| |
Valutazione del turismo in Campania negli anni 2006 e 2007
Analisi
tratta dalla relazione dell’assessore regionale Marco Di Lello
presentata nella edizione 2007 degli Stati Generali del Turismo (Sorrento
25 e 26 ottobre)
Nel 2006 i dati provvisori Istat sul flusso totale di clienti nell’insieme
degli esercizi ricettivi in Campania hanno indicato 19,1 milioni di
giornate di presenza a fronte di un complesso di 4,5 milioni di arrivi,
discostandosi in maniera non evidente dai dati degli EEPPTT. Rispetto
all’anno precedente gli arrivi e le presenze hanno avuto un lieve
incremento invertendo comunque la tendenza negativa che aveva caratterizzato
il 2005.
In assenza di dati certi e confermati, attività che
ci auguriamo possa essere fatta con una certa dose di attendibilità dal
neoistituito Osservatorio regionale del Turismo, assumiamo per buoni
quelli raccolti dagli EEPPTT in modo da avere un dato tendenziale fondamentale
per un’analisi di prospettiva, nella consapevolezza che, in tema di semplice
raccolta dati occorre registrare passi in avanti, anche attraverso una maggiore
collaborazione con le questure.
La Campania ha visto, nell’anno 2006, una situazione
pressoché stazionaria delle presenze complessive e un aumento di arrivi
dell’1,4% causato dalla componente straniera.
In termini di arrivi, nel 2006 rispetto all’anno
precedente, migliori sono i risultati della clientela straniera (+3,9%), mentre
si trova ancora in difficoltà la clientela italiana (-0,3%). In termini
di presenze entrambe le componenti mantengono le stesse posizioni del 2005,
che però era stato un anno critico, con un lieve aumento dello 0,1%.
Ne consegue che la permanenza media degli stranieri si è ulteriormente
ridotta, mentre è leggermente aumentata quella dei nazionali. Nello
specifico i dati più incoraggianti provengono da alcune realtà della
provincia di Napoli, anche se in generale il 2006 possiamo considerarlo chiuso
tra luci ed ombre, con un segno comunque positivo, che almeno conferma l’inversione
di tendenza seppur al di sotto delle aspettative.
Nel dettaglio si evidenzia come nella provincia di
Napoli siano stati registrati 11.353.605 di presenze di cui 2.104.376 a Napoli
città, mentre gli arrivi sono stati 2.919.564 di cui 865.758 nel capoluogo
partenopeo: se le presenze sono dunque rimaste sostanzialmente invariate (-0,8%),
gli arrivi sono invece cresciuti di oltre 100mila unità, con un incremento
percentuale di 4 punti.
Nella provincia di Salerno con 7.553.806 presenze
e 1.316.316 arrivi si è registrato un lieve decremento rispetto al 2005
(-1,5%), mentre nella provincia di Benevento gli arrivi sono stati 59.099 e
le presenze 155.207, confermando i numeri del precedente anno.
Nel litorale domizio e nell’area del Matese
il 2006 si è chiuso con 157.292 arrivi, in calo rispetto al 2005 mentre
sono cresciuti, dato anomalo ed in controtendenza, del 9% le presenze, che
sono passate da 794.850 a 869.636. L’Irpinia ha registrato nel 2006 118.578
arrivi con un lievissimo aumento (+0,8%) mentre le presenze sono state 242.343,
con una crescita di circa 3000 pernottamenti, pari a +1,2%
In definitiva secondo i dati EEPPTT nel 2006 abbiamo
registrato 4.570.849 arrivi e 20.174.597 presenze, secondo l’Istat invece
gli arrivi sono stati 4.507.174 e le presenze 19.143.038: in entrambi i casi
in crescita rispetto ai dati del 2005 dell’ 1,4 % secondo l’istituto
di statistica e del 3% secondo i dati EPT.
Si tratta di un dato insoddisfacente, ma comunque
positivo Relativamente al primo semestre 2007 i dati raccolti presso gli EPT,
nonostante le straordinarie difficoltà dei mesi scorsi, portano a stimare
un leggero incremento del movimento turistico valutabile intorno all’1%,
anche se per la città di Napoli si registra una performance più negativa.
I primi mesi del 2007 evidenziano infatti un leggero aumento, nonostante il
ciclone rifiuti che ha investito particolarmente Napoli e la sua provincia:
si mantengono le posizioni con lievi aumenti: nelle cinque province campane
si registrano 2.075.455 arrivi nel primo semestre 2007 contro i 2.058.168 dello
stesso periodo del 2006. Per quanto riguarda le presenze da gennaio a giugno
dell’anno in corso sono state 7.083.202 contro le 7.072.661 presenze
del primo semestre 2006.
Con riferimento alle singole province, nel caso di
Napoli, nei primi sei mesi del 2007 si verifica una diminuzione complessiva
delle presenze pari a -1,2%, dovuta ad un calo del 4,6% della componente nazionale
non compensate a sufficienza dall’ aumento del 2,4% della componente
straniera.
In realtà l’andamento negativo è determinato dal
Comune di Napoli che rileva una diminuzione complessiva delle presenze
del 5,2% a fronte di una diminuzione dell’11,3% delle presenze
nazionali e di un aumento del 2,6% della componente estera.
È questo un fatto molto significativo perché mostra
che la crisi dell’anno in corso è imputabile al movimento degli
italiani.Tale andamento risulta particolarmente negativo perché si verifica
in un contesto di forte crescita di tutte le grandi città d’arte
italiane, ed è in buona parte imputabile all’emergenza rifiuti,
ai problemi di sicurezza sociale, problemi che hanno inciso profondamente anche
sull’immagine di tutta la regione : d’altra parte è bene
sottolineare come la provincia di Napoli determini circa il 54% del movimento
turistico della regione.
Sono invece le aree interne ad essere le protagoniste
del 2007. Così, ad esempio, secondo i dati EPT riferiti ai primi mesi
dell’anno in corso: in provincia di Avellino si registra il +4,76 per
cento, da gennaio ad agosto 2007, di arrivi (81.424 su 77.549 dello stesso
periodo) mentre le presenze crescono del + 9,83 per cento (182.449 su 164.510
di gennaio-agosto 2006). E sono soprattutto gli stranieri con il + 26,04 per
cento di presenze a scoprire l’Irpinia (28.583 su 23.512 dei primi sette
mesi del 2006) e + 8.30 per cento di arrivi (9.607 rispetto a 8.810 dello stesso
periodo 2006); ma anche gli italiani crescono in presenze dell’ 8,36
per cento (153.866 su 140.998 di gennaio-agosto 2006) e in arrivi del 4.11
per cento (71.687 su 68.739).
Nell’intera provincia di Caserta si registra
da gennaio a luglio il + 15,73 per cento di arrivi rispetto allo stesso periodo
dell’anno scorso (109.874 da gennaio a luglio 2007 rispetto ai 92.590
del 2006) ed il +11 per cento di presenze (441.061 per gennaio a luglio 2007
contro i 392.481 dei primi sette mesi dello scorso anno). Le località di
Terra di Lavoro conquistano il +19,54 per cento di presenze di stranieri (189.047
per cento nei primi sette mesi dell’anno in corso su 152.113 dello stesso
periodo dell’anno precedente) ed il +12,11 per cento di arrivi di stranieri
( 31.149 contro i 27.377 degli stessi mesi del 2006); gli italiani aumentano
in presenze del +4,62 per cento (252.014 su 240.368) e del +17,16 per cento
in arrivi (78.725 su 65.213) dati riferiti per la provincia di Caserta a gennaio-luglio
2007 rispetto allo stesso periodo del 2006.
Nella provincia di Benevento gli arrivi sono invece
stati 26.769 nel primo semestre 2007 mentre le presenze sono state 67.191,
sostanzialmente in linea con i numeri dello scorso anno (-0,6%)
L’indagine effettuata dall’Osservatorio
del turismo regionale presso gli operatori durante il periodo estivo rivela
che per poco meno della metà degli intervistati l’andamento del
movimento estivo delle presenze è risultato stazionario o positivo,
ma per poco più è risultato negativo, per cui il saldo appare
negativo. La propensione negativa risulta maggiore per i nazionali rispetto
agli stranieri. Tenuto conto delle diverse dimensioni delle strutture e del
recupero che sembra essersi verificato nei mesi di settembre, si può stimare
che la percentuale di diminuzione delle presenze relativamente al periodo estivo
giugno-settembre possa attestarsi intorno all’1% appesantendo così il
dato complessivo dei primi otto mesi dell’anno che altrimenti avrebbe
confermato quel trend timidamente positivo già registrato nel 2006 con
risultati senz’altro migliori.
La generalizzata difficoltà che il turismo
balneare ha incontrato nell’ultimo periodo estivo, anche per la forte
concorrenza sui prezzi delle altre destinazioni mediterranee, ha dunque influito
negativamente sul movimento verso la Campania.
Risultano in aumento i segmenti di nicchia riconducibili
al turismo ambientale e sportivo, che però rappresentano una quota ridotta
del turismo regionale.
Hanno retto bene il mercato le offerte di eccellenza
e di qualità, con servizi a notevole valore aggiunto.
Come stima dell’intero anno 2007 si valuta che
si tratterà ancora di un anno di difficoltà con una situazione
ancora poco più che stazionaria ed un incremento finale delle presenze
intorno all’1%, determinato dalle performance più positive dei
mesi primaverili ed autunnali: piccoli segnali di crescita ma comunque incoraggianti
su cui credo nessuno, a cominciare da me, avrebbe scommesso un euro dopo la
drammatica emergenza della scorsa primavera.
Le tendenze congiunturali rilevate sono il risultato della combinazione
di diverse componenti, in parte riscontrabili anche a livello nazionale,
in parte peculiari della Campania.
Così anche per questa regione il turismo balneare tradizionale
incontra difficoltà a causa della forte concorrenza delle altre
destinazioni mediterranee.
Le difficoltà sembrano essere maggiori per
il turismo dei nazionali rispetto alla componente estera, per la presenza di
una offerta molto caratterizzata in senso qualitativo.
La componente straniera ha risentito, in questi anni, di una significativa
diminuzione dell’appeal della città di Napoli, anche se
i dati effettivi relativi al primo semestre 2007 mostrano un recupero
di credibilità ed una certa inversione di tendenza che, qualora
fosse confermata a fine anno, potrebbe fare ben sperare per il futuro.
Alcuni operatori notano che i clienti tendono ad evitare
il periodo dell’alta stagione per la pratica di prezzi notevolmente più alti,
mentre sono in leggero aumento le presenze nei periodi di bassa stagione, in
particolare nei mesi dell’anticipo.
Una tendenza da tutti riscontrata è l’aumento
dei brevi periodi di soggiorno (short break di due o tre giorni), mentre diminuiscono
le fruizioni di lungo periodo e settimanali.
Per quanto riguarda il movimento delle città d’arte,
mentre nelle altre regioni mostra un aumento generalizzato, nel caso di Napoli è inficiato
dai noti problemi relativi alla igiene pubblica (raccolta dei rifiuti solidi
urbani) e dalla sicurezza pubblica, anche a causa del grande battage che su
questi temi hanno scatenato i media.
Prospettive future: fare sistema
Fare sistema è stata la nostra
parola d’ordine lo scorso anno a Paestum: a distanza di dodici
mesi, mentre registriamo ancora qualche difficoltà sul fronte
della sinergia pubblico-privato mi pare giusto sottolineare un importante
risultato sul fronte della programmazione dei fondi europei.
Il Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale
di sviluppo 2007–2013 ha infatti introdotto lo strumento del Programma
Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” quale
strategia attraverso cui determinare le condizioni per aumentare l’attrattività dei
territori e creare opportunità di crescita e di occupazione nelle regioni
del Mezzogiorno: le otto regioni del Mezzogiorno, insieme con il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, il Dipartimento del Turismo presso
la Presidenza del Consiglio ed il Ministero dell’Ambiente scelgono così di
fare squadra, di giocare insieme la partita della competizione turistica, aumentando
la scala territoriale dell’offerta, per intercettare la domanda che proverrà dai
nuovi mercati e che le regioni non sono in grado di soddisfare singolarmente.
L’evoluzione dei flussi turistici globali registrata da UNWTO presenta
una forte dinamicità: nel 2005 gli arrivi in tutte le destinazioni mondiali
sono stati di circa 800 milioni; la stima di crescita di UNWTO prevede che
questo flusso raddoppierà nei prossimi 10/15 anni, in particolare grazie
al contributo dei nuovi bacini turistici (India, Cina, Russia…) raggiungendo
dunque il miliardo e mezzo di arrivi su scala globale.
Il sistema turistico “Mezzogiorno” dovrà essere
pronto per questo appuntamento con la nuova domanda proveniente dal mercato
turistico globale, e puntare ad una quota aggiuntiva non inferiore al 5 per
cento dei nuovi arrivi stimati.
In questa logica, è senz’altro utile sottolineare l’esigenza
di promuovere una strategia integrata d’intervento che assicuri
un’azione collettiva e a scala interregionale capace di superare
il localismo che ha sinora caratterizzato le politiche territoriali
in termini di offerta turistica, attraverso un’efficace messa
in rete delle principali eccellenze e dei relativi sistemi territoriali,
capace di attrarre e rispondere alle richieste della nuova domanda
turistica;
Il POIN, di cui abbiamo approvato il documento strategico,
costituisce in tal senso un’occasione irrinunciabile, non tanto per l’importante
dotazione di risorse finanziarie, quanto soprattutto quale stimolo per le Regioni
del Mezzogiorno di ricercare, per la prima volta, una strategia unitaria che
rafforzi e consolidi l’offerta turistica dei propri territori, presentandosi
quale unica realtà integrata nei confronti del nuovo mercato turistico
globale.
Se l’obiettivo fissato è quello di intercettare
una parte dei nuovi flussi mondiali la strada scelta è quella della
valorizzazione e messa in rete degli attrattori naturali, culturali e paesaggistici
d’eccellenza del Mezzogiorno quale modalità attraverso cui rafforzare
ed accrescere il vantaggio competitivo dei territori in termini di attrattività complessiva,
e di costruire, promuovere e sostenere un’immagine unitaria e riconoscibile
del sistema di offerta turistica delle Regioni del Mezzogiorno basata sulla
valorizzazione delle risorse culturali, naturali e paesaggistiche, quale sinonimo
di qualità ed eccellenza.
È un percorso nuovo ed entusiasmante anche
per questo e l’aver individuato la nostra regione come capofila del progetto
deve essere per tutti noi motivo di grande orgoglio.Ma nessuno può permettersi
di ritenersi soddisfatto, neanche per un minuto: aumentano invece le responsabilità di
cui farsi carico, aumenta il lavoro e di pari passo deve aumentare l’impegno
di ciascuno di noi. La tentazione di chiamarsi fuori, di scaricare su altri,
di elevare il tasso di polemica è sempre in agguato: io stesso a volte
cedo a questa tentazione, ma dopo quasi 8 anni di governo e molti capelli bianchi
sto imparando ad apprezzare il valore del lavoro silenzioso, ancor più quello
della collaborazione. In questi anni tutte le principali scelte strategiche
sono state condivise con le parti sociali, sarà così anche per
il futuro, nella certezza che chi chiede di lavorare insieme sia poi pronto
a farlo, anche a costo di un titolo di giornale in meno e qualche ora di tempo
sottratta al proprio lavoro:
È venuto davvero il momento di fare
squadra, di comprendere che la competizione non è al nostro interno,
ma al di fuori di noi, che da un momento difficile si esce solo con un lavoro
comune, che le grandi potenzialità, le grandi sfide, si vincono solo
se ciascuno fa la propria parte.
SU
|