Il Centro di Ricerche Storiche
d’Ambra
ha festeggiato il 26° anno della sua fondazione.
di Caterina Mazzella
All’insegna della fratellanza e della tolleranza,
beni fondamentali dell’Umanità, il Centro di Ricerche
Storiche d’Ambra ha festeggiato il 26° anniversario della
sua fondazione con un incontro culturale articolato in prevalenza
su ricordi storici legati alle note attività del Centro stesso,
sempre orientate nello sforzo di rendere la cultura una componente
ordinaria e non straordinaria dell’esistenza.
Presso la Sede del Centro in Forio d’Ischia, le Poste Italiane
hanno allestito per l’occasione un ufficio postale mobile per
un servizio di annullo filatelico figurato, recante la dicitura “80075
Forio (NA) 23.5.2003 - Centro di Ricerche Storiche d’Ambra -
26° anniversario dalla fondazione”.
La presenza è stata molto numerosa. Un ringraziamento particolare
e grato è stato rivolto dall’avv. Nino d’Ambra,
coordinatore dell’incontro, a tutti coloro che sono stati abituali
frequentatori e/o protagonisti, in questi ultimi anni, delle serate
e attività culturali varie organizzate dal Centro, dando con
la loro presenza, con il loro entusiasmo, con i loro interventi e
con la loro competenza, una completezza culturale originale e mai
di routine. Oltre all’avv. d’Ambra, che ha riassunto i
risultati più significativi di tanti anni di ricerche storiche,
sono intervenuti con un proprio qualificato contributo il preside
Nunzio Albarelli, i professori Pasquale Balestriere, Maria Masella,
Tonia d’Ambra e il dr. Nicolino Barbieri.
È intervenuto il gruppo musicale del prof. Carmine Pacera.
Al pianoforte gli avvocati Alfredo Baggio e Gaetano Regine.
Poiché è stata una serata dedicata principalmente agli
anniversari, Nino d’Ambra ha ricordato alcuni dei tragici fatti
del 1943 e le bombe su Forio, l’affondamento della nave Santa
Lucia al largo di Ventotene il 27 luglio 1943 (76 morti, di cui cinque
ischitani con Ettore Albanelli, padre del Preside), gli eroi del passato
e di oggi a cominciare da San Vito che, giovanetto, affrontò
la morte per non rinunziare ai suoi ideali, ai repubblicani del 1799
giustiziati con processo sommario, Giuseppe Pezzillo e Aniello d’Ambra
martiri del 1848, il 25° anniversario dell’assassinio di
Aldo Moro, la rivolta del ghetto di Varsavia soffocata nel sangue
il 16 maggio 1943, ai giudici Giovanni Falcone e Borsellino con le
rispettive scorte, al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa assassinato
dalla mafia.
Ai gentili ospiti è stata offerta in dono una cartolina riproducente
il logo marmoreo del Centro con le date storiche più significative
del cammino della Libertà meridionale.
Come è noto, il Centro è stato fondato nel 1977 e da
allora non esclude alcuna iniziativa culturale, purché non
abbia scopo di lucro o mero interesse di parte. Uno dei fini principali
è quello di stimolare il gusto per la ricerca storica, per
il reperimento e la interpretazione dei documenti e delle testimonianze
del passato, nell’orientamento prevalente del metodo storiografico
dello studioso francese Fernand Braudel. Ricostruire momenti storici
(e biografie) attraverso il ritrovamento in Italia e all’estero,
di documenti e testimonianze contemporanei ad avvenimenti o a personaggi
individuati. Le ricerche solitamente vengono pubblicate. Fino ad oggi
il Centro ha infatti edito 12 volumi. Ha una biblioteca (“Biblioteca
1799”) di oltre diecimila volumi ed una collezione di documenti
mirati di circa 8.000 unità (in fotoriproduzione per la quasi
totalità), oltre ad una sezione periodici ed una videoteca.