La Rassegna d'Ischia 2007 n. 5
  Home  | Indietro


Parco della Villa Reale d’Ischia - Le principali specie vegetali

  
di Francesco Vallariello
Il patrimonio vegetale presente nel Parco della Villa Reale d’Ischia è costituito da piante arboree, arbustive ed erbacee. Tralasciando la vegetazione costituita da specie erbacee prevalentemente annuali, sono state censite solo quelle arboree ed arbustive. Tra queste vi è un nutrito gruppo di piante spontanee tipiche della macchia mediterranea, di cui ci siamo occupati nel precedente numero de La Rassegna d’Ischia.
Incominciamo ora a trattare delle specie coltivate ( I ).

Acacia dealbata Link (mimosa)
    Famiglia: Mimosaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta originaria dell’Australia e della Tasmania.
    Descrizione: specie arborea sempreverde di media grandezza e a rapido sviluppo, può raggiungere un’altezza di 10-15 m. Presenta una chioma irregolare con un diametro di 7-10 m, una corteccia liscia e grigia e rami giovani pubescenti. Le foglie sono bipennate, lunghe 15-25 cm e di colore verde-grigio argenteo. I fiori sono profumati e di colore giallo zolfo; essi compaiono in marzo-aprile, sono piccolissimi e si riuniscono in capolini portati in grandi infiorescenze.
    Note: come pianta ornamentale si presta molto bene nella decorazione dei giardini; ha infatti una bella e abbondante fioritura durante il periodo invernale. Non è però un’essenza arborea assai longeva.
    Dopo la scoperta dell’Australia, tale pianta si è ben presto diffusa in Europa e nei paesi a clima temperato. Preferisce una posizione soleggiata e resiste molto bene alla siccità estiva. A Ischia è abbastanza diffusa su tutto il territorio isolano. È una delle specie a fioritura invernale maggiormente utilizzata come pianta da fiore reciso.

Adhatoda vasica Nees
    Famiglia: Acanthaceae
    Habitat e areale di distribuzione: è una specie originaria delle Indie.
    Descrizione: pianta arbustiva, cespugliosa, può raggiungere un’altezza di 2-4 m; è molto ramificata alla base e i suoi rami sono leggermente pubescenti, articolati e nodosi.
    Le foglie sono opposte, lanceolate, glabre, di colore verde intenso, con nervature un po’ infossate.
    Tale pianta fiorisce abbondantemente in primavera e in estate. I fiori sono riuniti in spighe ascellari lunghe 10 cm e sono dotati di un calice verde con 5 divisioni allungate e di una corolla tubulosa, bilabiata, di colore bianco, con labbro inferiore trilobato e con una linea rosso-purpurea nella parte centrale; i 2 stami sono forniti di grosse antere verdognole.
    Note: questa pianta è abbastanza rara nei nostri giardini. Si adatta bene alla decorazione degli spazi verdi solo se coltivata in piena terra, in zone temperate, non troppo soleggiate e con terreno ricco di humus.
    Nell’isola d’Ischia vi sono diversi esemplari piantati in piena terra nel giardino del Casino Reale a Ischia Porto.

Agapanthus umbellatus L’Herit. (agapanto)
    Famiglia: Liliaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta originaria dell’Africa australe.
    Descrizione: pianta perenne, rustica o semirustica, cespitosa, con radici tuberizzate, grosse e carnose, può raggiungere un’altezza di 60-90 cm.
    Le foglie sono persistenti, inguainanti, leggermente curve, canalicolate verso la base, lunghe 50-60 cm, larghe 2-3 cm.
    Lo scapo fiorale è alto circa 80-120 cm e si sviluppa al centro della rosetta fogliare. I fiori sono vistosi, inodori e riuniti in numero di 30-40 in ombrelle emisferiche di colore blu scuro. La fioritura avviene in giugno-luglio.
    I frutti sono capsule oblunghe a sezione triangolare.
    Note: la maggior parte delle specie del genere Agapanthus, in particolare le entità ibride, viene coltivata nelle regioni temperate. Si tratta di piante rustiche che si coltivano all’aperto in quasi tutta l’Italia; in molte zone è però necessario proteggerle durante l’inverno.
    Nelle località più fredde, la coltivazione si effettua nelle serre. L’Agapanthus umbellatus preferisce terreni ben drenati e ricchi di sostanze organiche. In Campania è presente in quasi tutti i giardini, in particolare quelli realizzati dal 1800 in poi.

Agave americana L. (agave)
    Famiglia: Agavaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie originaria dell’America centrale e del Messico, è stata introdotta in Italia si è inselvatichita e spontaneizzata lungo tutta la costa del Mediterraneo. Spesso diviene un’entità caratteristica del paesaggio costiero, dove domina le zone più aride e assolate. Nell’isola d’Ischia è presente quasi ovunque sul territorio.
    Descrizione: tale pianta può raggiungere un diametro di 4 m ed è caratterizzata da foglie disposte a rosetta e di notevoli dimensioni, con apice  aguzzo  e  margini  spinosi.  Lo  scapo  infiorescenziale  viene prodotto una sola volta dopo circa 10 anni e può raggiungere i 10 m di altezza;  esso  si  origina  al  centro  della  rosetta  fogliare  e  presenta numerosi rami laterali che contribuiscono a formare un’infiorescenza grande e rada, una spiga composta di forma piramidale.
    I fiori sono tubulosi, giallognoli, con stami sporgenti e con ovario infero, tricarpellare e portante numerosi semi.
    In genere, dopo la fioritura la pianta emette numerosi germogli che danno origine a nuove piante, mentre la rosetta di foglie che ha fiorito muore.
    Note: nell’isola d’Ischia, lo scapo fiorale disseccato, cavo all’interno, veniva impiegato nelle campagne come canale per raccogliere e convogliare le acque piovane.
    Altri usi tradizionali di tale pianta riguardano le fibre che si ricavano dalle foglie, che vengono usate soprattutto per fabbricare corde. In alcune famiglie, la fibra di agave veniva usata per cucire i cappelli di paglia realizzati in modo artigianale.

Aloe arborescens Mill. (aloe)
    Famiglia: Aloaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta originaria del Sudafrica, è molto diffusa nei giardini delle zone a clima temperato. Nell’isola d’Ischia è spontaneizzata sulle rupi marine del Castello Aragonese ad Ischia Ponte.
    Descrizione: pianta dotata di uno scapo ramificato alto oltre 1 m, è fornita di foglie grandi, persistenti, succulente, a sezione più o meno regolarmente triangolare, falciformi, larghe alla base e con margine dentato-spinoso.
    L’infiorescenza è un racemo ascellare eretto, lungo e compatto. I fiori appaiono nel periodo invernale e sono penduli, di colore giallo-rossastro e presentano un perigonio cilindrico, lungo circa 3 cm. I tepali sono saldati nella parte inferiore e liberi in alto; gli stami sono sei e l’ovario è supero. Il frutto è una capsula con numerosi semi scuri e appiattiti.
    Note: specie utilizzata a scopo medicinale, si usa a piccole dosi come amaro e a dosi maggiori come purgante e colagogo. Recentemente questa pianta viene molto utilizzata nella medicina popolare poiché molti ritengono che abbia proprietà antitumorali.
    Sul territorio isolano, tale pianta è molto diffusa ed è utilizzata, in vaso o in piena terra, per decorare i giardini.

Aloe vera L. (aloe vera)
    Famiglia: Aloaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie di origine africana, è spontaneizzata sulle rupi marine del Castello Aragonese ad Ischia Ponte.
    Descrizione: pianta cespitosa alta fino a circa 1 m, presenta foglie grandi, persistenti, più o meno regolarmente triangolari, succulente, con margine dentato-spinoso e lunghe 30-50 cm. L’infiorescenza è un racemo ascellare lungo e compatto, eretto.  I fiori sono penduli, di colore giallo-rossastro, con perigonio cilindrico lungo circa 3 cm. I tepali sono saldati nella parte inferiore e liberi in alto; gli stami sono in numero di 6 e l’ovario è supero. Il frutto è una capsula con numerosi semi scuri e appiattiti.
    Note: tale pianta è usata per le foglie e per il succo evaporato, concentrato e polverizzato. Essa viene impiegata nell’industria cosmetica per la produzione di creme, oli, profumi e saponi. Recentemente, le foglie di questa pianta vengono utilizzate nella medicina popolare, giacchè si ritiene che abbiano proprietà antitumorali. È abbastanza ornamentale e a Ischia spesso viene coltivata in vaso.

Althaea rosea Cav. (malvone)
    Famiglia: Malvaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta originaria della Cina, si trova spontaneizzata nell’Italia meridionale e insulare. Sul territorio isolano è diffusa nei boschi, sulle colline e nelle pinete.
    Descrizione: pianta cespitosa, pubescente, con grosse radici biancastre, presenta un fusto eretto alto fino a 2 m, con alcune ramificazioni nella parte mediana.
    Le foglie sono alterne, larghe 10-15 cm e presentano 5-6 lobi angolosi e poco profondi; il picciolo è allungato ed eretto. I fiori sono di rilevanti dimensioni e si dispongono in racemi spiciformi lunghi oltre 1 m; il calice è tomentoso e presenta 5 lobi disposti a coppa, la corolla è dotata di 5 petali arrotondati, con nervature appariscenti, saldati alla base, di colore variabile dal rosa al bianco o al rosso-violaceo, gli stami sono numerosi e disposti a piumetto. Tale pianta fiorisce durante l’estate.
    Da questa specie sono state ottenute alcune varietà a fiori semidoppi e doppi, molto decorativi. È una pianta molto rustica, di bellissimo aspetto specialmente se piantata in gruppi. I frutti sono delle cocche fortemente schiacciate, rugose e pelose sul dorso, nascoste nel calice persistente.
    Note: di tale pianta si usa il fiore essiccato per realizzare tisane contro la bronchite. In passato, veniva impiegata per dar colore al vino bianco, soprattutto con i fiori di color viola scuro.

Amaryllis belladonna L. (amarillide)
    Famiglia: Amaryllidaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale pianta è originaria dell’Africa australe.
    Descrizione: pianta bulbosa rustica, presenta un bulbo piriforme, abbastanza grosso, poco prolifero e dotato di tuniche esterne di colore marrone lucido.
    Le foglie sono nastriformi, erette o un lievemente incurvate, lunghe 30-50 cm e larghe 1-2 cm.
    Lo scapo fiorale è eretto e alto 60-70 cm. I fiori sono riuniti in numero di 6-10, sono imbutiformi, penduli, molto profumati e di colore rosa tenero. Tale pianta fiorisce in agosto-settembre dopo le prime piogge.
    Note: specie coltivata nelle regioni temperate per decorare i giardini e per la vendita dei fiori recisi, è molto rustica e necessita di un periodo di riposo vegetativo durante l’estate. Preferisce terreni ricchi di sostanza organica.

Antholyza bicolor Gasp. (gladiolo selvatico)
    Famiglia: Iridaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie originaria dell’Africa meridionale, spontaneizzata in Italia meridionale e insulare; in alcune zone, come ad esempio nell’isola d’Ischia, è presente sia in coltivazione che inselvatichita.
    Descrizione: pianta bulbosa con foglie ensiformi, erette, distiche, alte 40-70 cm e larghe 3-6 cm, è caratterizzata da fiori riuniti in spighe semplici o ramose, distiche. Il perianzio è tubuloso, lungo circa 6 cm, inferiormente gialliccio, con 5 divisioni acute, per il resto rosso con striature verdi. Tale pianta fiorisce in primavera.
    Note: attualmente, tale pianta è poco coltivata nei giardini. Ad Ischia è presente, oltre che all’interno del giardino del Casino Reale, anche lungo la fascia costiera, in particolare nei comuni di Ischia, Casamicciola Terme e Forio.

Bougainvillea glabra Choisy (buganvillea)
    Famiglia: Nyctaginaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale specie è originaria del Brasile.
    Descrizione: pianta con fusto arbustivo, sarmentoso e rampicante, coltivata in piena terra raggiunge i 10-15 m di altezza. Il fusto è provvisto di numerose ramificazioni legnose, con spine corte e robuste.
    Le foglie sono alterne, ovate, acute, poco ondulate, glabre, lunghe circa 5 cm e brevemente picciolate.
    I fiori sono piccoli, giallicci, lungamente tubulosi, riuniti a gruppi di tre elementi all’interno di un involucro formato da tre larghe brattee membranacee, ovate, acute, di colore rosa-purpureo brillante; il tutto è riunito in cime ramose, ascellari e terminali. Tale specie fiorisce abbondantemente in maggio-giugno.
    Note: è una delle specie rampicanti più diffuse nei giardini dell’Italia centro-meridionale. Si presta benissimo per rivestire muretti di recinzione, pergolati e pareti. Molto rustica, preferisce una posizione soleggiata e terreno ben drenato.

Camellia japonica L. (camelia)
    Famiglia: Theaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale pianta è originaria dell’India, della Cina e del Giappone.
    Descrizione: è una pianta arborea o arbustiva, sempreverde, che può raggiungere un’altezza di 2-6 m; è fornita di numerose ramificazioni disposte a piramide conica.
    Le foglie sono rigide, persistenti, alterne, coriacee, lucide, cuoiose, di colore verde scuro, lunghe circa 10 cm e larghe 5 cm, di forma ovato-ellittica, crenulate-denticolate e leggermente incurvate al margine; il picciolo è corto e robusto.
    I fiori sono solitari o riuniti a gruppi di 2-3 elementi e si formano all’estremità dei germogli laterali. Essi possono assumere colori diversi, giacché possono presentarsi bianchi, rosa, rosso-porpora o a colorazione mista, e possono avere varie forme, poiché nelle varie cultivar sono semplici, semidoppi, doppi, a fiore di anemone o a fiore di peonia. Tale pianta fiorisce in inverno o al principio della primavera.
    I frutti sono capsule legnose, deiscenti a maturità, con 2-3 semi di colore marrone.
    Note: tale pianta si può coltivare sia in serra, sia all’aperto e cresce bene nei luoghi protetti e nei terreni privi di calcare, tendenzialmente acidi, in posizione non molto soleggiata.
    Specie assai decorativa, sia per gli splendidi fiori che per il bel fogliame scuro e lucente, è utilizzata spesso per l’ornamento dei giardini situati in zone a clima non molto rigido. In Campania è presente in tutti i giardini dei Siti Reali.
    Al genere Camellia appartiene anche la pianta del tè (Camellia sinensis L.), le cui foglie sono usate per ottenere la ben nota bevanda.

Cedrus atlantica Manetti (cedro dell’Atlante)
    Famiglia: Pinaceae
    Habitat e areale di distribuzione: tale pianta è originaria dell’Africa settentrionale.
    Descrizione: specie arborea sempreverde alta 20-40 m, presenta una chioma piramidale. Le ramificazioni principali sono ascendenti, mentre quelle secondarie sono leggermente pendule. Nelle piante molto vecchie i rami principali possono assumere un andamento orizzontale; in tal caso la chioma diviene espansa.
    Le foglie dei rametti più giovani sono isolate, aghiformi, mentre quelle dei rami più vecchi sono rigide, riunite in ciuffi e si presentano più corte delle precedenti.
    I coni, a forma di barile, sono lunghi circa 7-10 cm. Essi sono formati da squame strettamente sovrapposte, sono leggermente concavi all’apice e persistono sulla pianta per lungo tempo; dapprima si presentano di colore verde-scuro, successivamente diventano marrone chiaro. I semi sono cuneiformi e sono dotati di un’ala triangolare.
    Note: adatta per grandi giardini e parchi, è specie assai decorativa dalla crescita molto rapida.

Cinnamomum camphora T. Nees & Eberm. (canforo)
    Famiglia: Lauraceae
    Habitat e areale di distribuzione: è specie arborea della Cina, del Giappone e dell’isola di Formosa. Attualmente quest’ultima costituisce il più importante centro di produzione della canfora. In Italia, tale pianta prospera meravigliosamente in diverse regioni a clima mite, in particolare nei settori a clima mediterraneo.
    Descrizione: grosso albero sempreverde che può raggiungere notevoli dimensioni, presenta una chioma globosa, molto espansa e un tronco eretto, solitamente sviluppante ramificazioni sin dal basso e coperto da una corteccia bruno-chiara a placche piccole e regolari.
    Le foglie sono alterne, semplici, lunghe 6-12 cm, un po’ coriacee, ovate, acuminate, di colore verde chiaro, a margine intero, spesso con tre nervature più marcate e con un picciolo sottile; sono presenti due piccole ghiandole alla loro ascella.     Se stropicciate emanano il caratteristico odore di canfora.
    I fiori sono piccoli e biancastri. I frutti sono piccole drupe a maturità di colore violaceo.
    Note: questa specie viene spesso utilizzata per ornamento in parchi e giardini. In passato, dal suo legno per distillazione si estraeva la canfora; attualmente questa sostanza viene ottenuta prevalentemente per sintesi chimica e viene usata nella preparazione dell’alcool canforato, molto indicato contro i dolori articolari e muscolari, nonché per le sue proprietà tarmicide.

Citrus aurantium L. (arancio amaro)
    Famiglia: Rutaceae
    Habitat e areale di distribuzione:  specie originaria dell’Asia orientale, era probabilmente coltivata in Arabia già dal IX secolo; fu introdotta in Sicilia all’inizio dell’anno 1000. È presente in coltivazione nelle zone mediterranee a clima caldo. In Italia viene coltivata in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.
    Nelle regioni settentrionali a clima piuttosto rigido, se tenuta all’aperto non riesce a superare l’inverno, quindi viene coltivata in grandi vasi che sono poi portati all’interno di ampi locali con grandi vetrate chiamati “aranciere”.
    Descrizione: piccolo albero sempreverde con tronco liscio e chioma tondeggiante, raggiunge anche 6-9 m di altezza. Si distingue dall’arancio dolce per le foglie più scure e aromatiche, per le spine all’ascella delle foglie stesse e per la buccia dell’esperidio più ruvida e colorata.
    I rami sono forniti di lunghe spine, le foglie sono lunghe 7-10 cm, ovato-oblunghe, verde vivo sulla pagina superiore e più chiare in quella inferiore.
    I fiori sono bianchi, molto profumati, solitari o riuniti in gruppetti all’ascella di ciascuna foglia.
    I frutti sono tondeggianti, di colore rosso-arancio, con buccia ruvida e polpa amara e ricca di semi.
    Note: questa specie viene largamente utilizzata come portainnesto per l’arancio e altri agrumi, per alberature stradali e per ornamento nei giardini.
    Le foglie vengono utilizzate in fitoterapia: un infuso di 10-20 gr di foglie stimola la secrezione gastrica e ha proprietà antispasmodiche. Dai fiori si prepara l’essenza di arancio amaro, mentre le bucce sono impiegate per marmellate, bevande toniche e come base per il Curaçao; i frutti interi vengono canditi e utilizzati in pasticceria.
    Inoltre, foglie, fiori e frutti vengono utilizzati per l’estrazione di essenze mediante la distillazione, impiegate nella fabbricazione dei profumi.

Citrus limon (L.) Burm. fil. (limone)
    Famiglia: Rutaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie originaria dell’India, fu importata in Sicilia dagli Arabi nel X secolo o in periodi immediatamente successivi. È coltivata nella regione mediterranea, soprattutto nelle zone calde dell’Italia e prevalentemente in Liguria, sul lago di Garda, nelle regioni meridionali e nelle isole.
    Descrizione: piccolo albero sempreverde alto fino a 4-5 m, presenta una corteccia striata di colore grigio; i rami giovani sono verdi tendenti al bruno e quasi sempre muniti di spine.
Le foglie sono persistenti, ovali, acute, alterne, con margine crenulato-denticolato, spesso ondulate, coriacee, glabre, verde lucente, sviluppate e articolate su un picciolo alato.
    I fiori sono solitari o riuniti in mazzetti terminali inseriti all’ascella delle foglie o in piccole cime; il calice è urceolato e diviso in 5 lobi, la corolla è formata da 5 petali internamente bianchi e sfumati di porpora all’esterno. Gli stami sono numerosi (20-60) e sono riuniti in gruppi alla base dei filamenti; l’ovario presenta numerosi ovuli per ogni loggia.
    L’esperidio è di forma ovoidale e di colore giallo pallido a maturità, con il caratteristico umbone nella parte inferiore.
    Note: il limone è un albero diffusamente coltivato nelle nostre regioni sia per ornamento, sia per l’utilizzazione dei frutti. Il succo è molto ricco di vitamine, è dissetante e viene utilizzato tra l’altro per bevande e granite. In medicina popolare viene impiegato per combattere il mal di gola e le irritazioni della bocca.

Citrus paradisi Macfayden (pompelmo)
    Famiglia: Rutaceae
    Habitat e areale di distribuzione: pianta originatasi nel Nuovo Mondo probabilmente in seguito ad ibridazione tra pummelo e arancio dolce, viene coltivata su grandi estensioni negli Stati Uniti e in Israele per la produzione dei frutti, mentre in Italia è presente in piccole aree della Sicilia, della Calabria e della Campania.
    Descrizione: pianta arborea che può raggiungere un’altezza di circa 12 m, presenta una chioma tondeggiante, regolare e sempreverde. Le foglie sono di colore verde scuro, ovate, persistenti e con picciolo alato; all’ascella fogliare è presente una spina flessibile.
    I fiori sono più grandi rispetto a quelli delle altre specie di agrumi; essi sono bianchi e isolati o più spesso riuniti a mazzetti in racemi ascellari o terminali.
    Il frutto è un esperidio di dimensioni notevoli, tondeggiante, con buccia giallo chiara e con polpa succosa, acidula e amara, divisa in spicchi.
    Note: i frutti vengono utilizzati sia per il consumo diretto che per la preparazione di succhi.
    In Campania questa specie viene coltivata come curiosità botanica o come pianta ornamentale, per i suoi frutti grandi e spettacolari.

Cupressus arizonica Greene (cipresso dell’Arizona)
    Famiglia: Cupressaceae
    Habitat e areale di distribuzione: è una pianta diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali degli Stati Uniti.
    Descrizione: specie arborea sempreverde, può raggiungere un’altezza di 10-15 m. Presenta un fusto eretto, quasi cilindrico, con ramificazioni compatte, aperte e piuttosto corte, formanti una piramide conica allungata. La corteccia è fibrosa, finemente fessurata e di colore marrone.
    Le foglie sono squamiformi, persistenti, triangolari, cuoiose, strettamente addossate, disposte su 4 serie, fortemente glaucescenti e avvolgenti del tutto i rametti. Le foglie giovani sono sottili e appuntite, generalmente con le punte incurvate verso il basso.
    Le strutture riproduttive sono unisessuali e si formano sul medesimo esemplare; quelle maschili sono riunite in strutture amentiformi giallognole; quelle femminili sono scagliose e formano poi coni, detti galbuli, di forma globosa e di mediocre grandezza, muniti di squame con un’appendice.
    Note: tale specie viene utilizzata per formare siepi alte, ma si adatta anche come esemplare isolato in spazi limitati.

Cupressus sempervirens L. (cipresso comune)
    Famiglia: Cupressaceae
    Habitat e areale di distribuzione: specie originaria delle regioni mediterranee orientali, è stata introdotta nel nostro territorio da tempi immemorabili. Predilige inverni miti e piovosi, seguiti da estati calde e aride, e si ritrova in special modo sui pendii collinari e montani.
    Descrizione: albero sempreverde, molto longevo, a lento accrescimento, presenta un fusto eretto che può raggiungere un’altezza di circa 15-20 m, con ramificazioni numerose, folte, erette, formanti una chioma di forma conica-piramidale molto allungata. La corteccia è di colore grigio-bruno e si mostra fessurata negli esemplari più vecchi.
    Le foglie sono persistenti, piccole, appiattite, le adulte un po’ dimorfe, lineari-oblunghe, acute, squamiformi, romboidali e di colore verde scuro; esse portano una glandola cenerognola sul dorso.
    Nel cipresso, i coni maschili e femminili si formano sullo stesso esemplare: i primi sono di colore giallastro e di forma ovato-allungata, mentre i secondi sono ellissoidali, presentano una colorazione purpureo-verdastra e, dopo la fecondazione, si trasformano in strutture legnose, dette coccole o galbuli, aventi forma quasi sferica e contenenti piccoli semi rossicci.
    Note: il legno di questa pianta presenta numerose qualità: è forte, durevole, immarcescibile e viene impiegato tra l‘altro per sculture, mobili e pali.
    Attualmente, in campo medicinale sono utilizzati i giovani rami, con le foglie e le coccole. Per il complesso dei suoi costituenti, tale pianta ha soprattutto un’azione vasocostrittrice, mentre l’olio essenziale, che si ottiene dalle coccole, è antispasmodico.

SU