La Rassegna d'Ischia 2005
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Il Lido dei Maronti splendida "Florida d'Italia"


di Giuseppe Valentino
(in Il Corriere dell'isola d'Ischia n. 19/ottobre 1961)

  La sublime, fascinosa magia che fa della incantevole plaga dei Maronti uno dei più bei e favolosi giardini d’Italia, sta in quel suo arcano ma indubbio potere di astrarre e di sottrarre chiunque entri nel raggio della sua prodigiosa influenza da ogni cosa di ieri e di domani, dalla sua vita, isolandolo nel tempo e nello spazio. Chi vi giunge per la prima volta non può non chiedersi: Ma appartiene veramente al mondo reale questo incantevole luogo? Oppure esso fa parte di questo mondo fantastico, ove tutto è mistero, ove il profondo silenzio, solennizzato da un’impercettibile, celestiale musica, riporta l’animo alla pace edenica da prima del peccato? Oh incanto della incorruttibile natura! Mille emozioni si susseguono nel profondo dell’essere ed il cuore ridiventa fanciullo, la mente si rifiuta di considerare il presente, piange, pensando alle meschine e boriose presunzioni umane.
  II lido dei Maronti appartiene al Comune di Barano, il quale trovasi al centro sud-est dell’Isola d’Ischia, a 210 metri sul livello del mare. Barano, uno dei territori più vasti dell’isola, possiede vedute panoramiche di una meraviglia unica. Lo sguardo abbraccia, estasiato ed entusiasta, vasti orizzonti, ove l’occhio si posa, mai stanco, su Cuma, Monte di Procida, l’anfiteatro Flegreo, Napoli ed oltre verso levante, sulla plaga vesuviana, Castellammare, Sorrento, Capri. Uno spettacolo incomparabile che riempie l’animo di una profonda mistica poesia.
  Nella sotttostante vallata, nella conca della salute e dell’incanto, racchiusa e protetta, come cosa preziosissima dalla Punta della Signora e dal Promontorio di Sant’Angelo, maestosa e solitaria, regina del silenzio, sorge, come un’ammaliatrice sirena la spiaggia dei Maronti. Un silenzio così profondo ed immenso da impaurire, da serrare le palpebre sugli occhi, da spegnere la voce sulle labbra ed il soffio in gola, ed una musica divina da sgomentare, da paralizzare il cuore.
  Barano, oltre a godere di una posizione panoramica privilegiata, ha condizioni climatiche veramente superlative. Il suo clima è il più salubre dell’isola, e l’aria che vi si respira è sanissima.
Le sue verdeggianti campagne, un po’ piane ed un po’ collinose che si succedono in armonica gradazione ed in capricciose forme, i suoi rigogliosi frutteti e vigneti, la ubertosa vegetazione, le profonde gole che si aprono verticalmente nelle pietre vulcaniche, le sue immense risorse di acque termo-minerali, la varietà paesistica, unica ed inconfondibile, fanno di questa autentica gemma incastrata in questo miracolo dell’Universo, qual è l’Isola d’Ischia, un sito dalle infinite risorse turistiche e termali.
  Il territorio di Barano ha anch’esso un’antica storia. La sua posizione topografica, riparata com’è fra colline e monti, attirò gli antichi coloni siracusani, partenopei e romani che trovarono aree purissime e fonti di acqua termo-minerale rinomatissima, considerate miracolose e venerate; venerate perché poste sotto la protezione delle Ninfe Nitrodi e di Apollo. Da attendibili documenti storici si ha ragione di ritenere che Barano fosse abitata anche ai tempi dei romani, anteriormente ad Augusto.
  Questa antichissima contrada conservò il primato delle preziose acque termo-minerali, finché durò il dominio da Cesare ad Augusto, da Augusto alla Repubblica partenopea; primato e rinomanza che più tardi dovevano passare a Casamicciola Terme. Ma la storia di questa amena contrada non si esaurisce qui. Storia o leggenda? Si vuole che il divino, il somma poeta Dante Alighieri abbia trovato ispirazione per la sua Divina Commedia visitando le leggendarie terme di Cavascura. Infatti, la sensazione che si prova, visitando queste antichissime terme, è quella di trovarsi al centro di una scena dantesca; acque che sgorgano da rocce, caldissime e fumanti, vasche scavate anch’esse nelle rocce vulcaniche, tutto concorre a rappresentare davanti agli occhi dello spirito una scena dell’Inferno Dantesco.
  Le acque di Cavascura sono particolarmente indicate per tutte le forme di artrite, e soprattutto per usi ginecologici che nel passato (e questa è storia) hanno reso fecondo il seno sterile a diverse regine. L’acqua di Cavascura possiede un focus di 98° per cui è stata classificata la terza d’Europa, ed è un’acqua fortemente radioattiva, com’è altamente radioattiva tutta la spiaggia dei Maronti. Da recenti studi risulta che essa è una delle prime del mondo se non la prima. Per la sublimità del suo clima, per la varietà delle sue fascinose bellezze, per la ricchezza delle sue miracolose acque, e per la suggestiva tranquillità del luogo, il lido dei Maronti può assurgere di diritto al rango Florida d’Italia.
  Oltre a Cavascura trovansi nel mezzogiorno dell’isola le vulcaniche fumarole. La leggenda narra che nei pressi delle medesime sia seppellito Tifeo, e di tanto in tanto si sente ancora il suo potente gemito eruttare colossali soffioni che innalzano al cielo altissimi getti d’acqua caldissima, nei quali si distinguono nitidamente paurose lingue di fuoco; testimoniando la presenza di Tifeo nelle abissali viscere della vulcanica terra dei Maronti.
  In questo sperduto lembo di paradiso, un’altra portentosa acqua, quella dell’Olmitello, arricchisce il prezioso patrimonio delle acque termominerali e dalle quali vengono estratti i famosi sali lassativi di Olmitello conosciuti in tutto il mondo. Al potere lassativo che esercita quest’acqua si accoppia la validità terapeutica nel prevenire e guarire tutte le manifestazioni dell’alterato ricambio: diatesi urica, gotta, renella, calcolosi renale.
  Le famose acque di Nitrodi poi, conosciute sin dai tempi di Apollo, sono considerate un miracoloso balsamo per la bellezza della pelle, tanto che le sofisticate matrone romane venivano qui a curare la loro delicata epidermide, la quale dopo pochi bagni diveniva vellutata e morbida. E’ un’acqua altamente alcalica. Ed ancora acque, acque, acque! Che la misteriosa e sempre generosa natura fa zampillare copiosamente dalle viscere della terra per ridare forza e vitalità ai corpi infermi e stanchi degli uomini e serena letizia ai loro affranti spiriti. Le acque di Succellaro, secondo quanto scriveva Iasolino nel 1558, fanno lustri e lunghi i capelli, guariscono le fessure delle labbra, tolgono i difetti dai denti, le lentiggini e tutte le macchie brutte.
  La scorsa estate si avvicendarono sulla spiaggia dei Maronti famosi personaggi del mondo cinematografico internazionale. Per ragioni professionali ne avvicinammo qualcuno dei più rappresentativi. Chiedemmo all’ex Mister Universo, Steve Reeves, cosa pensasse del Lido dei Maronti: «In nessun luogo del mondo, disse Reeves, ho potuto, come qui, immergermi in un’atmosfera così magica e surreale. Per me è il posto più superbo e meraviglioso del mondo. Resteranno indimenticabili questi pochi giorni trascorsi sulla rovente sabbia dei Maronti». Un’altra celebre attrice, Chelo Alonso, la conturbante ballerina cubana, parlando dei Maronti disse: «Sono troppe e vertiginose le sensazioni che colpiscono la immaginazione in questo fatato luogo perché si possa solamente tentare una possibile descrizione. Tutto è cosi stupendo ed irreale!». Lidia Alfonsi, la sensibile attrice del nostro teatro di prosa, cosi si esprimeva: «Non conoscevo questo incantevole luogo. Non immaginavo che in pieno ventesimo secolo esistesse ancora un angolo della natura non contaminato dal veleno della nostra meccanica civiltà. Forse - continuò Lidia Alfonsi - è l’ultimo posto questo, ove gli uomini possono ritrovare intatto tutto l’incanto della prodigiosa natura».
  Solo qui la tramutazione del silenzio in musica è così perfetta da inserire mille, un milione di orchestre divine nella verità della suggestiva ed affascinante natura.

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