La Rassegna d'Ischia 2005
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Motivi

di Raffaele Castagna

  Altro che comune unico, si potrebbe dire, qui c’è bisogno di autonomia addirittura del quartiere o della frazione, per prendere in considerazione e risolvere i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana e della funzionalità dei servizi necessari. La realtà ci propone infatti una diversa attenzione che le componenti amministrative rivolgono alle varie zone del paese e conseguentemente anche interventi differenti, in termini di qualità e di quantità, nelle esigenze che di volta in volta si presentano e nella strutturazione di determinate opere. A mano a mano che ci si allontana dal cosiddetto centro, si cominciano ad avvertire sempre più evidenti i segni di una minore partecipazione operativa e di una meno sentita sensibilità sia nelle attività giornaliere, come pulizia e controllo, sia nella risoluzione di problemi logistici. A tutto ciò non di rado concorrono i cittadini che depositano in queste zone ogni specie di rifiuti e di suppellettili che poi vi restano per molti giorni e si accumulano continuamente. Le strade periferiche si presentano spesso pericolose per le buche e per la scarsa manutenzione, anche se su di esse viene dirottato un traffico intenso, quando quelle centrali sono interdette; i marciapiedi sono tutt’altro che lasciati alla loro precisa funzione, occupati da erbacce, rifiuti e macchine in sosta.
Ci si potrebbe chiedere se realmente gli amministratori conoscano il loro comune in tutta l’esatta estensione e se siano soliti percorrerne, di tanto in tanto almeno, ogni tratto, per rendersi conto concretamente di situazioni generali e particolari che coinvolgono ciascuna località. Va corretto il concetto che l’aspetto di un paese debba essere valutato unicamente dal modo “bello, fiorito e vellutato” in cui si presentano il centro o i cosiddetti “salotti” cittadini, perché più frequentati e ricercati. Al di là che i cittadini sono tutti uguali, non sfugge il fatto che i turisti spesso fotografano “l’altro aspetto”.

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Il territorio isolano è stato fortemente modificato, in conseguenza del notevole sviluppo edilizio e dell’apertura di nuove strade, sottraendo spazio per lo più a suoli agricoli. Ciò ha comportato, tra l’altro, un diverso impatto e ciclo di assorbimento o di incanalamento delle acque piovane che, in mancanza di adeguate condotte fognarie, scorrono in superficie e, precipitose, invadono le zone basse, piazze e centri abitati. Spesso anche le vie prospicienti il mare si allagano, non avendo sufficienti sbocchi e deflussi. Inoltre non si attua la necessaria manutenzione delle grate di risucchio, dove esistono; esse in periodo estivo sono anche ostruite per evitare l’emanazione di cattivi odori, e le prime, inattese, precipitazioni provocano danni maggiori. Nelle zone in cui sono presenti piccoli avvallamenti si formano veri e propri laghetti, con enormi difficoltà per chi ha bisogno di attraversarle e per le macchine stesse. Passare da un marciapiede all’altro comporta transitare nell’acqua; se poi vi capita nel frattempo il passaggio di un veicolo, il bagno è completo, considerato che il conducente in rari casi pensa a voi. Lavori di ieri e di oggi non hanno risolto questo grave problema, anzi esso si aggrava costantemente.

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Sembra che le amministrazioni comunali vogliano qualificarsi e presentarsi all’attenzione dei cittadini, più che con la costante frequenza di interventi nella risoluzione dei problemi che affliggono la comunità e che vedono fortemente in declino il richiamo turistico, nell’organizzazione o nella partecipazione in piccole o grandi manifestazioni che, in prospettiva, dovrebbero, secondo alcune constatazioni, favorire ed incrementare il turismo. Ma, in verità, non abbiamo mai letto che qualcuno venga ad Ischia specificamente per questo o quell’evento o spettacolo. Spesso, invece, molti si dicono decisi a dimenticare l’isola e cancellarla dalle loro scelte future, avendo dovuto imbattersi nella scarsa qualità di certi servizi e soprattutto perché, di anno in anno, poco o nulla si fa per eliminarne le premesse negative e migliorarne il funzionamento. Forse si preferisce un settore in cui c’è maggiore occasione di “apparire” e di “esaltarsi” in pubblico. Vero è che le manifestazioni sono necessarie e contribuiscono a caratterizzare specialmente il periodo turistico, ma in questo senso dovrebbe essere maggiormente sensibile il mondo imprenditoriale, esigendo dalle amministrazioni qualità di servizi logistici e interventi concreti sul territorio per assicurare a tutti un soggiorno tranquillo e per offrire dell’isola il miglior aspetto possibile, come d’altra parte uniformità di decisioni e di comportamenti in determinati settori della vita isolana. Come spesso viene criticato il fatto che in negozi, ristoranti... si sia soliti guardare in faccia al cliente per stabilire un prezzo, così appare negativo che in molti servizi pubblici bisogna prima qualificarsi come residente comunale, residente extracomunale, forestiero...

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Si avvicina la fine della stagione turistica 2005. In passato si diceva che Ischia avrebbe ben potuto proporsi e presentarsi competitiva anche per un turismo invernale, in virtù delle sue condizioni climatiche e delle acque termali. Ma, figuriamoci, se oggi, in evidente crisi già nel periodo classico di movimento della gente e di frequentazione, sia il caso di dare credito a quella prospettiva, considerato come si è proceduto nella fase iniziale di quest’anno con la tardiva riapertura quasi generale degli alberghi e di strutture che di per sé fanno da tràino alle varie attività viste e funzionali per lo più esclusivamente in chiave turistica. La nuova realtà ha fatto capire (ma è difficile innestarsi nelle nuove esigenze) che le risorse, pur notevoli, di un paese non sono sufficienti ad assicurare un richiamo perenne e un flusso costante di visitatori, senza il concorso di altri fattori determinanti e collaterali, come le condizioni ambientali e ricettive, senza una continua presenza nel settore della divulgazione. E del termalismo bisognerebbe ritornare a fare un elemento essenziale di studio e di rilancio, mediante congressi scientifici e l’intervento di eminenti personalità del campo specifico.