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Dopo due legislature il
sen. Salvatore Lauro, eletto per Forza Italia nella Casa delle Libertà, non si è presentato alle elezioni
politiche del 9 e 10 aprile 2006, preannunciando invece la sua partecipazione
alle prossime elezioni amministrative come sindaco di Napoli appoggiato
da un “ ressemblement” di destra che va dai monarchici
ai consumatori.
Mi pare una severa sconfitta per Salvatore Lauro che in Senato
ha portato avanti il progetto di legge per le isole minori italiane
e così da paladino delle piccole isole Lauro passa a quello
delle grandi metropoli, proponendo una mega-città metropolitana
che vada da Roma a Napoli. Ma, oltre le proposte di ingegneria istituzionale
di livello sovracomunale, i due mandati di Lauro lasciano ben poco
di concreto. Stupisce e mortifica il fatto che un ischitano, che è stato
per due volte eletto nel Senato della Repubblica, non lasci sul proprio
territorio un “proconsole” o meglio ancora una classe dirigente.
Nessuno dei cento consiglieri dei sei Comuni dell’isola d’Ischia
si riconosce nelle sue posizioni politiche e ne eredita il patrimonio
politico oltre che l’impegno nelle proprie realtà comunali
che sono quelle dalle quali partono effettivamente tutte le riforme.
Amareggia anche a chi come noi ha proposto per anni ed anni - oltre
un trentennio - una politica di “programmazione” per
l’isola d’Ischia constatare che, nonostante un evidente
sviluppo maturo, Ischia non ha ancora né una programmazione – sia
urbanistica sia economica - né una politica comprensoriale,
tanto è vero che siamo ancora alla “guerra dei porti” tra
Casamicciola e la Città d’Ischia ed alla guerra dei trasporti
marittimi con la messa in discussione dell’armamento pubblico
e la richiesta di sovvenzioni di quello privato.
Non solo non è stata avviata una politica di programmazione – che
prima si chiamava “concertata” e che oggi si chiama “strategica” – ma
non sono nati neanche i nuovi strumenti come la Comunità Isolana che
Lauro ha proposto per i sei Comuni né sono stati ripristinati
i vecchi come l’Azienda di Cura Soggiorno e Turismo delle
isole di Ischia e Procida che è commissariata da oltre
vent’anni ed alla Regione – ente locale competente - giace
l’ennesimo disegno di legge di razionalizzazione degli enti turistici
presentato questa volta dal nuovo assessore regionale al turismo, il
socialista-radicale Marco Di Lello.
L’isola si trova quindi non solo senza una
nuova classe dirigente – né di
centro-destra né di centro-sinistra - ma senza nemmeno
i nuovi vecchi “contenitori” che avrebbero potuto avviare
una concreta concertazione intercomunale nell’attesa – vana
ed infinita – del Comune Unico, altra proposta di legge regionale
che giace negli uffici del Consiglio Regionale della Campania.
Non si vede all’orizzonte nemmeno un protagonismo degli imprenditori
che pare sembrino interessati soltanto alla veloce riconversione della
loro offerta turistica per lo sconvolgimento dei tradizionali mercati
come quello tedesco.
Salvatore Lauro non solo non si presenta più ma continua
il suo impegno politico nella città di Napoli abbandonando
le isole. Abbandona il collegio anche il deputato dell’Ulivo
Sergio D’Antoni che, catalpucato ad Ischia per equilibri, è ritornato
nella sua Sicilia sperando in una rielezione. Ischia non ne sentirà la
mancanza perché il soggiorno politico è stato breve
e solo di facciata.
Le questioni perpetue di Ischia sono ancora sul
tappeto. Bisognerà attendere
tempi migliori e sperare in una nuova classe dirigente che si affacci
sulla scena.
Certamente la nuova o riciclata classe dirigente
che ci ha proposto la Seconda Repubblica ha fallito. Bisogna passare
con grande velocità alla Terza Repubblica.
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