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SETTIMANA DELLA CULTURA (Soprintendenza Archivistica per la Campania) Dalle «vasche
termali» delle
Antiche Terme |
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Per quanto concerne l’isola d’Ischia riportiamo i seguenti scritti.
Non è il
caso di sottacere la sconcertante situazione e lo stato di conservazione
dell’archivio storico del Comune di Ischia, verificati alcuni
mesi fa dal funzionario di questa Soprintendenza, se lo stesso sindaco
Giuseppe Brandi nel suo intervento parla “di colpevole degrado
ed abbandono”. Dopo la raccapricciante scoperta che parte del
patrimonio documentario era collocato nelle ex vasche termali, la dottoressa
Tagliatatela, grazie al fondamentale sostegno del Segretario Generale,
dott. Amodio, e poi del prezioso intervento della dottoressa Buono,
si è fortemente impegnata per la “riemersione” dei
faldoni, registri e tante altre carte di questo Archivio. Ed ora, avendo
l’obiettivo di portare a conoscenza dei cittadini di Ischia,
da una parte delle responsabilità oggettive di questa privazione
della loro memoria e dall’altra del recupero intrapreso con il
fattivo impegno del Comune, come primo risultato inauguriamo questa
significativa mostra per l’VIII Settimana della Cultura che impegna
la nostra Soprintendenza in diversi centri della Regione. Devo ricordare
che alla notizia della situazione archivio-vasche termali (un vero
ossimoro per chi rifletta minimamente sulle condizioni in cui vadano
conservate le carte, innanzitutto in luoghi asciutti e ben areati)
mi sentii molto avvilita, perché dovevo constatare ancora una
volta come da qualche decennio sia scomparsa la cultura dell’archivio,
proprio nei luoghi più famosi nel mondo, più fiorenti
per il turismo, storia antica e bellezze naturali e proprio ora che
la più aggiornata normativa (quella del testo unico n. 490 del
1999 e poi del Codice per i Beni Culturali, D.Leg. n. 42 del 2004)
pone la responsabilità degli archivi comunali direttamente e
con diversi livelli sanzionatori in capo ai Sindaci. Comunque si deve
accogliere con ottimismo ed è opportuno festeggiare l’inaugurazione
della mostra in questa VIII Settimana della Cultura che simboleggia
e vuole comunicare che l’archivio è riemerso, dall’oblio,
dall’incuria e che sarà puntualmente riordinato, ben
condizionato ed allocato opportunamente. Senza facili entusiasmi perché il
lavoro sistematico, dopo questo primo intervento, che ha dato minima
dignità al recupero e possibilità di un primo censimento
dell’esistente, dovrà proseguire con cura e buona volontà da
parte dell’Amministrazione, favorendo un progetto che dovrà aver
rispetto e risanare il colpevole degrado per l’incuria anche
per il lavoro di riordinamento effettuato, da valenti archivisti di
questa Soprintendenza, anni addietro. Si potrà così tentare
di ritrovare le carte più antiche dei Parlamenti del 1788 e
altro che viene menzionato nelle relazioni elaborate mentre per ora
si risale alla storia del Comune come istituito a partire dal decennio
francese in cui pure si rilevano ancora vuoti nella serie delle delibere
del decurionato. Si esprime anche l’auspicio che alla prossima
occasione lo spazio del Salone delle Antiche Terme Radioattive Comunali
restaurato possa avere ripreso la sua piena funzionalità per
esposizioni, tradizionali eventi e concerti raccontati in alcune immagini
di giornali e opuscoli che il Comune conserva. La mostra è arricchita
da fotografie che costituiscono la documentazione della sistemazione
dell’archivio storico già avviata. A questo punto desidero
ricordare la collaborazione archivistica della dottoressa Angela Spinelli,
anche lei funzionario di questa Soprintendenza, e il supporto di Gigi
Viglione per la grafica. Quel che resta sperare è che possa
emergere dall’archivio o da altre istituzioni, o collezioni private
qualche raccolta di antiche fotografie, una fonte documentaria che è fortemente
considerata per la validità che si affida alla fotografia,
come supporto indispensabile per la ricerca, per gli approfondimenti
di tanti aspetti della vita materiale del nostro passato. di Maria Antonietta Taglialatela (Soprintendenza Archivistica per la Campania) La
Settimana della Cultura, principale evento del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali,
giunge quest’anno alla sua ottava edizione. Nel quadro delle manifestazioni
promosse dalla Soprintendenza Archivistica per la Campania, l’idea di
scegliere Ischia, tra i comuni della provincia di Napoli, nasce dall’intento
di dare diffusione alla Città del recente recupero del proprio archivio
storico municipale. Si vuole, con una mostra documentaria, comunicare agli
ischitani che tra non molto potranno riappropriarsi delle loro memorie civiche
che rischiavano di andare disperse a causa dell’incuria degli uomini.
Un patrimonio culturale è formato da testimonianze artistiche e documentarie
e se le chiese, i monumenti, gli edifici, i quadri sono sicuramente più di
facile approccio e di maggiore fruibilità, non bisogna trascurare che
la storia di una Città è leggibile nei suoi documenti. Nell’arco
di quest’anno è stato fatto sicuramente molto per il recupero
dell’archivio del Comune e le foto, esposte in mostra, sono una testimonianza “dell’archivio
riemerso” dalle ex vasche termali. La competenza e sensibilità dimostrata
nel settore archivistico comunale dal Segretario Generale, Giovanni Amodio,
nonché la sua tenacia, hanno reso possibile che l’archivio cambiasse “veste”,
anche per il prezioso aiuto di Antonio Lumio, Raffaele Mirabella e Mario Pilato.
Inoltre se oggi, a breve tempo dal recupero, si è realizzata una mostra
documentaria, è pur grazie alla professionalità e al vivace entusiasmo
per il mondo archivistico della dottoressa Assunta Buono a cui va riconosciuto
il merito del certosino lavoro impiegato nell’archivio storico comunale
della sua Città. Molto ancora si dovrà fare per rendere in futuro
i documenti accessibili agli studiosi e a tutti coloro che vorranno scoprire
le proprie radici culturali. Sarà necessario iniziare, quanto prima,
l’ordinamento di quelle carte che pur apparendo spesso “vecchie
e polverose”, rappresentano un bene prezioso perché garantiscono
la sopravvivenza della nostra identità culturale. La mostra rappresenta
un esempio del patrimonio documentario e librario di proprietà del comune
d’Ischia. Ad aprirla è l’antico diario delle “clarisse
isclane”, datato 1575-1911, del Convento di S. Maria della Consolazione,
divenuto di proprietà comunale durante il decennio francese
(1806-1815).
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