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Presso la Galleria Del Monte di Forio l’artista palermitano Renzo Meschis espone fino al 16 agosto 2010 trenta oli su tela, il cui nucleo sono oli su tela di vario formato  che colgono alcuni aspetti del paesaggio foriano e degli umori del luogo.
   Renzo Meschis nasce a Palermo il 1945. Dopo aver completato gli studi nella sua città presso l’Istituto Statale d’Arte, nel 1968 parte per Milano per fare nuove esperienze e conosce Crippa di cui frequenta lo studio. Poi si trasferisce a Roma dove conosce lo scultore Pericle Fazzini e ne diventa assistente affiancando per un certo periodo Bruno Liberatore.
   Nel 1973 conosce Renato Guttuso, con il quale instaura rapporti di amicizia e dal quale otterrà la presentazione in catalogo per la prima mostra personale.
   Intensifica la sua attività artistica con varie mostre che porteranno le sue opere in gallerie italiane e americane.
   Tornato a Palermo decide di fondare la galleria d’arte Ai fiori chiari che diventerà una delle gallerie storiche della città e cenacolo di artisti e intellettuali. Successivamente crea una stamperia con annessa casa editrice, pubblicando cartelle e monografie di Aldo e Mario Pecoraino, Renato Guttuso, Luigi Gerricchio, Arturo Carmassi e Franco Gentilini.
   Nel dicembre del 2009 ha tenuto la mostra antologica Fantasie a Palazzo Paolo V di Benevento.

   Francesco Gallo nel sito (www.renzomeschis.it) così scrive: «Renzo Meschis dopo avere esplorato, con grande passione e grande energia, tutto l’universo dell’immaginario realista, avendo avuto in Renato Guttuso il punto di riferimento della sua invenzione pittorica e avendo percorso tutta una strada lunga di pittura naturalistica, con un fondo cadenzato dell’attenzione speculare ad una certa memoria ancestrale e contadina, è approdato, ormai da due anni e con ritmo “produttivo” da eterna giovinezza, ad una pittura assolutamente fantastica, dove il rimando a qualsiasi tipo di somiglianza è del tutto abbandonato, per quanto a volte evocato da titoli o iscrizioni volutamente paradossali, con una poetica della leggerezza, in totale discontinuità, con la sua storia personale di artista. È nato un secondo Renzo Meschis, la cui secondità è solo cronologica, perchè pittoricamente utilizza  la tecnicalità accumulata nel tempo e nel fare, per fare, sempre meglio, di questo turbinio giocoso, una bella realtà artistica, fatta di quadri ingegnosi, in cui disegno e colore sono sicuri e briosi, per cui si confrontano vincenti, con qualsiasi capriccio visivo, andando da grandi polittici ad invisibili preziosità, come lui può fare da vero artista, che non vuole ripetersi, perchè  ha tante urgenze fantastiche e tanti inseguimenti da fare, per raggiungere sé stesso e raccontarsi e raccontare a tutti noi».