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di
Giuseppe Sollino
Quasi
che fossero scritte nel codice genetico dell’uomo, le acque termali
generano vita, salute e benessere. La naturalità forte dell’isola
d’Ischia e dei suoi ambienti idrotermali si offre ancora integra
a chi vuole trovare l’equilibrio perduto, immergendosi in acque
straordinarie e respirando salutari vapori. Siamo in un’isola
tra le più belle del mondo, incastonata come uno smeraldo nell’azzurro
del Mediterraneo. Territorio ricco di attrattive artistiche e ambientali,
dove la storia ha scritto pagine importanti, dalla fondazione di Phitecusa,
prima colonia ellenica della futura Magna Grecia, al dominio dei Romani
con l’antico insediamento di Aenaria, alla corte rinascimentale
di Vittoria Colonna sul Castello Aragonese fino all’era termale.
Un’era moderna e antica che affonda le sue radici in un passato
ricco di miti storici e di eventi geologici straordinariamente affascinanti,
che hanno creato un bacino idroclimatico ambientale dalle incredibili
virtù terapeutiche. L’enorme ricchezza del patrimonio idortermale
dell’isola - numerosi gruppi fumarolici, 29 bacini di acque minerali
in genere ipertermali, con una capacità radioattiva naturale
eccezionalmente positiva a livello biologico e ad elevata mineralizzazione
(acque salse, salsoiodiche, bicarbonatosolfate etc.) - consente un’elevata
gamma di impieghi terapeutici, in particolare nelle reumoartropatie,
nel recupero funzionale degli artrolesi (postumi di fratture, di interventi
ortopedici, etc), nelle infiammazioni croniche delle prime vie aeree
e dei bronchi, nonché in alcuni settori della ginecologia.
Se a queste cure classiche e mirate ai trattamenti termali si aggiunge
un soggiorno distensivo in un ambiente adeguato, si arriverà
ad attivare quel recupero psicosomatico di base indispensabile in una
società sempre più urbanizzata e globalizzata.
Occorre quindi una compartecipazione totale alle risorse climatico-ambientali
offerte dal territorio circostante (terre aperte alla natura). L’isola
d’Ischia presenta tutti i requisiti richiesti da un termalismo
che pensa alle risorse ambientali.
In tale contesto l’Epomeo con le sue aree limitrofe offre dal
punto di vista biomedico importanti varianti al clima marino tipico
delle aree costiere dell’isola. Si susseguono così un clima
marino-collinare e ancora un clima marino-submontano, spingendosi verso
le zone alte dell’area epomeica. Bisogna inoltre aggiungere gli
ambienti microclimatici di tipo tropical-mediterraneo di Citara, S.
Angelo, S. Montano, che ospitano importanti parchi termali sul mare,
una meraviglia della natura. Tenendo presente la rapidità con
cui è possibile passare da un clima all’altro, si possono
comprendere tutte le applicazioni terapeutiche derivate, senza contare
che si attraversano ambienti di rara suggestione e ricchi di piante
aromatiche dal profumo intenso (percorsi aromaterapici). La funzione
climatica della zolla epomeica conferisce al clima isolano una notevole
autonomia rispetto a quello delle prospicienti aree campane. L’isola
è davvero la gemma climatica dell’area mediterranea (climatoterapia).
Le nuvole provenienti in genere da ovest, vengono attirate e spinte
in alto. L’Epomeo forma così un baluardo geologico attivo
che incrementa le precipitazioni nell’opposto versante a nord-est
da Ischia a Casamicciola fino a Lacco Ameno.
Questa zona dell’isola è così più umida e
di conseguenza più ricca di vegetazione rispetto al versante
sud-ovest.
All’azione termostatica esercitata dal mare che circonda Ischia,
oltre 36 chilometri di costa, si associa così la struttura imponente
della zolla. epomeica, capace di catturare ingenti quantità di
nuvole che apportano notevoli precipitazioni (1.040 mm.). Ne deriva
un grado di mitezza del clima marino, nonché un’accentuata
diversità ecologica e vegetazionale del territorio. L’Epomeo
e le altre zone naturali ad esso collegate sono aree vive nelle loro
caratteristiche pedologiche, idrologiche e vegetazionali con una flora
ricca e spesso unica nel suo genere. Ci riferiamo al Cyperus polystachius
Rottb, il papiro delle fumarole, ma anche a splendide felci, Woodwardia,
che al di fuori della loro zona di origine, vivono solo nella nostra
isola.
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