La Rassegna d'Ischia 2007 n. 4
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I colori dell’isola d’Ischia nei quadri di Salvatore Pascale

  
   Tutte le sere Salvatore Pascale, giovane-vecchietto di 87 anni, prepara il suo carrellino-portabagagli, vi mette dentro alcune copie del suo libro, Guerra e Prigionia 1940-1945 e alcune tele da lui dipinte e si reca al centro di Lacco Ameno: Qui espone il tutto in bella mostra, insieme ad altri esponenti dell’arte pittorica. Anche queste presenze contribuiscono a ravvivare il corso Angelo Rizzoli, che offre la possibilità di una gradevole sosta  nei suoi punti di ritrovo e di una piacevole passeggiata.
Salvatore Pascale, già ragazzo ora spensierato, ora cosciente delle esigenze familiari in un periodo storico di grandi difficoltà, pescatore, venditore ambulante del pescato, divulgatore di prodotti artigianali in paglia e in ràfia, prima e dopo gli anni della guerra e della prigionia, ha trovato, quando quei mestieri sono diventati pesanti per la propria età, nuovi stimoli in una sua passione che, da piccolo, aveva dovuto mettere da parte e non aveva potuto coltivare.
Lui ne parla in questi termini in un secondo libro (di prossima pubblicazione):
«Verso l’anno 2000 cominciai a lasciare il mio lavoro di venditore ambulante e di pescatore. Ma mi resi subito conto che non riuscivo a starmene ozioso e non sapevo come impiegare il tempo libero, anche perché sin da piccolo avevo ben maturato in me il senso del lavoro, al fine di aiutare mio padre nel dare il necessario sostegno alla famiglia. I tempi erano duri allora e bisognava imparare a fare un po’ d tutto, per non trovarsi male nella vita.
Ad un certo momento mi ricordai che nei miei anni di scuola (quanto lontani!), dove riuscivo bene e ricevevo anche gli incoraggiamenti del mio maestro era il disegno: mi si diceva che avrei dovuto continuare a coltivare questa inclinazione, magari sotto la guida di un insegnante di arte. Ma le condizioni economiche non lo permettevano: studiare a quell’epoca era nelle possibilità di pochi ragazzi con genitori benestanti. Vero è che si poteva già ritenere fortunato chi arrivava a prendere la licenza delle scuole elementari.
In età matura, ora e dopo tante esperienze, per lo più amare, della vita, non avrei potuto ritornare bambino e dare sfogo a quella passione del disegno e della pittura, una volta repressa?
Così un giorno comprai i cosiddetti ferri del mestiere (pennelli, cavalletto, tempere varie, piccole e grandi tele...) e con tanto entusiasmo iniziai questa attività che prese a riempire il mio tempo libero».
I primi soggetti furono le navi, le barche a vela, che richiamavano la sua vita trascorsa sul mare. Poi si rivolse ai paesaggi, specialmente dell’isola d’Ischia, che tanti spunti offre all’occhio di chi la guarda dall’interno dell’anima e vi scorge sempre qualcosa di nuovo, una particolare attenzione del creatore verso noi isolani.
«Nel tempo – scrive ancora Salvatore - mi sono reso conto di aver compiuto notevoli miglioramenti. I primi quadri che regalavo ad amici e conoscenti mi procuravano tanti apprezzamenti e tutti si dichiaravano felici del dono. Un giorno pensai di esporre alcuni miei quadri nella piazza del paese ed anche qui ho cominciato a riscuotere qualche soddisfazione, perché la gente guardava i miei lavori e ne apprezzava alcuni aspetti, tanto che sono anche riuscito a vendere qualche quadro con mia grande gioia e felicità. Così continuo su questa strada».
Una pittura semplice e diretta, il cui tema dominante è l’isola d’Ischia con i suoi numerosi scorci panoramici, con i suoi colori, con i suoi siti caratteristici, dal Castello al Soccorso, al Fungo, oltre che agli agglomerati delle singolari case ischitane. In fondo in questi luoghi Salvatore è sempre vissuto, li ha sempre avuti fissi nella mente e negli occhi, quando gli anni del servizio militare, della guerra e della prigionia lo portarono a vivere lontano dalla sua terra, quando l’unico momento di conforto si poteva trovare nel pensiero dell’isola e del suo mare (Raffaele Castagna).