|
Amore
a Ischia
di Mario Nibaldi
Imagaenaria Edizioni Ischia, 2005. Ristampa
dell’edizione 1956
di
Nicola Luongo
Dario
Grimaldi, il protagonista quarantenne del romanzo, è un personaggio
inetto, che non riesce a nascondere un fondo di aridità e ipocrisia,
un’inguaribile solitudine e insoddisfazione che cerca di superare
con atteggiamenti di buonismo e di generosità verso il prossimo,
in realtà caratterizzati da uno spiccato egoismo decadente che
si compiace della ricerca di sensazioni o di espressioni acute e raffinate
sino alla morbosità e che, sotto certi aspetti, ricordano Ulrich,
il protagonista del romanzo di Robert Musil “L’uomo senza
qualità”, che, pur dotato di una solida base culturale,
è incapace di agire nella vita pratica, sempre tormentato da
dubbi e incertezze, e in questo senso è un “eroe negativo”
proprio come Dario.
Per Dario Ischia è l’isola dispensatrice d’oblio,
dopo un’esperienza di amore deludente e frustrante.
Innamoratosi a Roma di una donna dal nome fascinoso e ricercato “Diotima”,
scopre per caso che la sua amata predilige l’amore saffico. Disperato
e avvilito, fugge da Roma senza una meta e giunge per caso a Ischia,
che dalla nave gli appare come “un grande dinosauro dormiente
sull’acqua”; alloggia nell’albergo “La Pineta”,
dove viene accolto con senso di ospitalità dalla famiglia Pagani
e dalle generose grazie della domestica Giuliana.
Dario trascorre a Ischia giorni sereni, osserva “albe e tramonti
splendenti di ocra, di rosso e d’oro”, la folla che sciama
in via Roma, il ciottolare delle carrozze, i cavalli con la testa nel
sacco che frangono la biada in attesa di clienti. La natura esuberante
dell’isola non gli fa dimenticare in un primo momento la passione
per Diotìma, finché appare la ventiquattrenne Anna Laura
che lo distoglie dai suoi tristi pensieri e gli apre prospettive di
serenità e fiducia nell’avvenire. Anche la ragazza è
reduce da un amore sfortunato con un giovane avvocato già sposato,
diviso legalmente dalla moglie, ma non ancora divorziato.
Il rapporto tra Anna Laura e Dario appare subito problematico a causa
delle riserve mentali dell’uomo che si considera troppo anziano
per la ragazza ventiquattrenne e non sa se l’ama veramente oppure
è un ripiego per dimenticare Diotìma, la cui immagine
lo assilla e lo tormenta.
Il legame tra i due si logora per le convenzioni sociali di allora e
per l’inettitudine di Dario il quale si nasconde dietro lo schermo
della sua presunta indegnità morale e inadeguatezza caratteriale
per separarsi per sempre dalla donna che lo amava e ritorna per sempre
nel suo paese in provincia di Livorno.
L’esile trama del romanzo in realtà nasconde l’intento
dello scrittore di farci conoscere l’isola d’Ischia degli
anni ’50 nei suoi aspetti paesaggistici, le sue strutture ricettive
già d’avanguardia, la musica melodiosa di Ugo Calise che
imperversava nei locali notturni come “Marietta” a Lacco
Ameno o il “Monkey Bar” a Ischia e quindi costituiva un
importante veicolo pubblicitario.
E quando Dario afferma che soltanto per le virtù d’Ischia
ha imparato veramente ad amare, a ritrovare il senso dell’esistenza,
a sognare, a soffrire e gioire, ci rendiamo conto che lo scrittore Mario
Nibaldi esprime un vero atto di amore verso la nostra isola che ci deve
far riflettere e inorgoglire.
|