LA RASSEGNA D'ISCHIA

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Ischia, Procida, Capri e il Golfo di Napoli
Visioni dal Romanticismo all'Idealismo

di Giorgio Balestriere
Imagaenaria Edizioni Ischia, novembre 2003. Illustrazioni a colori e in bianco e nero

Testimonianze del paesaggio di Ischia e del Golfo di Napoli di straordinaria bellezza
di Nicola Luongo

Il pittore simbolista Arnold Böcklin, considerato alla fine dell'800 il maggior artista tedesco, alle cui opere si accostò anche Giorgio De Chirico durante il suo soggiorno a Monaco, traendone motivi di feconda ispirazione, asseriva che un dipinto deve soprattutto perseguire lo scopo di appagare il senso estetico innato nelle persone spiritualmente evolute e sensibili, proprio come riesce alla vera poesia, cogliendo quindi quell'intima affinità tra pittura e poesia già condensata nella nota affermazione di Orazio "Ut pictura poesis" della sua Arte Poetica.
Le opere prescelte dall'antiquario cosmopolita e cultore d'arte Giorgio Balestriere, già consulente di importanti case d'arte europee, tra cui la Christie's di Milano, e raccolte nel volume Ischia, Procida, Capri e il Golfo di Napoli - Visioni dal Romanticismo all'Idealismo, con le sue 108 illustrazioni, di cui molte inedite in Italia, in una preziosa veste tipografica, pubblicato dalla Casa Editrice Imagaenaria nella consueta ottica delle sue meritevoli iniziative, soddisfano pienamente, per il loro potere di attrazione e di suggestione che esercitano sul lettore-osservatore, quel senso estetico e quella curiosità per l'arte, prerogative delle persone raffinate, e incuriosiscono anche i fruitori meno esigenti che possono ammirare quelle testimonianze del paesaggio di Ischia e del Golfo di Napoli di straordinaria bellezza, ormai in gran parte irrimediabilmente scomparse, corrotte dal cosiddetto progresso e dal consumismo dilagante e lusinghevole.
I paesaggi e le figure umane trasfigurati dal genio creativo degli artisti sono presenti nei musei e nelle collezioni private di tutta l'Europa e quindi la loro pubblicazione è costata anni di ricerche meticolose e tenaci da parte dell'autore che ha commentato le illustrazioni con perizia e notevole competenza estetica.
I dipinti riportati furono composti da alcuni di quegli artisti più rappresentativi dell'800 che ritenevano indispensabile alla loro educazione e cultura la conoscenza del Golfo di Napoli, considerato quasi una terra promessa, dalle incomparabili bellezze e dal fascino misterioso e ammaliante, tanto da suscitare un irresistibile desiderio di conoscerlo e magari di decantarlo nelle forme artistiche più varie e composite, anelito divenuto più impellente in seguito alle pubblicazioni archeologiche su Pompei, Ercolano e Stabia, di J. Winckelmann, di A. R. Mengs e di altri studiosi italiani e stranieri.
Il Golfo di Napoli, quindi, con il suo eccezionale scenario naturale e la vivacità genuina e primigenia dei suoi abitanti, attrasse gli artisti stranieri, e non solo, come la luce crepuscolare attira le falene. Si rievoca di continuo il mito di una terra ideale, serena, nel contempo classica e pagana, verso la quale si prova una struggente nostalgia, di cui l'icona più rappresentativa è la povera e sfortunata fanciulla dall'origine misteriosa, Mignon, che continua a sussurrare al suo amore: "Kennst du das Land, wo die Zitronen blühen?" eternata dal genio creativo di Goethe, di cui è riportata anche l'opera L'isola di Capri proveniente da Weimar, prova ulteriore del suo multiforme ingegno.
I dipinti appartengono per lo più all'ambito romantico contrapposto a quel neoclassicismo che considerava l'arte come mezzo di istruzione, di miglioramento e magari di edificazione morale o religiosa, con l'obiettivo di perseguire il bello ideale condensato in una visione statica ed eterna, raggiunto soltanto dai Greci e da nessun altro popolo nella storia, secondo la discutibile visione del Winckelmann. Alcune opere rimangono oscillanti tra l'ideale neoclassico e quello romantico, come il dipinto di Graziella di Horace Vernet del 1850 raffigurante la fanciulla con in manola lettera che la informa della partenza del suo amato Lamartine.
Le vicende biografiche e il processo creativo degli artisti ci sono in parte noti grazie anche all'opera di Paul Buchner Ospite a Ischia, pubblicata nella prestigiosa serie Pithoi della Imagaenaria Edizioni Ischia, come quelle del pittore e incisore tedesco Jakob Philipp Hackert, che influenzò molti paesaggisti, chiamato a Napoli da re Ferdinando IV di Borbone, e quelle di Carl Rottmann che, su incarico del re Luigi I di Baviera, dipinse ad affresco ventotto paesaggi italiani, tra cui quello famoso riguardante Ischia, considerata oasi di pace idilliaca, verso cui gli uomini stanchi e delusi dal turbinio della vita sono invitati a dirigersi di corsa. Non mancano dipinti di Camille Corot, l'eterno itinerante precursore dell'Impressionismo, e di Leopold Robert, di Georg von Dillis e di altri prestigiosi paesaggisti dell'800. Ma un rilievo particolare è riservato al pittore svizzero Arnold Böcklin, di cui è analizzato con acume critico la sua opera allegorica e surrealista più nota L'isola dei morti, dall'atmosfera visionaria e inquietante, la cui ubicazione secondo la tesi di Paul Buchner nel testo citato, è da identificare col castello d'Ischia, di fronte al quale c'era un cimitero che si inerpicava verso l'alto dalla riva rocciosa, dove i morti, trasportati sull'acqua, venivano deposti e inumati.
Il volume illustra nella sua parte finale sculture in marmo ispirate ai "lazzaroni" partenopei, una vera e propria sfida degli scultori con opere di F. J. Duret, A. N. Sopers e J. B. Carpeaux che ormai superano in gran parte i concetti estetici della scuola neoclassica con i suoi canoni di bellezza perfetta e armoniosa e si avviano a una visione più sincera e aderente alla realtà della vita e alle passioni degli uomini.

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