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Il 25 giugno
2007, presso la sede del Centro Storiche d’Ambra,
a Forio, si è svolto un incontro culturale per celebrare il
bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (4 luglio 1807), uno
dei più autentici artefici del nostro Risorgimento e dell’Unità d’Italia.
Tema della manifestazione, che ha avuto ospite d’onore Giuseppe
Garibaldi junior: Immagini, documenti, voci e suoni contemporanei a
Garibaldi.
Per l’occasione è stata inaugurata una mostra (inerente)
di immagini e documenti dell’epoca, anche per ricordare due artisti
napoletani, attivi nella seconda metà dell’Ottocento,
Antonio Manganaro ed Enrico Colonna (splendidi vignettisti politici),
dimenticati dalla ufficialità.
Giuseppe Garibaldi all’isola d’Ischia * - Giuseppe Garibaldi
arrivò nel porto d’Ischia il 19 giugno 1864 a bordo dell’Undine,
yacht del Duca di Sutherland. Erano con lui il figlio Menotti, Giovanni
Basso, Francesco Bideschini, Giuseppe Guerzoni, Jacopo Sgarallino ed
altri, assieme ai medici curanti dottori Albanese e Basile.
Mentre alcuni del suo seguito si recarono a Casamicciola, per affittare
un appartamento, il Generale si trattenne sul panfilo, dove lo andarono
a salutare per primi il Maresciallo dei Carabinieri ed il Sindaco d’Ischia,
Leonardo Gazzella. Nel pomeriggio con una lancia dello stesso yacht
Garibaldi veniva condotto a Casamicciola dove giungeva alle ore sedici
in Piazza Marina. Su di un mulo lui e Menotti coprirono la ripida salita
che li separava da Piazza Bagni, dove vi era la casa di Luigi Manzi,
attigua alle terme omonime, che l’avrebbe ospitato.
Sul tardo pomeriggio vi fu un consulto tra i medici curanti del Generale
e il dottor Mennella di Casamicciola, per determinare le modalità e
le cure più adatte.
Durante il consulto, piazza Bagni si era riempita di gente proveniente
da tutti e sette i Comuni dell’isola. Ognuno voleva vedere Garibaldi.
Da Forio il maggiore della Guardia Nazionale, Giovanni Pezzullo, accompagnato
dai suoi diretti collaboratori e preceduto dalla banda musicale del
paese, gli andò a rendere omaggio.
Fin dal mattino successivo al suo arrivo, Garibaldi iniziò le
cure termali, con alterne vicende sul suo stato di salute, fino a quando
la reazione, provocata troppo celermente, non aumentò, temporaneamente,
i suoi dolori artritici.
Intanto vi fu un continuo via vai di gente e di delegazioni provenienti
da Napoli e dalla provincia. Con la folla dei visitatori cominciarono
ad affluire i Garibaldini. Ma il Governo non rimase inerte. Inviò due
ispettori di polizia, Raffaele Manzi prima e Antonio Guerritore dopo,
per controllare e riferire specialmente sulle persone che riceveva
Garibaldi.
All’alba del 23 giugno 1864, Garibaldi ed il suo seguito si trasferirono
all’albergo Bellavista (poi Villa Parodi Delfino) di proprietà di
Saverio Zavota, di note idee liberali. Il trasferimento era avvenuto
soprattutto perché la precedente abitazione del Manzi, pur con
le terme attigue, presentava l’inconveniente di essere ubicata
su di una piazza sempre piena di gente e di bande musicali, sì da
rendere impossibile il riposo del Generale.
Il soggiorno di Garibaldi a Casamicciola ebbe termine all’alba
del 19 luglio 1864 quando, accompagnato da centinaia di ammiratori
e dalla banda musicale di Forio, si imbarcava sullo Zuavo di Palestro
e lasciava l’isola, portando con sé un contadino ischitano
che doveva aiutarlo a coltivare il suo orto-giardino di Caprera.
* Note tratte da Nino d’Ambra, Giuseppe Garibaldi
cento vite in una, Grassi Editore, Napoli 1983.
Le Poste Italiane hanno emesso, per celebrare
il secondo centenario della nascita di Garibaldi, un francobollo
commemorativo con il valore di 0,65 euro. Esso si aggiunge a tutta
una serie di emissioni filateliche che nei decenni sono state realizzate
per onorare l’eroe dei
due mondi. Il nuovo francobollo garibaldino raffigura, in primo piano
a destra, un ritratto di Garibaldi; sullo sfondo un’immagine
d’epoca del porto di Nizza e della casa natale del Generale.
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