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di Giuseppe Valentino
(in Il
Corriere dell'isola d'Ischia n. 19/ottobre 1961)
La
sublime, fascinosa magia che fa della incantevole plaga dei Maronti
uno dei più bei e favolosi giardini d’Italia, sta in quel
suo arcano ma indubbio potere di astrarre e di sottrarre chiunque entri
nel raggio della sua prodigiosa influenza da ogni cosa di ieri e di
domani, dalla sua vita, isolandolo nel tempo e nello spazio. Chi vi
giunge per la prima volta non può non chiedersi: Ma appartiene
veramente al mondo reale questo incantevole luogo? Oppure esso fa parte
di questo mondo fantastico, ove tutto è mistero, ove il profondo
silenzio, solennizzato da un’impercettibile, celestiale musica,
riporta l’animo alla pace edenica da prima del peccato? Oh incanto
della incorruttibile natura! Mille emozioni si susseguono nel profondo
dell’essere ed il cuore ridiventa fanciullo, la mente si rifiuta
di considerare il presente, piange, pensando alle meschine e boriose
presunzioni umane.
II lido dei Maronti appartiene al Comune di Barano, il quale
trovasi al centro sud-est dell’Isola d’Ischia, a 210 metri
sul livello del mare. Barano, uno dei territori più vasti dell’isola,
possiede vedute panoramiche di una meraviglia unica. Lo sguardo abbraccia,
estasiato ed entusiasta, vasti orizzonti, ove l’occhio si posa,
mai stanco, su Cuma, Monte di Procida, l’anfiteatro Flegreo, Napoli
ed oltre verso levante, sulla plaga vesuviana, Castellammare, Sorrento,
Capri. Uno spettacolo incomparabile che riempie l’animo di una
profonda mistica poesia.
Nella sotttostante vallata, nella conca della salute e dell’incanto,
racchiusa e protetta, come cosa preziosissima dalla Punta della Signora
e dal Promontorio di Sant’Angelo, maestosa e solitaria, regina
del silenzio, sorge, come un’ammaliatrice sirena la spiaggia dei
Maronti. Un silenzio così profondo ed immenso da impaurire, da
serrare le palpebre sugli occhi, da spegnere la voce sulle labbra ed
il soffio in gola, ed una musica divina da sgomentare, da paralizzare
il cuore.
Barano, oltre a godere di una posizione panoramica privilegiata,
ha condizioni climatiche veramente superlative. Il suo clima è
il più salubre dell’isola, e l’aria che vi si respira
è sanissima.
Le sue verdeggianti campagne, un po’ piane ed un po’ collinose
che si succedono in armonica gradazione ed in capricciose forme, i suoi
rigogliosi frutteti e vigneti, la ubertosa vegetazione, le profonde
gole che si aprono verticalmente nelle pietre vulcaniche, le sue immense
risorse di acque termo-minerali, la varietà paesistica, unica
ed inconfondibile, fanno di questa autentica gemma incastrata in questo
miracolo dell’Universo, qual è l’Isola d’Ischia,
un sito dalle infinite risorse turistiche e termali.
Il territorio di Barano ha anch’esso un’antica
storia. La sua posizione topografica, riparata com’è fra
colline e monti, attirò gli antichi coloni siracusani, partenopei
e romani che trovarono aree purissime e fonti di acqua termo-minerale
rinomatissima, considerate miracolose e venerate; venerate perché
poste sotto la protezione delle Ninfe Nitrodi e di Apollo. Da attendibili
documenti storici si ha ragione di ritenere che Barano fosse abitata
anche ai tempi dei romani, anteriormente ad Augusto.
Questa antichissima contrada conservò il primato
delle preziose acque termo-minerali, finché durò il dominio
da Cesare ad Augusto, da Augusto alla Repubblica partenopea; primato
e rinomanza che più tardi dovevano passare a Casamicciola Terme.
Ma la storia di questa amena contrada non si esaurisce qui. Storia o
leggenda? Si vuole che il divino, il somma poeta Dante Alighieri abbia
trovato ispirazione per la sua Divina Commedia visitando le leggendarie
terme di Cavascura. Infatti, la sensazione che si prova, visitando queste
antichissime terme, è quella di trovarsi al centro di una scena
dantesca; acque che sgorgano da rocce, caldissime e fumanti, vasche
scavate anch’esse nelle rocce vulcaniche, tutto concorre a rappresentare
davanti agli occhi dello spirito una scena dell’Inferno Dantesco.
Le acque di Cavascura sono particolarmente indicate per
tutte le forme di artrite, e soprattutto per usi ginecologici che nel
passato (e questa è storia) hanno reso fecondo il seno sterile
a diverse regine. L’acqua di Cavascura possiede un focus di 98°
per cui è stata classificata la terza d’Europa, ed è
un’acqua fortemente radioattiva, com’è altamente
radioattiva tutta la spiaggia dei Maronti. Da recenti studi risulta
che essa è una delle prime del mondo se non la prima. Per la
sublimità del suo clima, per la varietà delle sue fascinose
bellezze, per la ricchezza delle sue miracolose acque, e per la suggestiva
tranquillità del luogo, il lido dei Maronti può assurgere
di diritto al rango Florida d’Italia.
Oltre a Cavascura trovansi nel mezzogiorno dell’isola
le vulcaniche fumarole. La leggenda narra che nei pressi delle medesime
sia seppellito Tifeo, e di tanto in tanto si sente ancora il suo potente
gemito eruttare colossali soffioni che innalzano al cielo altissimi
getti d’acqua caldissima, nei quali si distinguono nitidamente
paurose lingue di fuoco; testimoniando la presenza di Tifeo nelle abissali
viscere della vulcanica terra dei Maronti.
In questo sperduto lembo di paradiso, un’altra portentosa
acqua, quella dell’Olmitello, arricchisce il prezioso patrimonio
delle acque termominerali e dalle quali vengono estratti i famosi sali
lassativi di Olmitello conosciuti in tutto il mondo. Al potere lassativo
che esercita quest’acqua si accoppia la validità terapeutica
nel prevenire e guarire tutte le manifestazioni dell’alterato
ricambio: diatesi urica, gotta, renella, calcolosi renale.
Le famose acque di Nitrodi poi, conosciute sin dai tempi
di Apollo, sono considerate un miracoloso balsamo per la bellezza della
pelle, tanto che le sofisticate matrone romane venivano qui a curare
la loro delicata epidermide, la quale dopo pochi bagni diveniva vellutata
e morbida. E’ un’acqua altamente alcalica. Ed ancora acque,
acque, acque! Che la misteriosa e sempre generosa natura fa zampillare
copiosamente dalle viscere della terra per ridare forza e vitalità
ai corpi infermi e stanchi degli uomini e serena letizia ai loro affranti
spiriti. Le acque di Succellaro, secondo quanto scriveva Iasolino nel
1558, fanno lustri e lunghi i capelli, guariscono le fessure delle labbra,
tolgono i difetti dai denti, le lentiggini e tutte le macchie brutte.
La scorsa estate si avvicendarono sulla spiaggia dei Maronti
famosi personaggi del mondo cinematografico internazionale. Per ragioni
professionali ne avvicinammo qualcuno dei più rappresentativi.
Chiedemmo all’ex Mister Universo, Steve Reeves, cosa pensasse
del Lido dei Maronti: «In nessun luogo del mondo, disse Reeves,
ho potuto, come qui, immergermi in un’atmosfera così magica
e surreale. Per me è il posto più superbo e meraviglioso
del mondo. Resteranno indimenticabili questi pochi giorni trascorsi
sulla rovente sabbia dei Maronti». Un’altra celebre attrice,
Chelo Alonso, la conturbante ballerina cubana, parlando dei Maronti
disse: «Sono troppe e vertiginose le sensazioni che colpiscono
la immaginazione in questo fatato luogo perché si possa solamente
tentare una possibile descrizione. Tutto è cosi stupendo ed irreale!».
Lidia Alfonsi, la sensibile attrice del nostro teatro di prosa, cosi
si esprimeva: «Non conoscevo questo incantevole luogo. Non immaginavo
che in pieno ventesimo secolo esistesse ancora un angolo della natura
non contaminato dal veleno della nostra meccanica civiltà. Forse
- continuò Lidia Alfonsi - è l’ultimo posto questo,
ove gli uomini possono ritrovare intatto tutto l’incanto della
prodigiosa natura».
Solo qui la tramutazione del silenzio in musica è
così perfetta da inserire mille, un milione di orchestre divine
nella verità della suggestiva ed affascinante natura.
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