Il patrimonio idrotermale e climatico-ambientale
di Massimo Mancioli
In
rapporto con la sua complessa origine vulcanica, l’isola d’Ischia
ha un patrimonio idrotermale fra i più ricchi ed interessanti
del mondo: ben 69 gruppi (campi) fumarolici e 29 bacini
idrotermali da cui scaturiscono 103 “emergenze sorgive”,
sparse nei circa 42 kmq del territorio isolano.
Ogni singola sorgente ha caratteristiche chimiche e chimico-fisiche
sue proprie. Esistono, poi, schemi classificativi (quello di Marotta
e Sica è lo schema ufficiale adottato in Italia e praticamente
valido in tutto il mondo) che raccolgono le acque in gruppi e sottogruppi
con caratteristiche compositive analoghe.
La caratteristica di base delle sorgenti ischitane è quella
di presentare acque notevolmente ricche di sali (da circa 2,5 a
oltre 30 grammi/litro), cioè minerali, e calde o
molto calde, cioè termali o ipertermali (dai 40 gradi in su).
Dai dati analitici accertati, possiamo distribuire qualitativamente
le sorgenti ischitane in due grandi gruppi, con numerosi passaggi
intermedi fra un gruppo e l’altro.
a) Il gruppo delle acque cloruro-sodiche (o salse)
nettamente prevalente con ben 77 emergenze sorgive, presenti in
tutto il territorio isolano (Ischia Porto: 10 emergenze; Lacco Ameno:
5; Casamicciola Terme: 8; ecc.). Questo gruppo va suddiviso in un
sottogruppo di acque salso-solfato-alcaline, presenti soprattutto
a Casamicciola Terme, salso-solfato-alcalino-terrose, presenti
specialmente a Forio, e salso-jodiche.
b) Il gruppo delle acque minerali bicarbonato-alcaline,
rappresentato da 20 emergenze, presente soprattutto a Casamicciola
Terme ed a Barano. Passaggi compositivi intermedi sono anche qui
presenti con acque bicarbonato-solfato-alcaline, acque bicarbonato-solfate e acque bicarbonato-solfato-alcalino-terrose.
Nelle acque cloruro-sodiche netta è la prevalenza
del catione Sodio (Na) e dell’anione Cloro
(Cl) sugli altri elementi costitutivi. Il cloruro di sodio è,
come noto, uno degli elementi base nell’attività vitale
degli organismi viventi; le soluzioni fisiologiche più semplici
usate in medicina nella pratica corrente altro non sono che soluzioni
di cloruro di sodio allo 0,96%, cioè ad un livello di concentrazione
salina isotonico con i liquidi organici. Soluzioni fisiologiche
più complesse (ad es. quella di Ringer-Lock) aggiungono alla
base cloruro-sodica altri elementi salini (Potassio, Calcio, ecc.)
capaci di dare alla soluzione fisiologica semplice attributi di
vitalità di maggior rilievo, cioè ancor più
utili alle esigenze ed alle funzioni fisiologiche.
Tutto ciò può capirsi assai bene in Biologia Sperimentale,
ove vediamo che organi isolati dall’organismo di animali da
laboratorio (ad es. tratti di intestino tenue di coniglio) possono
sopravvivere per un notevole lasso di tempo se immersi - con apposite
apparecchiature - in soluzione fisiologica semplice, ma solo se
immersi in soluzioni fisiologiche ricche di altri elementi salini
utili manifestano attivamente la loro vitalità. Ciò
premesso, è stato ampiamente dimostrato in esperienze ormai
“classiche” (M. Messini, M. Mancioli) che alcune acque
minerali, portate a livello isotonico con i liquidi organici dell’animale
da esperimento, sono in grado di svolgere un’azione di questo
tipo, spesso addirittura migliore di quella svolta dalle soluzioni
fisiologiche allestite in laboratorio. La stessa cosa si è
potuta dimostrare studiando l’acque di Nitrodi di Barano (M.
Mancioli).
Il concetto di “fisiologicità”, attribuibile
ad alcune acque minerali, è, nel pensiero del Messini - il
fondatore della moderna Idrologia Medica - alla base della loro
azione terapeutica. È, pertanto, interessante rilevare che,
a parte i dati di Biologia Sperimentale forniti dalla ricerca sopra
citata, tutte le sorgenti ischitane presentano, analiticamente,
presupposti di “fisiologicità” nel senso indicato
dal Messini. Per esigenze classificative e per brevità non
è possibile esprimere, nella definizione del tipo e sottotipo
di acqua, tutte le componenti della soluzione salina naturale. In
realtà, però, queste presentano quella “armonica
complessità costitutiva” che è alla base stessa
dell’attributo di fisiologicità.
La presenza del Potassio è estremamente importante nel settore
della dinamica muscolare e, più generalmente - con il rapporto
Potassio/Sodio - nell’economia organica.
La presenza, in molte sorgenti, dello Zolfo - sotto forma di solfati
- va ricordata per il particolare “tropismo” che ha
questo elemento per le cavità articolari: somministrato,
infatti, in varie forme chimiche, in animali da esperimento, è
stato dimostrato (M. Messini) che lo Zolfo si concentra, appunto,
a livello articolare. Ciò acquista particolare rilievo pensando
che le membrane sinoviali e le parti tendineo-legamentose, le più
delicate nell’economia articolare, sono costituite, anche
nell’Uomo, da composti organici in cui lo zolfo è l’elemento
biologico portante.
Anche la presenza del calcio, in quantità biologicamente
interessanti, è da tener presente. Si è visto, ad
es., che i trattamenti balneo-fango-terapici con acque ricche di
questo elemento hanno un’azione cosiddetta “sedativa”
(S. Pisani), vale a dire - in sostanza - tale da ridurre o limitare
fenomeni reattivi troppo intensi da parte dell’organismo trattato
(reazioni termali generali o locali, con transitoria, moderata riacutizzazione
della sintomatologia dolorosa a livello articolare). Come ovvio,
ciò può risultare utile nei casi clinici in cui tali
reazioni sono prevedibili.
Qualche sorgente - ad es. la Tifeo che sgorga ad Ischia presso le
Terme Continental - ha anche un carattere salso-jodico che raggiunge
soglie biologicamente interessanti.
Nel quadro generale delle indicazioni terapeutiche delle acque ischitane
tale carattere può risultare utile in alcune forme dismetaboliche,
legate cioè ad alterazioni del ricambio: ad es. in alcuni
casi di obesità, nella gotta e nelle artropatie uratiche.
In ginecologia il carattere salso-jodico risulta utile, in particolare,
nelle forme peri-visceritiche. In otorinolaringoiatria il carattere
di cui sopra trova il suo terreno d’elezione nel trattamento
dell’adenoidismo e (mediante insufflazioni tubo-timpaniche,
associate alle consuete cure inalatorie) nella sordità rinogenea
e nell’otosclerosi.
Si è usata, sopra, l’espressione “soglie biologicamente
interessanti” per sottolineare un fatto poco noto e cioè
che la presenza di un determinato elemento chimico in una determinata
quantità - dati che ci vengono forniti dall’analisi
chimica dell’acqua minerale - non significa sempre, automaticamente,
che quell’elemento svolga l’azione prevista “sulla
carta”. Ciò perché la complessità delle
soluzioni saline naturali è tale che ogni singolo componente
della soluzione va valutato nel quadro complessivo della soluzione
stessa, sul piano biomedico dell’azione esercitata dall’acqua
minerale in toto. Se ad es. prendiamo in esame, in una cura per
bibita, l’effetto del solfato di sodio contenuto nella sorgente,
dobbiamo tener presente che altri sali possono far aumentare l’effetto
lassativo del solfato di sodio prevedibile in base ai dati analitici.
In altre acque, al contrario, si ha una riduzione dell’effetto
lassativo previsto “a tavolino”. Nelle soluzioni fisiologiche
naturali più volte ricordate, la presenza di determinate
quantità di solfato di sodio non dovrebbe consentire alcuna
azione fisiologica, come, invece, in realtà si ha. Anche
qui, quindi, questo sale è in parole povere “bloccato
da altri elementi chimici presenti nella soluzione salina naturale”.
La complessità delle acque minerali è ancora più
profonda di quanto ci dicono i comuni dati analitici. È possibile,
oggi, mettere in evidenza i cosiddetti oligoelementi, cioè
gli elementi contenuti nell’acqua minerale in quantità
infinitesimale, spesso, però, biologicamente attivi, capaci
di agire come catalizzatori di processi organici che si svolgono
nell’intimità dei tessuti. Si pensi, del resto, che
- come ci mostra la Farmacologia - l’azione anti-anemico-perniciosa
della Vitamina B12 inizia alla dose di “gamma” 15 in
presenza del 4% di Cobalto, vale a dire in presenza di “gamma”
0,0000006 di Cobalto. Si tenga presente che il “gamma”
è pari a 1/1000 di milligrammo...
Non c’è quindi da stupirsi se, specie nell’interpretazione
dell’azione curativa delle acque a più debole mineralizzazione,
si possa ricorrere ad ipotesi che tengano conto degli oligoelementi
presenti.
Il problema di fondo da risolvere in partenza nei trattamenti balneo-fango-terapici
per ottenere risultati validi è quello di “intonare
l’entità dello stimolo (stress) termale, esercitato
dalle cure stesse, alla capacità reattiva del paziente”.
Il patrimonio climatico-ambientale dell’isola d’Ischia
ha sempre goduto, nel corso dei secoli, di una fama ben meritata.
Pochi sanno, tuttavia, che di fronte alla recezione poetica di tanti
artisti, l’isola è l’unico centro termale italiano
dotato di un Osservatorio Geofisico (Casamicciola Terme) che può
offrire ai suoi ospiti ed agli studiosi un quadro esauriente dei
requisiti climatologici locali. Le impressioni poetiche vengono,
quindi, tradotte in precisi dati di fatto grazie alle osservazioni
compiute dal climatologo C. Mennella. Un ulteriore programma di
osservazioni, da compiersi in piccole postazioni meteorologiche
sparse nel territorio isolano, potrebbe portare ad una più
approfondita conoscenza scientifica delle varianti climatiche locali
di maggior interesse biomedico. Sin da ora, tuttavia, è possibile
rilevare le significative varianti collinari e collinari submontane
(il monte Epomeo raggiunge i 780 m.) dell’interno del territorio,
nel quadro complessivo del clima marino-mediterraneo dell’Isola.
Sul piano biomedico pratico va sottolineato il fatto che la rapidità
con cui, date le brevi distanze, è possibile venire a contatto
con le varianti di cui sopra, è senza dubbio importante per
l’organismo umano e può acquistare, in particolari
condizioni patologiche, un preciso significato climato-terapico.
Alla blanda azione generale di stimolo esercitata da queste moderate
varianti climatiche vanno, infatti, aggiunte specifiche azioni legate
alla caratteristica della variante stessa (temperatura, grado di
umidità, ventilazione, incidenza dei raggi solari, ecc.).
È, inoltre, da rilevare (C. Mennella) che, in ragione della
sua conformazione orografica, l’isola d’Ischia ha una
sua autonoma individualità climatica che la caratterizza
differenziandola da altre isole vicine e dalla prospiciente costa
campana: le ampie distese boscose del versante Nord dell’Epomeo
hanno un ruolo preponderante in tutto ciò e vanno considerate
come il vero “polmone dell’Isola”.
Un confronto fra dati climatologici ischitani, rilevati a Ischia
Porto ed a S. Angelo (cioè sulla costa Nord e su quella Sud),
e quelli relativi ad altre Stazioni Termali italiane (rilevati negli
Osservatori più vicini ai luoghi di cura) è certamente
interessante e fa comprendere come l’utilizzazione delle cosiddette
fasce fuoristagionali per l’attuazione di un termalismo a
carattere continuativo nel corso dell’anno sia, ad Ischia,
pienamente giustificato sul piano biomedico. C’è da
osservare, su questo tema, che le moderne attrezzature di climatizzazione
artificiale consentono un termalismo annuale anche in località
sprovviste di requisiti climatici idonei in autunno e nell’inverno.
Ma è certamente ben diverso eseguire una cura termale e restar
sempre chiusi in ambienti climatizzati e poter, invece, godere nel
soggiorno curativo dei requisiti climatico-ambientali che l’Isola
offre tutto l’anno.
I dati climatologici relativi alla temperatura ed alla umidità
possono essere tradotti sul piano del benessere o malessere individuale
mediante lo schema di Shepherd.
Il nuovo di questa valorizzazione razionale dei beni naturali che
affiancano la cura termale vera e propria consente un allargamento
nel tempo e nello spazio del concetto stesso di cura termale, non
più considerata come ristretta al solo contatto diretto paziente-sorgente,
ma dilatata all’intera giornata di soggiorno curativo, aperta
il più possibile al godimento di spazi più ampi offerti
dal sub-territorio circostante.
In questa nuova ottica, il termalismo di oggi chiama direttamente
in campo l’ecologia, anzi un tipo di ecologia con caratteri
più radicali di quanto si sia soliti pretendere da sub-territori
non destinati alla gestione della salute con mezzi di cura naturali.
Nasce così una Ecologia Termale con esigenze specifiche: parliamo, infatti, come obiettivo ideale,
di comprensori turistico-termali (G. Spadea) e siamo contro la creazione
di metropoli termali. Un Centro Termale altamente qualificato come
l’isola d’Ischia può essere considerato come
un oppidum, vale a dire come una fortezza circondata - come Roma
insegnava - da un pomerium, cioè una adeguata zona di rispetto,
sacra ed inviolabile... Ischia è un’isola... Abbiamo
il mare.
I requisiti climatico-ambientali illustrati vanno considerati, sul
piano biomedico, come componente di tutto riguardo nell’azione
terapeutica delle cure ischitane.
Massimo Mancioli
(da M. Mancioli - L’isola d’Ischia, salute e bellezza - Guida alle cure termali, Tipolito Epomeo, Forio, III edizione giugno 1991)