La Rassegna d'Ischia 2006
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Il verde dell'isola d'Ischia: le Pinete

 
  di Giuseppe Sollino

   L’isola d’Ischia è nota come “Isola Verde” in relazione all’abbondante vegetazione che la caratterizza, costituita in gran parte da boschi, vigneti e dalla macchia mediterranea. Ed è proprio la macchia mediterranea la formazione forestale, che nel passato formava quasi un unico mantello verde, a colpire i diversi popoli che hanno frequentato l’isola, a partire dagli Eubei che nell’VIII secolo a. C. vi fondarono la prima colonia della Magna Grecia e la chiamarono Pithecusa.
   La presenza dell’uomo e l’attività agricola portarono nel corso dei secoli a sostituire la macchia con i vigneti e in parte con formazioni forestali di maggior pregio quali le pinete e i castagneti.
   Attualmente la superficie boscata complessiva è di circa 800 ettari di cui: 58 ettari (8%) di pinete e 738 ettari (92%) di cedui di castagno, querceti e macchia mediteuanea
   Proprietà pubblica ettari 721 pari al 90%; proprietà privata ettari 75 pari al 10%.

   Superficie boscata nei diversi comuni :
   - Barano 206 ha, pari al 27%
   - Casamicciola Terme 227 ha, pari al 29%
   - Forio 124 ha, pari al 15%
   - Ischia 132 ha, pari al 16%
   - Lacco Ameno 25 ha, pari al 3%
   - Serrara Fontana 82 ha, pari al 10%

   L’isola nel passato era probabilmente coperta da una folta e fitta macchia mediterranea da cui emergevano gli “ombrelli” dei pini mediterranei e scuri lecceti che nei punti più umidi cedevano il passo ai querceti (Quercus pubescens).
   L’azione dell’uomo è stata comunque rilevante, sostituendo nei punti più pianeggianti alle colture arboree quelle agrarie (vite, olivo, ortaggi) e nei punti più acclivi, ma freschi, al leccio e alla roverella la coltivazione del castagno governato a ceduo per gli usi agricoli.
   Infine negli ultimi decenni l’industria turistica ha profondamente segnato ampie zone di verde, sottraendo alla natura notevoli porzioni di territorio, soprattutto nelle aree costiere.

   Le Pinete
   Le prime pinete impiantate nell’isola d’Ischia risalgono al XIX secolo, e più precisamente sono da collocare tra il 1850 e il 1854. Fu il noto botanico Giovanni Gussone, in quel periodo anche medico personale di Ferdinando II di Borbone, ad impiegare il pino domestico (Pinus pinea L.) nell’area costiera del Comune di Ischia che allora appariva arida e senza vita, in conseguenza dell’ultima eruzione avvenuta (Fiaiano 1302).
   L’ottima acclimatazione della conifera, la sua capacità di adattarsi ai suoli vulcanici e di scarsa profondità, nonché la maestosità del portamento e l’ampiezza della chioma che conferiscono a questo pino un altissimo pregio estetico e paesaggistico, hanno fatto sì che al primo impianto ne seguissero molti altri, soprattutto nei Comuni di Barano (Pineta di Fiaiano) e di Casamicciola (Pineta della Maddalena-Monte Rotaro detta anche del Castiglione).

   Pinete costiere
   Estensione: circa 24 ettari.
   Ubicazione: si trovano nel Comune d’Ischia e si estendono per una fascia che va dal Porto fino all’area di Punta Molina, articolandosi lungo i principali assi viari che collegano il centro storico con le aree periferiche.
   Orografia: pianeggiante con qualche cavernosità o massi elevati di trachite, retaggio dell’antica colata lavica.
   Proprietà: Demanio comunale.
   Vegetazione: pineta mista a macchia mediterranea, con ampie radure in conseguenza dell’accentuata moria delle piante secolari di pino domestico dovuta a problemi parassitari.
   Substrato di scorie vulcaniche rachitiche.
   Situazione: la fustaia ultrasecolare è quasi del tutto scomparsa, decimata da attacchi parassitari (Marchalina, Blastofago e Processionaria) e dalla scarsa e discontinua cura che in questi anni era programmata per la difesa fitosanitaria dagli Enti preposti (Comune e Regione). Ne risulta un quadro di allarmante degrado e impoverimento della pineta e della macchia mediterranea che aveva trovato un ambiente ideale per il suo sviluppo. Si comprende allora l’urgenza di un piano di interventi coordinati e non più sporadici che, con una programmazione pluriennale, miri a una soluzione integrata dei problemi fitosanitari e alla rinaturalizzazione della pineta/macchia che rappresenta una singolare e importante biocenosi e che contribuisce in maniera determinante alla salubrità dei luoghi, essendo inserita in un contesto urbano molto antropizzato (depurazione dell’aria, produzione di ossigeno, assorbimento di anidride carbonica e articolati, ecc.).
   Punti di intervento: sfoltimento - mondatura della macchia - abbattimento tempestivo delle piante disseccate, focolaio di infestazione - potatura e ripulitura pini vegeti - programmna di ripiantumazione secondo un opportuno calendario - controlli e cure successive all’impianto. Attivazione di un “Centro di Ricerca e Didattica Ambientale” per un uso sostenibile ed integrato delle aree recuperate e rinaturalizzate.

  Pineta del Castiglione
   Bosco della Maddalena-Fondo d’Oglio - Monte Rotaro
   Estensione: oltre 32 ettari a cui vanno aggiunti 12 ettari di lecceto che occupa soprattutto l’area centrale del cratere (Fondo d’Oglio) del Monte Rotaro.
   Ubicazione: delimitata a Nord dalla SS 270, ad Ovest dalla strada provinciale Nuova Cretaio, ad Est dai terrazzamenti che si affacciano su Porto d’Ischia e a Sud dalla piana del Rotaro,
   Orografia: complessa e articolata su quattro eruzioni successive a partire dal II secolo a. C. (strato Vulcano). I quattro centri eruttivi sono stati studiati dal prof. A. Rittmann (1929) che ha rinvenuto un fascio di fratture vulcano-tettoniche con direzione NO-SE
Il Monte Rotaro raggiunge i 266 metri sul livello del mare.
   Proprietà: Demanio comunale.
   Vegetazione: la struttura vegetazionale del Bosco della Maddalena è di grande interesse ambientale. La pineta è costituita da Pinus pinea L., il classico pino mediterraneo, con presenza sporadica del pino marittimo e di quello d’Aleppo. Elementi della macchia mediterranea quali corbezzolo, erica, ginestra, mirto ecc. sono maggiormente presenti laddove c’è scarsa densità della pinetina e dove non è presente il lecceto che nell’area craterica del Fondo d’Oglio è particolarmente addensata. L’impianto della pineta comincia negli anni ‘30 del XX secolo e si  completa agli inizi degli anni ‘50. Vi si notano aree fumaroliche interessate dalla presenza del raro papiro (Cyperus polystachius Rottb.) di grande valore ecologico.
   Situazione: ricerche ed osservazioni effettuate nella pineta di Casamicciola hanno evidenziato che per quanto attiene ai problemi parassitari di natura entomologica, il problema principale è rappresentato dal Blastofago (Tomicus destruens) e dall’Ortotomico (Orthotomicus erosus). Si tratta di due specie di coleotteri corticicoli. Per il momento risulta assente la Cocciniglia greca del pino (Marchalina ellenica) che determina le note gravi infestazioni a carico dei pini soprattutto nelle Pinete Costiere. La densità della pinetina è eccessiva (1500 -2000 piante per ettaro) e ciò contribuisce non solo alla “sfilatura” delle piante, ma le rende più deboli sia all’attacco di parassiti (Blastofago), sia all’avanzata del fuoco (nell’estate 1995 un incendio distrusse 1000 alberi di pino).
   Punti di intervento: potatura, diradamento delle aree più addensate. Abbattimento piante disseccate e distruzione col fuoco del materiale di risulta. Controlli fitosanitari. Attivazione sentieristica. Ripristino e pulizia aree fumaroliche. Rinaturalizzazione e recupero aree degradate.

   Pineta di Fiaiano
   Estensione: circa 8 ettari.
   Ubicazione: si trova nel Comune di Barano e occupa il cratere ed i bordi della colata lavica che nel 1302 si formò a circa 160 metri s.l. m. A Nord confina con il Bosco dei Conti, ad Ovest c’è il Borgo di Fiaiano, a Sud la collina Belvedere, a SudEst la Fasolara e infine a EstNordEst si trovano i bordi lavici che originarono la colata dell’Arso che dopo oltre 2,5 km si spense nel mare all’altezza della Punta Molina.
   Orografia: piuttosto variabile con notevoli ondulazioni all’interno dell’area craterica.
   Proprietà: Demanio comunale.
Vegetazione: pineta impiantata negli anni ‘30 e ‘50 del XX secolo, macchia e lecceto nelle aree libere da pini e là dove filtra una maggiore quantità di luce; presenza di fumarole che ospitano una specie rara (Cyperus polystachius Rottb.): il papiro delle fumarole.
   Situazione: negli ultimi anni la pineta di Fiaiano è stata interessata da pericolosi focolai di infestazione; in particolare sono gli insetti patogeni che hanno trovato un ambiente trofico molto favorevole al proprio sviluppo. Tra questi va segnalata la pericolosa Processionaria (Thaumetopea pytiocampa Schiff.) e naturalmmente il Blastofago (Tomycus piniparda L.), parassita secondario che determina il completo essiccamento dei pini. Si è aggiunta anche la Marchalina hellenica Genn., la cocciniglia che tanti problemi ha creato alle pinete costiere, anche se ci sono stati degli interventi tempestivi da parte dell’Amm.ne comunale di Barano.
   L’eccessivo addensamento delle piante di pino, infine, determina una “sfilatura“ delle piante che si presentano così più vulnerabili, perché più deboli, ai diversi patogeni.
   Punti di intervento: potatura e sfoltimento delle piante più addensate. Abbattimento delle piante disseccate e distruzione mediante il fuoco della corteccia e della ramaglia per evitare pericolose diffusioni dei parassiti (Marchalina e Blastofago). Piantumazione e rinaturalizzazione aree degradate. Ristrutturazione sentieri. Protezione aree fumaroliche.


Gli insetti responsabili delle malattie dei pini
   Nelle pinete di Ischia bisogna porre rimedio ad anni di notevole abbandono, con conseguenze esiziali soprattutto per gli esemplari più vetusti nelle zone costiere.
   È nel mondo degli Artropodi, in particolare nella classe degli insetti, che si trovano i principali responsabili del deperimento e spesso della distruzione di intere pinete.
   La Processionaria del Pino (Thaumetopea pythiocampa Scift)
   È un lepidottero che provoca i danni maggiori allo stato larvale. Infatti dalle uova deposte intorno agli aghi dei pini si sviluppano delle larve che, nutrendosi delle parti più tenere degli apici vegetativi, si accrescono e costruiscono un tipico nido, dal quale esse usciranno in fila indiana (di qui il termine “Processionaria”) per alimentarsi in maniera sistematica delle foglie aghiformi. Ne segue un’accentuata defogliazione con deturpamento della chioma e portamento irregolare, fino al disseccamento inevitabile per l’arrivo di Coleotteri corticicoli
   Lotta obbligatoria: Art. 2 del D.M. 20.5.1926 su G.U. n. 138 del 16.6.1926.
   La Cocciniglia greca dei Pini (Marchalina hellenica Genn.)
   È una cocciniglia diffusa per lo più nelle aree costiere della Grecia e della Turchia.
   Gli esemplari di pino, soprattutto il pino domestico, subiscono una pericolosa sottrazione di linfa. Successivamente lo sviluppo di Fusaggini debilita la fustaia in modo irreversibile nell’arco di un biennio.
   Lotta obbligatoria D.M. 27.3.1996
   Il Blastofago del Pino (Tomycus destruens)
   È un coleottero di piccole dimensioni che attacca i pini vetusti e indeboliti, conducendoli al disseccamento finale. Nelle pinete giovani i cimali diventano rachitici e ricadono al suolo. I tronchi ospitano gli adulti, fornendo loro gallerie di riproduzione: è a questo punto che l’attacco diventa inarrestabile ed esiziale.

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