La Rassegna d'Ischia 2007
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MOTIVI
di Raffaele Castagna

  
  C’erano una volta strade pavimentate con basoli e sampietrini, anche perché percorse da carretti e carrozze. Poi venne l’asfalto, cavalli e asini passarono di moda, e tutto cambiò, anche per le esigenze dei nuovi veicoli su gomma. Le antiche pietre furono considerate più adatte alla pavimentazione di cortili e viali di giardini. Tutto ciò comportò inoltre la scomparsa di specifici mestieri e lavori.
   Da qualche anno ha preso forza un po’ dovunque la nostalgia del passato, facendo considerare nella fattispecie inopportuno e improprio quel  mutamento e passando ad una nuova modifica con enormi risorse finanziarie e (a quel che si legge, si sente e si vede) con risultati non sempre soddisfacenti circa la tenuta nel tempo. Non di rado di contro si è diffusa la convinzione che altri problemi avrebbero potuto con quei fondi essere risolti, come, restando nel settore stradale, la situazione delle periferie, del tutto abbandonate per anni, con le vie piene di fossi e buche, con i marciapiedi costeggiati da erbacce e quindi resi quasi impercorribili. La cultura dei centri storici, particolarmente in voga negli ultimi periodi, porta a restringere infatti gli spazi cui si volgono più frequentemente le attenzioni degli amministratori. Tutto qui deve essere bello e pulito: si tratta della facciata esteriore e immediata da presentare al turista e al visitatore. Altrove, vista la noncuranza ufficiale e generale, lo stesso cittadino si sente libero di gettare rifiuti e cianfrusaglie, comprese le sue suppellettili inutili, fidando nello scarso controllo.
   Certamente non è facile ritrovare l’unanimità sulla priorità di alcune esigenze, ma problemi come quello dell’edilizia scolastica e dei suoi connessi non andrebbero posposti a nessun altro, anche in coerenza con le affermazioni di voler proporre e sviluppare il senso della cultura, per migliorare alcuni aspetti sociali. Le soluzioni provvisorie, che a volte si danno al settore, non sono le più idonee a determinare e a garantire il superamento definitivo delle difficoltà ricorrenti, se non si concretizza una vera e propria politica della scuola a tutti i livelli istituzionali.

   L’isola d’Ischia, se per certi aspetti paga lo scotto della sua divisione in sei entità municipali, non si può escludere che proprio grazie a questa realtà non soffre eccessivamente della concentrazione di interventi su una parte del territorio, con la conseguente scarsa propensione a estendere anche sull’altra la necessaria attenzione. In fondo così sono sei le zone maggiormente curate.
   Quando ci sono soldi da spendere, non si dà che raramente la preferenza al problema che interessa le località o le frazioni circostanti o complementari al centro. Ecco perché si potrebbe dare maggior credito al decentramento e al piccolo ente con compiti di intervento su un determinato territorio.
   Ciascun sistema ha di certo i suoi elementi positivi e negativi; difficile valutarne l’effettiva portata per generare una scelta che valorizzi gli uni e annulli gli altri. Ma assumere posizioni unitarie su determinati provvedimenti non dovrebbe richiedere alte strategie decisionali, al fine anche di sviluppare una nuova coscienza isolana, unico volano capace di unire, e soprattutto per agevolare il soggiorno a turisti e visitatori  nella realtà locale.

   Una circostanza che sempre più balza evidente è che spesso le amministrazioni comunali si ritrovano maggiormente impegnate (e seguono costantemente) nella proposizione di grandi progetti piuttosto che nell’ordinarietà di un  provvedimento per questo o quel caso che a volte si presenta e che richiederebbe una soluzione immediata, come pure nella tutela del cittadino in alcuni servizi pubblici, legati all’ente stesso o ad altre istituzioni, ma pur sempre incidenti in modo sensibile sulla vita quotidiana. Spesso sono infatti associazioni o singole persone a dare rilevanza a certe esigenze che altrimenti passano inosservate o comunque trascurate, visto che nessuno si lamenta. Eppure non mancano coloro che sono delegati alle varie problematiche del paese. Si pensi ai problemi del recapito della corrispondenza, della riduzione degli uffici postali. Si pensi al problema dei trasporti marittimi, in cui l’intervento del contesto pubblico è sempre posteriore a quello di associazioni e cittadini.
   Ma forse una spiegazione c’è. Delle piccole cose non si parla molto e quindi si crede che poco contribuiscano all’immagine pubblica di chi promuove i relativi provvedimenti. Sostanzialmente si dimostra più incisiva al riguardo la presenza nella programmazione di certe opere, cui a volte vengono anche associati i nomi di coloro che vi hanno dedicato maggiore impegno. Il che rende poi anche in ritorno di voti.

   Quest’anno la stagione invernale ci sta presentando per lo più giornate senza pioggia. E ciò dovrebbe assicurare continuità ai lavori pubblici in corso nei vari Comuni, in modo da permettere la loro conclusione nei tempi giusti e per l’inizio del nuovo periodo turistico. In passato l’isola d’Ischia ha presentato ai primi turisti cantieri ancora aperti qua e là, con riflessi senz’altro negativi. Sarà diverso quest’anno?


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