La Rassegna d'Ischia 2006
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Ischia ed il tramonto politico

di Giuseppe Mazzella


  Dopo due legislature il sen. Salvatore Lauro, eletto per Forza Italia nella Casa delle Libertà, non si è presentato alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006, preannunciando invece la sua partecipazione alle prossime elezioni amministrative come sindaco di Napoli appoggiato da un “ ressemblement” di destra che va  dai monarchici ai consumatori.
   Mi pare una severa sconfitta per Salvatore Lauro che  in Senato ha portato avanti il progetto di legge per le isole minori italiane e così da paladino delle piccole isole Lauro passa a quello delle grandi metropoli, proponendo una mega-città metropolitana che vada da Roma a Napoli. Ma, oltre le proposte di ingegneria istituzionale di livello sovracomunale, i due mandati di Lauro lasciano ben poco di concreto. Stupisce e mortifica il fatto che un ischitano, che è stato per due volte eletto nel Senato della Repubblica, non lasci sul proprio territorio un “proconsole” o meglio ancora una classe dirigente. Nessuno dei cento consiglieri dei sei Comuni dell’isola d’Ischia si riconosce nelle sue posizioni politiche e ne eredita il patrimonio politico oltre che l’impegno nelle proprie realtà comunali che sono quelle  dalle quali partono effettivamente tutte le riforme.
   Amareggia anche a chi come noi ha proposto per anni ed anni -  oltre un trentennio -  una politica di “programmazione” per l’isola d’Ischia constatare che, nonostante un evidente sviluppo maturo, Ischia non ha ancora né una programmazione – sia urbanistica sia economica -  né una politica comprensoriale, tanto è vero che siamo ancora alla “guerra dei porti” tra Casamicciola e la Città d’Ischia ed alla guerra dei trasporti marittimi con la messa in discussione dell’armamento pubblico e la richiesta di sovvenzioni di quello privato.
   Non solo non è stata avviata una politica di programmazione –  che prima si chiamava “concertata” e che oggi si chiama “strategica” – ma non sono nati neanche i nuovi strumenti come la Comunità Isolana che Lauro ha proposto per i sei Comuni né sono stati ripristinati i vecchi come l’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo delle isole di Ischia e Procida che è commissariata da oltre vent’anni ed alla Regione – ente locale competente -  giace l’ennesimo disegno di legge di razionalizzazione degli enti turistici presentato questa volta dal nuovo assessore regionale al turismo, il socialista-radicale Marco Di Lello.
   L’isola si trova quindi non solo senza una nuova classe dirigente – né di centro-destra né di centro-sinistra -  ma senza nemmeno i nuovi vecchi “contenitori” che avrebbero potuto avviare una concreta  concertazione intercomunale  nell’attesa – vana ed infinita – del Comune Unico, altra proposta di legge regionale che giace  negli uffici del Consiglio Regionale della Campania.
   Non si vede all’orizzonte nemmeno un protagonismo degli imprenditori che pare sembrino interessati soltanto alla veloce riconversione della loro offerta turistica per lo sconvolgimento dei tradizionali mercati come quello tedesco.
    Salvatore  Lauro non solo non  si presenta più  ma  continua il suo impegno politico nella città di Napoli abbandonando le isole. Abbandona il collegio anche il deputato dell’Ulivo Sergio D’Antoni che, catalpucato ad Ischia per equilibri, è ritornato nella sua Sicilia sperando in una rielezione. Ischia non ne sentirà la mancanza perché  il soggiorno politico è stato  breve e solo di facciata.
    Le questioni perpetue di Ischia sono ancora sul tappeto. Bisognerà attendere tempi migliori e sperare in una nuova classe dirigente che si affacci sulla scena.
   Certamente la nuova o riciclata classe dirigente che ci ha proposto la Seconda Repubblica ha fallito. Bisogna passare con grande velocità alla Terza Repubblica.

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