Omaggio a W. H. Auden
Nel 1907 Wistan Hugh Auden nacque nello York, ma appena un anno dopo suo padre si trasferì con la famiglia nella città industriale di Birminghan. Ad Oxford frequentò la facoltà di Biologia che prestolasciò per quella di Inglese. Sebbene la sua esperienza poetica fosse iniziata diversi anni prima, il suo primo volume di poesie venne pubblicato a Londra nel 1928. Nel corso degli anni Trenta la popolarità di Auden crebbe progressivamente sia per la sua vasta e variegata produzione letteraria che per la sua identificazione con idee politiche di sinistra che culminò nella sua visita in Spagna durante la guerra civile. La sua decisione di partire per l'America con l'amico commediografo Cristopher Isherwood alla vigilia del secondo conflitto mondiale non mancò di suscitare aspre polemiche in Inghilterra. Dal 1948 Auden iniziò la lasciare New York, dove s'era stabilito divenendo nel 1945 cittadino americano, per tornare in Europa, prima ad Ischia, un'isola nel golfo di Napoli, e poi, dopo il 1958, a Kirchstetten, un villaggio presso Vienna, per trascorrervi le vacanze estive. La sua produzione di poesie, conferenze, recensioni, libretti d'opera, traduzioni, antologie, continuò incessantemente e la profonda revisione poetico-filosofica che da essa emerse fu oggetto di severe critiche da parte di chi credette di vedere in essa la sconfessione del talento poetico e del radicalismo politico che contraddistinse l'opera del poeta negli anni Trenta.
Nel 1972 Auden tornò in Inghilterra trascorrendo l'inverno tra il '72 ed il '73 in una casa messagli a disposizione ad Oxford dall'Università e nell'estate del '73 si recò per l'ultima volta a Kirchstetten dove il 29 settembre, nella sua abitazione di Audenstrasse, morì.
(Dalla prefazione della traduzione di Auden del Viaggio in Italia di Goethe)
"Freschi stimoli devono essere scaturiti nella fantasia di Goethe dall'osservare il comportamento degli italiani e dal vivere nel mezzo della natura italiana, il cui clima, le cui forme e i cui colori erano completamente diversi dalla natura del Nord che aveva fino ad allora conosciuto".
(Da "Le poesie ischitane" di Stephen Parkin)
"Durante la sua visita all'isola nell'estate del '48, cioè prima che avesse effettivamente deciso di affittare una casa, si era imbattuto a Forio in un suo vecchio amico inglese, Brian Howard, che a detta di Humphrey Carpenter gli rimproverò di non avere, come poeta, alcun senso visivo. "Ischia" del '48 fu, in parte, l'immediata risposta di Auden alla critica di Howard, un tentativo di manifestare il suo apprezzamento delle delizie visive del luogo".
Ischia
(Da un'intervista a Giacinto Sacchetti a cura di M. Longobardo, M. Ielasi e A. Della Vecchia)
"Capitò qui per la prima volta con Chester perché alcuni amici di Firenze gli avevano consigliato di andare a Forio per poter lavorare in pace. Da allora tornò regolarmente fino al '58 durante il periodo estivo e fra gli intellettuali e studenti americani nacque la moda di andare dove andava Auden. Un giorno venne qui anche Truman Capote che aveva saputo di Auden. Tennesse Williams pure venne a Forio per Auden".
(Da Menage - storia privata di un matrimonio singolare durato tutta una vita di Dorothy J. Farnan)
"La decisione di Auden e Kallman di fermarsi ad Ischia non aveva nulla a che fare con la bellezza dello scenario. Piuttosto dipendeva dai vantaggi offerti dal cambio in lire, in quegli anni, e dal fascino dei giovani italiani, in gran parte attratti da chiunque offrisse dollari, dopo la miseria patita in guerra. Si poteva cenare a base di pesce freschissimo, verdura e frutta per una cifra irrisoria. Si poteva bere vino e godere lo spettacolo del Monte Epomeo, per pochi centesimi. Per pochi spiccioli, un contadino vi garantiva fiori freschi per tutto il mese e vi prometteva persino di ammirare i suoi bei figli, se la cosa finiva lì".
(Da "Un pomeriggio a Forio" con Auden di Ettore Settanni)
"Qui posso lavorare in pace e ritrovare tutte le mie forze creatrici. Ad esempio devo a Forio il mio ultimo libro di poesie pubblicato l'anno scorso, tuto scritto tra voi: Petition. E posso aggiungere che il lavoro non mi stanca affatto, ed anzi mi ha lasciato il tempo di occuparmi anche delle manifestazioni culturali ed artistiche del posto; io che raramente riesco a visitare le più importanti esposizioni di pittura a New York! Ho trovato il tempo di posare ad un ritratto del pittore Bolivar Patalani che reputo il miglior ritrattista del posto. Egli mi ha rubato non più di dieci minuti per posa ed ha fatto un ritratto che mi piace molto e mi raffigura alla perfezione".
(Da un'intervista a Giocondo Sacchetti a cura di M. Longobardo, M. Ielasi ed A. Della Vecchia)
"Auden vestiva in modo semplicissimo, con la camicia fuori dai pantaloni ed un paio di espadrilles ai piedi che comprava non appena arrivava a Forio e nei quali, anche se i piedi debordavano dalla stoffa lisa, restava tutta l'estate. per essere più elegante spingeva dentro il piede e così le dita gli sbucavano sul davanti. Ciò nonostante conservava il suo dignitoso e certamente elegante portamento inglese".
(Da Menage - storia privata di un matrimonio singolare durato tutta una vita di Dorothy J. Furnan)
"Ore 7 mi alzo e faccio il caffé. Ore 8 chiamo Chester e ci sediamo a prendere il caffé sul balcone, io guardo il Monte Epomeo, Chester il mare. Ore 9 comincio a lavorare. Ore 12 scendo in piazza a prendere il pranzo e apparecchiare la tavola in giardino. 1.15-2.15 pranzo con un po' di musica alla radio. 2.15 - 4 in spiaggia. 4 - 4.30 caffé. 4.30 caffé. 4.30 - 6.30 lavoro. 6.30 aiuto a preparare la cena. 7.20 martini. 7.40 - 8.40 cena. 8.40 - 10 caffé, un doppio Strega e un po' di vino al caffé di Maria. 10 a letto. Il sabato pomeriggio, invece di andare alla spiaggia, faccio un bagno caldo; la domenica mattina colazione a base di uova alle 9.30. Se sono stanco di lavorare, c'è sempre qualche pianta in giardino da annaffiare".
(Da Menage - storia privata di un matrimonio singolare durato tutta una vita di Dorothy J. Furnan)
"Wystan andava a messa ogni domenica: la sua figura bionda, alta e nordica spiccava in quell'assemblea di persone dalla pelle olivastra e dai capelli scuri; si inginocchiava goffamente per poi alzarsi e ricominciare tutto da capo secondo l'antico rito della messa latina da lui tanto apprezzato".
(Da "Un pomeriggio a Forio" con Auden di Ettore Settanni)
"Il Bar Internazionale di Maria Senese divenne durante gli anni '50 un vivacissimo ritrovo di artisti ed intellettuali. In quello stesso periodo un aereo militare americano che trasportava civili andò a schiantarsi, a causa del maltempo, contro l'Epomeo. Vi furono molti morti e molte furono anche le accuse di sciacallaggio rivolte contro la popolazione locale. Una sera, da Maria, vi fu un'accesa controversia a proposito di tale sciagura e Auden, solitamente schivo e silenzioso, insorse difendendo gli ischitani dalle accuse che veementemente rivolgeva loro Truman Capote".
(Da una leggenda popolare)
"Si dice che Auden spesso accusasse scherzosamente ed affettuosamente Maria di esser pettegola e che ella, prontamente e con modo analoghi, si difendesse dicendo di esser tale proprio a causa di quelli come lui".
(Da una pagina di diario)
"Questa mattina io e N. ce ne siamo andati da Forio. Giocondo ci ha rincorsi, dicendo che Lucina aveva fatto i gattini; quanti e di che colore non so".
(Da Menage - storia privata di un matrimonio singolare durato tutta una vita di Dorothy J. Furnan)
"A Forio c'erano fra gli altri Lucina, la Duchessa, Nerone e Dorabella; e un cane, Mosè, che Wistan aveva trovato scosso dai brividi in un acquitrino. A New York c'era la micia Cenerentola...".
(Dalla pubblicazione Maria e il Bar Internazionale)
"Quando Lucina, la sua gatta preferita, fu avvelenata, Auden la seppellì sotto un albero su di una collinetta ai piedi dell'Epomeo".
(Da un'intervista a Giovanni Maresca a cura di E. Schioppa)
"Lo conobbi per mezzo di Giocondo Sacchetti. All'inizio fui solo il suo barbiere, poi divenni anche il suo uomo di fiducia e confidente. Dicono che sia stato omosessuale ma, sebbene l'abbia frequentato moltissimo, mai egli si comportò con me in modo offensivo o ambiguo. Quando gli fu conferito il Premio Accademia dei Lincei diede una grande festa in casa di un amico pittore. A questa festa parteciparono tantissime persone famose e tra esse molte erano piuttosto equivoche. Una di loro, in modo osceno, tentò di sedurmi. Ricorsi ad Auden il quale interruppe la festa e cacciò via tutti".
(Da una testimonianza di Raoul Maria De Angelis)
"Nessuno ignorava i costumi del grande poeta; tuttavia, a un momento dato, forse per istigazione di qualche madre timorata di Dio, o per altre misteriose ingerenze, le autorità del luogo presero a perseguitare Auden con ingiunzioni di tasse arretrate e in ciò aiutate da qualche esercente in credito, a svillaneggiarlo per mezzo dei vigili urbani che gli tendevano "agguati" con carte bollate e fogli di via obbligatori".
(Da un'intervista a Giovanni Maresca a cura di E. Schioppa)
"Mi è rimasto impresso il signor Auden pochi giorni prima che egli lasciasse il paese. Lo incontrai nella via Torrione e si era alla fine dell'estate. Mi chiamò e mi disse: "Giovanni, vado via perché queste opere deturpano Forio!". Si riferiva alla fontana che si stava costruendo in Piazza Matteotti. Non possono dimenticare la tristezza che vidi in lui..."
(Da una testimonianza di Flora e Vittorio Ielasi)
"Un giorno Margherita Russo venne a casa e ci portò i saluti che Auden, prima di partire, le aveva lasciato per noi".
Addio al Mezzogiorno
(Da Un pomeriggio a Forio con Auden di Ettore Settanni)
"Un porta, vedete, si accorge di tutto quando usa un linguaggio. Aggiungete che, in fondo, la poesia è innanzitutto dominio, padronanza deitermini con i quali ci si esprime; quindi l'armonia che ne potete ritrarre è legata, s'intende, alla costruzione della metrica che la regola. Poeta è qualcuno le cui immagini siano in sostanza stimoli, aneliti di ritmi euforici. Il pensiero, naturalmente, s'inserisce in questo gioco meraviglioso".
Luca Ielasi