Tu mi cammini accanto
ma non ti sento,
non lasci il tuo passo
nel mio cuore.
Non ti vedo ma respiro
la tua assenza.
So che ci sei mentre
conduci la mia vita
arsa e spenta nel fuoco
di un’ infanzia che risale
alla sua purezza, intatta
nel corso del tempo.
E son cenere per la gioia
di ritrovarti al mio fianco,
all’improvviso e senza rogo,
fino a quando l’ultima notte
non discenda ai miei occhi
nell’ultimo anelito
per la tua gloria.
A grappoli giunge la carovana
del dolore e lo sguardo
non è ancor pieno
e le mani sono ancor vuote:
ch’io possa alzarle a te,
seppur dolente, e trattenerti
in una lacrima, cibo
alla mia fame per questa
briciola furiosa d’amore.
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Fiammiferi familiari
Serarcangeli Editore,
Roma 2006
.
Ora dimmi, amica notte,
per quale guado
il deserto s’incammina
nei sogni e come - sotto
il sole infuocato –
schiamazzano le voci
del mistero.
Dimmi la menzogna
d’ogni segreta pena,
dimmi del dolore
- vecchio dolore -
nel profondo cristallo
che sanguina.
Dimmi del desolato fantasma
ch’io sono e come ascolto
in preghiera - umile e solo -
il salmo sincero dell’anima.
Amica notte:
vagare per specchi,
per lontananze confuse
in un labirinto d’amore
dove ogni lacrima
è voce o eco lontana.
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In piccola scia
Serarcangeli Editore,
Roma 2009
Fin quando una luce,
pur esile e piccola,
illumina il lacerto d’ombra
e i suoi tornanti,
m’accorgo d’esistere.
Neppure mi chiedo se sei sorta
da una notte, da quella buia
stanza filtrata nel lampo
di una reciproca luminosità,
vibrando parole, vibrando
la foresta marina d’un cuore
per quel filo che non cede
alla stanchezza e mormora
una voce, un dolore che è gioia
piena, un ridesto che nulla divide.
Potrei rispondere parlando
di vita secondo la vita,
sul ciglio del pensiero
che si risveglia, di una strettoia
che si fa precipizio
nell’istante aggrappato
all’immenso più morbido.
Forse quel lampo d’innocenza,
forse quello stormo in fuga
m’astrae alla sorgente
di un nudo pensiero.
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In piccola scia
Serarcangeli Editore,
Roma 2009