La Rassegna d'Ischia 2007 n. 5
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FORIO
di Paola Casulli

                                                   

Presto arriverà il Mese languido
- E andremo -
La nostra splendida Città ammaliata
Indugia il suo respiro
sul velluto delle sue onde
scorrono brividi d’argento
Sonnecchia nel suo corto vestitini a fiori
come Fanciulla che riposi su organza
 nel tepore del meriggio
E il Torrione guarda al suo riposo
la sghimbescia alta corona di padre corrucciato
osserva quella Figlia
Ornata di azzurro mare
Attende.
Rara gioia che nasce
I nostri cuori vogliono andare da lei.
-
Su per quelle stradine strette strette, tortuose
bianchi rettili di tufo,
strisciano sinuose
mordono imposte chiuse
su giardini e orti domestici
s’insinuano con cigolii salmastri
portando l’odore di lontane soglie marine
il balzar via strisciante di stupite tempeste
-
Profondissimi lineamenti di terra
- Tenace Stringici -
Di quell’Epomeo percosso da venti
nidificano alla sua roccia
che rosso-granata
nella torbidezza settembrina
ora è fresca-giada
Percuote con la sua fronte
di cielo lo stipite del Tempo
e dall’alto soffia giù in basso verso il mare
Barchette intirizzite
di molle nostalgia, s’imbronciano
-
Vento profumato degli alberi
- Soccorrici -
L’amarezza si spettina
 alla tua frescura
Le ginocchia scorticate
lambite dal giallo ambra dei limoni
Nell’ora zafferano della sera
tacciono l’ali sulle alte guance del cielo.
-
Basiliche palpitanti di  chiaro turchese
Luminose madonne
 incorniciate di marmo le spalle
Santi, gli occhi di stelle nere
afferrate le nostre mani stanche e timorose
sbiancate da piogge polverose
- Seducete -
I nostri cuori già perduti, assassinati
-
E Tu, Soccorso
che vien giù la sera e piangi
sul grande petalo dell’aria
- Salvaci -
Dalla tua scapola ferita
sanguinano le cinque Croci
ammantate di veste scura di seta
incessantemente
 cercano un cielo
di dondolanti stelle
per le loro culle vuote.

Mya.

Marzo 2007

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