Acqua di Citara


L’acqua di Citara sorge precisamente in una piccola pianura situata alla parte occidentale del territorio di Forio sotto l’istessa denominazione, che si raccoglie in una specie di conserva larga circa 6 palmi quadrati, ed 8 di profondità, la quale è fiancheggiata da un piccolo edifizio ad uso di bagni.
Proprietà fisiche. È limpida, inodore, di sapore alquanto salso, della temp. che varia da 37 a 42 g. del term. di R., e del pes. spec. di l. 00316.
Proprietà chimiche. L’analisi di questa è dovuta al fu Cav. Lancellotti, ed il risultato ne dà il seguente specchio.
Nel volume di 100 pol. cub. di acqua si contengono:


Acido carbonico lib. 0.168
Carbonato di calce 0.089
----------- di ferro 0.030
Bicarbonato di soda 0.348
Solfato di soda 0.572
Idroclorato di soda 7.280
Allumina, ed idriodato di potassa tracce
Silice 0.261
Materia organica 1.000


Proprielà medicinali. L’acqua di Citara ha fin dalla più remota antichità goduta la caratteristica di produrre la fecondità nelle donne sterili; perciò fino ai tempi d’oggi si usa esclusivamente a quest’oggetto, e non vi è donna che viene in Ischia coll’idea di aver prole, che non si avvale di questo bagno: ma il fatto non corrisponde ai desiderî, essendone empirica tuttavia l’applicazione.
Le acque minerali al dir di Eistero (34) in generale hanno la facoltà cogli attivissimi loro principî di rimuovere gli ostacoli nell’utero e sue dipendenze, val quanto dire nelle ovaje, nelle trombe di Falloppio, ne’ ligamenli lati e rotondi, nella vagina, nelle glandule muliebri del Bartoli, nella mucosa, ne’ vasi sanguiferi, nelle membrane sierose del peritoneo, nelle papille nervee, nel mesenterio, nell’intestino retto, nella vescica, ec. ec. che concorrono ad impedire la riproduzione della specie umana. In queste vedute generali solamente si può ritenere l’acqua di Citara come mezzo naturale avverso la sterilità; ma a parlar francamente, e dire il vero, essendo quest’acqua sfornita di quelle sostanze saline che hanno qualche rapporto specifico, ed esclusivo cogli organi sessuali della donna, non potrà sicuramente continuare a godere il pregio assoluto attribuitole di vincere l’infecondità, come l’acqua di S. Restituta, che non solo se ne rileva la sua valevole e specifica possanza dalle dimostrazioni analittiche testè citate, ma eziandio dalla quotidiana esperienza di donne sterili divenute incinte mercè il bagno di questa, essendone passate diverse anche sotto la mia direzione, che mi trovo di averne dirette alcune particolari storie per pubblicarsi nel giornale medico-cerusico, il Severino, onde il pubblico a suo tempo rimanga informato, e pienamente convinto dell’esposto.