ISCHIA e il Grand Tour
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Tradotto da Nicola Luongo il più bel libro su Ischia

Memorie degli ospiti d'Ischia dal 1500 al 1883
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di Raffaele Castagna

A cura delle Edizioni ImagAenaria di Ischia, nel vasto programma di riproporre all'attenzione la letteratura del passato, è in libreria la tanto attesa versione italiana di un'opera di Paolo Buchner (Gast auf Ischia) che tratta delle lettere e delle memorie degli ospiti d'Ischia dei secoli passati, sulla scorta delle cui esperienze abbiamo un'immagine molto diversa dell'isola, che invero esercitò un particolare fascino in tutti quelli che posero piede su questo scoglio. "Che cosa contribuisca - si chiede l'autore - a creare questo fascino è una sensazione che sfugge ad un'analisi superficiale ma, d'altro canto, ci sono (o forse c'erano, ndr) una natura australe, spiagge incantevoli, angoli pittoreschi e la possibilità di condurre una vita scevra dal ritmo frenetico della grande città. Certamente in questo la consapevolezza di vivere su un'isola ha un ruolo essenziale, e la rara varietà del paesaggio, che appare continuamente diverso, può fornire un suo proprio contributo. A ciò si aggiunga ancora qualcosa che non si può esprimere a parole, che non si può trasfondere nelle immagini e che si deve provare direttamente".
Il periodo preso in considerazione parte dagli ospiti del 1500 e si conclude col 1883, anno del terremoto di Casamicciola. È bello seguire questi personaggi che si avventurano per aspri sentieri, a piedi o servendosi dei "vettori" allora disponibili (gli asini e i muli), che fanno dell'ascensione all'Epomeo l'aspetto più interessante della loro visita, che trascrivono sulle loro carte le loro impressioni, i momenti vissuti piacevolmente o faticosamente, a volte anche le loro sarcastiche considerazioni sugli abitanti e sul loro modo di vita. Ma più che altro stupisce spesso il fatto che cercassero di conoscere ogni angolo dell'isola e di sfruttare soprattutto ogni minuto della loro permanenza. Pur dopo una complicata e sofferta navigazione di ore, non sentivano affatto il bisogno di riposare, ma subito programmavano e iniziavano le loro escursioni.
Molti furono anche gli ospiti regali, che in quegli anni frequentarono l'isola, per diletto o per trarre dalle acque minerali benefici effetti, come si legge in una lista che si poteva leggere presso l'albergo di don Tommaso alla Pannella di Lacco Ameno (1850):

"Villa Pannella intitolata per antonomasia. Qui si sana per la salubrità del clima e la giocondità del sito nella cui amena campagna sorse del cavalier canonico don Francesco Siano il casino, il quale ha avuto l'alto onore di alloggiare sette augusti monarchi: S. M. il re Francesco I, S. M. il re Ferdinando II, S. M. il re Leopoldo del Belgio, S. M. il re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, S. M. il re Guglielmo Würtemberg, S. M. il re Massimiliano, l'attuale re di Baviera Lodovico I, padre augusto di Massimiliano, il quale con molto giovamento ha respirato per ben tre volte in diverse stagioni, unitamente ai bagni termominerali, l'aria salubre di sì bello e lieto soggiorno, per cui sempre esclamava: Oh beata Villa Pannella, oh quanto son gaie le tue ombrose valli, i verdeggianti colli; oh dimora, oh dolce dimora!"
La lettura del testo certamente ci porta in un'isola molto lontana da quella attuale e moderna, un'isola che altrettanto certamente non vorremmo avere come nostro ambiente di vita, ma appare evidente che in essa troviamo pure le nostre radici, la premessa di molte situazioni che oggi danno altre sensazioni e altri motivi di richiamo. Ai pochi ospiti del passato si sono sostituite le migliaia di persone che ogni anno contribuiscono ad aumentare i numeri statistici di arrivi e di presenze. I sentieri di una volta sono diventati strade per un traffico automobilistico sempre più caotico. "Chi oggi va ancora a piedi a Sant'Angelo, alla spiaggia dei Maronti o a Citara (già scriveva Buchner nel 1968)? Se si vuole visitare la cima dell'Epomeo che una volta era la meta di un pellegrinaggio, oggi occorre percorrere a piedi solo l'ultimo tratto. E non mancano progetti allarmanti di nuove strade! Un interesse veramente sentito per l'isola s'incontra comprensibilmente solo di rado. I tempi in cui uno Stolberg, una von der Recke, una Anna Amalia von Weimar e tanti altri hanno scritto le loro memorie, sono finiti!". Se vogliamo, un punto d'incontro con il passato lo possiamo intravedere in alcuni disagi, in alcuni aspetti di ospitalità che alcuni viaggiatori ci hanno lasciato scritto nei loro diari, accanto alle emozioni piacevoli del soggiorno, e per i quali oggi i frequentatori dell'isola fanno trovare le loro lamentevoli voci sulle pagine dei giornali.

Raffaele Castagna
(La Rassegna d'Ischia n. 6/Novembre 2002)