La Rassegna d'Ischia 2005
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Breve guida di personaggi isolani
Gabriele Mattera - Giovanni Verde - Giovanni Gussone - Giuseppe Iacono

(a cura) di Raffaele Castagna

Gabriele Mattera su

Gabriele Mattera (1929 – 2005) nasce ad Ischia nel Castello Aragonese il 18 agosto 1929. La sua vita, come la sua attività, è intimamente legata al Castello. Solo nel 1950 inizia a dipingere con continuità e, dopo un breve periodo dedicato allo studio del paesaggio, si dà completamente alla figura. I Pescatori sono i suoi modelli preferiti, li ritrae per oltre 15 anni in tutti i momenti della loro vita. Fin dalle prime esperienze si interessa, per poi servirsene, delle tecniche più diverse, dal disegno all’incisione, dalla tempera all’acquarello, ma quella che predilige è la pittura ad olio.
Dipinge paesaggi, nudi di donne, nature morte. Nascono i suoi cicli tematici con una serie dedicata ai fiori secchi di carciofi e girasoli.
Nel 1968 sposa Karin, una ragazza tedesca di Hannover, anch’ella proveniente dal mondo dell’arte e giunta ad Ischia all’inizio degli anni ’60; nascono Nicola e Anna Cristina.
Negli anni 1970 i Pescatori lasciano il posto ai Bagnanti. Questo ciclo, sviluppato su tele di grandi dimensioni, dura circa dieci anni. Nelle prime opere Mattera usa il mondo dei Bagnanti come metafora e interpreta la vita umile e a volte drammatica del banale quotidiano secondo la sua Weltanschauung improntata ad un pessimismo esistenziale e ad una visione critica della società. Ma negli anni immediatamente successivi l’artista, arretrando il suo punto di osservazione, allarga il campo visivo e confina i pochi oggetti e le isolate figure sull’orizzonte del quadro, tra cielo e mare in un’atmosfera di inquietante rarefazione. Con queste opere mostre personali vengono organizzate a Napoli, Vienna, Zurigo, Dortmund, Worpsvede, Amsterdam e, naturalmente, ad Ischia.
Nel 1985 tiene le ultime mostre con dipinti sul tema dei Bagnanti nella Cappella di S. Barbara del Maschio Angioino di Napoli e ad Ancona. Nel 1989, con il nuovo ciclo delle Tende, iniziato nel 1986, tiene mostre personali al Museo di Villa Arbusto di Lacco Ameno, al Museo Civico del Torrione di Forio e alla Galleria Ielasi di Ischia Ponte. Nel 1990 il Kunstmuseum di Berna gli dedica una personale con un congruo numero di grandi tele dell’ultimo periodo. Nel 1992 torna a Napoli con una mostra nel Palazzo Reale. L’anno successivo è presente con una nutrita rassegna di opere degli ultimi 7 anni negli spazi dei Civici Musei di Reggio Emilia. Nel 1994 una mostra di acquarelli sul tema L’Uomo e la tenda lo porta a Roma allo Spazio Arte dell’Istituto Poligrafico di Arte Classica e Contemporanea e successivamente a Milano alla Galleria Appiani Arte 32. Nel 1996 espone alcune opere del ciclo Uomini nella natura, iniziato nel 1993, presso la Galleria Del Monte Arte Contemporanea di Forio. Lo stesso anno è ospite, con il patrocinio dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli, dell’ex Chiesa di S. Francesco delle Monache a Napoli. Nel 1999 viene invitato ad inaugurare la Galleria di Eleonora Sachs, Elo Art, a Forio, con una antologica che comprende opere realizzate tra il 1989 e il 1999. In questa rassegna vengono presentati per la prima volta anche otto quadri di medio formato del nuovo ciclo Uomini in rosso. Nell’agosto del 2000 nove grandi tele di questo ciclo vengono esposte nell’ex Chiesa dell’Immacolata al Castello Aragonese di Ischia. Nel 2003 a Mattera viene dedicata una mostra antologica con oltre 50 opere nella Torre di Guevara di Ischia. In contemporanea la Galleria Ielasi gli dedica una mostra di opere di grandi dimensioni del ciclo dei Bagnanti. Nello stesso anno l’Istituto Francese Grenoble di Napoli gli allestisce una mostra con oltre 20 grandi tele del ciclo Uomini in rosso. Nel 2005, a qualche mese dalla sua morte (26 luglio), gli rendono omaggio con due mostre antologiche in contemporanea il Palazzo Pretorio di Cittadella (Padova) e la Galleria Civica di Valdagno (Vicenza).
(Note tratte dai cenni biografici riportati nei vari cataloghi delle sue mostre).

Giovanni Verde su

Giovanni Verde (1880-1956). Nacque a Forio il 23 settembre 1880, terzogenito del dott. Matteo, medico e studioso del termalismo isolano, e di Marianna Patalano. Studiò presso il Seminario d’Ischia e nel Collegio dei Padri Benedettini di Cava dei Tirreni. Laureato in giurisprudenza, si dedicò maggiormente alla poesia e alle arti figurative; a Napoli frequentò i cenacoli letterari e conobbe numerosi scrittori ed artisti, come G. D’Annunzio, S. Di Giacomo, Bovio, Matilde Serao ed Eduardo Scarfoglio. Collaborò ai quotidiani Il Mattino e Il Giorno; diresse i periodici isolani Il Gerone e L’Aquilotto, quest’ultimo da lui stesso fondato nel 1921.
Partecipò alla prima guerra mondiale come ufficiale di complemento. In quegli anni ideò ed eseguì il monumento a Vittorio Emanuele III, eretto nella città di Gorizia. Insegnò storia e diritto a Napoli nelle scuole tecniche. Volse la sua attenzione alla ricerca di notizie, e specialmente ai miti, concernenti l’isola d’Ischia: il tutto riportato ne La saga di Pitecusa, pubblicata postuma nel 1973. Tornato a Forio, dopo la seconda guerra mondiale, gli fu affidata dal Comune la custodia e la direzione del Torrione, dove erano conservate le opere del poeta e scultore Giovanni Maltese, di cui curò anche la pubblicazione dei Sonetti inediti dialettali con l’aggiunta di un glossario e di un saggio sul dialetto foriano. Sue raccolte poetiche: Quando ne imbrocco una e I miei versi giocosi, e la commedia in dialetto foriano Nzàurete. Furono da lui composte le epigrafi al Cardinale Luigi Lavitrano (Basilica di S. Maria di Loreto) e all’eroe foriano Luca Balsofiore.
Giovanni Verde amò profondamente Forio e l’isola. Negli ultimi tempi si dedicò alla istituzione del Gruppo Marinai d’Italia. Morì il 28 marzo 1956.

Giovanni Gussone su

Giovanni Gussone (1787-1866). Nacque l’8 febbraio 1787 a Villamaina nel Principato Ulteriore, oggi comune nella provincia di Avellino. Pur avendo studiato medicina all’Università di Napoli, conseguendo la laurea nel 1811, mostrò sempre grande interesse per la botanica e quindi si dedicò a quest’ultima disciplina, iniziando a collaborare con Michele Tenore come corrispondente per la spedizione di piante dalla Provincia del Principato Citra; divenne successivamente Assistente del direttore dell’Orto Botanico di Napoli, occupando un ruolo importante nell’organizzazione scientifica della struttura che si andava allora sviluppando. Il Tenore lo considerava il suo migliore collaboratore nella compilazione della Flora napoletana, in una attività escursionistica notevole che vedeva un crescente accumularsi di materiali, di notizie, di esperienze botaniche; gli dedicò alcune delle nuove piante come l’Erodium gussonei Ten., l’Ornithogalum gussonei Ten. e Scutellaria gussonei Ten. Da parte sua il Gussone dimostrò la sua riconoscenza al maestro dedicandogli alcune specie, come Centaurea tenorei Guss., Statice tenoreana Guss.
Nel 1817 il Gussone fu chiamato a Palermo per fondarvi l’Orto sperimentale e di acclimatazione di Boccadifalco, previsto quale istituto di applicazione della botanica al campo agrario.
Francesco I, re di Napoli, nel 1827 lo nominò Botanico di Corte; e alla corte di Napoli visse sino al 1860 compiendo vari viaggi in Italia e all’estero per missioni scientifiche. Da queste esperienze il Gussone ebbe modo di pubblicare varie opere relative alla flora dell’Italia meridionale: Florae siculae prodromus (1827-28), Flora sicula (1829), Florae siculae synopsis (1842-45). Molta cura e attenzione rivolse alla flora dell’isola d’Ischia, pubblicando la voluminosa opera intitolata Enumeratio plantarum vascularium in insula Inarime sponte provenientium vel oeconomico usu passim cultarum (1854): un notevole studio nel quale sono elencate le piante in loco esaminate (oltre novecento), sia quelle spontanee, alcune delle quali nuove per la scienza, sia quelle coltivate. «Il censimento delle entità di interesse agricolo, per le quali vengono segnalate le diverse cultivar presenti ad Ischia, rappresenta un’ottima fonte di informazione per la conoscenza delle principali piante utilizzate a fini economici nel periodo borbonico». Al Gussone si attribuisce la creazione delle pinete dell’isola d’Ischia.
Dopo il 1861, il botanico ebbe contatti con personalità del nuovo regno e Vittorio Emanuele II lo nominò professore emerito dell’Università di Napoli. Morì a Napoli il 14 gennaio 1866.


Giuseppe Iacono
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Iacono, Giuseppe. Nato a Serrara Fontana nel 1844, fu avviato al sacerdozio nel Collegio Romano di Civitavecchia, città in cui i genitori commerciavano il loro vino, e divenne canonico della Cattedrale di S. Francesco in Centocelle. Nel 1889 ritornò a Sant’Angelo d’Ischia. Nel 1876 aveva spinto suo padre a donare una zona di vigneto per la costruzione del camposanto, non a spese della pubblica amministrazione, ma con l’opera degli abitanti del villaggio in contributi economici o prestazione lavoratrice. Quelli di Succhivo non vollero contribuire, preferendo portare i loro morti a Serrara, nonostante le difficoltà delle comunicazioni; quando poi cominciarono a chiedere di utilizzare il cimitero di S. Angelo, non fu loro concesso e le prime deroghe si ebbero soltanto verso il 1913-14. Il can. Giuseppe Iacono vi fece anche costruire una cappella per le funzioni religiose
(da un articolo di Pasquale Polito in “Ischia Oggi” n. 18/1973).

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