|
|||||||
| Motivi | |||||||
| di Raffaele Castagna Altro
che comune unico, si potrebbe dire, qui c’è bisogno di
autonomia addirittura del quartiere o della frazione, per prendere in
considerazione e risolvere i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana
e della funzionalità dei servizi necessari. La realtà
ci propone infatti una diversa attenzione che le componenti amministrative
rivolgono alle varie zone del paese e conseguentemente anche interventi
differenti, in termini di qualità e di quantità, nelle
esigenze che di volta in volta si presentano e nella strutturazione
di determinate opere. A mano a mano che ci si allontana dal cosiddetto
centro, si cominciano ad avvertire sempre più evidenti i segni
di una minore partecipazione operativa e di una meno sentita sensibilità
sia nelle attività giornaliere, come pulizia e controllo, sia
nella risoluzione di problemi logistici. A tutto ciò non di rado
concorrono i cittadini che depositano in queste zone ogni specie di
rifiuti e di suppellettili che poi vi restano per molti giorni e si
accumulano continuamente. Le strade periferiche si presentano spesso
pericolose per le buche e per la scarsa manutenzione, anche se su di
esse viene dirottato un traffico intenso, quando quelle centrali sono
interdette; i marciapiedi sono tutt’altro che lasciati alla loro
precisa funzione, occupati da erbacce, rifiuti e macchine in sosta. *** Il territorio isolano è stato fortemente modificato, in conseguenza del notevole sviluppo edilizio e dell’apertura di nuove strade, sottraendo spazio per lo più a suoli agricoli. Ciò ha comportato, tra l’altro, un diverso impatto e ciclo di assorbimento o di incanalamento delle acque piovane che, in mancanza di adeguate condotte fognarie, scorrono in superficie e, precipitose, invadono le zone basse, piazze e centri abitati. Spesso anche le vie prospicienti il mare si allagano, non avendo sufficienti sbocchi e deflussi. Inoltre non si attua la necessaria manutenzione delle grate di risucchio, dove esistono; esse in periodo estivo sono anche ostruite per evitare l’emanazione di cattivi odori, e le prime, inattese, precipitazioni provocano danni maggiori. Nelle zone in cui sono presenti piccoli avvallamenti si formano veri e propri laghetti, con enormi difficoltà per chi ha bisogno di attraversarle e per le macchine stesse. Passare da un marciapiede all’altro comporta transitare nell’acqua; se poi vi capita nel frattempo il passaggio di un veicolo, il bagno è completo, considerato che il conducente in rari casi pensa a voi. Lavori di ieri e di oggi non hanno risolto questo grave problema, anzi esso si aggrava costantemente. *** Sembra che le amministrazioni comunali vogliano qualificarsi e presentarsi all’attenzione dei cittadini, più che con la costante frequenza di interventi nella risoluzione dei problemi che affliggono la comunità e che vedono fortemente in declino il richiamo turistico, nell’organizzazione o nella partecipazione in piccole o grandi manifestazioni che, in prospettiva, dovrebbero, secondo alcune constatazioni, favorire ed incrementare il turismo. Ma, in verità, non abbiamo mai letto che qualcuno venga ad Ischia specificamente per questo o quell’evento o spettacolo. Spesso, invece, molti si dicono decisi a dimenticare l’isola e cancellarla dalle loro scelte future, avendo dovuto imbattersi nella scarsa qualità di certi servizi e soprattutto perché, di anno in anno, poco o nulla si fa per eliminarne le premesse negative e migliorarne il funzionamento. Forse si preferisce un settore in cui c’è maggiore occasione di “apparire” e di “esaltarsi” in pubblico. Vero è che le manifestazioni sono necessarie e contribuiscono a caratterizzare specialmente il periodo turistico, ma in questo senso dovrebbe essere maggiormente sensibile il mondo imprenditoriale, esigendo dalle amministrazioni qualità di servizi logistici e interventi concreti sul territorio per assicurare a tutti un soggiorno tranquillo e per offrire dell’isola il miglior aspetto possibile, come d’altra parte uniformità di decisioni e di comportamenti in determinati settori della vita isolana. Come spesso viene criticato il fatto che in negozi, ristoranti... si sia soliti guardare in faccia al cliente per stabilire un prezzo, così appare negativo che in molti servizi pubblici bisogna prima qualificarsi come residente comunale, residente extracomunale, forestiero... *** Si avvicina
la fine della stagione turistica 2005. In passato si diceva che Ischia
avrebbe ben potuto proporsi e presentarsi competitiva anche per un turismo
invernale, in virtù delle sue condizioni climatiche e delle acque
termali. Ma, figuriamoci, se oggi, in evidente crisi già nel
periodo classico di movimento della gente e di frequentazione, sia il
caso di dare credito a quella prospettiva, considerato come si è
proceduto nella fase iniziale di quest’anno con la tardiva riapertura
quasi generale degli alberghi e di strutture che di per sé fanno
da tràino alle varie attività viste e funzionali per lo
più esclusivamente in chiave turistica. La nuova realtà
ha fatto capire (ma è difficile innestarsi nelle nuove esigenze)
che le risorse, pur notevoli, di un paese non sono sufficienti ad assicurare
un richiamo perenne e un flusso costante di visitatori, senza il concorso
di altri fattori determinanti e collaterali, come le condizioni ambientali
e ricettive, senza una continua presenza nel settore della divulgazione.
E del termalismo bisognerebbe ritornare a fare un elemento essenziale
di studio e di rilancio, mediante congressi scientifici e l’intervento
di eminenti personalità del campo specifico. |