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II 6 dicembre
2005 si è svolta nel cinema-teatro Excelsior di Ischia la replica
della commedia di Jean Giraudoux «La
guerra di Troia non si farà» (già presentata
il 2 giugno nell’Aula Magna del Liceo Classico), interpretata
e messa in scena dal gruppo teatrale del Liceo Scotti sotto la regia
di Salvatore Ronga con l’aiuto della preside prof. Francesca
Di Meglio, nonché delle insegnanti Tina De Frenna e Rosa Impagliazzo.
La rappresentazione è stata molto apprezzata dagli
spettatori, sia per la bravura degli attori che hanno saputo tutti essere espressivi
e calarsi nel ruolo e nello spirito della commedia, sia per la validità dell’opera
in sé e per il modo eccellente con cui sono stati curati scenografia,
vestiti e musiche. La validità della messa in scena dell’opera è stata
testimoniata pure dalla menzione di merito, ricevuta dai ragazzi al Festival
del teatro scolastico di Cesena a settembre.
Per gli alunni prendere parte a tutto ciò è stata
un’esperienza bellissima di condivisione di un unico obiettivo, di socializzazione,
di impegno e di sacrificio nei lunghi mesi delle prove per realizzare qualcosa
di veramente stupendo, soddisfacente, gradevole e istruttivo, frutto della bravura
e della capacità di tutti, sotto la sapiente e paziente guida di Salvatore
Ronga, già da molti anni impegnato nel laboratorio teatrale del Liceo
Classico, insieme alle docenti impegnate nel progetto teatro. I partecipanti
al progetto ricorderanno questa esperienza come qualcosa di unico da non scordare
mai e da portare sempre nel cuore forse con un po’ di nostalgia.
Il nucleo narrativo della commedia scritta agli inizi degli
anni ‘30 è centrato sulla bellezza seducente di Elena che irretisce
Paride e tutti i Troiani, vecchi e giovani, ma porta la città alla distruzione.
L’autore di questa opera ha scelto per tema gli antefatti della guerra
di Troia appunto per la situazione storico-politica di quegli anni, caratterizzata
da un clima di nazionalismo e totalitarismo, nonché da evidenti imminenze
belliche (cosa evidenziata dai vestiti indossati dagli attori di colore nero).
Per l’autore dunque l’avere scelto il titolo «La guerra
di Troia non si farà» assume proprio un significato di richiesta
estrema di pace. Da parte degli insegnanti e del regista proprio questo motivo
(espresso dalle parole dichiaratamente pacifiste di personaggi come Ettore e
Andromaca) è stato determinante, perché questa opera venisse scelta
per essere rappresentata, perché reso attuale dalla tragedia della guerra
imperialista in Iraq.
La commedia si divide in due atti. Nel primo la vicenda si
focalizza nella dialettica tra personaggi per la pace, cioè Ettore, Andromaca,
Ecuba e Cassandra, che a differenza di Andromaca prevede il triste destino, e
tra personaggi per la guerra Paride, Priamo, Democoo e gli altri troiani. L’atto
si conclude con la pace che appare pallida e malata; fatto che è preludio
di ciò che accadrà in seguito. Nel secondo atto infatti accadono
diversi eventi che protendono verso il tragico finale. Mentre è chiaro
che è Elena il motore di tutta la vicenda a causa della sua capacità seduttrice,
si osserva per prima cosa lo scontro tra Democoo, Abneo e Busiris, che esaltano
la guerra fino a volerle attribuire un inno apposito, contro Ettore che vuole
chiudere le porte della guerra. In seguito arrivano i Greci che, preceduti dal
villano Oiace, ribadiscono la volontà di riavere Elena. Infine, dopo varie
peripezie, come il monito dell’ambasciatrice degli dei Iride, si giunge
al momento di massima tensione; Democoo inizia ad intonare il canto di guerra
e allora Ettore lo uccide nel tentativo di salvare la pace, ma la guerra è ormai
inevitabile, mentre Andromaca è disperata, perché vede irrealizzato
il suo auspicio iniziale.
A cura di Francesco Castagna a nome di tutto il gruppo
teatro del Liceo Scotti, anno 2005.
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