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Il
Mecenatismo della Provincia ed il suo ruolo fondamentale per il tutto
il XIX secolo e per buona parte del XX per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Dalla collezione d’ arte della Provincia di Napoli la mostra
“ i Colori di Napoli” al Museo Civico di Pithecusae nella
Villa Arbusto di Lacco Ameno d’ Ischia - fino al 31 agosto 2005
di
Giuseppe Mazzella
La
Provincia – l’Ente locale intermedio previsto dall’art.128
della Costituzione – ha una lunga e gloriosa “storia istituzionale”
oscurata in questi ultimi trentacinque anni dal ruolo dominante della
Regione.
Costituita durante la dominazione francese (1806), la “Deputazione
Provinciale” è stata per tutto il XIX secolo e per tre
quarti del XX e cioè fino al 1970, quando furono istituite le
Regioni, “sede privilegiata di potere”, seconda soltanto
al Governo Nazionale, ed il Presidente della Deputazione Provinciale
– poi soltanto Presidente della Provincia dalla “ricostituzione”
del sistema delle Autonomie Locali nel 1952 – era una carica molto
ambita e seconda per prestigio solo a quella di Ministro della Repubblica.
Soprattutto negli anni ’50 e ’60 del secolo
scorso la Provincia ha visto «crescere il proprio ruolo di interlocutore
istituzionale privilegiato del Governo nella redazione di piani intercomunali,
nella creazione del Consorzio ASI e dello stesso intervento statale»
(Guido D’Agostino), diventando di fatto il “braccio
esecutivo” dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno
per la costruzione di grandi infrastrutture viarie che hanno determinato
il decollo – soprattutto turistico – in aree del Napoletano
come Ischia e la Penisola Sorrentina. Questo ruolo è stato ingiustamente
trascurato nel lungo dibattito sull’utilità o meno della
Provincia avviato all’indomani dell’istituzione della Regione.
Nel caso dell’isola d’Ischia – che è oggi la
più importante località turistica della Campania –
si è “dimenticato” che è stata la Provincia
a costruire negli anni ‘50 e ‘60 del ‘900 la strada
per Sant’Angelo, quella dal centro di Forio a Citara, ad ampliare
la Borbonica che a mezza costa da Casamicciola porta a Lacco Ameno ed
a Forio, a coprire l’alveo detto “La Lava” che da
Piazza Bagni, a Casamicciola, porta al centro passando per il monumentale
complesso, purtroppo oggi fatiscente, del Pio Monte della Misericordia
e soprattutto la Testaccio-Maronti. Ci sono altre stradine costruite
ed ampliate, ma quelle citate si possono definire le “strade dello
sviluppo” che sono state fondamentali per lanciare l’economia
turistica: si pensi allo sviluppo che hanno avuto la Baia di Citara
a Forio e la Marina dei Maronti a Barano.
La politica “infrastrutturale” della Provincia
degli anni ‘50 e ‘60 del ‘900 è un esempio
significativo di buon uso dei fondi della Cassa per il Mezzogiorno per
“determinare” un nuovo sviluppo con la costruzione da parte
di privati di alberghi, piscine termali, bar e ristoranti e così
via tutto l’indotto.
La Provincia ha inoltre negli anni ‘30 costruito
la panoramica che da Ischia Porto conduce a Forio passando per Casamicciola
e Lacco Ameno, tanto che a Casamicciola il tratto di panoramica è
dedicato a Salvatore Girardi che fu Presidente della Deputazione Provinciale.
Per buona parte del XIX e per tutto il secolo XX la Deputazione Provinciale
prima, e semplicemente la Provincia di Napoli poi, è stato l’Ente
più vicino agli artisti svolgendo un ruolo di mecenatismo notevolissimo
e cioè acquistando da pittori e scultori, spesso ancora sconosciuti
ed alla ricerca della fama, le loro opere per abbellire i suoi uffici
ed i suoi palazzi fino a costituire una ricca pinacoteca che è
stata lungamente dimenticata per anni e disordinatamente sparsa in stanze
e sale della sede principale dell’Ente in Piazza Matteotti e nella
sede del Consiglio Provinciale nel complesso monumentale di Santa Maria
La Nova.
Si deve all’intuizione del Presidente Amato Lamberti, che ha retto
l’Ente dal 1995 al 2004 e che è stato il primo Presidente
eletto direttamente con la riforma degli enti locali, la rivalutazione
di questo patrimonio artistico costituito da circa 500 opere di cui
almeno 300 di grande valore che è stato catalogato, restaurato
e rigorosamente custodito in modo da costituire un tassello per la valorizzazione
culturale di tutta l’area napoletana anche ai fini del suo sviluppo
turistico. Questo patrimonio artistico dà un’idea dell’importanza
della Provincia, testimonia il suo ruolo fondamentale in un’area
di circa tre milioni di abitanti ricchissima di storia e di beni culturali
e paesistici.
È un altro segno di “mecenatismo”
la stessa acquisizione della Villa Arbusto avviata nel 1977 sotto la
presidenza dell’ischitano Giuseppe Iacono. La Provincia di Napoli
contrasse un mutuo di 750 milioni di lire per “contribuire”
all’acquisto di Villa Arbusto e farne il Museo Archeologico dell’isola
d’Ischia.
La collezione d’arte della Provincia di Napoli è
stata esposta a Villa Pignatelli dal 4 maggio al 16 settembre 2001 e
poi ha cominciato a viaggiare ed è stata esposta a Ferrara al
Castello Estense dall’8 dicembre 2001 al 7 gennaio 2002 ed a Teheran
nei mesi di novembre e dicembre 2002.
La collezione d’arte della Provincia di Napoli vanta
opere di Filippo Palizzi, di Alfredo Girosi, di Francesco Saverio Altamura,
di Paolo Emilio Passaro, di Giuseppe Boschetto, di Michele Tedesco,
tanto per citare alcuni artisti; alcuni dipinti, come quello di Giuseppe
Boschetto del 1869 di Eleonora Pimentel Fonseca condotta al patibolo
hanno avuto una grande diffusione perché riprodotti in splendidi
poster.
La collezione d’arte della Provincia di Napoli è
stata arricchita con l’acquisto di altre 18 tele di autori italiani
e stranieri del XIX fra i quali Carlo Bonavia, Pietro Fabris, Joseph
Rebell e Anton Van Pitloo il 3 aprile 2003 dalla casa d’asta Porro
di Milano. Le nuove acquisizioni hanno costituito il tema centrale di
una mostra tenutasi a Palazzo Reale a Napoli nella Sala d’Ercole
dal 24 luglio al 21 settembre 2003.
Anche questa mostra – con il titolo “I Colori
di Napoli” - comincia a “viaggiare” e così
dal 4 giugno e fino al 31 agosto di quest’anno nella settecentesca
Villa Arbusto di Lacco Ameno che è la sede del Museo Civico ed
Archeologico di Pithecusae, le nuove acquisizioni di paesaggi per la
Quadreria della Provincia di Napoli sono esposte al godimento dei turisti
italiani e stranieri e della cittadinanza locale. Fra i quadri anche
un olio su tela di 44 per 59 cm. raffigurante il Castello di Ischia
da San Michele del 1813 del pittore austriaco Joseph Rebell (Vienna
1787-1828) in cui si conferma l’interesse dell’artista per
il dato naturale ed atmosferico con una particolare attenzione alla
vegetazione locale anche evidente nell’altra opera di Rebell Veduta
di Casamicciola sempre del 1813 e che è conservata alla Schack
Gallerie di Monaco.
In occasione della inaugurazione il Presidente della Provincia,
Dino Di Palma, ha sottolineato «l’importanza della sinergia
istituzionale tra enti locali per la piena valorizzazione del nostro
patrimonio ambientale, culturale, artistico e storico per l’ulteriore
sviluppo dell’economia turistica delle bellissime località
della nostra Provincia».
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