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Un reperto misterioso, un grande editore e una villa-museo...
La fortuna di Ischia, nonché la sua entrata nel Gotha delle località turistiche
top, è dovuta alla coincidenza di questi tre fattori. Intendiamoci:
con il patrimonio termale che si ritrova, l'isola campana è sempre
stata meta di viaggiatori e artisti, scrittori e musicisti. Tanto
che, sfogliando l'albo d'oro dei frequentatori del passato, sfilano
Boccaccio e Garibaldi, arrivato qui per curarsi i postumi della
ferita d'Aspromonte; Ibsen e Hans Christian Andersen; Mendelssohn e
Stendhal; Alphonse de Lamartine, Camille Corot e perfino Ludwig I di
Baviera.
Ma è solo negli anni Cinquanta del Novecento che esplode la
Dolce Vita locale, in coincidenza con il ritrovamento del reperto
sopra citato, detto la Coppa di Nestore: un vaso importato da Rodi
nell'ottavo secolo a. C. recante tre versi scritti da destra a sinistra
in alfabeto calcidese, tra gli esempi più antichi di scrittura
greca giunti a noi. Lo straordinario manufatto viene alla luce grazie
alla campagna di scavi che porta alla scoperta di Pithekoussai, colonia
greca che sorgeva sull'isola.
Ebbene: questo reperto è il fiore all'occhiello del Museo Archeologico
di Lacco Ameno ospitato nella settecentesca Villa Arbusto, che fu dimora
di Angelo Rizzoli. Innamoratosi di Ischia, l'editore milanese non bada
a spese: acquista la villa e ne fa il suo buen
retiro; ristruttura
le Terme; quindi fa sistemare la piazza del paese e costruire alberghi
lussuosi per accogliere il jet-set dell'epoca (da Soraya a Jacqueline
Kennedy). Divi di Hollywood (la coppia Liz Taylor-Richard Burton, per
esempio) e Cinecittà (Gina Lollobrigida, tra gli altri), magnati
dell'industria e della finanza, playboy e teste coronate sbarcano sull'isola
per animare feste e serate di gala esclusive. La cronaca di quelle
estati dorate è testimoniata da documenti e foto esposti nel
piccolo museo di villetta Gingerò, dépendance di Villa
Arbusto, inaugurato nel trentennale della scomparsa di Rizzoli.
Tra loro c'era anche Luchino Visconti, che dopo numerosi soggiorni
e un lungo "corteggiamento", riesce ad acquistare La Colombaia,
una dimora-castello con tanto di torrione merlato immersa nel bosco
di Zaro. Qui il grande regista incontra gli amici e i collaboratori
più stretti, da Alida Valli a Claudia Cardinale, da Helmut
Berger ad Alain Delon e a Burt Lancaster. Riaperta al pubblico qualche
anno fa, La Colombaia è oggi sede della Fondazione e del Museo
fotografico dedicati al maestro. Non solo. È anche centro culturale
e sede di una Scuola Internazionale di Cinema e Teatro. Mentre a fine
estate, nell'anfiteatro naturale nel Parco, si danno appuntamento
attori, registi e uomini di spettacolo per l'assegnazione del premio
Gattopardo d'Oro.
Se La Colombaia rappresenta un punto di riferimento per gli aspiranti
cineasti, i giovani talenti della musica trovano l'equivalente
a poche centinaia di metri di distanza. La Mortella è infatti
il centro-studi voluto da William Walton, tra i maggiori compositori
inglesi del XX secolo. Aperta al pubblico da Lady Susana Walton, dopo
le Terme è il luogo più visitato di Ischia (90.000 ingressi
all'anno). Non è però la musica il motivo di tanto successo,
anche se i concerti organizzati periodicamente fanno registrare sempre
il tutto esaurito. A La Mortella si viene per la sinfonia verde delle
oltre 500 specie di piante ed essenze mediterranee e tropicali del
giardino progettato da Russell Page sul promontorio che digrada verso
il mare. Percorrendo sentieri ombreggiati da palme, yucca e magnolie,
risulta difficile immaginare che questo luogo, un tempo, non fosse
altro che una pietraia vulcanica. Il belvedere vicino al ninfeo regala
un panorama strepitoso su Forio, borgo isolano che ha preservato l'antico
charme, con angoli da cartolina come la Chiesa del Soccorso o piazza
Matteotti, animata da botteghe d'artigianato. E sembra che non molto
sia cambiato da quando era il rifugio dell’Intellighenzia in
vacanza sull'isola.
Infatti sono ancora in molti a ricordarsi dei tempi in cui Truman Capote,
Alberto Moravia, Renato Guttuso e il poeta W.H. Auden erano ospiti
fissi del Bar Internazionale, ai cui tavolini si discuteva per
ore sorseggiando un bicchiere di vino. Proveniente, c'è da scommetterci,
dalle cantine di Panza e dintorni: siamo sul versante occidentale dell'Epomeo,
la zona enologicamente più vocata dell'isola, dove i vitigni
autoctoni biancolella, forastera, piedirosso e guarnaccia danno i pregiati
Ischia Bianco e Ischia Rosso doc. Da qui ha inizio la ripida discesa
che conduce al porticciolo di Sant'Angelo, l'esclusiva piazzetta
off-limits alle auto. Che del resto non servono per gironzolare tra
boutique, gioiellerie e atelier disseminati nelle stradine aggrappate
alla collina, tra le quali al massimo ci si sposta a bordo di
golfcart che solo da pochi decenni hanno sostituito gli asinelli.
Un ascensore scavato nella roccia consente invece di raggiungere la
cima del Castello Aragonese, isolotto-fortezza collegato da un istmo
artificiale al borgo marinaro di Ischia Ponte. Fatta edificare
nel 474 a.C. da Gerone, tiranno di Siracusa, la cittadella si è sviluppata
nei secoli e in più di una circostanza ha offerto rifugio
alla popolazione isolana in occasione di eruzioni o di assalti dei
pirati. Oggi, passata nelle mani di privati, è un suggestivo
insieme di ruderi in fase di restauro, dominato dalla possente sagoma
trapezoidale del Maschio a strapiombo sul mare.
A breve distanza i resti di archi e cappelle fanno intuire lo
splendore rinascimentale della Cattedrale dell'Assunta che, nel
1509, fu la spettacolare scenografia dello sposalizio tra la poetessa
Vittoria Colonna e Ferrante d'Avalos. Poco oltre si trova invece
la chiesa del Convento delle Clarisse, riconoscibile per la grandiosa
cupola la cui settecentesca costruzione portò le monache
sull'orlo del fallimento. Oggi ospita una galleria d'arte, mentre il
monastero è stato trasformato in un albergo di charme circondato
da orti, giardini e terrazze. Camere con vista affacciate sul vecchio
borgo di Ponte, su Procida e sul Golfo di Napoli. Perché, al
di là delle coincidenze e delle frequentazioni, Ischia è anche
e soprattutto un piccolo paradiso naturale. E questa è la prima
delle sue fortune...
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