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Giovanni
Maltese e il Torrione
di
Vincenzo Belli
Nel
corso di ricerche effettuate presso l’Archivio di Stato di Napoli
(ASNA) per argomenti vari, ma soprattutto per l’interessante e
storicamente significativo complesso delle torri isolane, con particolare
riguardo a quelle di Forio, mi è capitato di leggere una istanza
del poeta e scultore Giovanni Maltese, presentata alla Commissione edilizia
nel luglio 1885, per lavori al Torrione.
Bisogna premettere che, per quanto concerne la citata
commissione, si tratta di un organismo tecnico che gestiva la materia
degli interventi post terremoto del 1883. E, avendo i tecnici individuato
nella fragilità intrinseca delle coperture a volta delle costruzioni
isolane, nella povertà del materiale edilizio e nella mancanza
di una corretta messa in opera delle murature, le principali cause di
crolli o di pericolo di essi, il provvedimento che più frequentemente
si vede messo in atto o prescritto è quello della demolizione
delle volte, almeno le superiori, e la riduzione in altezza dei manufatti,
con eliminazione anche di interi piani. Ne consegue che la cosiddetta
cimatura delle torri, in genere conseguenza di mutate esigenze difensive,
ha riguardato nell’isola edifici del tipo, non interessati da
quelle motivazioni, ma in seguito agli eventi sismici, con perdita quasi
generale dei coronamenti e delle merlature.
Lo scultore foriano, a poco meno di due anni dal sisma,
decide di rendere più abitabile il Torrione (ottenuto in enfiteusi
dal Comune), considerato che esso non doveva più assolvere l’originaria
funzione difensiva. Ed essendo una struttura sufficientemente robusta,
vi si potevano praticare radicali interventi di modifica senza temere
conseguenze strutturali; specie il pianterreno, ricavato nel masso che
fa da base all’edificio difensivo, presentava degli standard abitativi
modesti: poco illuminato e ventilato, e accessibile malagevolmente e
solo dall’interno.
La
richiesta dello scultore
(Fondo dell’ASNA "Corpo Regio del Genio
Civile", n° 462 dell'incartamento 421 del Fascio 340 - Richiesta
di autorizzazione a compiere dei lavori al TORRIONE, a firma di Giovanni
MALTESE scultore, datata 6 luglio 1885). Se ne presenta la trascrizione:
Agl’Illustri
Signori componenti la Commissione Edilizia nell’Isola d'Ischia
Signori
II sottoscritto desidera di apportare alcune modificazioni ad un suo
fabbricato e propriamente al Torrione, le sottometto alle Signorie
Loro per la debita approvazione, con quelle modifiche che loro potessero
sembrare necessarie.
Nel disegno qui accluso è indicata vicino al N° 1 una piccola
finestra; tale finestra è fatta attualmente a forma di cuneo
con la base in basso ed in dentro, e poiché non dà che
una fioca luce alla stanza inferiore della torre, la quale si compone
di due stanze, così è che il sottoscritto avrebbe in
animo di praticare la finestra che è segnata accanto al N°
2 larga un metro e mezzo circa, la quale all'esterno avrebbe l'apparenza
di una seconda finestra mentre all'interno non sarebbe che un solo
vano in un muro dello spessore di 12 a 14 palmi, vano che è
per massima parte già praticato poiché la base del cuneo
di sopra descritto trovasi in linea orizzontale con la base della
finestra segnata vicino al N° 2. E questo per la prima modifica.
Per la seconda trattasi pure di un altro vano che il sottoscritto
amerebbe di fare alla base della torre, ad un terzo circa della circonferenza
della torre medesima, dalla verticale abbassata dalla finestra, ed
in una pietra la quale per buona parte forma muro della stanza inferiore
della torre. Questo vano dovrebbe servire di porta di entrata della
torre, e non sarebbe più largo di un metro e mezzo. Aggiungo
per maggiore chiarezza che la torre non avendo più l'antica
destinazione questi vani sono reclamati dalla necessità di
rendere illuminata e ventilata la stanza inferiore della torre che
attualmente non è che un sasso. Sarebbe pure desiderio dell'esponente
di dividere la medesima stanza inferiore della torre orizzontalmente
che darebbe in tal modo un sotterraneo ed una stanza media della torre.
Tale divisione, se non è vietato, si vorrebbe fare con spranghe
di ferro e con delle volte a pomici tra l’una e l'altra spranga:
se poi questo sistema non è affatto permesso, neppure in questo
caso in cui i muri esterni sono di spessore eccezionale, allora sarà
fatto con travi ed assi di legno ecc.
In ultimo noto che occorrerà fare il muro di cinta col cancello
segnato al n° 3.
Il sottoscritto chiede perdono se non è stato abbastanza chiaro,
epperò quando qualcuno delle Signorie Loro vorrà avere
la bontà di onorarlo sul posto, nel torrione, potrà
allora chiarirsi in tutto quello che nel presente esposto è
stato oscuro.
Affidandomi senz'altro alla loro purtroppo nota cortesia Le ringrazia
rispettosamente.
Forio 6 luglio 1885
Di Loro Devotissimo Giovanni Maltese scultore
II
tutto è scritto nella colonna di destra di due fogli, divisi
a metà verticalmente; nella prima pagina, nella colonna di sinistra,
con seguito nella seconda pagina, è annotato a matita quanto
segue:
La
torre attualmente è a due piani entrambi coperti con volta
sferica, ed il suo diametro interno è di m 8,00. Il finestrino
da ingrandire illumina il pianterreno.
La porta da aprirsi verrebbe praticata traforando un gran blocco di
pietra tufa e servirebbe essa per accedere al pianterreno dove attualmente
si entra da una botola praticata nel pavimento del p°. p°.
Al primo vi è un finestrone che sporge sul blocco di tufo del
pianterreno, una porzione di questa pietra naturale fa da terrazza
del finestrone, e siccome la sup. della terrazza è informe
così l'interessato vorrebbe mediante muratura poggiarla sulla
scarpa del blocco di tufo incrementare in qualche punto e regolarizzare
la sup. di detta terrazzina.
Sulla torre si vorrebbero chiudere i merli con muratura ma ...enza
da fare un parapetto e realizzare un piccolo casotto.
Delibera
del 30 luglio 1885
Nella seduta del 30 luglio 1885, la Commissione edilizia, così
composta: Presidente Avv. Nicolò de Ferrari, Ing. Genio Civile
cav. Ettore Carrara, Sindaco Vincenzo Morgera, Notabile Comm. G. Maltese
Notabile di Forio, vengono trattate 43 pratiche relative a più
causali riguardanti edifici isolani; per quella al n. 23, si legge:
Si autorizza il sig. Maltese Giovanni ad eseguire i seguenti lavori
di restauro in una antica torre di diametro di circa mtri 8,00 fondata
su un grande blocco di pietra nella quale vi è pianterreno e
primo piano con terrazza superiore entrambi coverti con volta sferica
in buono stato nella strada Torrione.
Apertura di una finestra a livello di un finestrino esistente giusta
le dimensioni ed in modo indicati nella domanda.
Apertura di una porta ad un terzo circa della circonferenza della torre
a partire dalla verticale abbassata dal punto medio del suddetto finestrino
traforando il gran blocco di pietra su cui la torre è fondata
onde accedere nel pianterreno dove attualmente si va mercé una
botola praticata nel pavimento della stanza a 1° piano.
Costruzione di una impalcatura di travi e tavole per dividere in due
la stanza a pianterreno per modo che la torre risulterebbe di due piani
oltre il pianterreno.
Costruzione di una porzione di muratura sulla scarpata del gran blocco
di pietra innanzi al balcone del 1° piano onde aumentare l'area
del piccolo terrazzo.
Tamponatura in muratura dei vuoti tra un merlo e l'altro della torre.
Costruzione di un muro intorno alla torre di sostegno alla stessa onde
evitare che esse franino cadendo sulla strada sottoposta. La muratura
sarà fatta di buona malta e tufi squadrati e quelli al rivestimento
della scarpata verrà solidamente fondata mediante scaloni in
contropendio tagliati nel blocco di pietra.
Inizialmente
suscitava grande perplessità la citazione di “G. Maltese”
quale componente della commissione. Intendendo il “G.” come
Giovanni (forse lo stesso artista richiedente), appariva strana la sua
presenza nella seduta in cui si discuteva anche la sua propria richiesta.
Successive ricerche hanno chiarito la questione. Nella sua composizione,
prevista nel Regolamento edilizio per i Comuni dell’isola d’Ischia
danneggiati dal terremoto del 28 luglio 1883, era indicata, tra gli
altri, la partecipazione di un notabile dimorante nel Comune stesso.
L’estensore delle delibere della commissione spesso riportava
“G. Maltese”, ma finalmente mi è riuscito di trovare
in una delibera il nome per esteso: Notabile Comm. Giuseppe Maltese.
Chi fosse questa persona non so, ma almeno risulta evidente che non
fosse lo scultore Giovanni Maltese. Annoto solo per inciso che solo
in alcune delibere ho trovato come componente Giulio Grablovitz, che
il Regolamento sembra indicare come membro permanente, in qualità
di vice presidente della Commissione edilizia.
Dall’insieme
dei tre documenti (istanza del Maltese, sue note apposte e delibera
della commissione edilizia) si rileva che tutte le richieste del Maltese
vengono sostanzialmente accolte; si devono tuttavia fare alcune osservazioni:
- per la suddivisone del pianterreno in senso verticale, con la realizzazione
di un solaio intermedio, viene prescritta la soluzione tutto legno,
con travi e tavolame, rigettando quella proposta di travi di ferro con
interposte voltine alleggerite con impiego di pomici;
- la chiusura con muratura fra merlo e merlo, che non pare sia stata
proposta dallo scultore, ma forse suggerimento del tecnico che ne ha
esaminato la richiesta, o presentata verbalmente dal Maltese - forse
in occasione di una visita di una delle Signorie Loro che ebbe la bontà
di onorarlo sul posto, nel torrione -, viene comunque accettata o suggerita;
resta il dubbio per la parte dell'annotazione scomparsa con un piccolo
brandello del documento originale: quel ... enza, che apre più
ipotesi interpretative;
- infine, del piccolo casotto non si parla più; a cosa fosse
destinato è difficile ipotizzare, a meno che non si trattasse
di modifiche alla garitta che, anche se mi dicono essere oggi in pessimo
stato, ed ingombra di detriti, è per fortuna sopravvissuta al
tempo ed alle trasformazioni del manufatto.
Anche
se l’argomento merita ovviamente ulteriori approfondimenti, abbiamo
voluto ugualmente presentare questa prima parte di uno studio sempre
aperto ed affascinante concernente i lavori proposti e/o realizzati.
A
parte l'interesse specifico dei lavori proposti e/o realizzati, sui
quali si faranno tutti i possibili approfondimenti e riscontri, evidenzierò
nel seguito come questi interventi abbiano avuto una indiretta notevole
influenza su un aspetto dell'intensa e poliedrica vita di mio padre,
Andrea Belli, foriano: quello artistico.
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