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Non fu soltanto Angelo Rizzoli (1888-1970), il
grande editore e cineasta milanese che agli inizi degli anni ’50
del ‘900 fu invogliato dal medico ginecologo di sua moglie Anna,
Piero Malcovati (1902-1963), ad investire nell’isola d’Ischia
con grandi alberghi termali e tutto l’indotto commerciale dai
negozi ai collegamenti marittimi, a determinare il lancio dell’ “isola
verde” nel firmamento delle grandi località turistiche
internazionali.
Rizzoli certamente è stato il più importante
dei protagonisti del decollo turistico di Ischia iniziato alla fine del secondo
conflitto mondiale, ma l’imprenditore milanese trovò anche una
classe dirigente locale - dai Comuni, alla Provincia ed al Governo - che seppe
non solo assecondare Rizzoli nelle sue idee di crescita turistica, ma anche
progettare lo sviluppo con una grande tensione civile. Se rinascevano, con
decreto del Luogotenente del Regno, Umberto di Savoia, del 21 agosto 1945,
le sei unità amministrative in cui si divideva l’isola (Ischia,
Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Barano e Serrara-Fontana) dopo la parentesi
del Comune unico istituito dal fascismo nel 1938, aveva nuova vita l’Ente
per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia ricostruito con legge
del 1952 e con il compito di promuovere la valorizzazione dell’isola
con la costruzione di infrastrutture, come strade, acquedotti, fognature, capaci
di favorire la nascita di alberghi, terme, attività commerciali, per
un moderno turismo di massa.
La classe dirigente dell’isola d’Ischia tenne
un convegno il 13 maggio 1950 a Casamicciola, organizzato dal Comitato Civico
Diocesano e sotto l’egida del Presidente del Consiglio dei Ministri,
Alcide De Gasperi, in cui furono tracciate le direttrici fondamentali per lo
sviluppo dell’isola.
Una classe dirigente dei Comuni fortemente motivata, una
legislazione che favoriva la creazione di infrastrutture ed incentivava l’imprenditoria
con la Cassa per il Mezzogiorno, un ente speciale realizzatore di opere di
interesse collettivo a tutta l’isola con i poteri anche dell’Azienda
di Cura e Soggiorno.
Questo excursus di 50 anni dell’isola d’Ischia
- dal 1950 al 1999 - che hanno trasformato un’isola di pescatori e contadini
con tanta miseria e disoccupazione in una località turistica internazionale,
la più importante della Regione Campania, viene raccontato nel volume: Ischia:
1950-1999 cinquanta anni di vita e di storia dell’ “isola verde” -,
con una corposa documentazione da Raffaele Castagna.
Colpisce nel volume anche il ruolo propositivo della stampa
locale che nacque nel 1943 con il periodico ”Ischia Nuova” diretto
da Vincenzo Telese, che fu sindaco d’Ischia e presidente dell’EVI
ed anche il più importante dei politici del tempo. Egli lanciava nel
1946 1’appello affinché ”i figli migliori di Ischia, di
qualunque ceto e condizione, una volta eletti nelle amministrazioni, stendano
una lastra di piombo sul passato e guardino l’isola dalla vetta dell’Epomeo
e non più dal campanile del proprio Comune”.
L’appello fu raccolto dai sindaci del tempo, lo stesso
Telese, Antonio Castagna a Casamicciola, Vincenzo Mazzella a Forio, Pietro
Carlo Mattera a Serrara-Fontana, Giovanni Di Meglio a Barano e Vincenzo
Mennella a Lacco Ameno, che seppero - favoriti anche dalla comune appartenenza
politica alla Democrazia Cristiana - mettersi d’accordo e favorire la
costruzione di strade e di grandi opere pubbliche come l’acquedotto sottomarino
anche grazie al ruolo di ”compensazione dei campanili” che svolgeva
l’Ente per la Valorizzazione dell’isola d’Ischia, rimasto
in vita fino al 1972, e che ebbe un indiscusso protagonista per 13 anni dal
1952 al 1965 in Giacomo Deuringer, prima direttore e poi presidente.
Fatti di importanza storica - come l’inaugurazione
dell’acquedotto sottomarino il 9 novembre 1958 e quella dell’Ospedale
donato da Angelo Rizzoli e gestito dagli Ospedali Riuniti di Napoli domenica
21 ottobre 1962 alla presenza del Presidente del Consiglio, Amintore Fanfani
- vengono ricordati nel libro di Castagna al pari delle cronache e delle polemiche
sui giornali del tempo sui progetti proposti e realizzati, come il Museo Archeologico
di Pithecusa a Lacco Ameno grazie alle scoperte del prof.Giorgio Buchner, o
rimasti nel libro dei sogni come la funivia che doveva collegare il Porto di
Ischia al Monte Epomeo o il secondo anello stradale proposto dal prof. Cristofaro
Mennella che fin dal 1959 proponeva inoltre di ripristinare l’antico
Osservatorio Geofisico di Casamicciola e farne un Centro Studi di Idroclimatologia.
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