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Ischia è il mio viaggio nell’oasi
di figure eccezionali
o scorci di pensiero,
che chiunque entri non può conoscere,
non può capire.
Ischia è un viaggio in ripide angolature murate nella medesima
luce.
Ischia è assaporare l’odore di perle cristalline d’acqua
della brezza mattutina.
Ischia è viaggio nelle tenebre dell’estasi, che rapida
si accende e muta in
ebbrezza di erotiche sensazionali languide emozioni.
Un enorme cuore di isola,
che è
fiore di immaginazione di un antico miraggio
che fa cantare il mare
e la lussureggiante vegetazione di profumati giardini,
un’enfasi di sapori mediterranei e di ardenti linfe.
Non esiste assenza: la prorompente luminosità di un sole accecante
timbra il colore,
annienta le ombre,
scava il particolare.
La meraviglia dei limoneti in fiore o dall’oro maturo,
vivifica al sole,
che feconda e brucia,
scava e sboccia;
trasforma l’isola nel suo splendore sulle balze del castello,
delle case affiorate nelle rocce,
sulle lucide pietre;
ville che non sono fantasmi,
ma vita;
alberi dalle vecchie radici rinforzano,
esternano in eterno.
Riaffiorano i vecchi miti dell’uomo di mare,
forze misteriose di divinità permalose e caparbie,
vere.
E’, oggi, il carattere dell’uomo di oggi che potenzia,
dell’antenato con la più rinnovata carica
di libido insaziabile ancora insaziata.
Uomo di vita, che vive ed accoglie,
sorride,
soffre, anche alle vicissitudini,
sa godere…
Ischia è,
il mio viaggio breve,
ma lungo,
pieno di questa cultura,
assorbita,
che, oggi in un istante,
fermo in queste dieci tele dipinte
con amore.
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