di Antonio Verde
Si è svolto a Sanremo il 22 e 23 gennaio 2010 il convegno internazionale “Lotta al Punteruolo Rosso: a che punto siamo?” dedicato al parassita delle palme (Rhincophorus ferrugineus), protagonista di un’emergenza sanitaria con decine di migliaia di esemplari morti, un po’ dovunque e non solo in Italia.
I rischi di infestazione e i danni provocati dall’insetto hanno già fatto parte, per quanto concerne l’isola d’Ischia, di un articolo presentato su La Rassegna d’Ischia (n. 2/2008) a cura di Roberta e Francesco Vallariello; vi si leggeva: «I recenti lavori di sistemazione e di arredo a verde urbano effettuati da alcune amministrazioni comunali dell’isola d’Ischia hanno privilegiato l’impianto in piena terra di numerose palme adulte di importazione dei generi Phoenix e Washingtonia, proprio nel momento in cui andava assolutamente evitato di utilizzare materiale proveniente da paesi in cui tali piante sono invase dal parassita». In seguito il problema “punteruolo rosso” si avvertì fortemente anche in Campania, a Napoli, con allarme per le palme della Villa Comunale e del Lungomare. A Sanremo “abbattimento” è stato la parola più ricorrente nei vari interventi; si è parlato inoltre dell’Ecopalm Ring: una macchina, modulare e facilmente trasportabile, per la disinfestazione ecologica, con l’applicazione di una macchina ecocompatibile con tecnologia a microonde.
Da Sanremo ci ha trasmesso il seguente servizio Antonio Verde, foriano esperto di piante.
Il Punteruolo Rosso (Rhynchophorus ferrugineus) delle palme
A che punto siamo? Questa la domanda stampata in prima pagina sul programma del convegno. La situazione è molto complessa e difficile, tutto lascia presagire che bisognerà essere cinici e spietati, mettendo purtroppo da parte l’amore che abbiamo nei confronti delle nostre palme. Studi e ricerche lasciano intendere che qualche sistema è più o meno funzionante, ma è ancora tutto da vedere e sperimentare.
Il fitofago si dimostra molto resistente ed elastico all’adattarsi alle varie latitudini e alimentazioni, inoltre ha una capacità di riproduzione eccellente e veloce, in un anno tre generazioni, qualcuno ha anche potuto rendersi conto che sta mutando, a suo favore chiaramente, diventando più piccolo, certo!, sta iniziando ad attaccare specie diverse, con stipiti fogliari più piccoli, di conseguenza ha meno spazio e tende a rimpicciolirsi (Washingtonia. Sabal, Jubaea, Syagrus, Howea, Phoenix, Erythea, Livistona, Chamaerops).
Il nuovo paesaggista, così è stato definito dal direttore al verde pubblico del Comune di Salerno, che con molto sconforto illustrava una situazione catastrofica nel suo Comune, ma non era purtroppo l’unico, sembra che in Sicilia, a detta del dottor Santi del Dipartimento di scienze e tecnologie fitosanitarie dell’Università di Catania, il curculionide ha già preso possesso del 70- 80% delle palme della città e provincia, i numeri sono pazzeschi, più di 16000 palme abbattute, una catastrofe! Ma non è ancora finita.
La regione Sicilia è quella che sta pagando di più lo scotto del punteruolo, perché non si è intervenuti in maniera tempestiva, chiaramente per ragioni economiche principalmente, ma anche perché si è sottovalutato l’insetto ed il clima è il più favorevole in assoluto (temperatura minima di spostamento del coleottero da una pianta all’altra 15\18 gradi c.).
Palermo, altrettanto ferita, sta reagendo con l’istallazione di trappole con feromoni attrattivi, per cercare di contenere sempre di più l’espandersi dell’insetto, sembrerebbe essere una buona soluzione, anche se lamentano una difficile coordinazione da parte di tutta la popolazione.
Abbattere, abbattere, abbattere!!! Questo è l’ordine ben preciso, una volta accertatosi che c’è presenza di punteruolo nelle palme, suggerito sia dal Ministero all’ambiente, ma soprattutto dai professori universitari di tutta Italia; è la maniera in assoluto più dolorosa ma sicuramente la più efficace per non permettere al curculionide di continuare a girare.
Ma anche per abbattere si è riscontrato che ci sono dei problemi. La procedura di abbattimento e smaltimento deve essere fatta assolutamente in loco, interrare la palma non va bene, gli insetti riescono a venir fuori dal terreno integri, né tanto meno bruciare, resistono a temperature elevate, anzi sembra che bruciando le palme si velocizzi la fase di sviluppo delle pupe, l’unica soluzione è quella di triturare il tutto con biotrituratori e successivamente sterilizzare con principi attivi idonei; insomma più si riesce a contenere l’eventuale dispersione di insetti e larve, meglio è.
Si è parlato di endoterapia, su tale argomento si sono accesi aspri dibattiti, del resto con una pianta che io definisco una erbacea, vista la totale assenza di vasi vascolari all’interno di essa, l’endoterapia non risulta efficace o meglio risulta efficace solo in prossimità del foro di iniezione, sembra che il prodotto iniettato non riesca ad espandersi bene in tutta la pianta, né tanto meno ad arrivare al picciolo, dove c’è la presenza maggiore di insetti. L’uso di prodotti sistemici di forte impatto ambientale è risultato letale per il punteruolo, ma a danno dell’ambiente e con una costante cadenza (almeno mensile), del tutto illegale poi aggiungerei. Risultati positivi si sono ottenuti anche con la dendrochirurgia, la totale pulitura della pianta, con potature “folli” direi, certo si risolve il problema subito ma non è detto che in seguito la pianta non venga più attaccata. I francesi stanno utilizzando i nematodi entomopatogeni, ma anche questa tecnica sembra non efficace al 100% e richiede un sacco di interventi.
Questo punteruolo è davvero micidiale, su di esso sono stati trovati, più o meno al centro del dorso nella giunzione delle ali, due specie diverse di acari e sugli acari stessi sono state trovate spore di funghi patogeni, incredibile!, muori o per una cosa o per un’altra. Questi acari sembra che determinino e stimolino le funzioni sessuali dell’individuo adulto a tal punto da stabilire se spostarsi o meno da una pianta all’altra, cambiare il maschio di accoppiamento, emanare o meno ormoni riproduttivi nell’aria.
Si è parlato di onde elettromagnetiche per la disinfestazione totale del punteruolo rosso delle palme (Rhinchophorus Ferrugineus) (1) (www.ecopalm.it), ma i costi sono troppo elevati e, secondo il mio punto di vista, il sistema, anche se al 99% funzionante, è troppo “macchinoso”, basti pensare a tutte quelle palme non facilmente avvicinabili con un mezzo meccanico, perché situate in zone ardue.
Interessante l’intervento del relatore francese che è riuscito ad isolare l’odore che cambia in presenza di punteruolo anche solo nella semplice fogliolina della palma, ma si sono visti anche ottimi risultati con i cani. Le palme attaccate emanano un odore diverso rispetto a quelle sane, ed i cani lo sentono, ma indubbiamente un naso elettronico sarebbe molto più comodo da usare.
In conclusione, è necessario divulgare il più possibile informazioni a riguardo, tutti devono sapere e devono essere coinvolti nel segnalare quanto prima l’eventuale presenza dell’insetto. Abbattere è la priorità assoluta. Le palme non scompariranno dalla faccia della terra, sono sicuro che riusciranno a reagire da sole creandosi “anticorpi”capaci di contrastare il curculionide (nell’800 sembra ci sia stato un altro attacco di punteruolo in Italia e in Francia, le palme non erano così numerose come oggi, ma ne morirono tante e nessuno sapeva il perché, per anni sono continuate a morire fino a quasi estinguersi, ma piano piano con lo scomparire delle palme è scomparso anche il punteruolo). Se questo è lo scotto da pagare…
Per quanto riguarda l’isola d’Ischia direi che forse siamo più fortunati degli altri, con una azione congiunta di tutti i comuni si potrebbe emettere una delibera che vieti l’importazione delle specie di palme interessate dalla terraferma (il punteruolo non svolazza per più di 1-2 km di distanza), individuare quanto prima e nel tempo più veloce possibile le piante infestate, abbatterle il prima possibile, magari anche facendosene carico della spesa i Comuni, e cercare di isolare sempre di più l’insetto, magari utilizzando trappole con feromoni, facendo attenzione però a seguire una logica di distribuzione, perché poche singole trappole potrebbero essere più dannose che utili. “Obbligare” i vivaisti, i giardinieri e gli architetti a svariare su altre specie di piante, tralasciando “momentaneamente” le palme.
1) Con l’uso dell’Ecopalm Ring, una macchina a fascia circolare, dotata di generatori elettrici di microonde che irraggiano l’energia ad altissima frequenza verso il centro della palma. La macchina è dotata di settori che si aprono e chiudono per l’inserimento della palma dentro la fascia circolare.