Ischia, Procida, Capri e il Golfo di Napoli
Visioni dal Romanticismo all'Idealismo
di
Giorgio Balestriere
Imagaenaria Edizioni Ischia,
novembre 2003
Le
agitazioni del cuore
di Giorgio Balestriere
Dopo la fin e dell'epopea napoleonica, molti giovani
pittori e scultori preferirono ai tradizionali repertori iconografici
dell'antichità e della mitologia scene di genere desunte dalla
vita reale. L’'interesse per i soggetti popolari e di attualità
e la disponibilità a sondare gli stati d'animo corrispondevano
alla necessità dell'artista di interpretare la realtà,
più che rappresentarla.
Leopold Robert - lo sfortunato e malinconico pittore svizzero che
si suicidò nel 1835 a Venezia, forse per una passione amorosa
non corrisposta dalla principessa Charlotte Bonaparte - divenne celebre
grazie alle opere ispirate dalle isole del Golfo di Napoli. Agli occhi
della generazione dei romantici egli incarnò l'archetipo del
martire dell’amore, stroncato nel mezzo della sua brillante
carriera e resta una delle figure artistiche più affascinanti
ed enigmatiche di tutto l'Ottocento. [...]
Un'opera sicuramente impegnativa è Donna
d’Ischia piange sulle rovine della sua casa distrutta dal terremoto,
uno dei grandi successi del Salon del 1831.
Il dipinto ci riporta all’indomani del disastroso terremoto,
che colpì Casamicciola il 2 febbraio 1828, e raffigura una
giovane donna nel tipico costume ischitano, mentre piange sconsolata
con accanto un bambino in una cesta. Nonostante il soggetto drammatico,
Robert se ne fa interprete senza rinunciare alla sua indole poetica
e senza scivolare nella cronaca raccapricciante.
Sebbene questo quadro sia stato giudicato da alcuni critici un esempio
di sentimentalismo retorico, tipico della produzione romantica più
corriva, tuttavia l'atteggiamento dell'artista nei confronti del soggetto
è introspettivo e non patetico e l'accusa di voler sfruttare
l'impatto sconvolgente dell'evento per ottenere successo appare priva
di fondamento, soprattutto se si tiene presente che il dipinto fu
esposto al Salon circa tre anni dopo il terremoto.
Un'altra sua opera molto apprezzata, eseguita a Ischia nel 1827, fu
L’eremita del Monte Epomeo riceva
la frutta dalle mani di una ragazza d’Ischia.
Il dipinto ha per soggetto l’Epomeo, tra i luoghi più
amati dagli artisti e dai poeti che ebbero l'opportunità di
soggiornare a Ischia. Il Monte ha sulla cima, circa 800 metri sul
livello del mare, un eremo antecedente al XV secolo, dedicato a San
Nicola; era consuetudine degli abitanti dell'isola offrire doni ai
frati dell'eremo, dai quali venivano confortati spiritualmente e spesso
anche curati tumori.
In quest'opera Robert insegue con perizia un ideale di sentimenti
popolari; i personaggi, con la loro semplicità - e si è
tentati di dire anche con la loro sensualità - danno calore
e verità all'ambiente. L'artista non si accontenta semplicemente
d’illustrare situazione e persone, ma cerca di penetrarne lo
spirito. La fanciulla che offre i doni all’eremita esprime valori
e sentimenti che Robert sembra condividere e che riesce a comunicare
mirabilmente. La precisione ambientale – l’Epomeo, il
Vesuvio in lontananza, la croce alla sinistra del giovane eremita
– e la minuziosa descrizione degli oggetti conferiscono credibilità
alla scena. [...]
Un’incantevole scena di corteggiamento tra due giovani è
il tema di Ragazza d’Ischia all'appuntamento,
databile tra il 1827 e il 1830. Come nell’Eremita
del Monte Epomeo è attraverso la mirabile chiarezza
espressiva che Robert riesce a fondere il suo ideale artistico di
bellezza con l'aspetto confidenziale di due personaggi.
La volontà di documentare in immagini i modi di vivere dei
ceti popolari attrasse anche Guillaume Bodinier che, oltre a dei dipinti
dedicati esclusivamente ad alcuni aspetti naturali del paesaggio,
eseguì diverse scene di genere ambientate nel Golfo di Napoli.
Di queste sono rilevanti due opere dipinte ad Ischia e datate 1830:
Conversazione su un terrazzo di Ischia
(sul telaio è iscritto Vue de Ischia près de Naples)
e Improvvisando una melodia.
Nel primo dipinto tre donne – di cui una è raffigurata
con un grosso cesto di frutta sulla testa, una è seduta su
un muretto con una giara e l'altra è appoggiata ad una colonna
– s’intrattengono con due frati: poco distante si scorge
una donna su un terrazzo coperto da un rigoglioso pergolato di viti,
mentre sulla destra appare una costruzione sulla quale è addossata
una scala di legno; oltre le case si intravedono le pendici del Monte
Epomeo. Il quadro, che offre la possibilità di apprezzare alcune
caratteristiche delle abitazioni d’Ischia, così tanto
amate da artisti, poeti, musicisti e viaggiatori, ritrae una località
dell’isola che è probabilmente identificabile con Forio.
Del cenacolo degli artisti romantici francesi che vivevano a Roma
faceva parte anche il pittore lionese Jean Claude Bonnefond, di cui
uno dei dipinti più famosi è Maga
legge le carte a una giovane dell’isola d’Ischia.
L’opera illustra una scena popolare, ed al pari di quelle di
Robert è percorsa da una malinconica vena sentimentale: una
zingara fa le carte ad una ragazza disperata, forse a causa di una
delusione amorosa. Si può immaginare che il malocchio, che
la iettatrice sta formulando (un granchio trafitto da un chiodo),
sia destinato alla sua rivale.
Le donne malefiche sono un tema costante, sfruttato in parecchi dipinti
allegorici del secolo XIX: maghe, fattucchiere e iettatrici facevano
parte integrante dei costumi degli abitanti del golfo partenopeo.
Per contro, Bonnefond, senza caricare di significati simbolici l’immagine,
descrive con realismo ed immediatezza l’episodio. [...]
(da Giorgio Balestriere – Ischia, Procida,
Capri e il golfo di Napoli, visioni dal Romanticismo all’Idealismo,
Imagaenaria Edizioni Ischia, novembre 2003)