Ischia - Mondo sommerso
di Lucia Mazzella
Ischia
in quanto Isola presenta una grande varietà di habitat marini,
per la varietà delle sue coste, sia rocciose che sabbiose, differentemente
esposte ai venti e quindi al moto ondoso.
Infatti, baie rocciose e graziose calette ghiaiose si alternano a bassi
lidi sabbiosi e strapiombi rocciosi continuamente battuti dalle onde.
L'idrodinamismo ed il tipo di substrato, oltre a caratterizzare la morfologia
costiera, sono anche parametri determinanti, insieme alla luce (la cui
influenza è strettamente legata alla limpidezza dell'acqua), per
la distribuzione degli organismi bentonici (che vivono sul fondo) e quindi
per la caratterizzazione dei popolamenti. Per questo Ischia nelle poche
miglia di mare che la circondano racchiude una miriade di ambienti che
in genere si riscontrano in tratti di costa molto ampi.
Immaginando di allontanarci di qualche decina di metri dalla costa per
fare il giro subacqueo dell'isola, subito ci si imbatterà in vaste
praterie formate da Posidonia oceanica, pianta marina endemica
del Mediterraneo. Queste praterie formano una "cintura verde" pressoché continua
intorno all'isola, estendendosi per circa 16 Kmq. di superficie. Il prato
cresce sia su fondo sabbioso (lungo la costa N e NE), sia fu fondo roccioso
(in prossimità di Punta Imperatore e Punta Caruso), sia su terrazzi
("matte") formati dalle sue stesse radici (al Castello Aragonese
e in prossimità di Punta Vico e Punta S. Pancrazio). La "cintura
verde" si estende da pochi metri di profondità (talvolta,
come al Castello Aragonese, raggiunge quasi la superficie) fino a poco
più di 30 metri. La Posidonia, come tutte le piante (e
diversamente dalle alghe) fiorisce una volta l'anno. I fiori si sviluppano
in autunno e producono piccoli frutti verdi detti "olive di mare" per
la loro grande somiglianza con quelle terrestri.
Ricerche sulla fioritura e la fruttificazione della Posidonia,
condotte ad Ischia dal locale Laboratorio di Ecologia del Benthos (della
Stazione Zoologica di Napoli), hanno dimostrato che non si tratta di fenomeni
rari ed occasionali come si era creduto in passato. Indagini sempre
condotte presso il Laboratorio di Ischia, hanno inoltre dimostrato che
le praterie di P. oceanica dell'isola non hanno subito fenomeni
di regressione, come è stato invece osservato lungo molte coste
del Mediterraneo.
Le praterie sono per il nostro mare l'equivalente di foreste terrestri
in quanto ospitano un grandissimo numero di specie sia vegetali (alghe)
sia animali. Tra questi ultimi citiamo i più conosciuti ricci di
mare, stelle di mare, trottole di mare, granchi e pesci.
È molto frequente rinvenire anche specie particolarmente apprezzate
dai buongustai come l'aragosta, il polpo, la seppia, il sarago, l'occhiata.
La grandissima varietà di organismi che vivono nelle praterie possono
soddisfare la curiosità di un attento osservatore subacqueo, ma
non si può non considerare il rigoglio di vita che esplode soprattutto
sui substrati rocciosi. Una grandissima varietà di alghe è presente
sulle pareti più illuminate, mentre negli anfratti ombreggiati dominano
forme animali quali Spugne incrostanti dai colori vivaci, Briozoi dai gusci
calcarei che assumono le fogge più varie, Gorgonie, Madrepore e
Coralli che si susseguono in un gioco di forme e colori.
Particolarmente interessanti da questo punto di vista sono le pareti di
S. Angelo e di Punta S. Pancrazio e le secche di Vivara, della Catena
e di Forio; non mancano le grotte, come quella del Mago, vicino Punta S.
Pancrazio, che si inoltra per più di cento metri nella trachite
vulcanica dell'isola.