Introduzione
Al cader del mese di ottobre del passato anno 1846, fui ricercato da questo
Sindaco di una memoria riguardante le acque minerali dell’isola
d’Ischia, per dirigerla a S. E. il signor D. Onofrio Bonghi, Sottintendente
del Distretto di Pozzuoli, che gliene aveva espresso il desiderio: mi
sono applicato ad eseguire sollecitamente l’onorevole incarico ricevuto,
e rendere un omaggio alle pregevoli doti di un tant’uomo che fra
gli onori e le cure della sua carica, non cessa di occuparsi a dare maggiore
sviluppo alle scienze naturali che riguardano la pubblica salute, ch’è
l’oggetto più sacro per l’umana felicità.
Queste felici circostanze che veramente ne fanno la sua gloria all’immediazione,
ed all’ombra delle più sublimi virtù di S. E. il Commendatore
D. Antonio Spinelli, de’ Principi di Scalea, Gentiluomo di Camera
di S. M. (D. G.), ec ec. in missione d’Intendente della Provincia
di Napoli, ricolmeranno senza dubbio le popolazioni di questo Distretto
de’ più larghi benefizi, fortunate nell’avventurosa
sorte di esser dirette da chi, nel sentiero del dovere, ha in pregio la
dottrina, la rettitudine e la giustizia.
Adempiuto alla meglio al richiesto lavoro prima di terminare l’anno
suddetto, ed accolto gentilmente dal lodato superiore, per non tenerlo
inedito, ho stimato renderlo di pubblico dritto, a solo fine di poter
in
qualche rincontro giovare a coloro che oppressi da’ mali son costretti
di avvalersi de’ potenti rimedi naturali, che la natura a larga
mano ha prodigato sul suolo dell’isola d’Ischia.
Non ho detto cose nuove, ma quello che cento e mille volte altri hanno
scritto, e pubblicato prima di me: solo credo di averci dato un ordine
più conciso, chiaro, ed intelligibile, ch’è stato
il frutto della riflessione e della
propria esperienza sottomessa all’impero della vera filosofia medica.
Qualche cosa però mi lusingo di avere esposto più degli
altri, in quanto al potere cioè medicinale delle acque minerali
e della loro retta amministrazione, ch’è lo scopo principale
a cui tendono tutte le branche dell’arte
salutare su tale oggetto. E se, per quest’ultima parte, potrò
talvolta essere utile ai miei simili, ne resteranno appieno compensati
i voti e soddisfatte le mie brame.
All’opposto, il pubblico dovrà condonarmi, perché
trattandosi, di una semplice memoria di cose di fatti, non poteva dilungarmi
di vantaggio, e perché in poco tempo, detratto dalle giornaliere
cure di mia professione,
non poteva approfondirmi a fare un lavoro completo, e di piena soddisfazione;
che non mancheranno certamente ingegni più elevati che con maggior
calore, ed ampie vedute se ne occuperanno, a’ quali il mio debole
esempio potrà servire di sprone.
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