Ambienti depurati
naturalmente
Le piante da interni nei centri termali
nelle strutture turistiche nelle abitazioni
di Giuseppe Sollino
Le moderne
abitazioni sono sempre più sature di prodotti di sintesi che
la new age tecnologica ha creato per rendere più comoda la
nostra vita. Ma questi prodotti del progresso contengono sostanze
altamente tossiche, spesso racchiuse in innocui elementi di arredamento.
Così tappeti, moquettes, vernici, lacche, etc. vanno guardati
con sospetto.
Ma c’è un modo per difendersi: le piante, anche quelle
d’appartamento. Spesso utilizzate da arredatori di grido per
riempire vuoti, esse non solo rilassano e ci allontanano dal caos
e dal grigiore delle città, ma depurano l’aria dalle
sostanze inquinanti e regolano il tasso di umidità negli ambienti
chiusi.
I primi ad occuparsi di questo importantissimo aspetto delle piante
sono stati gli americani alle prese con i programmi spaziali che prevedono
astronavi che necessitano di ambienti ossigenati, nei quali l’anidride
carbonica prodotta dalla respirazione venga rapidamente smaltita.
Cercando tra le possibili soluzioni, è risultato che quella
più economica e funzionale è data dalle nostre amiche
piante.
Le foglie non solo assorbono anidride carbonica, ma anche formaldeide,
benzolo e tricloroetilene, tutte sostanze dannose per l’organismo,
presenti in quasi tutte le case, oltre che negli ambienti termali.
Il benzene è presente nelle vernici, inchiostri, gomme; la
formaldeide è diffusa nei tappeti e moquettes, ma anche nelle
cere per pavimenti o nelle palline antitarme. Anche gli spray da forno,
i deodoranti per ambienti e i fazzolettini struccanti contengono questa
sostanza. Infine il tricloroetilene lo si rinviene in grande quantità
nelle lacche e nelle vernici.
Un ruolo molto importante nella depurazione degli ambienti dall’ossido
di carbonio è svolto dal terriccio contenuto nei vasi che,
come una spugna, assorbe gas ed esalazioni nocive, come quelle provenienti
dal fumo delle sigarette.
Le piante da impiegarsi
Il tronchetto
della felicità è senza dubbio la pianta più efficace.
In una sola giornata assorbe oltre i 3/4 della formaldeide contenuta
in una stanza. Anche il filodendro e il crisantemo contribuiscono
ad abbassare il tasso della formaldeide contenuta nei detersivi, nelle
colle e nei solventi, oltre che in tanti altri prodotti di uso comune
(smacchiatori, brillantanti, detergenti, etc.). Anche la gerbera o
margherita del Transvaal, oltre a colorare e arredare gli ambienti,
ripulisce quasi al 100% il tricloroetilene contenuto soprattutto nelle
fotocopiatrici e computers. Lo stesso prodotto nocivo è assorbito
anche dalla sansevieria.
Il photos e il clorofito limitano in maniera decisiva l’ossido
di carbonio, il radon delle aree termali e i diversi inquinanti presenti
nell’atmosfera confinata degli interni.
Menzioniamo anche la pianta mangiafumo, capace realmente di assorbire
non solo il fumo delle sigarette, ma anche altri prodotti eterei.
La scefflera oltre a depurare l’aria è un ottimo indicatore
ambientale, infatti sintomi di sofferenza della pianta sono una chiara
spia di tossicità ambientale.
Negli ambienti interni queste piante salutistiche andrebbero posizionate
negli angoli più adatti, diversi a seconda della struttura
ed ubicazione delle camere. Buona regola è ricordare che le
piante da interni non amano essere colpite dalla luce diretta del
sole, né trovarsi vicino a fonti di calore e finestre con spifferi
d’aria. Amano gli angoli più umidi e luminosi (cucina,
bagno); nei soggiorni e nelle camere da letto si può non rinunciare
alla compagnia di questi amici indispensabili con un piccolo accorgimento,
come l’uso di umidificatori, che favorisce la salute ed il benessere
non solo delle piante.
Mentre le kentie e le palme in genere non amano molto l’umidità,
i filodendri, le clivie, le begonie e i ficus vanno invece posizionati
nei posti più umidi.
Non va dimenticato il ruolo di termoregolazione esplicato dalle piante
che rendono gli ambienti più sopportabili nelle giornate afose
dell’estate isolana. Falsa è l’idea che durante
la notte le piante rubino l’ossigeno a chi sta dormendo. In
linea teorica ciò potrebbe accadere solo in camere anguste
chiuse ermeticamente e piene di vasi fino al soffitto! Invece i fiori
e le foglie migliorano la qualità dell’aria e facilitano
la respirazione. Anche nelle stanze più buie, come uffici,
sale massaggi, aree trattamenti eudermici (bagno e fango) dove spesso
non arriva luce naturale, si può ovviare trasportando le piante
all’aria anche una volta al mese, alternandole nel frattempo
con altre piante dalle “forze fresche” o utilizzando piante
succulente (euforbie, cactacee e ficus) particolarmente resistenti.
Buona norma è impiegare essenze diverse che sinergicamente
migliorano le singole condizioni di vita.
Ma tra le piante da interno si nascondono anche insidie spesso letali.
Infatti potrebbero risultare tossiche, se ingerite in gran quantità,
la stella di Natale, la colocasia, la monstera nonché il filodendro
nelle sue diverse specie.
Alcune esperienze in ambienti termali hanno dimostrato che polveri,
particolati e radon, oltre che batteri, vengono facilmente assorbiti
dalle superfici fogliari della monstera, del filodendro e delle yucche.
Anche i ficus, le edere e le euforbie mostrano le stesse capacità
antisettiche.
Va infine ricordato il ruolo antistress delle amiche verdi: chi vive
in un ambiente naturale, anche ricreato artificialmente, ha più
possibilità di scaricare ansia e tensioni. L’effetto
è maggiore quanto più ampia è la superficie verde.
Anche un piccolo vaso posto sulla scrivania può aiutare a ritemprare
lo spirito, allontanare il nervosismo e non sentire il freddo di ambienti
chiusi.