Stufa di Testaccio
Nel Comune di Testaccio situato sulla faccia meridionale dell’Isola
a fianco della strada pubblica che porta in basso de’ Maronti vi
è la stufa in parola, che si vuole di aver derivata, tanto il Comune,
quanto la stufa, simile denominazione dalla forma del cono troncato della
punta di Succellaro, che rappresenta la figura di un grosso capo, o testa.
Questa stufa non tramanda effluvî vaporosi come le altre descritte,
ma una perenne corrente di calorico che trapela da’ suoi spiragli,
e monta ad una temperatura di g. 35 di R.
Andria all’oggetto vi eleva una quistione, cioè che in mancanza
del vapore acquoso, vi potrebbe essere una trasudazione di altre materie
secche, ed aride volatilizzate a modo di vapore! Ma egli stesso la lascia
irresoluta per cui bisogna ritenerla per una ipotesi, senza niente di
reale.
Intanto questa stufa malgrado che non sia indicata per quelli mali, a’
quali s’impiega il vapore della stufa di Castiglione, e S. Lorenzo,
pure potrebbe ritenersi come un rimedio valevole a riscaldare la macchina
di quelli suggetti presi da gelo, onde riparare prontamente a tutti quei
mali, che susseguono sull’economia della vita da questo infausto
accidente.
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