Stato sociale degli isolani
sotto il governo ecclesiastico, militare, civile, giudiziario, e finanziere

Siccome taluni autori moderni che si sono occupati dell’isola d’Ischia e de’ rimedi naturali che vi sono, non hanno perduto di vista di gittare sparpagliatamente qualche linea su i diversi rami governativi in questa costituiti, che piuttosto confondono, anziché istruiscono il lettore, ed in ispecie gli stranieri della vera posizione sociabile de’ naturali dell’isola, quasi ché stessero sotto un altro reame; così ho stimato (sebbene estraneo al mio scopo, e perciò domando scusa di questa uscita) far correre antecedentemente a sì tenue lavoro un breve e completo quadro su i vari ordini amministrativi per evitare ulteriori confusioni, e per non venire ad una isolata descrizione de’ Comuni, inserviente per l’esatta conoscenza della topografia locale delle acque minerali.

Amministrazione ecclesiastica

Fin dai primi secoli della Chiesa in Ischia vi ha riseduto il Vescovo e fra quelli che più si sono segnalati nell’apostolica missione devesi in primo far onorata menzione di Monsignor Pietro che nel 1179 assisté al Concilio lateranense, e che fu il terzo Vescovo che ne rammenta l’istoria; in secondo luogo bisogna annoverare Baldassarre Cossa, nato in Ischia dalla nobile e ricca famiglia Cossa che aveva la baronia dell’Isola, che nel 1410 occupò la cattedra di S. Pietro in Roma, sotto nome di Papa Giovanni XXII, detto XXIII; in terzo luogo Filippo Gerio che nel 1560 andò al Concilio di Trento; in quarto luogo Innico d’Avalos de’ Principi Francavilla che tenevano il governo della città, ed isola di Ischia con privilegio conferitogli dal Re Federico d’Aragona nel 1501, e promosso a Cardinale nel 1564; in quinto luogo Girolamo Rocca che nel 1672 pubblicò un’opera di dritto canonico; ed in sesto luogo D. Luca Trapani che nel giorno 31 maggio, 1 e 2 giugno dell’anno 1716 pubblicò un sinodo diocesano che fu depositato presso gli atti del Cancelliere della curia, e pubblico notaro in Ischia D. Scipione Mazzella, e stampato in Roma nella tipografia della rev. camera apostolica sotto il ponteficato di Clemente XI, che sebbene non reso esecutivo in quanto alle pene di repressione e pecuniarie, pure ha rimasto un monumento perpetuo delle sue virtù applicate, col concorso delle primarie autorità ecclesiastiche dell’isola, a fondare e statuire norme rette ed esatte per la disciplina ecclesiastica, e per la debita osservanza di tutti i dogmi della nostra sacrosanta religione.
Nell’occupazione militare furono devolute al pubblico demanio le rendite episcopali e la sede vacante fu aggregata alla diocesi di Pozzuoli; ma dietro l’ultimo concordato e le fervide istanze fatte alla S. Sede, fu Ischia ricostituita in Diocesi isolata nella giurisdizione dell’arcivescovo di Napoli, ed ora vi esiste di bel nuovo il Vescovo col Capitolo di 16 canonici, 8 ebdomadari, e 6 quarantisti, e benanche un seminario eretto nel 1738 attaccato ed in comunicazione col palazzo vescovile, messo in un sito assai più ameno ed arioso dell’antico, della capienza di circa 50 allievi, che nel 1806 ne furono espulsi i convittori e sostituite da quel Sindaco pro tempore le milizie di guarnigione della piazza. Nel 1844 dall’Arcidiacono D. Giovanni Garofalo, allora vicario capitolare della diocesi, fu riaperto, sormontando colla rapidità del fulmine, tutte le difficoltà incontrate nella lunga gestione del defunto pastore D. Giuseppe d’Amante, ed ora fiorisce immensamente sotto gli alti auspici dell’attual Vescovo Monsignor D. Luigi Gagliardi, uomo integerrimo e di esimie virtù, e col favore di un’attiva operosità dell’illustre Rettore Canonico Arciprete D. Gio: Califano, e di zelanti e dotti maestri si fa sperare, colla protezione dell’onnipossente, un felice avvenire in quelle tenere piantoline, che colle loro apparate dottrine contribuiranno ad illustrare la gloria patria, ed a formare la felicità delle nostre future generazioni.
Sotto la sua dipendenza vi sono in tutta l’Isola 12 parrocchie con i loro respettivi cleri e congreghe laicali; due cioè nel Comune e Città d’Ischia, una in Casamicciola, una nel Lacco, due in Forio, una nel villaggio di Panza, una in Serrara, una in Fontana, una in Moropano, una in Barano, e l’ultima in Testaccio. Vi sono inoltre tre monasteri, uno di monache Chiariste di clausura dette delle Cappuccinelle in S. Antonio in Ischia che vivono agiatamente di proprie rendite; l’altro nel Lacco di monaci dell’ordine Eremitano di S. Agostino, sotto la dipendenza del monastero priorale di S. Agostino la Zecca al Pendino in Napoli; e l’ultimo di riformati dell’ordine francescano in Forio, che si sostiene di quotidiane elemosine per l’intera Isola. Ci stanno in fine cinque Eremitaggi, di S. Nicola su la cima del monte Epomeo, della Madonna dello Schiappone in Barano, di S. Antonio Abate al di là di Campagnano, di S. Girolamo nell’Arso di Ischia, e di S. Francesco di Paola in Forio.

Amministrazione militare

Mantiene in Ischia la sua stazione un Uffiziale superiore dal grado di Maggiore in sopra, che ha il comando in capo della piazza e del Castello, che fu edificato per la difesa della città, e per assicurare il potere nell’isola da Alfonso d’Aragona, poco dopo del suo arrivo in Napoli effettuato nel 1435 con un numero di ufficiali, ed una compagnia di veterani di guarnigione in detto Castello, che sono sotto l’immediata dipendenza del Comandante la Piazza di Napoli; oltre a questi vi è parimente un’altra compagnia di artiglieri litorali che sono forniti dai diversi comuni dell’isola, che in tutti i giorni festivi prestano un gratuito servizio nel suddetto Real Castello per ben istruirsi, onde in caso di bisogno possano trovarsi pronti ad ogni richiesta.

Amministrazione civile

L’amministrazione civile dell’isola prima si componeva di tre Università, al presente è divisa in sette Comuni, che sono cioè Ischia che comprende la Città e suoi dintorni, Casamicciola, Lacco, Forio, Serrara Fontana, Barano e Testaccio; ciascuno è indipendente dall’altra, ed ha l’amministrazione uniforme a tutti i Comuni del regno, cioè del Sindaco ch’è la prima autorità che dispone delle rendite a norma dello stato discusso e della forza interna, ed è l’uffiziale dello stato civile; due Eletti, uno che fa da primo, ed è esclusivamente incaricato dell’annona, e della polizia urbana e rurale, e l’altro rimpiazza il Sindaco e primo eletto in caso di assenza o impedimento; vi è un numero determinato di decurioni che rappresentano il Comune, e n’emettono le corrispondenti deliberazioni, e di un Cassiere addetto alla riscossione delle rendite, e degli esiti che occorrono. Tutte queste cariche sono periodiche, quadriennie per i decurioni, e triennali per tutte le altre, le quali vengono conferite a persone più probe fra la lista degli eleggibili dall’Intendente della Provincia. Le deliberazioni del collegio Decurionale dal Sindaco, che lo presiede, si rimettono al Sottintendente ch’è la prima autorità del Distretto, il quale risiede in Pozzuoli; questi le trasmette col suo parere all’Intendente in Napoli, che ha la facoltà come tutore delle Comuni, di approvarle in Consiglio d’Intendenza per la debita esecuzione, o pure rigettarle.
Vi è ancora un Cancelliere a vita che custodisce l’archivio, legalizza gli atti amministrativi, ed esegue la corrispondenza giornaliera sotto la dipendenza del Sindaco. Esiste in fine una forza armata detta guardia urbana in ogni Comune col suo Capo, e Sotto Capo, ch’è sotto gli ordini del Sottintendente e Sindaco locale, la quale è destinata ad un quotidiano gratuito servizio nel Corpo di guardia pel mantenimento del buon ordine, e dell’interna pubblica tranquillità.

Amministrazione giudiziaria

Fino al 1806 vi esisteva in Ischia un sol Magistrato col titolo di Regio Governatore, ora tutta l’isola è divisa in due Circondari, Forio uno, Ischia l’altro, che ne sono i respettivi Capoluoghi, dove risiedono i Giudici Regi, ed in loro mancanza ne assumono le funzioni i Supplenti. Nel circondario di Forio è compreso il detto comune di Forio, quello del Lacco, e Casamicciola, e fra il Circondario d’Ischia il Comune d’Ischia con i Comuni di Testaccio, Barano e Serrara-Fontana.
I Giudici Regi, come tutti gli altri del Regno delle Due Sicilie, giudicano nelle cause civili sino a duc. 300, ed inappellabilmente fino a duc. 230, come ancora per tutti i reati correzionali e di semplice polizia; per i misfatti di qualunque natura ne compilano gli atti, e l’inviano al Giudice del Capoluogo del Distretto, che facendo da Istruttore, riesamina il processo, appianandone le omissioni in caso di bisogno, ed indi lo rimette al Procuratore Generale della Provincia di Napoli, per tenersene ragione, e discutersi dalla G. C. criminale. Per gli atti civili dipendono essi dal Procuratore Regio del Tribunale Civile, il quale vigila ancora per l’esatta osservanza delle leggi.
Nei Comuni poi del Circondario, dove non risiede il Giudice, vi è un Supplente Giudiziario, che prende le dichiarazioni de’ querelanti, accorre subito per assodare le prime tracce di qualsivoglia reato o misfatto, e ne invia gli atti al Regio Giudice. Finalmente in tutti i Comuni ci sta un Conciliatore, che in ogni triennio, con Real Decreto, vien nominato tra i più idonei cittadini, non esclusi gli Ecclesiastici, che aggiusta le controversie di piccole somme, ne concilia le parti e giudica esecutivamente sino al valore di ducati sei, le cui funzioni sono di mera onorificenza, ma che possono servire di merito nelle proposte degli impieghi dello stato.

Amministrazione finanziaria

Esistono sopra l’isola tre dogane regie, una nella città d’Ischia, l’altra in Casamicciola, e la terza in Forio, con un burò amministrativo nel Lacco per le spedizioni di generi esenti da dazi nel golfo, diretta ciascuna da un Ricevitore di stazione fissa; queste possono solamente ammettere a pratica, d’accordo colle deputazioni sanitarie, i legni provenienti da qualunque punto del nostro Regno, ma dall’estero, essendo vuoti debbono andare a prender pratica nelle dogane di seconda classe, com’è quella di Gaeta, Pozzuoli, ec.; in caso poi che sono carichi debbono accedere alle dogane di prima classe, Napoli cioè, o Castellammare. In ogni dogana si mantiene un tenente che dispone la forza doganale di tutti i posti di guardia esistenti ne’ comuni marittimi dell’isola, sorvegliati da un Controloro che ha sede permanente in Pozzuoli.

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