Le chiese del Castello
A
metà del cunicolo di accesso vi è una cappellina
dedicata a S. Giovan Giuseppe della Croce. Qui il Vescovo
d'Ischia, Agostino Pastineo (1534-1548), aveva fondato una
cappella con un beneficio intitolato a S. Leonardo Abate
di patronato della sua famiglia.
Arrivati in cima al Castello ci si imbatte nei ruderi dell'antica cattedrale, bombardata nel 1809. In un pilastro si
vedono ancora le strutture della chiesa trecentesca coperte
dalle successive ristrutturazioni. Era a tre navate con
cappelle laterali, in alcune delle quali si intravede ancora
qualche traccia di affresco. All'altare in fondo alla navata
di sinistra, nel 1503, si celebrarono le nozze tra Ferrante
d'Avalos e Vittoria Colonna. Nella cripta che risale al
XIII secolo vi sono ancora diversi superstiti affreschi
del secolo XIV.
Uscendo dall'ingresso di sinistra della cattedrale troviamo
l'antico palazzo episcopale e subito dopo
la chiesa e il convento delle monache di S. Maria della
Consolazione, fondata nel 1574. La chiesa si distingue
nel panorama del castello per la svettante cupola costruita
nella seconda metà del secolo XVIII. Nel 1809 le
Clarisse abbandonarono il convento e la chiesa di recente
costruzione, le cui spese avevano portato il convento quasi
all'orlo del fallimento, e andarono ad abitare il convento
lasciato libero dai Padri Conventuali presso la chiesa di
S. Antonio. Nei sotterranei della chiesa vi è il cimitero delle monache, uno stretto cunicolo dove
venivano lasciati decomporsi i cadaveri delle monache.
Alle spalle della chiesa vi è il maschio aragonese
in parte diruto.
La chiesa ottogonale di S. Pietro a Pantaniello risale
al periodo rinascimentale (metà del secolo XVI) e
conserva ancora tutta la sua grazia architettonica.
Alle spalle delle carceri vi era la chiesa di S. Maria
dell'Ortodonico, della quale vi è ancora qualche
rudere.
Anche della chiesa della Madonna della Libera si
vede ancora qualche rudere. Delle altre chiese esistenti
sul castello: l'Annunziata, San Nicola, Santa Barbara, S. Maria della Carità, non
esistono più testimonianze architettoniche.
In foto Tempietto