ISCHIA
1950 - 1999
Cinquanta anni di vita e di storia dell'Isola Verde
di
Raffaele Castagna
Edizione La Rassegna d'Ischia,
dicembre 2005, pp. 192
Rievocazione
degli anni 1950-1999 negli aspetti che più li hanno caratterizzato
e quali risaltano dalla visione e dalla lettura di giornali e pubblicazioni
dell’epoca: un compendio di fatti e avvenimenti molteplici.
Sia chi li ha vissuto tutti direttamente, sia chi solo in parte ne
è stato testimone e partecipe, ha la possibilità di
trovare nelle pagine proposte momenti e ricordi di un tempo che ha
visto l’isola d’Ischia affermarsi costantemente e prepotentemente
nel campo turistico, come anche affrontare il travaglio di tanti problemi
e di tante nuove esigenze, molti dei quali ancora oggi sono oggetto
di discussione ed attendono una plausibile soluzione.
Nella Premessa è descritta l’isola quale si presentava
nell’immediato dopoguerra con tutta una serie di problemi che
dovevano essere affrontati e risolti per avviare il miglioramento
delle condizioni di vita, la ripresa e lo sviluppo delle varie attività
lavorative. La breve esperienza dell’unità amministrativa
isolana era cessata e i sei comuni riprendevano la loro piena autonomia,
con ente unificatore l’EVI che, rinnovato, doveva finalmente
assolvere alle sue funzioni, ma i contrasti politici ne provocarono
la fine e la sostituzione con l’Azienda di Cura e Soggiorno.
In questo periodo costituiscono elementi fondamentali il turismo e
il termalismo: fenomeno nazionale ed internazionale il primo per nuove
esigenze di movimento e di conoscenza delle genti, nel quale l’isola
d’Ischia si inserì con grande prontezza, grazie alle
sue acque termali, all’intervento di forze economiche esterne
(Rizzoli, Marzotto...) e in un certo senso alla capacità politica
di seguirne il passo con valide opere pubbliche, cui presto seguirà
anche il contributo dell’iniziativa privata.
L’isola si rinnova e una vita nuova palpita nelle sue contrade
in evoluzione. Ma il progresso si mostra anche nei suoi aspetti negativi
nell’uso spregiudicato del territorio, poco salvaguardato dal
punto di vista ambientale e paesaggistico.
Per alcuni anni Ischia diventa meta di un turismo detto elitario,
ma il periodo stagionale si prolunga in virtù di una crescente
componente straniera, soprattutto tedesca.
Tanti sono i progetti in cantiere, ma non tutti (forse anche in prospettiva
positiva) vanno a buon fine e nel novero di quelle che sono state
definite e citate come le utopie di una certa programmazione o di
certi sogni, ad esempio le tre funivie per l’Epomeo, il ponte
per congiungere Ischia alla terraferma... Ma tutto ciò almeno
testimonia il grande fervore che animava la dialettica locale, pro
o contro questa o quell’opera.
Si sviluppa anche una intensa vita mondana che ruota intorno a ritrovi
di grande richiamo.
Ma arriva anche il momento in cui si comincia a pensare con nostalgia
all’isola del passato. rimpiangendone la semplicità,
la tranquillità, le bellezze scomparse, dimenticando forse
che è troppo facile nel benessere pensare a qualcosa che ha
trovato la sua distruzione proprio in ciò che rappresenta la
vita moderna, piacevolmente vissuta.