Turismo e termalismo (4)
di Sebastiano Monti
(4/5) Un
nuovo approccio metodologico alla problematica del turismo ischitano
Di fronte alla estrema difficoltà di quantificare
correttamente determinati parametri concernenti ad esempio, l’entità delle
superfici a vario titolo urbanizzate o altri tipi di utilizzazione
del suolo, o l’effettivo ammontare dei posti-letto turistici
esistenti nelle seconde case o nelle abitazioni che la popolazione
locale dà in affitto ai turisti, non resta che ricorrere ad
un approccio metodologico alquanto diverso incentrato in particolar
modo sull’indice di saturazione strutturale e l’indice
di saturazione temporanea, che si fondano in genere su dati ufficialmente
disponibili.
L’indice di saturazione strutturale (ISS) precisa la soglia
di accoglienza, oltre la quale si pregiudica il funzionamento della stazione
turistica e se ne avvia il declino irreversibile indipendentemente dal periodo
dell’anno considerato.
Esso è espresso dalla formula ISS= (30% LX + 10%LY)/P,
dove LX sono i letti alberghieri; LY i letti extralberghieri (seconde case
e appartamenti per ferie) e P è la popolazione residente del comune
in esame.
La forte ponderazione dei letti alberghieri si spiega col tasso
medio di utilizzazione degli stessi in Italia, che, al lordo dei periodi di
chiusura, si aggira appunto intorno al 30%, ovvero 110 giorni all’anno,
a fronte di un tasso di occupazione medio del 10% relativo ai letti in strutture
ricettive extralberghiere.
In base a tale indice, sono da ritenersi strutturalmente sature le
stazioni turistiche con ISS maggiore o uguale ad 1 e fortemente compromessi
e quindi bisognosi di radicali interventi sul tessuto urbano e sul
quadro socio-economico per prevenirne il declino, o per frenarlo qualora
tale processo si sia già avviato, i centri con valori maggiori
o uguali a 2.
L’indice di saturazione temporanea (IST) indica il livello
massimo raggiungibile in alcuni periodi dell’anno, il cui superamento
può innescare ugualmente il declino di un centro turistico.
Esso è espresso dalla formula IST= (LX + LY)/2LX, dove
LX e LY stanno ad indicare rispettivamente i letti alberghieri e quelli extralberghieri
e 2LX il doppio dei letti in strutture alberghiere con valori minori o uguali
a 10.000.
<< Tale relazione mette in rapporto il totale dei letti disponibili con
il doppio dei letti alberghieri esistenti, purchè il valore non superi
la soglia di 10.000, e consente di misurare quante volte la situazione di affollamento “ideale” data
dalla totale occupazione dei letti disponibili in esercizi alberghieri e di
un numero teoricamente uguale di posti in strutture extralberghiere, viene
superata >>.
Indici inferiori a 1 stanno ad indicare stazioni turistiche temporaneamente
sature e indici compresi tra 1 e 2 evidenziano livelli di sovraffollamento
accettabili, mentre indici più elevati denotano disfunzioni più o
meno gravi, che precludono al declino se non si interviene con strumenti correttivi
(C. Formica, 2000).
E se è vero che indici simili hanno in genere dei limiti
ben precisi, nel senso che in particolar modo non riescono ad esprimere contestualmente
il livello qualitativo complessivo dei posti disponibili, è vero altresì che
essi presentano quasi sempre il vantaggio di un’agevole applicabilità e
si configurano come concreti strumenti capaci di quantificare con una certa
obiettività l’impatto spaziale del turismo sulla collettività e
sull’ambiente, lasciando intuire con chiarezza i conseguenti fenomeni
di congestione e di compromissione della vitalità turistica di un determinato
centro.
Si comportano, insomma, come ha acutamente sottolineato C.Formica,
quali autentici “campanelli di allarme che, se ascoltati, devono indurre
a prendere provvedimenti anche drastici nei confronti dello sviluppo senza
limiti”, compresi il blocco assoluto di ogni altra espansione edilizia
e il contingentamento del numero dei turisti e delle macchine in circolazione
(C. Formica, 2001).
In effetti, applicati ai sei comuni dell’isola d’Ischia,
i suddetti indicatori rivelano situazioni quanto meno preoccupanti, suscettibili
comunque della massima attenzione da parte degli organi amministrativi responsabili
e degli operatori turistici interessati, -soprattutto in considerazione del
fatto che entrambi gli indici di saturazione considerati non tengono conto
né della presenza dei pendolari, che nel corso dei mesi estivi affollano
in maniera massiccia tutti i comuni dell’isola, né dell’ampiezza
territoriale di questi ultimi, invero estremamente esigua in alcuni casi, al
punto tale che per soppesare adeguatamente l’estensione e lo spessore
di siffatti problemi appare necessario fare riferimento non solo all’indice
di densità della popolazione residente e all’indice di densità urbana,
relativa cioè alla popolazione presente nella sola superficie urbanizzata,
ma anche all’indice dell’intensità turistica, espressa dalla
somma della popolazione residente e di quella turistica, i cui valori raggiungono
punte estremamente elevate nel periodo estivo, quando su 100 residenti ci sono
123 turisti a Casamicciola, 114 ad Ischia e 107 a Lacco Ameno.
Analizzando la situazione specifica dei singoli comuni dell’isola,
si può convenire che la ponderazione dell’indice di saturazione
strutturale con la percentuale della popolazione urbanizzata su quella territoriale
e con la popolazione dei turisti pendolari permette di calcolare, “un
indice globale di saturazione”, il quale consente di affermare che quando
i suoi valori sono inferiori ad 1 le presenze turistiche sul territorio sono
sicuramente accettabili (Barano e Serrara Fontana), quando sono compresi tra
1 e 10 destano preoccupazione (Casamicciola e Lacco Ameno) e quando superano
la cifra di 10 esprimono un carico antropico eccessivo (Ischia e Forio).
(5/5) Il
turismo isolano tra esigenze di equilibrio e sostenibilità degli attuali
indici di carico
Tutto questo evidenzia l’impellente necessità di
avviare una opportuna politica di riequilibrio della distribuzione
del carico antropico nel tempo e nello spazio, non tanto se ci si riferisce
agli indici di saturazione strutturale relativi all’anno intero,
in quanto, in tal caso, tutti i comuni dell’isola si situano
al di sotto della soglia critica, ma soprattutto se si considerano
gli indici di saturazione temporanea, che evidenziano un pericoloso
superamento di tale soglia nel corso dell’anno da parte di quasi
tutti i centri isolani, e in special modo dai comuni di Lacco Ameno
e di Barano, dove l’eccessiva pressione umana e una serie nutrita
di disfunzioni strutturali e contingenti preludono all’irreversibile
declino del turismo, la cui sopravvivenza può essere perseguita
solo attraverso adeguate azioni preventive di difesa e non mediante
terapie a posteriori e tardive.
Alla luce di quanto premesso, i dati più recenti sul flusso
del movimento turistico ad Ischia impongono talune opportune riflessioni in
merito essenzialmente alla ulteriore sostenibilità degli attuali indici
di carico.
Il turismo ischitano continua a palesare una progressiva espansione
che lascia prevedere un ulteriore aumento fino alla saturazione dell’offerta
innalzando al massimo l’indice di utilizzazione delle strutture ricettive.
Il quadro distributivo dei turisti nell’ambito dei sei territori
comunali presenta una tal quale proporzionale equità complessiva che
vede le stazioni tradizionali di Ischia, Lacco Ameno e Casamicciola Terme posizionarsi
con percentuali di arrivi leggermente superiori alle presenze, al contrario
di Forio, Serrara Fontana e Barano, a dimostrazione del fatto che il versante
nord-orientale dell’isola si presenta contrassegnato da una maggiore
mobilità rispetto a quello sud-occidentale, dove si rimane per periodi
più lunghi. Ciò è dovuto anche alla diversa composizione
del flusso turistico nei due versanti dell’isola, dal momento che gli
stranieri prevalgono nettamente a Forio sia in termini di presenze che di arrivi.