La Rassegna d'Ischia 2005
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Giovanni Maltese e il Torrione

di Vincenzo Belli

   Nel corso di ricerche effettuate presso l’Archivio di Stato di Napoli (ASNA) per argomenti vari, ma soprattutto per l’interessante e storicamente significativo complesso delle torri isolane, con particolare riguardo a quelle di Forio, mi è capitato di leggere una istanza del poeta e scultore Giovanni Maltese, presentata alla Commissione edilizia nel luglio 1885, per lavori al Torrione.
   Bisogna premettere che, per quanto concerne la citata commissione, si tratta di un organismo tecnico che gestiva la materia degli interventi post terremoto del 1883. E, avendo i tecnici individuato nella fragilità intrinseca delle coperture a volta delle costruzioni isolane, nella povertà del materiale edilizio e nella mancanza di una corretta messa in opera delle murature, le principali cause di crolli o di pericolo di essi, il provvedimento che più frequentemente si vede messo in atto o prescritto è quello della demolizione delle volte, almeno le superiori, e la riduzione in altezza dei manufatti, con eliminazione anche di interi piani. Ne consegue che la cosiddetta cimatura delle torri, in genere conseguenza di mutate esigenze difensive, ha riguardato nell’isola edifici del tipo, non interessati da quelle motivazioni, ma in seguito agli eventi sismici, con perdita quasi generale dei coronamenti e delle merlature.
   Lo scultore foriano, a poco meno di due anni dal sisma, decide di rendere più abitabile il Torrione (ottenuto in enfiteusi dal Comune), considerato che esso non doveva più assolvere l’originaria funzione difensiva. Ed essendo una struttura sufficientemente robusta, vi si potevano praticare radicali interventi di modifica senza temere conseguenze strutturali; specie il pianterreno, ricavato nel masso che fa da base all’edificio difensivo, presentava degli standard abitativi modesti: poco illuminato e ventilato, e accessibile malagevolmente e solo dall’interno.

La richiesta dello scultore
(Fondo dell’ASNA "Corpo Regio del Genio Civile", n° 462 dell'incartamento 421 del Fascio 340 - Richiesta di autorizzazione a compiere dei lavori al TORRIONE, a firma di Giovanni MALTESE scultore, datata 6 luglio 1885). Se ne presenta la trascrizione:

Agl’Illustri Signori componenti la Commissione Edilizia nell’Isola d'Ischia
Signori
II sottoscritto desidera di apportare alcune modificazioni ad un suo fabbricato e propriamente al Torrione, le sottometto alle Signorie Loro per la debita approvazione, con quelle modifiche che loro potessero sembrare necessarie.
Nel disegno qui accluso è indicata vicino al N° 1 una piccola finestra; tale finestra è fatta attualmente a forma di cuneo con la base in basso ed in dentro, e poiché non dà che una fioca luce alla stanza inferiore della torre, la quale si compone di due stanze, così è che il sottoscritto avrebbe in animo di praticare la finestra che è segnata accanto al N° 2 larga un metro e mezzo circa, la quale all'esterno avrebbe l'apparenza di una seconda finestra mentre all'interno non sarebbe che un solo vano in un muro dello spessore di 12 a 14 palmi, vano che è per massima parte già praticato poiché la base del cuneo di sopra descritto trovasi in linea orizzontale con la base della finestra segnata vicino al N° 2. E questo per la prima modifica.
Per la seconda trattasi pure di un altro vano che il sottoscritto amerebbe di fare alla base della torre, ad un terzo circa della circonferenza della torre medesima, dalla verticale abbassata dalla finestra, ed in una pietra la quale per buona parte forma muro della stanza inferiore della torre. Questo vano dovrebbe servire di porta di entrata della torre, e non sarebbe più largo di un metro e mezzo. Aggiungo per maggiore chiarezza che la torre non avendo più l'antica destinazione questi vani sono reclamati dalla necessità di rendere illuminata e ventilata la stanza inferiore della torre che attualmente non è che un sasso. Sarebbe pure desiderio dell'esponente di dividere la medesima stanza inferiore della torre orizzontalmente che darebbe in tal modo un sotterraneo ed una stanza media della torre.
Tale divisione, se non è vietato, si vorrebbe fare con spranghe di ferro e con delle volte a pomici tra l’una e l'altra spranga: se poi questo sistema non è affatto permesso, neppure in questo caso in cui i muri esterni sono di spessore eccezionale, allora sarà fatto con travi ed assi di legno ecc.
In ultimo noto che occorrerà fare il muro di cinta col cancello segnato al n° 3.
Il sottoscritto chiede perdono se non è stato abbastanza chiaro, epperò quando qualcuno delle Signorie Loro vorrà avere la bontà di onorarlo sul posto, nel torrione, potrà allora chiarirsi in tutto quello che nel presente esposto è stato oscuro.
Affidandomi senz'altro alla loro purtroppo nota cortesia Le ringrazia rispettosamente.
Forio 6 luglio 1885
Di Loro Devotissimo Giovanni Maltese scultore

II tutto è scritto nella colonna di destra di due fogli, divisi a metà verticalmente; nella prima pagina, nella colonna di sinistra, con seguito nella seconda pagina, è annotato a matita quanto segue:

La torre attualmente è a due piani entrambi coperti con volta sferica, ed il suo diametro interno è di m 8,00. Il finestrino da ingrandire illumina il pianterreno.
La porta da aprirsi verrebbe praticata traforando un gran blocco di pietra tufa e servirebbe essa per accedere al pianterreno dove attualmente si entra da una botola praticata nel pavimento del p°. p°.
Al primo vi è un finestrone che sporge sul blocco di tufo del pianterreno, una porzione di questa pietra naturale fa da terrazza del finestrone, e siccome la sup. della terrazza è informe così l'interessato vorrebbe mediante muratura poggiarla sulla scarpa del blocco di tufo incrementare in qualche punto e regolarizzare la sup. di detta terrazzina.
Sulla torre si vorrebbero chiudere i merli con muratura ma ...enza da fare un parapetto e realizzare un piccolo casotto.

Delibera del 30 luglio 1885
Nella seduta del 30 luglio 1885, la Commissione edilizia, così composta: Presidente Avv. Nicolò de Ferrari, Ing. Genio Civile cav. Ettore Carrara, Sindaco Vincenzo Morgera, Notabile Comm. G. Maltese Notabile di Forio, vengono trattate 43 pratiche relative a più causali riguardanti edifici isolani; per quella al n. 23, si legge:
Si autorizza il sig. Maltese Giovanni ad eseguire i seguenti lavori di restauro in una antica torre di diametro di circa mtri 8,00 fondata su un grande blocco di pietra nella quale vi è pianterreno e primo piano con terrazza superiore entrambi coverti con volta sferica in buono stato nella strada Torrione.
Apertura di una finestra a livello di un finestrino esistente giusta le dimensioni ed in modo indicati nella domanda.
Apertura di una porta ad un terzo circa della circonferenza della torre a partire dalla verticale abbassata dal punto medio del suddetto finestrino traforando il gran blocco di pietra su cui la torre è fondata onde accedere nel pianterreno dove attualmente si va mercé una botola praticata nel pavimento della stanza a 1° piano.
Costruzione di una impalcatura di travi e tavole per dividere in due la stanza a pianterreno per modo che la torre risulterebbe di due piani oltre il pianterreno.
Costruzione di una porzione di muratura sulla scarpata del gran blocco di pietra innanzi al balcone del 1° piano onde aumentare l'area del piccolo terrazzo.
Tamponatura in muratura dei vuoti tra un merlo e l'altro della torre.
Costruzione di un muro intorno alla torre di sostegno alla stessa onde evitare che esse franino cadendo sulla strada sottoposta. La muratura sarà fatta di buona malta e tufi squadrati e quelli al rivestimento della scarpata verrà solidamente fondata mediante scaloni in contropendio tagliati nel blocco di pietra.

Inizialmente suscitava grande perplessità la citazione di “G. Maltese” quale componente della commissione. Intendendo il “G.” come Giovanni (forse lo stesso artista richiedente), appariva strana la sua presenza nella seduta in cui si discuteva anche la sua propria richiesta. Successive ricerche hanno chiarito la questione. Nella sua composizione, prevista nel Regolamento edilizio per i Comuni dell’isola d’Ischia danneggiati dal terremoto del 28 luglio 1883, era indicata, tra gli altri, la partecipazione di un notabile dimorante nel Comune stesso. L’estensore delle delibere della commissione spesso riportava “G. Maltese”, ma finalmente mi è riuscito di trovare in una delibera il nome per esteso: Notabile Comm. Giuseppe Maltese. Chi fosse questa persona non so, ma almeno risulta evidente che non fosse lo scultore Giovanni Maltese. Annoto solo per inciso che solo in alcune delibere ho trovato come componente Giulio Grablovitz, che il Regolamento sembra indicare come membro permanente, in qualità di vice presidente della Commissione edilizia.

Dall’insieme dei tre documenti (istanza del Maltese, sue note apposte e delibera della commissione edilizia) si rileva che tutte le richieste del Maltese vengono sostanzialmente accolte; si devono tuttavia fare alcune osservazioni:
- per la suddivisone del pianterreno in senso verticale, con la realizzazione di un solaio intermedio, viene prescritta la soluzione tutto legno, con travi e tavolame, rigettando quella proposta di travi di ferro con interposte voltine alleggerite con impiego di pomici;
- la chiusura con muratura fra merlo e merlo, che non pare sia stata proposta dallo scultore, ma forse suggerimento del tecnico che ne ha esaminato la richiesta, o presentata verbalmente dal Maltese - forse in occasione di una visita di una delle Signorie Loro che ebbe la bontà di onorarlo sul posto, nel torrione -, viene comunque accettata o suggerita; resta il dubbio per la parte dell'annotazione scomparsa con un piccolo brandello del documento originale: quel ... enza, che apre più ipotesi interpretative;
- infine, del piccolo casotto non si parla più; a cosa fosse destinato è difficile ipotizzare, a meno che non si trattasse di modifiche alla garitta che, anche se mi dicono essere oggi in pessimo stato, ed ingombra di detriti, è per fortuna sopravvissuta al tempo ed alle trasformazioni del manufatto.

Anche se l’argomento merita ovviamente ulteriori approfondimenti, abbiamo voluto ugualmente presentare questa prima parte di uno studio sempre aperto ed affascinante concernente i lavori proposti e/o realizzati.

A parte l'interesse specifico dei lavori proposti e/o realizzati, sui quali si faranno tutti i possibili approfondimenti e riscontri, evidenzierò nel seguito come questi interventi abbiano avuto una indiretta notevole influenza su un aspetto dell'intensa e poliedrica vita di mio padre, Andrea Belli, foriano: quello artistico.

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