LA RASSEGNA D'ISCHIA


Atmosfere ubertose nella pittura di ALVIM (Mario Alvi)

di Bruno Gallo

L’ansia di voler visualizzare quei particolari aspetti, i più inusuali e di per sé caratteristici, della lussureggiante terra accarezzata o percorsa dal pescoso e placido o impetuoso mare, pervade l’artista ischitano che si serve della consunta tavolozza su cui stempera, con la rudezza tipica marinaresca, le forti o delicate, spesso materiche, miscele amalgamando i pigmenti cromatici in grado di riprodurre sulle tele quelle impressioni colte, fatte proprie e conservate nel grande “armadio” della psiche, dalla propria sensibilità.
Intense ed ampie le sue stesse stesure fanno rivivere, con i particolari di alcune località ritenute interessanti, le situazioni ripescate dal ricordo, personalizzate dalla fantasia, vivacizzate dai riverberati colori.
La paesaggistica di Alvim (Mario Alvi) visualizza così quelle particolarità, che la sua sensibilità riesce a cogliere, di un paesaggio assolato e ubertoso, mediterraneo, anche nelle sue diversificate entità, caratterizzate da variegate cromie, e disseminato dalla presenza della figura umana, delle barche, dei cavalli, delle case marine attestante la vitalità del passato.
E con i luoghi illustrati evidenzia anche le tipiche atmosfere: i meriggi di intensa calura contraddistinti dagli infuocati tramonti, le organizzate uscite per le “battute” di pesca, le assolate distese delle campagne irrorate dalla fatica dell’uomo, le lande punteggiate dalle sparse casupole rurali. Le raffigurazioni rispecchiano, con le peculiarità dei luoghi rappresentati, anche quei reconditi aspetti interiori che sono tipici della cultura ischitana, antica e moderna, retaggio delle pregnanti tradizioni che ne hanno contrassegnato l’antica civiltà e ne determinano quella moderna.
L’atmosfera, a volte idilliaca, diventa greve, corposa e densa, tipica di un impressionismo che rimane nei tratti sintetici, quando delinea l’essenza della femminilità di cui fa intravedere, in alcune volute, malcelate e afrodisiache movenze che concorrono al pathos di una complice e combattuta vogliosità esistenziale.
Parvenze o realtà? È il piacevole dubbio che alletta la fruizione.

* Mario Alvi ha tenuto una mostra personale nel mese di giugno c. a. presso le sale della Torre del “Molino” ad Ischia, con il patrocinio del Comune d’Ischia
Mario Alvi (Alvim) è nato a Lacco Ameno il 28 febbraio 1945; è stato allievo dei grandi pittori napoletani Franco Girosi e Carlo Verdechia. Professore di Educazione artistica, partecipa a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 1978 l’Istituto Superiore Internazionale di Studi Umanistici per la pace nel mondo gli ha conferito il premio “San Luca d’Argento” per la pittura.