La Rassegna d'Ischia 2005
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Il Lacco Ameno promosso in Eccellenza
un ritorno tra passato, presente e futuro


di Antonio Schiazzano

Domenica 29 maggio 2005: il Lacco Ameno è promosso in Eccellenza, un ritorno atteso da sempre! Al termine di un campionato strepitoso, condotto con autorità e quasi sempre in testa alla classifica, salvo una breve parentesi, i rossoneri di Mister Impagliazzo, del presidente Luigi Monti e del dirigente responsabile Gaetano Buono, assaporano ancora il gusto della vittoria dopo l’ennesimo spareggio rischiatutto!
Esattamente 31 anni dopo quel fatidico e sfortunato campionato 1973-74, che vide il Lacco Ameno (divenuto tale nel ’70-’71 dalle ceneri dell’Aenaria) retrocedere in I Categoria (oggi Promozione), lasciando indecorosamente la massima categoria regionale che l’aveva visto protagonista per un ventennio sui campi più importanti e più infuocati della regione, finalmente arriva il sospirato riscatto e si può festeggiare.
Oggi il Lacco Ameno ritorna nella categoria che forse più gli compete, riappropriandosi di un posto e di un ruolo che aveva degnamente occupato in anni di onorata milizia nel campionato di Promozione (corrispondente all’attuale Eccellenza) con il nome di Pro, Sporting, Sportiva, Libertas Lacco, Ischiaterme e soprattutto Aenaria. Quel fatidico maggio del ‘74 rappresentò per Lacco Ameno la fine di un’epoca indimenticabile con protagonisti personaggi leggendari e con storie incredibili in campo calcistico. I tanti sacrifici fatti in quegli anni memorabili, le tante battaglie combattute dai protagonisti sul campo e vissute dagli appassionati “aficionados” lacchesi sugli spalti sembrarono frantumarsi inesorabilmente. I vari Beccafico, Cenatiempo, Francescon, Grippa, Santucci, Varriale, pur supportati dagli “storici” Conte A., Conte S., De Luise, Di Iorio N., e dall’inossidabile Monti G. non riuscirono a raggiungere l’agognata salvezza classificandosi al terzultimo posto con il non invidiabile score di 4 vittorie (2 “a tavolino”!) 7 pareggi e ben 19 sconfitte. Una catastrofe !
Ironia della sorte l’anno successivo, esattamente il 31 marzo 1975, lunedì in Albis, dopo tanto peregrinare fuori dal comune amico, fu inaugurato il campo sportivo a Lacco Ameno intitolato al compianto Vincenzo Patalano, pioniere dello sport del paesino del Fungo! La Promozione, o l’Eccellenza come volete chiamarla voi, sarebbe rimasto un sogno nel cassetto per i successivi 20 anni. E ancora oggi con il campo non omologato per tale categoria ci si chiede se sarà possibile effettuare i lavori in tempo utile per poter vedere la squadra giocare a Lacco o essere costretti, come tanti anni addietro, ad emigrare a Forio o ad Ischia.
Oggi questo straordinario successo sportivo di un paesino di quattromila anime, che è frutto di sacrifici, di sudore, di carattere, di forza d’animo e quant’altro, caratteristiche che furono il pane quotidiano dei giocatori dell’Aenaria, ci riporta indietro nel tempo e, almeno per lo scrivente, sollecita ricordi e stati d’animo mai sopiti. Impossibile tracciare un parallellismo tra questa squadra e quelle degli anni sessanta, troppo diverse le epoche, la generazione, il modo di vivere e il rapportarsi al “pallone”; troppo diversi i protagonisti in campo che oggi sicuramente non vivono con quella emozione, con lo stato d’animo e il “pathos” agonistico con cui i vari fratelli Conte, i Monti, i Castaldi, i D’Andrea, i De Siano, tanto per citare solo alcuni di quelli che in questo momento mi vengono alla mente, si immergevano nella tenzone agonistica, alfieri della casacca rossonera dell’Aenaria. E come dimenticare gli stessi tifosi storici che assiepavano gli spalti dell’Ischiaterme (oggi Salvatore Calise), correndo all’impazzata su e giù, seguendo la traiettoria della palla o aggrappandosi alla rete, quasi volessero sospingere loro stessi la palla in rete o fare gli scongiuri con amuleti e riti indecifrabili (1).
Ricordo fra tutti Umberto Conte, sempre pervaso da furore agonistico di tifo, sfegatato supporter della Fiorentina da cui si fece inviare alla fine degli anni ’60 una serie di maglie viola con il caratteristico giglio. L’Aenaria da rossonera diventava viola, ma di certo non snaturava le proprie caratteristiche peculiari fatte di sano agonismo, carattere e fiducia nei propri mezzi. E che dire del leggendario Scipione tanto piccolo ma così “tosto” che sapeva magistralmente guidare, con piglio autoritario, deciso e fermo come un perito nocchiere, la navicella rossonera verso i lidi sicuri della salvezza? Alla sua conduzione sono legati aneddoti, curiosità ed un’infinità di “storielle” tali da farlo apparire come un benevolo padre di famiglia, talvolta come un austero ma comprensivo condottiero o altre volte ancora come un navigato cabarettista.
Ma, ritornando al presente, questa promozione così voluta, agognata e meritata, segna un altro punto importante nella storia di questo paese che ritorna prepotentemente sulla scena del calcio regionale che conta, poiché il Lacco Ameno si ritrova in compagnia di quell’Ischia che sta disperatamente provando a lasciare le sabbie mobili dell’Eccellenza con risultati a dir poco sconfortanti. Ed ancora si riproporranno quindi quei derby con l’Ischia che tanto pubblico richiamavano sugli spalti dall’una e dall’altra parte e che invero non riuscirono mai a concludersi con una vittoria dell’Aenaria; soltanto qualche pareggio!
I protagonisti di ieri saranno sicuramente contenti e partecipi del risultato raggiunto, i protagonisti di oggi proveranno ad emulare le gesta dei guerrieri d’un tempo, a rinverdire i tempi d’oro e magari a farci vivere la felicità di una vittoria sull’Ischia.