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di Giuseppe Sollino
L’isola d’Ischia è nota
come “Isola Verde” in relazione all’abbondante
vegetazione che la caratterizza, costituita in gran parte da boschi,
vigneti e dalla macchia mediterranea. Ed è proprio la macchia
mediterranea la formazione forestale, che nel passato formava quasi
un unico mantello verde, a colpire i diversi popoli che hanno frequentato
l’isola, a partire dagli Eubei che nell’VIII secolo a.
C. vi fondarono la prima colonia della Magna Grecia e la chiamarono Pithecusa.
La presenza dell’uomo e l’attività agricola portarono
nel corso dei secoli a sostituire la macchia con i vigneti e in parte con formazioni
forestali di maggior pregio quali le pinete e i castagneti.
Attualmente la superficie boscata complessiva è di circa
800 ettari di cui: 58 ettari (8%) di pinete e 738 ettari (92%) di cedui di castagno,
querceti e macchia mediteuanea
Proprietà pubblica ettari 721 pari al 90%; proprietà privata
ettari 75 pari al 10%.
Superficie boscata nei diversi comuni :
- Barano 206 ha, pari al 27%
- Casamicciola Terme 227 ha, pari al 29%
- Forio 124 ha, pari al 15%
- Ischia 132 ha, pari al 16%
- Lacco Ameno 25 ha, pari al 3%
- Serrara Fontana 82 ha, pari al 10%
L’isola nel passato era probabilmente coperta da
una folta e fitta macchia mediterranea da cui emergevano gli “ombrelli” dei
pini mediterranei e scuri lecceti che nei punti più umidi cedevano
il passo ai querceti (Quercus pubescens).
L’azione dell’uomo è stata comunque rilevante,
sostituendo nei punti più pianeggianti alle colture arboree quelle agrarie
(vite, olivo, ortaggi) e nei punti più acclivi, ma freschi, al leccio
e alla roverella la coltivazione del castagno governato a ceduo per gli usi
agricoli.
Infine negli ultimi decenni l’industria turistica ha profondamente
segnato ampie zone di verde, sottraendo alla natura notevoli porzioni di territorio,
soprattutto nelle aree costiere.
Le Pinete
Le prime pinete impiantate nell’isola d’Ischia risalgono
al XIX secolo, e più precisamente sono da collocare tra il 1850 e il
1854. Fu il noto botanico Giovanni Gussone, in quel periodo anche medico personale
di Ferdinando II di Borbone, ad impiegare il pino domestico (Pinus pinea L.)
nell’area costiera del Comune di Ischia che allora appariva arida e senza
vita, in conseguenza dell’ultima eruzione avvenuta (Fiaiano 1302).
L’ottima acclimatazione della conifera, la sua capacità di
adattarsi ai suoli vulcanici e di scarsa profondità, nonché la
maestosità del portamento e l’ampiezza della chioma che conferiscono
a questo pino un altissimo pregio estetico e paesaggistico, hanno fatto sì che
al primo impianto ne seguissero molti altri, soprattutto nei Comuni di Barano
(Pineta di Fiaiano) e di Casamicciola (Pineta della Maddalena-Monte
Rotaro detta anche del Castiglione).
Pinete costiere
Estensione: circa 24 ettari.
Ubicazione: si trovano nel Comune d’Ischia
e si estendono per una fascia che va dal Porto fino all’area
di Punta Molina, articolandosi lungo i principali assi viari che
collegano il centro storico con le aree periferiche.
Orografia: pianeggiante con qualche cavernosità o
massi elevati di trachite, retaggio dell’antica colata lavica.
Proprietà: Demanio comunale.
Vegetazione: pineta mista a macchia mediterranea,
con ampie radure in conseguenza dell’accentuata moria delle
piante secolari di pino domestico dovuta a problemi parassitari.
Substrato di scorie vulcaniche rachitiche.
Situazione: la fustaia ultrasecolare è quasi
del tutto scomparsa, decimata da attacchi parassitari (Marchalina, Blastofago e Processionaria)
e dalla scarsa e discontinua cura che in questi anni era programmata
per la difesa fitosanitaria dagli Enti preposti (Comune e Regione).
Ne risulta un quadro di allarmante degrado e impoverimento della
pineta e della macchia mediterranea che aveva trovato un ambiente
ideale per il suo sviluppo. Si comprende allora l’urgenza di
un piano di interventi coordinati e non più sporadici che,
con una programmazione pluriennale, miri a una soluzione integrata
dei problemi fitosanitari e alla rinaturalizzazione della pineta/macchia
che rappresenta una singolare e importante biocenosi e che contribuisce
in maniera determinante alla salubrità dei luoghi, essendo
inserita in un contesto urbano molto antropizzato (depurazione dell’aria,
produzione di ossigeno, assorbimento di anidride carbonica e articolati,
ecc.).
Punti di intervento: sfoltimento - mondatura
della macchia - abbattimento tempestivo delle piante disseccate,
focolaio di infestazione - potatura e ripulitura pini vegeti - programmna
di ripiantumazione secondo un opportuno calendario - controlli e
cure successive all’impianto. Attivazione di un “Centro
di Ricerca e Didattica Ambientale” per un uso sostenibile
ed integrato delle aree recuperate e rinaturalizzate.
Pineta del Castiglione
Bosco della Maddalena-Fondo d’Oglio - Monte Rotaro
Estensione: oltre 32 ettari a cui vanno aggiunti 12 ettari
di lecceto che occupa soprattutto l’area centrale del cratere (Fondo
d’Oglio) del Monte Rotaro.
Ubicazione: delimitata a Nord dalla SS 270, ad Ovest
dalla strada provinciale Nuova Cretaio, ad Est dai terrazzamenti che si affacciano
su Porto d’Ischia e a Sud dalla piana del Rotaro,
Orografia: complessa e articolata su quattro eruzioni
successive a partire dal II secolo a. C. (strato Vulcano). I quattro centri
eruttivi sono stati studiati dal prof. A. Rittmann (1929) che ha rinvenuto
un fascio di fratture vulcano-tettoniche con direzione NO-SE
Il Monte Rotaro raggiunge i 266 metri sul livello del mare.
Proprietà: Demanio comunale.
Vegetazione: la struttura vegetazionale del Bosco
della Maddalena è di grande interesse ambientale. La pineta è costituita
da Pinus pinea L., il classico pino mediterraneo, con presenza sporadica
del pino marittimo e di quello d’Aleppo. Elementi della macchia mediterranea
quali corbezzolo, erica, ginestra, mirto ecc. sono maggiormente presenti laddove
c’è scarsa densità della pinetina e dove non è presente
il lecceto che nell’area craterica del Fondo d’Oglio è particolarmente
addensata. L’impianto della pineta comincia negli anni ‘30 del
XX secolo e si completa agli inizi degli anni ‘50. Vi si notano
aree fumaroliche interessate dalla presenza del raro papiro (Cyperus polystachius Rottb.)
di grande valore ecologico.
Situazione: ricerche ed osservazioni effettuate nella
pineta di Casamicciola hanno evidenziato che per quanto attiene ai problemi
parassitari di natura entomologica, il problema principale è rappresentato
dal Blastofago (Tomicus destruens) e dall’Ortotomico (Orthotomicus
erosus). Si tratta di due specie di coleotteri corticicoli. Per il momento
risulta assente la Cocciniglia greca del pino (Marchalina ellenica)
che determina le note gravi infestazioni a carico dei pini soprattutto nelle
Pinete Costiere. La densità della pinetina è eccessiva (1500
-2000 piante per ettaro) e ciò contribuisce non solo alla “sfilatura” delle
piante, ma le rende più deboli sia all’attacco di parassiti (Blastofago),
sia all’avanzata del fuoco (nell’estate 1995 un incendio distrusse
1000 alberi di pino).
Punti di intervento: potatura, diradamento delle aree
più addensate. Abbattimento piante disseccate e distruzione col fuoco
del materiale di risulta. Controlli fitosanitari. Attivazione sentieristica.
Ripristino e pulizia aree fumaroliche. Rinaturalizzazione e recupero aree degradate.
Pineta di Fiaiano
Estensione: circa 8 ettari.
Ubicazione: si trova nel Comune di Barano e
occupa il cratere ed i bordi della colata lavica che nel 1302 si
formò a circa 160 metri s.l. m. A Nord confina con il Bosco
dei Conti, ad Ovest c’è il Borgo di Fiaiano, a Sud la
collina Belvedere, a SudEst la Fasolara e infine a EstNordEst si
trovano i bordi lavici che originarono la colata dell’Arso
che dopo oltre 2,5 km si spense nel mare all’altezza della
Punta Molina.
Orografia: piuttosto variabile con notevoli ondulazioni
all’interno dell’area craterica.
Proprietà: Demanio comunale.
Vegetazione: pineta impiantata negli anni ‘30 e ‘50 del
XX secolo, macchia e lecceto nelle aree libere da pini e là dove filtra
una maggiore quantità di luce; presenza di fumarole che ospitano una
specie rara (Cyperus polystachius Rottb.): il papiro delle fumarole.
Situazione: negli ultimi anni la pineta di Fiaiano è stata
interessata da pericolosi focolai di infestazione; in particolare sono gli
insetti patogeni che hanno trovato un ambiente trofico molto favorevole al
proprio sviluppo. Tra questi va segnalata la pericolosa Processionaria (Thaumetopea
pytiocampa Schiff.) e naturalmmente il Blastofago (Tomycus piniparda L.),
parassita secondario che determina il completo essiccamento dei pini. Si è aggiunta
anche la Marchalina hellenica Genn., la cocciniglia che tanti problemi ha creato
alle pinete costiere, anche se ci sono stati degli interventi tempestivi da
parte dell’Amm.ne comunale di Barano.
L’eccessivo addensamento delle piante di pino, infine, determina
una “sfilatura“ delle piante che si presentano così più vulnerabili,
perché più deboli, ai diversi patogeni.
Punti di intervento: potatura e sfoltimento delle piante
più addensate. Abbattimento delle piante disseccate e distruzione mediante
il fuoco della corteccia e della ramaglia per evitare pericolose diffusioni
dei parassiti (Marchalina e Blastofago). Piantumazione e rinaturalizzazione
aree degradate. Ristrutturazione sentieri. Protezione aree fumaroliche.
Gli insetti responsabili delle malattie dei pini
Nelle pinete di Ischia bisogna porre rimedio ad anni di notevole
abbandono, con conseguenze esiziali soprattutto per gli esemplari più vetusti
nelle zone costiere.
È nel mondo degli Artropodi, in particolare nella classe
degli insetti, che si trovano i principali responsabili del deperimento
e spesso della distruzione di intere pinete.
La Processionaria del Pino (Thaumetopea pythiocampa Scift)
È un lepidottero che provoca i danni maggiori allo stato
larvale. Infatti dalle uova deposte intorno agli aghi dei pini si sviluppano
delle larve che, nutrendosi delle parti più tenere degli apici vegetativi,
si accrescono e costruiscono un tipico nido, dal quale esse usciranno in fila
indiana (di qui il termine “Processionaria”) per alimentarsi in
maniera sistematica delle foglie aghiformi. Ne segue un’accentuata defogliazione
con deturpamento della chioma e portamento irregolare, fino al disseccamento
inevitabile per l’arrivo di Coleotteri corticicoli
Lotta obbligatoria: Art. 2 del D.M. 20.5.1926 su G.U. n. 138 del
16.6.1926.
La Cocciniglia greca dei Pini (Marchalina
hellenica Genn.)
È una cocciniglia diffusa per lo più nelle aree
costiere della Grecia e della Turchia.
Gli esemplari di pino, soprattutto il pino domestico, subiscono
una pericolosa sottrazione di linfa. Successivamente lo sviluppo di Fusaggini
debilita la fustaia in modo irreversibile nell’arco di un biennio.
Lotta obbligatoria D.M. 27.3.1996
Il Blastofago del Pino (Tomycus destruens)
È un coleottero di piccole dimensioni che attacca i pini
vetusti e indeboliti, conducendoli al disseccamento finale. Nelle pinete giovani
i cimali diventano rachitici e ricadono al suolo. I tronchi ospitano gli adulti,
fornendo loro gallerie di riproduzione: è a questo punto che l’attacco
diventa inarrestabile ed esiziale.
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