La Rassegna d'Ischia 2004
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Ischia, Procida, Capri e il Golfo di Napoli
Visioni dal Romanticismo all'Idealismo

di Giorgio Balestriere
Imagaenaria Edizioni Ischia, novembre 2003

Le agitazioni del cuore
di Giorgio Balestriere

Dopo la fin e dell'epopea napoleonica, molti giovani pittori e scultori preferirono ai tradizionali repertori iconografici dell'antichità e della mitologia scene di genere desunte dalla vita reale. L’'interesse per i soggetti popolari e di attualità e la disponibilità a sondare gli stati d'animo corrispondevano alla necessità dell'artista di interpretare la realtà, più che rappresentarla.
Leopold Robert - lo sfortunato e malinconico pittore svizzero che si suicidò nel 1835 a Venezia, forse per una passione amorosa non corrisposta dalla principessa Charlotte Bonaparte - divenne celebre grazie alle opere ispirate dalle isole del Golfo di Napoli. Agli occhi della generazione dei romantici egli incarnò l'archetipo del martire dell’amore, stroncato nel mezzo della sua brillante carriera e resta una delle figure artistiche più affascinanti ed enigmatiche di tutto l'Ottocento. [...]
Un'opera sicuramente impegnativa è Donna d’Ischia piange sulle rovine della sua casa distrutta dal terremoto, uno dei grandi successi del Salon del 1831.
Il dipinto ci riporta all’indomani del disastroso terremoto, che colpì Casamicciola il 2 febbraio 1828, e raffigura una giovane donna nel tipico costume ischitano, mentre piange sconsolata con accanto un bambino in una cesta. Nonostante il soggetto drammatico, Robert se ne fa interprete senza rinunciare alla sua indole poetica e senza scivolare nella cronaca raccapricciante.
Sebbene questo quadro sia stato giudicato da alcuni critici un esempio di sentimentalismo retorico, tipico della produzione romantica più corriva, tuttavia l'atteggiamento dell'artista nei confronti del soggetto è introspettivo e non patetico e l'accusa di voler sfruttare l'impatto sconvolgente dell'evento per ottenere successo appare priva di fondamento, soprattutto se si tiene presente che il dipinto fu esposto al Salon circa tre anni dopo il terremoto.
Un'altra sua opera molto apprezzata, eseguita a Ischia nel 1827, fu L’eremita del Monte Epomeo riceva la frutta dalle mani di una ragazza d’Ischia. Il dipinto ha per soggetto l’Epomeo, tra i luoghi più amati dagli artisti e dai poeti che ebbero l'opportunità di soggiornare a Ischia. Il Monte ha sulla cima, circa 800 metri sul livello del mare, un eremo antecedente al XV secolo, dedicato a San Nicola; era consuetudine degli abitanti dell'isola offrire doni ai frati dell'eremo, dai quali venivano confortati spiritualmente e spesso anche curati tumori.
In quest'opera Robert insegue con perizia un ideale di sentimenti popolari; i personaggi, con la loro semplicità - e si è tentati di dire anche con la loro sensualità - danno calore e verità all'ambiente. L'artista non si accontenta semplicemente d’illustrare situazione e persone, ma cerca di penetrarne lo spirito. La fanciulla che offre i doni all’eremita esprime valori e sentimenti che Robert sembra condividere e che riesce a comunicare mirabilmente. La precisione ambientale – l’Epomeo, il Vesuvio in lontananza, la croce alla sinistra del giovane eremita – e la minuziosa descrizione degli oggetti conferiscono credibilità alla scena. [...]
Un’incantevole scena di corteggiamento tra due giovani è il tema di Ragazza d’Ischia all'appuntamento, databile tra il 1827 e il 1830. Come nell’Eremita del Monte Epomeo è attraverso la mirabile chiarezza espressiva che Robert riesce a fondere il suo ideale artistico di bellezza con l'aspetto confidenziale di due personaggi.
La volontà di documentare in immagini i modi di vivere dei ceti popolari attrasse anche Guillaume Bodinier che, oltre a dei dipinti dedicati esclusivamente ad alcuni aspetti naturali del paesaggio, eseguì diverse scene di genere ambientate nel Golfo di Napoli. Di queste sono rilevanti due opere dipinte ad Ischia e datate 1830: Conversazione su un terrazzo di Ischia (sul telaio è iscritto Vue de Ischia près de Naples) e Improvvisando una melodia. Nel primo dipinto tre donne – di cui una è raffigurata con un grosso cesto di frutta sulla testa, una è seduta su un muretto con una giara e l'altra è appoggiata ad una colonna – s’intrattengono con due frati: poco distante si scorge una donna su un terrazzo coperto da un rigoglioso pergolato di viti, mentre sulla destra appare una costruzione sulla quale è addossata una scala di legno; oltre le case si intravedono le pendici del Monte Epomeo. Il quadro, che offre la possibilità di apprezzare alcune caratteristiche delle abitazioni d’Ischia, così tanto amate da artisti, poeti, musicisti e viaggiatori, ritrae una località dell’isola che è probabilmente identificabile con Forio.
Del cenacolo degli artisti romantici francesi che vivevano a Roma faceva parte anche il pittore lionese Jean Claude Bonnefond, di cui uno dei dipinti più famosi è Maga legge le carte a una giovane dell’isola d’Ischia. L’opera illustra una scena popolare, ed al pari di quelle di Robert è percorsa da una malinconica vena sentimentale: una zingara fa le carte ad una ragazza disperata, forse a causa di una delusione amorosa. Si può immaginare che il malocchio, che la iettatrice sta formulando (un granchio trafitto da un chiodo), sia destinato alla sua rivale.
Le donne malefiche sono un tema costante, sfruttato in parecchi dipinti allegorici del secolo XIX: maghe, fattucchiere e iettatrici facevano parte integrante dei costumi degli abitanti del golfo partenopeo. Per contro, Bonnefond, senza caricare di significati simbolici l’immagine, descrive con realismo ed immediatezza l’episodio. [...]

(da Giorgio Balestriere – Ischia, Procida, Capri e il golfo di Napoli, visioni dal Romanticismo all’Idealismo, Imagaenaria Edizioni Ischia, novembre 2003)