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di Francesco Mattera
I
grandi temi della tutela dell’ambiente, della
protezione e preservazione degli ecosistemi naturali, sono diventati
oggi tanto diffusi e compenetrati nella coscienza collettiva
da divenire un elemento culturale comune, pur con diverse gradazioni,
a tutto il corpo sociale. La percezione dell’importanza delle
tematiche ambientali, a livello cosciente, si traduce nell’esigenza
di mettere in atto comportamenti virtuosi che attraversino verticalmente
sia gli apparati politico-amministrativi che le strutture socio-economiche
ad essi agganciate. Ecco, quindi, che la pianificazione delle scelte
economiche di medio e lungo periodo, le linee di crescita economica
e di sviluppo sociale vengono tutte connotate alla luce del requisito
della “sostenibilità”, della “ecocompatibilità” cui,
formalmente, non si concedono deroghe di sorta.
Tutte le attività umane, dall’industria al commercio,
dal turismo all’agricoltura, dall’edilizia nelle sue varie articolazioni
all’artigianato, è necessario che oggi siano filtrate preventivamente
dall’analisi dei costi e dei benefici, nella quale vengono ricompresi
anche aspetti e parametri molto importanti e fino ad ieri ignorati del tutto
o trascurati, quali ad es. il costo sociale, l’impatto ambientale, ecc.
In un simile scenario, tutto votato all’individuazione delle variabili
in gioco e dei pesi relativi di tutti i possibili effetti scaturenti da un’azione
umana più o meno complessa, non sfugge che ancora esistono cose
molto semplici, la cui applicazione o realizzazione non ha bisogno affatto
di grandi e complesse indagini per l’accertamento di una loro utilità complessiva
scevra da inconvenienti di sorta. Ciò avviene in maniera intuitiva e
spontanea. Sono quelle cose pratiche da fare, utili per loro stessa natura
e che, paradossalmente, proprio per la loro semplicità vengono di sovente
considerate banali o, perlomeno, non meritevoli di grande interesse. Tra queste
cose è certamente da annoverare il compostaggio domestico dei rifiuti
organici.
Pratica già entrata da tempo nel vissuto quotidiano ordinario
di società molto evolute!
Necessità di ridurre il più possibile il volume
ed il peso dei rifiuti del paese avviati nelle discariche, con il conseguente
ritorno economico di un costo totale del servizio più basso rispetto
a quello attuale. Opportunità per il paese di iniziare un nuovo e più saggio
percorso nella gestione dei rifiuti, dove le occasioni di beneficiare dell’utilità residua
o rigenerata dello scarto tramuta questo in nuova ricchezza, sia per il singolo
cittadino che per la intera collettività. Quella del compostaggio, insieme
alla raccolta differenziata, più che una opzione, è oggi una
strada obbligata!
Una definizione di compostaggio
Il compostaggio è un processo naturale di natura microbiologica
che determina la trasformazione dei rifiuti organici di origine vegetale in
compost, ovvero la loro degradazione in sostanze più semplici, generalmente
di colore nero e della consistenza di un terriccio, ricco di humus, molto adatto
per la coltivazione biologica di ortaggi, alberi da frutto e piante ornamentali.
Quali rifiuti possono
essere avviati
al compostaggio?
Al compostaggio possono essere avviati tutti i rifiuti, gli scarti,
i sottoprodotti ed i cascami di origine vegetale, come ad esempio foglie
e steli di ortaggi, bucce, torsoli e polpe esauste di frutta, bucce
di tuberi, ortaggi e frutta di ogni genere andata a male, foglie e
steli di piante d’appartamento, erbe e foglie raccolte da vasi
di piante ornamentali, rasature di prato, foglie secche di alberi ed
arbusti, residui delle potature di arbusti, siepi ed alberi, ecc. Residui
di cucina di origine vegetale privi di oli e/o grassi animali, quali ortaggi
bolliti, fondi di caffè, ecc.
Vi sono altre sostanze che possono
essere compostate?
Dato per assodato che la base deve essere costituita da sostanze
di origine vegetale, nel senso più ampio della parola, ad esempio anche
tutti gli oggetti costituiti da paglia intrecciata, vimini, canne, ecc., fiori
secchi deteriorati, vecchie zolle di piante ornamentali, ecc., si possono inserire
anche moderati quantitativi di sostanze di origine animale come ad esempio:
lettiere di uccelli da gabbia e di piccoli allevamenti domestici di conigli,
polli, ecc., piume e penne, gusci di uova e conchiglie di molluschi preventivamente
lavati e sminuzzati, piccoli ritagli di pelle non trattati con sostanze nocive.
La cenere di legna di caminetti ,stufe e barbecue, non inquinata dalla combustione
di sostanze plastiche e/o sintetiche può essere aggiunta in quantitativi
non superiori al 5% del totale.
Quali rifiuti non bisogna mai
avviare al compostaggio ?
Sono sempre ed in ogni caso da evitare i seguenti rifiuti:
- oli usati domestici ed i grassi animali, come pure gli scarti di
cucina ricchi di tali condimenti;
- capelli umani e resti di medicazioni, bende, ecc.;
- carcasse di animali domestici o di affezione, come pure di animali
selvatici soprattutto se di interesse sanitario (topi e ratti);
- ossa e resti di macelleria, escrementi di animali di affezione (cani
e gatti);
- tutti gli oggetti che, pur essendo di origine vegetale, sono pitturati,
impregnati o comunque inquinati da sostanze sintetiche;
- oli e combustibili minerali o sintetici;
- sostanze chimiche di qualsiasi specie e natura;
- vetro, metalli, chiodi e punti metallici aguzzi (possono dare oltretutto
problemi all’atto del prelievo del compost);
- piante o parti di piante molto infestanti che si riproducono per
via vegetativa (gramigne) o per bulbilli, tuberi (tipo cipero o dente
di cavallo, acetosella), ecc. per evitare la loro diffusione incontrollata
nell’orto o nel giardino di casa. Il loro inserimento potrebbe
avvenire solo in un processo molto lungo e con sviluppo di temperature
molto elevate, o previa devitalizzazione ad esempio per sbollentatura
o combustione, nel quale caso si potrà usare la loro cenere.
È anche poco opportuno sminuzzare legna di grosso calibro
e di essenze dure utilizzabili invece più utilmente come legna
da ardere o come legname d’opera per staccionate, piccoli lavori artigianali,
ecc.
Di quali attrezzature occorre disporre
per eseguire il compostaggio domestico?
Dipende dal tipo di strutturazione dell’abitazione. Se ad
esempio si tratta di una casa con terrazzo e/o balconi, con o senza piccolissimo
giardino (20-30 mq), sarà sufficiente una comune compostiera di piccole
dimensioni (170- 200 litri).
Se la casa è dotata invece di un giardino piuttosto ampio,
con numerosi arbusti e qualche albero, la compostiera sarà di volume
maggiore (400-500 litri) e ad essa occorrerà aggiungere un piccolo biotrituratore
elettrico che servirà a sminuzzare rami e fronde.
Per ville dotate di giardino o parco di superficie medio-grande
(superiore a 700 mq, fino a 1000 ed oltre), occorrerà aumentare
progressivamente il volume o il numero delle compostiere e dotarsi di un biotrituratore – cippatore,
ovvero di una macchina capace di ridurre in trucioli anche rami di diametro
superiore ai 5 cm.
Cos’e’ una compostiera?
Si tratta di un recipiente ove vengono depositati i rifiuti organici
per avviarli al compostaggio. In commercio ve ne sono di diverse fogge e volume
e di diverso prezzo, in dipendenza della qualità intrinseca (tipo di
materiale, robustezza, caratteristiche costruttive, ecc. ).
La caratteristica comune a tutti i modelli è quella di
consentire un sufficiente arieggiamento delle biomasse messe a compostare.
Inoltre tutte sono in genere dotate di un coperchio. Le migliori sono dotate
anche di accessori quali lo sportello basale di scarico; la rete protettiva
interna antitopo ed antiratto; il vaglio basale interno per la cernita automatica
del compost.
Un tipo ideale di compostiera dovrebbe essere dotata anche di
un rivoltatore-miscelatore del materiale contenuto.
Cos’e’ un biotrituratore?
È in effetti un grosso macinino elettrico (o a scoppio)
nel cui imbuto (tramoggia) si versano le foglie grandi, le frasche e
i tralci di piante rampicanti allo scopo di sminuzzarli prima di inserirli
nella compostiera.
Tutti i modelli in commercio sono dotati di due o più dispositivi
di sicurezza per evitare incidenti durante l’uso, il quale è comunque
proibito ai bambini ed ai ragazzi minorenni ed alle persone con gravi handicap
psicomotori.
Alcuni modelli sono dotati di cippatore, ovvero un tubo nel quale
inserire rami interi da ridurre in trucioli o schegge.
Quali accorgimenti bisogna
mettere in pratica per un buon compostaggio?
Si tratta di assecondare un processo del tutto naturale e quindi
le cose da fare sono molto semplici ed alla portata di tutti. Le riassumiamo
sinteticamente:
- Compostare sempre e solo rifiuti e/o sostanze idonee, come indicato
nei punti precedenti.
- Fare in modo che con l’accumulo dei rifiuti non sia impedito
l’ingresso dell’aria nella compostiera e che questa venga
collocata e disposta in modo da favorire l’arieggiamento (evitare
ad esempio di sovrapporre o accostare ad essa oggetti ingombranti).
- Non inserire mai rifiuti vegetali troppo voluminosi, tipo rami, pezzi
di legno, parti secche molto dure, senza aver provveduto prima al loro
sminuzzamaneto.
- Nella stagione asciutta nel caso di inserimento di rifiuti molto
secchi, aumentare l’umidità interna alla compostiera con
leggere e frequenti innaffiature. Idonea allo scopo è anche
l’acqua di bollitura di ortaggi, legumi, pasta, preventivamente
raffreddata.
- Nel corso del compostaggio, se si desidera accelerare il processo,
di tanto in tanto (ad esempio ogni 2-3 aggiunte di nuovo materiale)
rimescolare la massa aiutandosi con un idoneo attrezzo (badile).
- Cercare, per quanto è possibile, di alternare a rifiuti molto
secchi e grossolani (foglie secche e dure, rami sminuzzati, ecc), altri
molto freschi e ricchi di acqua, come ad esempio foglie di ortaggi,
bucce e polpe di frutta, rasature di prato, ecc..
- Periodicamente svuotare la compostiera per trarne il compost ottenuto.
Seguire la seguente procedura:
1) Eliminare il cappello non ancora decomposto
riponendolo a parte.
2) Prelevare il compost eseguendo una sommaria
vagliatura con la quale si separeranno le parti troppo grossolane che hanno
resistito al processo di decomposizione;
3) Usare subito il compost ottenuto per concimare
fiori, ortaggi o alberi da frutto. Se ciò non fosse possibile
o necessario, riporre il compost in sacchi di plastica e conservarli in attesa
del loro utilizzo.
4) Risistemare la compostiera e se necessario riparare
parti danneggiate o sconnesse.
5) Riporre all’interno della compostiera il
cappello tolto inizialmente e le parti grossolane separate con la vagliatura.
Dopo il primo compostaggio, per accelerare il processo
nei cicli successivi, è di una certa utilità conservare
una parte del compost ottenuto che verrà spolverato in
piccole quantità man mano che si aggiungeranno nuovi rifiuti
da compostare. Il compost maturo contiene infatti una grande quantità di
microrganismi utili (batteri) e di enzimi che inseriti nella massa innescano
il processo indirizzandolo decisamente verso le fasi più utili
all’ottenimento rapido di un compost di qualità superiore.
Vi sono altre cose importanti
da considerare?
Certamente, e ne diamo un elenco il più completo possibile:
Il compostaggio come detto è un processo microbiologico
attivato da batteri soprattutto, ma anche da funghi, lieviti, protozoi ed altri
microrganismi che operano una progressiva demolizione delle sostanze organiche
complesse (cellulosa, lignina, sughero, proteine, amidi, zuccheri, ecc.) di
cui sono costituiti i rifiuti vegetali avviati al compostaggio.
In alcuni casi può essere utile inoculare nella massa di
rifiuti da compostare un preparato a base di colture selezionate di batteri
specifici.
In altri casi, non difettando la carica batterica naturale, potrà essere
utile fornire alimento ai batteri sottoforma di sostanze ricche di azoto e
zuccheri semplici. Si ricorre a ciò ad es. quando occorre compostare
paglia ed erba molto secca e dura, trucioli di legno, foglie coriacee, ecc.
L’energia può essere fornita semplicemente addizionando erba fresca,
foglie di ortaggi, magari preventivamente fatti macerare in acqua per 3-4 giorni
e aggiunti con tutta l’acqua. Altro sistema consiste nell’aggiungere
modesti quantitativi di concimi azotati semplici comunemente reperibili in
commercio, tipo urea, solfato ammonico, nitrato ammonico, ecc., con integrazione
di frequenti bagnature.
La velocità di compostaggio dipende dalla qualità dei
materiali inseriti nella compostiera: materiali molto ricchi di acqua e poveri
di lignine e cellulose vengono degradate molto più velocemente di materiali
invece molto secchi e duri (legno). Ciò significa che i batteri fanno
più fatica a lavorare con questi materiali. Lo sminuzzamento di tali
materiali definiti duri riduce di molto i tempi di degradazione, specialmente
se accoppiato ad un aumento dell’umidità. Il processo inoltre
si velocizza con l’aumentare della temperatura e si ottimizza con temperature
ambientali intorno ai 25-28° C. Temperature superiori possono distruggere
alcuni micorganismi utili a favore di altri che dirottano il processo in una
direzione non desiderabile con distruzione della sostanza organica e produzione
finale di un compost scadente. Il compostaggio è quindi più rapido
dalla primavera inoltrata all’inizio dell’autunno. Diventa
meno veloce nel tardo autunno ed inverno, specialmente con prevalenza di materiali
duri. Può degenerare in una vera e propria combustione in piena estate.
Resti di potature di siepi e piante molto spinose ed aculeate,
tipo rosa, bouganvillea, foglie di palme, agavi, ecc. è consigliabile
che siano accuratamente triturati prima dell’avvio al compostaggio per
evitare di procurarsi dolorose punture all’atto dell’uso del compost.
Si tenga presente che aculei e spine sono sempre molto duri e difficilmente
con il compostaggio perdono le loro caratteristiche di pericolosità.
Nei periodi dell’anno in cui si verificasse una copiosa
cascola di frutta dagli alberi (aranci, mandarini, pesche, ecc.) il loro carico
nella compostiera dovrà essere integrato con modiche spolverate di calce
idrata di comune reperimento in commercio, allo scopo di evitare un eccessivo
inacidimento della massa. È anche consigliabile accompagnare il loro
impiego con paglia ed erba secca o altri materiali duri di cui sarà facilitata
la decomposizione.
Sarà anche importante non avviare al compostaggio materiali
e rifiuti che tramite la raccolta differenziata possono trovare una migliore e
più redditizia utilizzazione.
Ricordarsi
sempre che il compostaggio ben fatto è fonte di ricchezza in quanto
consente di recuperare elementi della fertilità del terreno con cui
nutrire in maniera naturale ortaggi, fiori e frutta da consumare in famiglia.
Inoltre consente di ridurre l’impiego di fertilizzanti chimici e di concimi
e terricci organici provenienti da altre parti del paese o dall’estero,
contribuendo a rendere più economica la gestione di orti e giardini.
Nel contempo , riducendo sensibilmente le masse di rifiuti , contribuisce a
ridurre il costo del servizio di smaltimento a vantaggio di tutta la collettività.
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