Home  |  Indietro

Tradizione classica 1
Tradizione classica 2
Tradizione classica 3
Tifeo
Strabone
Jacopo Sannazaro
Ludovico Ariosto
Il Castello

 


La tradizione greca e latina (2)

di Raffaele Castagna

Anche in Esiodo (VIII sec. a. C.) e in Pindaro (517-438 a. C.) si ritrovano le stesse situazioni: i luoghi sono menzionati sempre con l'espressione omerica e le vicende si riportano ancora a Tifeo, essere mostruoso per statura e per forza. Il primo dice che in Arima dimorava sotto una roccia Echidna, sposa di Tifeo.

Esiodo, Theogonia, v. 304
Giaceva Echidna misera in Arime sotterra

Pindaro, Prosodia, frag. 70
Egualmente in Arime talor Giove
padre degli dei tortura Tifeo
mostro dalle cento teste..
.

Nella tradizione latina nacque la denominazione INARIME sulla base della versione omerica, di cui si fondevano le due parole. Così in Virgilio (70 a. C. - 19 d. C.) troviamo una similitudine che evoca quella omerica: cade il gigantesco Bizia e la terra manda un gemito; nella stessa guisa, a volte, sull'euboico litorale di Baia precipitano in mare grossi blocchi di pietre insieme cementate per formare una valida difesa dalla violenza delle onde e una sicura piattaforma per la costruzione di ville e villini lungo la coste: le acque vengono sconvolte, sollevate in alto le torbide sabbie e per il frastuono tremano Procida e Inarime che sta sopra Tifeo, al quale così duro giaciglio Giove ha imposto..

Virgilio, Eneide, IX 709/716
................Barcollando cadde
la smisurata mole, e tal dié crollo
che 'l terren se ne scosse, e 'l gran suo scudo
gli tonò sopra. In tal guisa di Baia
su l'Euboica riva il grave sasso,
ch'è sopra l'onde a fermar l'opre eretto,
da l'alto ordigno ov'era dianzi appreso,
si spicca e piomba, e fin ne l'imo fondo
ruinando si tuffa, e frange il mare,
e disperge l'arena; onde ne trema
Procida ed Inarime, e il gran Tifeo se n'ange,
cui sì duro covile ha Giove imposto.

Sulla stessa linea troviamo indicazioni in Lucano (39 - 65 d. C.) e in Ovidio (43 a. C. - 17 d. C.). Nelle Metamorfosi compare la duplice denominazione di Inarime e di Pitecusa, quasi a voler indicare due distinte località, e ne sono abitatori i Cercopi, empi e malvagi impostori, tra cui due fratelli, Candolo e Atlante, che, per aver mancato della fede data a Giove, furono da lui mutati in scimmie.

Silio Italico (25-101 d. C.) non parla di Tifeo, ma del gigante Giapeto..- Plinio (24/79 d. C.) dice che l'isola fu detta Inarime da Omero.

Plinio, Naturalis Historia, III, 12
Essa è chiamata Inarime da Omero

Lucano, Pharsalia, 100/1
....come Tifeo che da tempo oppresso
dalla mole d'Inarime vapori
manda coi suoi fremiti dalle rocce
campane.
...

Silio Italico, Punica
Di fronte c'è Inarime che preme
Giapeto: questo esala vapori neri
e ribelle vomita dalla bocca
fiamme; le sue battaglie contro Giove
e i Superi Numi rinnoverebbe,
se gli fosse concesso di scrollarsi
di dosso il grave peso...

Un'altra favola, cui l'isola viene quindi associata, è quella delle scimmie e dei Cercopi che si fa risalire a Xenagora (III s. a. C.), riportata da Suida e poi ripresa da Licofrone Calcidese (III s. a. C.) e da Strabone (63 a. C. - 23 d. C.): vivevano in Lidia due fratelli, i quali non tenevano in alcuna considerazione il senso di giustizia ed erano chiamati Cercopi per le loro frodi. La madre li aveva esortati ad evitare sempre Melanippo, e cioè Ercole. Si dice che per la loro malvagità furono trasformati in scimmie (pitecoi) e così Pitecuse furono denominate le isole da loro abitate.
Plinio collega il nome Pitecusa non all'abbondanza di scimmie, ma alle botteghe di orci di terracotta (pitoi).

Ovidio, Metamorfosi, XIV cap. II
Priva del pilota, la nave lascia
gli scogli delle Sirene e s'accosta
a Inarime, Procida e Pitecusa,
tra colli sterili posta e così
nomata a mezzo dei suoi abitatori.
Infatti dei Numi il padre, aborrendo
dei Cercopi le frodi e gli spergiuri,
di gente iniqua opera, un giorno in belve
oscene mutò costoro, sì che
sembrassero ad un tempo somiglianti
e dissimili agli uomini. Contrasse
loro le membra e le nari schiacciò
verso la fronte e di senili rughe
abbrutì la faccia; e di rosso pelo
coperti li esiliò in quelle terre;
tolse ancor loro l'uso della parola
e della lingua, agli spergiuri infami
quasi avvezza, e solo un lamentare
con suoni stridenti a loro concesse.

Xenagora, Lexicon di Suida
... furono trasformati in scimmie per la loro
malvagità e da ciò Pitecusa fu chiamata l'isola
da loro abitata (Pitecuse... le isole da loro abitate).

Licofrone di Calcide, L'Alessandra
.. in essa il re degli dei immortali collocò
la deforme stirpe delle scimmie per
i tanti misfatti compiuti...

Plinio, Naturalis Historia, III, 12
Pitecusa... non dall'abbondanza delle scimmie, come
hanno pensato alcuni, ma dalle botteghe di orci
di terracotta...

Seneca, Hercules Oetaeus 1156/7
Scuote Tifeo le rupi e la Tirrena
Inarime fa sussultare...

SU