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di Francesco Vallariello
Il patrimonio vegetale presente
nel Parco della Villa Reale d’Ischia è costituito
da piante arboree, arbustive ed erbacee. Tralasciando la vegetazione
costituita da specie erbacee prevalentemente annuali, sono state censite
solo quelle arboree ed arbustive. Tra queste vi è un nutrito
gruppo di piante spontanee tipiche della macchia mediterranea, di cui
ci siamo occupati nel precedente numero de La Rassegna d’Ischia.
Incominciamo ora a trattare delle specie coltivate ( I ).
Acacia dealbata Link (mimosa)
Famiglia: Mimosaceae
Habitat e areale di distribuzione: pianta
originaria dell’Australia e della Tasmania.
Descrizione: specie arborea sempreverde
di media grandezza e a rapido sviluppo, può raggiungere un’altezza
di 10-15 m. Presenta una chioma irregolare con un diametro di 7-10
m, una corteccia liscia e grigia e rami giovani pubescenti. Le foglie
sono bipennate, lunghe 15-25 cm e di colore verde-grigio argenteo.
I fiori sono profumati e di colore giallo zolfo; essi compaiono in
marzo-aprile, sono piccolissimi e si riuniscono in capolini portati
in grandi infiorescenze.
Note: come pianta ornamentale si presta
molto bene nella decorazione dei giardini; ha infatti una bella e
abbondante fioritura durante il periodo invernale. Non è però un’essenza
arborea assai longeva.
Dopo la scoperta dell’Australia, tale pianta si è ben
presto diffusa in Europa e nei paesi a clima temperato. Preferisce una posizione
soleggiata e resiste molto bene alla siccità estiva. A Ischia è abbastanza
diffusa su tutto il territorio isolano. È una delle specie a fioritura
invernale maggiormente utilizzata come pianta da fiore reciso.
Adhatoda vasica Nees
Famiglia: Acanthaceae
Habitat e areale di distribuzione: è una
specie originaria delle Indie.
Descrizione: pianta arbustiva, cespugliosa,
può raggiungere un’altezza di 2-4 m; è molto
ramificata alla base e i suoi rami sono leggermente pubescenti, articolati
e nodosi.
Le foglie sono opposte, lanceolate, glabre, di colore verde
intenso, con nervature un po’ infossate.
Tale pianta fiorisce abbondantemente in primavera e in estate.
I fiori sono riuniti in spighe ascellari lunghe 10 cm e sono dotati di un calice
verde con 5 divisioni allungate e di una corolla tubulosa, bilabiata, di colore
bianco, con labbro inferiore trilobato e con una linea rosso-purpurea nella
parte centrale; i 2 stami sono forniti di grosse antere verdognole.
Note: questa pianta è abbastanza rara nei
nostri giardini. Si adatta bene alla decorazione degli spazi verdi solo se
coltivata in piena terra, in zone temperate, non troppo soleggiate e con terreno
ricco di humus.
Nell’isola d’Ischia vi sono diversi esemplari
piantati in piena terra nel giardino del Casino Reale a Ischia Porto.
Agapanthus umbellatus L’Herit. (agapanto)
Famiglia: Liliaceae
Habitat e areale di distribuzione: pianta
originaria dell’Africa australe.
Descrizione: pianta perenne, rustica
o semirustica, cespitosa, con radici tuberizzate, grosse e carnose,
può raggiungere un’altezza di 60-90 cm.
Le foglie sono persistenti, inguainanti, leggermente curve,
canalicolate verso la base, lunghe 50-60 cm, larghe 2-3 cm.
Lo scapo fiorale è alto circa 80-120 cm e si sviluppa
al centro della rosetta fogliare. I fiori sono vistosi, inodori e riuniti in
numero di 30-40 in ombrelle emisferiche di colore blu scuro. La fioritura avviene
in giugno-luglio.
I frutti sono capsule oblunghe a sezione triangolare.
Note: la maggior parte delle specie del genere
Agapanthus, in particolare le entità ibride, viene coltivata nelle regioni
temperate. Si tratta di piante rustiche che si coltivano all’aperto in
quasi tutta l’Italia; in molte zone è però necessario proteggerle
durante l’inverno.
Nelle località più fredde, la coltivazione
si effettua nelle serre. L’Agapanthus umbellatus preferisce terreni ben
drenati e ricchi di sostanze organiche. In Campania è presente in quasi
tutti i giardini, in particolare quelli realizzati dal 1800 in poi.
Agave americana L. (agave)
Famiglia: Agavaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
originaria dell’America centrale e del Messico, è stata
introdotta in Italia si è inselvatichita e spontaneizzata
lungo tutta la costa del Mediterraneo. Spesso diviene un’entità caratteristica
del paesaggio costiero, dove domina le zone più aride e assolate.
Nell’isola d’Ischia è presente quasi ovunque sul
territorio.
Descrizione: tale pianta può raggiungere
un diametro di 4 m ed è caratterizzata da foglie disposte
a rosetta e di notevoli dimensioni, con apice aguzzo e margini spinosi. Lo scapo infiorescenziale viene
prodotto una sola volta dopo circa 10 anni e può raggiungere
i 10 m di altezza; esso si origina al centro della rosetta fogliare e presenta
numerosi rami laterali che contribuiscono a formare un’infiorescenza
grande e rada, una spiga composta di forma piramidale.
I fiori sono tubulosi, giallognoli, con stami sporgenti
e con ovario infero, tricarpellare e portante numerosi semi.
In genere, dopo la fioritura la pianta emette numerosi germogli
che danno origine a nuove piante, mentre la rosetta di foglie che ha fiorito
muore.
Note: nell’isola d’Ischia, lo scapo
fiorale disseccato, cavo all’interno, veniva impiegato nelle campagne
come canale per raccogliere e convogliare le acque piovane.
Altri usi tradizionali di tale pianta riguardano le fibre
che si ricavano dalle foglie, che vengono usate soprattutto per fabbricare
corde. In alcune famiglie, la fibra di agave veniva usata per cucire i cappelli
di paglia realizzati in modo artigianale.
Aloe arborescens Mill. (aloe)
Famiglia: Aloaceae
Habitat e areale di distribuzione: pianta
originaria del Sudafrica, è molto diffusa nei giardini delle
zone a clima temperato. Nell’isola d’Ischia è spontaneizzata
sulle rupi marine del Castello Aragonese ad Ischia Ponte.
Descrizione: pianta dotata di uno scapo
ramificato alto oltre 1 m, è fornita di foglie grandi, persistenti,
succulente, a sezione più o meno regolarmente triangolare,
falciformi, larghe alla base e con margine dentato-spinoso.
L’infiorescenza è un racemo ascellare eretto,
lungo e compatto. I fiori appaiono nel periodo invernale e sono penduli, di
colore giallo-rossastro e presentano un perigonio cilindrico, lungo circa 3
cm. I tepali sono saldati nella parte inferiore e liberi in alto; gli stami
sono sei e l’ovario è supero. Il frutto è una capsula con
numerosi semi scuri e appiattiti.
Note: specie utilizzata a scopo medicinale, si
usa a piccole dosi come amaro e a dosi maggiori come purgante e colagogo. Recentemente
questa pianta viene molto utilizzata nella medicina popolare poiché molti
ritengono che abbia proprietà antitumorali.
Sul territorio isolano, tale pianta è molto diffusa
ed è utilizzata, in vaso o in piena terra, per decorare i giardini.
Aloe vera L. (aloe vera)
Famiglia: Aloaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
di origine africana, è spontaneizzata sulle rupi marine del
Castello Aragonese ad Ischia Ponte.
Descrizione: pianta cespitosa alta fino
a circa 1 m, presenta foglie grandi, persistenti, più o meno
regolarmente triangolari, succulente, con margine dentato-spinoso
e lunghe 30-50 cm. L’infiorescenza è un racemo ascellare
lungo e compatto, eretto. I fiori sono penduli, di colore
giallo-rossastro, con perigonio cilindrico lungo circa 3 cm. I tepali
sono saldati nella parte inferiore e liberi in alto; gli stami sono
in numero di 6 e l’ovario è supero. Il frutto è una
capsula con numerosi semi scuri e appiattiti.
Note: tale pianta è usata per
le foglie e per il succo evaporato, concentrato e polverizzato. Essa
viene impiegata nell’industria cosmetica per la produzione
di creme, oli, profumi e saponi. Recentemente, le foglie di questa
pianta vengono utilizzate nella medicina popolare, giacchè si
ritiene che abbiano proprietà antitumorali. È abbastanza
ornamentale e a Ischia spesso viene coltivata in vaso.
Althaea rosea Cav. (malvone)
Famiglia: Malvaceae
Habitat e areale di distribuzione: pianta
originaria della Cina, si trova spontaneizzata nell’Italia
meridionale e insulare. Sul territorio isolano è diffusa nei
boschi, sulle colline e nelle pinete.
Descrizione: pianta cespitosa, pubescente,
con grosse radici biancastre, presenta un fusto eretto alto fino
a 2 m, con alcune ramificazioni nella parte mediana.
Le foglie sono alterne, larghe 10-15 cm e presentano 5-6
lobi angolosi e poco profondi; il picciolo è allungato ed eretto. I
fiori sono di rilevanti dimensioni e si dispongono in racemi spiciformi lunghi
oltre 1 m; il calice è tomentoso e presenta 5 lobi disposti a coppa,
la corolla è dotata di 5 petali arrotondati, con nervature appariscenti,
saldati alla base, di colore variabile dal rosa al bianco o al rosso-violaceo,
gli stami sono numerosi e disposti a piumetto. Tale pianta fiorisce durante
l’estate.
Da questa specie sono state ottenute alcune varietà a
fiori semidoppi e doppi, molto decorativi. È una pianta molto rustica,
di bellissimo aspetto specialmente se piantata in gruppi. I frutti sono delle
cocche fortemente schiacciate, rugose e pelose sul dorso, nascoste nel calice
persistente.
Note: di tale pianta si usa il fiore essiccato
per realizzare tisane contro la bronchite. In passato, veniva impiegata per
dar colore al vino bianco, soprattutto con i fiori di color viola scuro.
Amaryllis belladonna L. (amarillide)
Famiglia: Amaryllidaceae
Habitat e areale di distribuzione: tale
pianta è originaria dell’Africa australe.
Descrizione: pianta bulbosa rustica,
presenta un bulbo piriforme, abbastanza grosso, poco prolifero e
dotato di tuniche esterne di colore marrone lucido.
Le foglie sono nastriformi, erette o un lievemente incurvate,
lunghe 30-50 cm e larghe 1-2 cm.
Lo scapo fiorale è eretto e alto 60-70 cm. I fiori
sono riuniti in numero di 6-10, sono imbutiformi, penduli, molto profumati
e di colore rosa tenero. Tale pianta fiorisce in agosto-settembre dopo le prime
piogge.
Note: specie coltivata nelle regioni temperate
per decorare i giardini e per la vendita dei fiori recisi, è molto rustica
e necessita di un periodo di riposo vegetativo durante l’estate. Preferisce
terreni ricchi di sostanza organica.
Antholyza bicolor Gasp. (gladiolo selvatico)
Famiglia: Iridaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
originaria dell’Africa meridionale, spontaneizzata in Italia
meridionale e insulare; in alcune zone, come ad esempio nell’isola
d’Ischia, è presente sia in coltivazione che inselvatichita.
Descrizione: pianta bulbosa con foglie
ensiformi, erette, distiche, alte 40-70 cm e larghe 3-6 cm, è caratterizzata
da fiori riuniti in spighe semplici o ramose, distiche. Il perianzio è tubuloso,
lungo circa 6 cm, inferiormente gialliccio, con 5 divisioni acute,
per il resto rosso con striature verdi. Tale pianta fiorisce in primavera.
Note: attualmente, tale pianta è poco
coltivata nei giardini. Ad Ischia è presente, oltre che all’interno
del giardino del Casino Reale, anche lungo la fascia costiera, in
particolare nei comuni di Ischia, Casamicciola Terme e Forio.
Bougainvillea glabra Choisy (buganvillea)
Famiglia: Nyctaginaceae
Habitat e areale di distribuzione: tale
specie è originaria del Brasile.
Descrizione: pianta con fusto arbustivo,
sarmentoso e rampicante, coltivata in piena terra raggiunge i 10-15
m di altezza. Il fusto è provvisto di numerose ramificazioni
legnose, con spine corte e robuste.
Le foglie sono alterne, ovate, acute, poco ondulate, glabre,
lunghe circa 5 cm e brevemente picciolate.
I fiori sono piccoli, giallicci, lungamente tubulosi, riuniti
a gruppi di tre elementi all’interno di un involucro formato da tre larghe
brattee membranacee, ovate, acute, di colore rosa-purpureo brillante; il tutto è riunito
in cime ramose, ascellari e terminali. Tale specie fiorisce abbondantemente
in maggio-giugno.
Note: è una delle specie rampicanti più diffuse
nei giardini dell’Italia centro-meridionale. Si presta benissimo per
rivestire muretti di recinzione, pergolati e pareti. Molto rustica, preferisce
una posizione soleggiata e terreno ben drenato.
Camellia japonica L. (camelia)
Famiglia: Theaceae
Habitat e areale di distribuzione: tale
pianta è originaria dell’India, della Cina e del Giappone.
Descrizione: è una pianta arborea
o arbustiva, sempreverde, che può raggiungere un’altezza
di 2-6 m; è fornita di numerose ramificazioni disposte a piramide
conica.
Le foglie sono rigide, persistenti, alterne, coriacee, lucide,
cuoiose, di colore verde scuro, lunghe circa 10 cm e larghe 5 cm, di forma
ovato-ellittica, crenulate-denticolate e leggermente incurvate al margine;
il picciolo è corto e robusto.
I fiori sono solitari o riuniti a gruppi di 2-3 elementi
e si formano all’estremità dei germogli laterali. Essi possono
assumere colori diversi, giacché possono presentarsi bianchi, rosa,
rosso-porpora o a colorazione mista, e possono avere varie forme, poiché nelle
varie cultivar sono semplici, semidoppi, doppi, a fiore di anemone o a fiore
di peonia. Tale pianta fiorisce in inverno o al principio della primavera.
I frutti sono capsule legnose, deiscenti a maturità,
con 2-3 semi di colore marrone.
Note: tale pianta si può coltivare sia in
serra, sia all’aperto e cresce bene nei luoghi protetti e nei terreni
privi di calcare, tendenzialmente acidi, in posizione non molto soleggiata.
Specie assai decorativa, sia per gli splendidi fiori che
per il bel fogliame scuro e lucente, è utilizzata spesso per l’ornamento
dei giardini situati in zone a clima non molto rigido. In Campania è presente
in tutti i giardini dei Siti Reali.
Al genere Camellia appartiene anche la pianta del tè (Camellia
sinensis L.), le cui foglie sono usate per ottenere la ben nota bevanda.
Cedrus atlantica Manetti (cedro dell’Atlante)
Famiglia: Pinaceae
Habitat e areale di distribuzione: tale
pianta è originaria dell’Africa settentrionale.
Descrizione: specie arborea sempreverde
alta 20-40 m, presenta una chioma piramidale. Le ramificazioni principali
sono ascendenti, mentre quelle secondarie sono leggermente pendule.
Nelle piante molto vecchie i rami principali possono assumere un
andamento orizzontale; in tal caso la chioma diviene espansa.
Le foglie dei rametti più giovani sono isolate, aghiformi,
mentre quelle dei rami più vecchi sono rigide, riunite in ciuffi e si
presentano più corte delle precedenti.
I coni, a forma di barile, sono lunghi circa 7-10 cm. Essi
sono formati da squame strettamente sovrapposte, sono leggermente concavi all’apice
e persistono sulla pianta per lungo tempo; dapprima si presentano di colore
verde-scuro, successivamente diventano marrone chiaro. I semi sono cuneiformi
e sono dotati di un’ala triangolare.
Note: adatta per grandi giardini e parchi, è specie
assai decorativa dalla crescita molto rapida.
Cinnamomum camphora T. Nees & Eberm. (canforo)
Famiglia: Lauraceae
Habitat e areale di distribuzione: è specie
arborea della Cina, del Giappone e dell’isola di Formosa. Attualmente
quest’ultima costituisce il più importante centro di
produzione della canfora. In Italia, tale pianta prospera meravigliosamente
in diverse regioni a clima mite, in particolare nei settori a clima
mediterraneo.
Descrizione: grosso albero sempreverde
che può raggiungere notevoli dimensioni, presenta una chioma
globosa, molto espansa e un tronco eretto, solitamente sviluppante
ramificazioni sin dal basso e coperto da una corteccia bruno-chiara
a placche piccole e regolari.
Le foglie sono alterne, semplici, lunghe 6-12 cm, un po’ coriacee,
ovate, acuminate, di colore verde chiaro, a margine intero, spesso con tre
nervature più marcate e con un picciolo sottile; sono presenti due piccole
ghiandole alla loro ascella. Se stropicciate emanano il
caratteristico odore di canfora.
I fiori sono piccoli e biancastri. I frutti sono piccole
drupe a maturità di colore violaceo.
Note: questa specie viene spesso utilizzata per
ornamento in parchi e giardini. In passato, dal suo legno per distillazione
si estraeva la canfora; attualmente questa sostanza viene ottenuta prevalentemente
per sintesi chimica e viene usata nella preparazione dell’alcool canforato,
molto indicato contro i dolori articolari e muscolari, nonché per le
sue proprietà tarmicide.
Citrus aurantium L. (arancio amaro)
Famiglia: Rutaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
originaria dell’Asia orientale, era probabilmente coltivata
in Arabia già dal IX secolo; fu introdotta in Sicilia all’inizio
dell’anno 1000. È presente in coltivazione nelle zone
mediterranee a clima caldo. In Italia viene coltivata in Sicilia,
Calabria, Campania e Puglia.
Nelle regioni settentrionali a clima piuttosto rigido, se
tenuta all’aperto non riesce a superare l’inverno, quindi viene
coltivata in grandi vasi che sono poi portati all’interno di ampi locali
con grandi vetrate chiamati “aranciere”.
Descrizione: piccolo albero sempreverde con tronco
liscio e chioma tondeggiante, raggiunge anche 6-9 m di altezza. Si distingue
dall’arancio dolce per le foglie più scure e aromatiche, per le
spine all’ascella delle foglie stesse e per la buccia dell’esperidio
più ruvida e colorata.
I rami sono forniti di lunghe spine, le foglie sono lunghe
7-10 cm, ovato-oblunghe, verde vivo sulla pagina superiore e più chiare
in quella inferiore.
I fiori sono bianchi, molto profumati, solitari o riuniti
in gruppetti all’ascella di ciascuna foglia.
I frutti sono tondeggianti, di colore rosso-arancio, con
buccia ruvida e polpa amara e ricca di semi.
Note: questa specie viene largamente utilizzata
come portainnesto per l’arancio e altri agrumi, per alberature stradali
e per ornamento nei giardini.
Le foglie vengono utilizzate in fitoterapia: un infuso di
10-20 gr di foglie stimola la secrezione gastrica e ha proprietà antispasmodiche.
Dai fiori si prepara l’essenza di arancio amaro, mentre le bucce sono
impiegate per marmellate, bevande toniche e come base per il Curaçao;
i frutti interi vengono canditi e utilizzati in pasticceria.
Inoltre, foglie, fiori e frutti vengono utilizzati per l’estrazione
di essenze mediante la distillazione, impiegate nella fabbricazione dei profumi.
Citrus limon (L.) Burm. fil. (limone)
Famiglia: Rutaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
originaria dell’India, fu importata in Sicilia dagli Arabi
nel X secolo o in periodi immediatamente successivi. È coltivata
nella regione mediterranea, soprattutto nelle zone calde dell’Italia
e prevalentemente in Liguria, sul lago di Garda, nelle regioni meridionali
e nelle isole.
Descrizione: piccolo albero sempreverde
alto fino a 4-5 m, presenta una corteccia striata di colore grigio;
i rami giovani sono verdi tendenti al bruno e quasi sempre muniti
di spine.
Le foglie sono persistenti, ovali, acute, alterne, con margine crenulato-denticolato,
spesso ondulate, coriacee, glabre, verde lucente, sviluppate e articolate
su un picciolo alato.
I fiori sono solitari o riuniti in mazzetti terminali inseriti
all’ascella delle foglie o in piccole cime; il calice è urceolato
e diviso in 5 lobi, la corolla è formata da 5 petali internamente bianchi
e sfumati di porpora all’esterno. Gli stami sono numerosi (20-60) e sono
riuniti in gruppi alla base dei filamenti; l’ovario presenta numerosi
ovuli per ogni loggia.
L’esperidio è di forma ovoidale e di colore
giallo pallido a maturità, con il caratteristico umbone nella parte
inferiore.
Note: il limone è un albero diffusamente
coltivato nelle nostre regioni sia per ornamento, sia per l’utilizzazione
dei frutti. Il succo è molto ricco di vitamine, è dissetante
e viene utilizzato tra l’altro per bevande e granite. In medicina popolare
viene impiegato per combattere il mal di gola e le irritazioni della bocca.
Citrus paradisi Macfayden (pompelmo)
Famiglia: Rutaceae
Habitat e areale di distribuzione: pianta
originatasi nel Nuovo Mondo probabilmente in seguito ad ibridazione
tra pummelo e arancio dolce, viene coltivata su grandi estensioni
negli Stati Uniti e in Israele per la produzione dei frutti, mentre
in Italia è presente in piccole aree della Sicilia, della
Calabria e della Campania.
Descrizione: pianta arborea che può raggiungere
un’altezza di circa 12 m, presenta una chioma tondeggiante, regolare
e sempreverde. Le foglie sono di colore verde scuro, ovate, persistenti e con
picciolo alato; all’ascella fogliare è presente una spina flessibile.
I fiori sono più grandi rispetto a quelli delle altre
specie di agrumi; essi sono bianchi e isolati o più spesso riuniti a
mazzetti in racemi ascellari o terminali.
Il frutto è un esperidio di dimensioni notevoli,
tondeggiante, con buccia giallo chiara e con polpa succosa, acidula e amara,
divisa in spicchi.
Note: i frutti vengono utilizzati sia per il consumo
diretto che per la preparazione di succhi.
In Campania questa specie viene coltivata come curiosità botanica
o come pianta ornamentale, per i suoi frutti grandi e spettacolari.
Cupressus arizonica Greene (cipresso dell’Arizona)
Famiglia: Cupressaceae
Habitat e areale di distribuzione: è una
pianta diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali degli Stati
Uniti.
Descrizione: specie arborea sempreverde,
può raggiungere un’altezza di 10-15 m. Presenta un fusto
eretto, quasi cilindrico, con ramificazioni compatte, aperte e piuttosto
corte, formanti una piramide conica allungata. La corteccia è fibrosa,
finemente fessurata e di colore marrone.
Le foglie sono squamiformi, persistenti, triangolari, cuoiose,
strettamente addossate, disposte su 4 serie, fortemente glaucescenti e avvolgenti
del tutto i rametti. Le foglie giovani sono sottili e appuntite, generalmente
con le punte incurvate verso il basso.
Le strutture riproduttive sono unisessuali e si formano
sul medesimo esemplare; quelle maschili sono riunite in strutture amentiformi
giallognole; quelle femminili sono scagliose e formano poi coni, detti galbuli,
di forma globosa e di mediocre grandezza, muniti di squame con un’appendice.
Note: tale specie viene utilizzata per formare
siepi alte, ma si adatta anche come esemplare isolato in spazi limitati.
Cupressus sempervirens L. (cipresso comune)
Famiglia: Cupressaceae
Habitat e areale di distribuzione: specie
originaria delle regioni mediterranee orientali, è stata introdotta
nel nostro territorio da tempi immemorabili. Predilige inverni miti
e piovosi, seguiti da estati calde e aride, e si ritrova in special
modo sui pendii collinari e montani.
Descrizione: albero sempreverde, molto
longevo, a lento accrescimento, presenta un fusto eretto che può raggiungere
un’altezza di circa 15-20 m, con ramificazioni numerose, folte,
erette, formanti una chioma di forma conica-piramidale molto allungata.
La corteccia è di colore grigio-bruno e si mostra fessurata
negli esemplari più vecchi.
Le foglie sono persistenti, piccole, appiattite, le adulte
un po’ dimorfe, lineari-oblunghe, acute, squamiformi, romboidali e di
colore verde scuro; esse portano una glandola cenerognola sul dorso.
Nel cipresso, i coni maschili e femminili si formano sullo
stesso esemplare: i primi sono di colore giallastro e di forma ovato-allungata,
mentre i secondi sono ellissoidali, presentano una colorazione purpureo-verdastra
e, dopo la fecondazione, si trasformano in strutture legnose, dette coccole
o galbuli, aventi forma quasi sferica e contenenti piccoli semi rossicci.
Note: il legno di questa pianta presenta numerose
qualità: è forte, durevole, immarcescibile e viene impiegato
tra l‘altro per sculture, mobili e pali.
Attualmente, in campo medicinale sono utilizzati i giovani
rami, con le foglie e le coccole. Per il complesso dei suoi costituenti, tale
pianta ha soprattutto un’azione vasocostrittrice, mentre l’olio
essenziale, che si ottiene dalle coccole, è antispasmodico. SU
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