ISCHIA e il Grand Tour
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Tradotto da Nicola Luongo il più bel libro su Ischia

L'isola che ammaliò l'Europa

Finalmente pubblicato in italiano il capolavoro di Paul Buchner
Ospite a Ischia. Lettere e memorie dei secoli passati.

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La produzione editoriale di Imagaenaria si sta delineando in maniera impeccabile come un affascinante percorso nel sapere locale non raramente accompagnato dalla voglia di proporre, accanto a studi vecchi e nuovi sull'isola d'Ischia, scritture tanto belle quanto poco conosciute. Venti i titoli finora pubblicati, più cinque in lingua tedesca e, ancora, un paio di bei libri fotografici ad uso e consumo dei turisti, a sottolineare un'attenzione anche verso i visitatori dell'isola.
Da qualche giorno è in libreria "Dittatura di tre giorni. Una Camicia Rossa a Forio" di Alberto Mario (1825-1883), luogotenente di Garibaldi e fine letterato (ebbe persino Carducci tra i suoi estimatori), giunto nel 1860 nell'isola per reprimere una paventata reazione borbonica, rivelatasi, poi, un'infame manovra del primo cittadino di Forio che, iniquamente, ambiva "d'esser a un tempo sindaco e comandante della guardia". Da qui la "ribellione" dei foriani e l'intervento del garibaldino che, muovendosi tra risolutezza militare e chiarezza della ragione, riesce a riportare nel paese una limpida pacificazione.
Ma c'è un'altra novità libraria, sicuramente, per l'isola d'Ischia. il più importante evento editoriale di tutti i tempi.
Stiamo parlando di Ospite a Ischia. Lettere e memorie dei secoli passati di Paul Buchner, cioè la prima edizione italiana di "Gast auf Ischia", libro che in Germania ha avuto ben tre edizioni, la prima nel 1968. Nella cristallina traduzione di Nicola Luongo possiamo finalmente leggere i resoconti dei viaggiatori che hanno soggiornato nell'isola dal 1550 fino al grande terremoto del 1883.
Setacciando biblioteche e archivi di mezza Europa, Paul Buchner ha riportato alla luce lettere e diari di personaggi illustri e sconosciuti, accomunati almeno da un'esperienza ischitana. Figure tra le più disparate, da semplici "camminatori" per vocazione, in giro per il vecchio continente e capitati ad Ischia, a mercanti, artisti, scrittori, musicisti e naturalisti, senza trascurare le più alte vette della politica e dell'aristocrazia europea: la sola locanda alla Pannella, del canonico don Francesco Siano, vantava di aver avuto "l'alto onore di alloggiare sette augusti monarchi".
Tra i nomi più famosi che ricorrono nel testo, tralasciando quelli già noti agli Ischitani (Lamartine, Stendhal, Renan, Ibsen ecc ), ricordiamo la duchessa Anna Amalia von Sachsen Weimar, il re Ludwig I di Baviera, Ottilie e Wolf von Goethe, la famiglia von Humboldt, le pittrici svizzere Barbara Bansi e Angelika Kauffmann, il fisico francese Louis Gay-Lussac, i musicisti Mendelssohn e Humperdinck, il favolista norvegese Andersen, lo scrittore americano J. F. Cooper (l'autore di "L'ultimo dei Mohicani", per intenderci), il pittore Arnold Boecklin che s'ispirò al castello d'Ischia e all'ormai scomparso prospiciente cimitero per dipingere il suo capolavoro "Toteninsel / L'isola dei morti", quadro che, come molti sanno, esercitava una particolare forza ammaliatrice su Hitler.
Per quanto riguarda i luoghi privilegiati dagli ospiti, l'isola d'Ischia risultava decisamente sbilanciata verso Lacco Ameno e Casamicciola: si alloggiava preferibilmente tra la Sentinella e la Pannella. Alla pari, l'ascesa al monte Epomeo, a piedi o a dorso di mulo, era un percorso obbligato per tutti, spesso non privo di risvolti tragicomici. Scarsa era infine la propensione a socializzare con gli abitanti dell'isola: tranne sporadici episodi, bisogna aspettare i più democratici danesi nell'Ottocento, o, inevitabilmente, il terremoto del 1883, affinché gli Ischitani smettano di essere "brutti, sporchi e cattivi" e si dimostrino degni di meritare attenzione.
L'intervento di Paul Buchner sul ricco materiale raccolto è stato discreto e rigoroso, limitandosi a conferire il necessario inquadramento storico e a far emergere dal testo la soggettività del viaggiatore (rispetto alla realtà referenziale) e l'eterogeneità dei resoconti, che vanno da convenzionali descrizioni del paesaggio, dove il pittoresco, il sublime e il panoramico prendono il sopravvento sugli altri aspetti dell'isola, ad algide annotazioni di carattere storico-geografico o etno-demografico, fino ad arrivare a cronache di grande dignità estetica e documentaria. A venir fuori è un memorabile ritratto critico dell'isola d'Ischia tra XVI e XIX secolo che, per immaginaria ma non arbitraria estensione cronologica operata dal lettore, non manca di rendere conto delle nefaste trasformazioni operate dall'uomo sul territorio negli ultimi decenni del XX secolo.

Il Golfo
Quotidiano di Ischia e Procida
Venerdì 29 novembre 2002