A
cura delle Edizioni ImagAenaria di Ischia, nel vasto
programma di riproporre all'attenzione la letteratura del
passato, è in libreria la tanto attesa versione italiana
di un'opera di Paolo Buchner (Gast auf Ischia) che
tratta delle lettere e delle memorie degli ospiti d'Ischia
dei secoli passati, sulla scorta delle cui esperienze abbiamo
un'immagine molto diversa dell'isola, che invero esercitò
un particolare fascino in tutti quelli che posero piede su
questo scoglio. "Che cosa contribuisca - si chiede l'autore
- a creare questo fascino è una sensazione che sfugge
ad un'analisi superficiale ma, d'altro canto, ci sono (o forse
c'erano, ndr) una natura australe, spiagge incantevoli, angoli
pittoreschi e la possibilità di condurre una vita scevra
dal ritmo frenetico della grande città. Certamente
in questo la consapevolezza di vivere su un'isola ha un ruolo
essenziale, e la rara varietà del paesaggio, che appare
continuamente diverso, può fornire un suo proprio contributo.
A ciò si aggiunga ancora qualcosa che non si può
esprimere a parole, che non si può trasfondere nelle
immagini e che si deve provare direttamente".
Il periodo preso in considerazione parte dagli ospiti del
1500 e si conclude col 1883, anno del terremoto di Casamicciola.
È bello seguire questi personaggi che si avventurano
per aspri sentieri, a piedi o servendosi dei "vettori"
allora disponibili (gli asini e i muli), che fanno dell'ascensione
all'Epomeo l'aspetto più interessante della loro visita,
che trascrivono sulle loro carte le loro impressioni, i momenti
vissuti piacevolmente o faticosamente, a volte anche le loro
sarcastiche considerazioni sugli abitanti e sul loro modo
di vita. Ma più che altro stupisce spesso il fatto
che cercassero di conoscere ogni angolo dell'isola e di sfruttare
soprattutto ogni minuto della loro permanenza. Pur dopo una
complicata e sofferta navigazione di ore, non sentivano affatto
il bisogno di riposare, ma subito programmavano e iniziavano
le loro escursioni.
Molti furono anche gli ospiti regali, che in quegli anni frequentarono
l'isola, per diletto o per trarre dalle acque minerali benefici
effetti, come si legge in una lista che si poteva leggere
presso l'albergo di don Tommaso alla Pannella di Lacco Ameno
(1850):
"Villa
Pannella intitolata per antonomasia. Qui si sana per la salubrità
del clima e la giocondità del sito nella cui amena campagna
sorse del cavalier canonico don Francesco Siano il casino, il
quale ha avuto l'alto onore di alloggiare sette augusti monarchi:
S. M. il re Francesco I, S. M. il re Ferdinando II, S. M. il
re Leopoldo del Belgio, S. M. il re di Sardegna Carlo Felice
di Savoia, S. M. il re Guglielmo Würtemberg, S. M. il re
Massimiliano, l'attuale re di Baviera Lodovico I, padre augusto
di Massimiliano, il quale con molto giovamento ha respirato
per ben tre volte in diverse stagioni, unitamente ai bagni termominerali,
l'aria salubre di sì bello e lieto soggiorno, per cui
sempre esclamava: Oh beata Villa Pannella, oh quanto son gaie
le tue ombrose valli, i verdeggianti colli; oh dimora, oh dolce
dimora!"
La
lettura del testo certamente ci porta in un'isola molto lontana
da quella attuale e moderna, un'isola che altrettanto certamente
non vorremmo avere come nostro ambiente di vita, ma appare evidente
che in essa troviamo pure le nostre radici, la premessa di molte
situazioni che oggi danno altre sensazioni e altri motivi di
richiamo. Ai pochi ospiti del passato si sono sostituite le
migliaia di persone che ogni anno contribuiscono ad aumentare
i numeri statistici di arrivi e di presenze. I sentieri di una
volta sono diventati strade per un traffico automobilistico
sempre più caotico. "Chi oggi va ancora a piedi
a Sant'Angelo, alla spiaggia dei Maronti o a Citara (già
scriveva Buchner nel 1968)? Se si vuole visitare la cima dell'Epomeo
che una volta era la meta di un pellegrinaggio, oggi occorre
percorrere a piedi solo l'ultimo tratto. E non mancano progetti
allarmanti di nuove strade! Un interesse veramente sentito per
l'isola s'incontra comprensibilmente solo di rado. I tempi in
cui uno Stolberg, una von der Recke, una Anna Amalia von Weimar
e tanti altri hanno scritto le loro memorie, sono finiti!".
Se vogliamo, un punto d'incontro con il passato lo possiamo
intravedere in alcuni disagi, in alcuni aspetti di ospitalità
che alcuni viaggiatori ci hanno lasciato scritto nei loro diari,
accanto alle emozioni piacevoli del soggiorno, e per i quali
oggi i frequentatori dell'isola fanno trovare le loro lamentevoli
voci sulle pagine dei giornali.
Raffaele Castagna
(La Rassegna d'Ischia n. 6/Novembre 2002)
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