concerne le possibili
influenze sulla figura di Zarathustra.
Si è sostenuto che il poema filosofico Prometheus
und Epimetheus di Carl Spitteler, pubblicato nel 1880, abbia
molto influito sullo Zarathustra di Nietzsche. Si mettono,
infatti, in risalto l'atmosfera iniziale delle due opere, per
esempio, la distinzione tra "mito" e "epopea",
operata da Spitteler, e quella di Nietzsche fra "spirito
dionisiaco" e "spirito apollineo". Also Sprach
Zarathustra fu pubblicato nel 1883-85 e su questa data alcuni
si basano per affermare che Zarathustra apparve a Nietzsche
sulla riviera, tra Nizza e Rapallo, quella riviera che gli ispirò
"le sue pagine più luminose, alcionie, come egli
dice". Altri pensano a Sils-Maria nell'Alta Engandina;
altri, invece, situano in quest'ultimo paesaggio il primo annunciarsi
del pensiero dell'eterno ritorno. Jules Chaix-Ruy, nel suo libro
"Le surhomme, de Nietzsche à Theilard de Chardin"
(Editions du Centurion, Paris 1965), non solo minimizza l'influenza
di Carl Spitteler, ma avanza anche l'ipotesi che Zarathustra
sia apparso a Nietzsche, nel 1876, sulla cima del monte Epomeo,
a Ischia, una delle "isole beate".
Non ci è stato possibile rintracciare documenti o notizie
di un viaggio di Nietzsche a Ischia, ma la data indicata da
Jules Chaix-Ruy coincide con il periodo (24 ottobre 1876 - primi
di maggio 1877) in cui Nietzsche soggiorna a Sorrento presso
Malwida von Meysenburg, "sua materna amica", con Paul
Rée e il suo scolaro Albert Brenner. Si può, quindi,
pacificamente pensare ad un'escursione del gruppo a Ischia.
L'isola de Il Viandante, che apre la parte terza di "Così
parlò Zarathustra" è forse proprio l'isola
d'Ischia:
"Era circa la mezzanotte quando Zarathustra si mise in cammino
oltre il dorso dell'isola, per poter giungere al mattino presto
alla spiaggia opposta: perché voleva imbarcarsi. Infatti,
v'era là una buona rada dove gettavano l'àncora
anche navi straniere che caricavano molta gente delle isole
felici che voleva recarsi di là dal mare. (...) E quando
giunto in cima alla cresta vide l'altro mare steso innanzi a
sé, allora si fermò e tacque. Ma la notte a quell'altezza
era fredda, chiara e piena di stelle" (Trad. Liliana Scalero).