Motivi
Non tirano, di certo, venti propizi in vista della nuova stagione turistica. Le Amministrazioni comunali, in crisi politica o meno, sono bloccate sul piano operativo da deficitarie situazioni economiche. L'Azienda di cura, soggiorno e turismo è parimenti frenata dalla sua incerta situazione istituzionale, retta com'è da un commissario da tempo immemorabile, mente non ben definite sono le competenze precise che ne possano provocare e qualificare l'attività in un settore molto complicato e difficile. Una più adeguata e significativa presenza sul territorio non mostrano altri, quali la Regione e la Provincia.
Questo stato di cose ha evidenti riflessi negativi in tutti i servizi pubblici (strade, fognature, raccolta dei rifiuti, salvaguardia del mare e delle spiagge,....), per i quali nulla o poco si è fatto per intervenire in quei problemi, presenti da anni, la cui soluzione potrebbe concorrere ad assicurare un andamento migliore al fenomeno turistico.
Al di là degli aspetti finanziari, che travagliano gli enti locali, sussiste un altro determinante atteggiamento che desta preoccupazioni per il futuro, e cioè il fatto che la classe politica e dirigente appare troppo impegnata in una conflittualità che fa passare in secondo piano i problemi della comunità. Non solo vengono a mancare qualsiasi collaborazione e intesa tra le forze diverse che sono presenti nei civici consessi o che operano nell'ambito isolano, ma non sono garanti su certe prospettive di lavoro e di intervento neppure i gruppi e i partiti nella loro più specifica espressione. Ci si trova ormai di fronte a situazioni politiche e a convergenze che variano con facilità e senza un minimo di coerenza, quasi che in gioco non siano affatto l'interesse della collettività e la gestione della cosa pubblica.
Amministrare oggi richiede un impegno e una partecipazione che dovrebbe spesso portare a superare contrasti e dissapori, per ritrovarsi insieme a guardare ai problemi reali del paese e logicamente a rintracciare e concretizzare le migliori e più adeguate soluzioni. Viceversa l'obiettivo principale diventa spesso distruggere piuttosto che costruire.
Il cittadino ha bisogno di fatti concreti, di certezze e di garanzie da parte dell'ente pubblico. Non è possibile parlare continuamente in senso negativo, ma occorre anche porgere eventi positivi. E' opportuno lottare l'abusivismo edilizio, evitare che l'isola si degradi ancora di più nella sua immagine paesaggistica, ma questo non basta, perché la vita va vissuta da parte di tutti. Apprezziamo ed esaltiamo pure la legge che sancisce il divieto assoluto di nuove costruzioni sul territorio isolano: se però non si va oltre e si resta ancorati a questa iniziativa, chi ha la competenza in materia ha compiuto soltanto la metà del suo dovere, in quanto favorisce lo speculatore del passato, ma non dà sicurezza a coloro che vogliono restare nella legalità per migliorare le proprie condizioni di vita. D'altra parte nella fattispecie il problema della casa si presenta in maniera più penalizzante, in quanto neppure il settore pubblico è capace di operare a vantaggio di una parte della cittadinanza.
L'edilizia popolare non può restare bloccata in senso assoluto o addirittura essere sacrificata alle esigenze, non sempre impellenti, delle strutture alberghiere portate ad incrementare la loro capacità ricettiva.
Nel comune di Forio la vita politico-amministrativa vive un altro mutamento ai suoi vertici. Cambia la maggioranza. Torna al potere la Democrazia Cristiana. Ma soprattutto occupa nuovamente la poltrona di sindaco Gaetano Colella.
Come già a Casamicciola in tempi passati, anche qui le nuove frontiere non sono riuscite a mantenere la DC in minoranza ed all'opposizione. Le alleanze che sembravano aver concretizzato un tale obiettivo si sono dissolte facilmente. Nell'occasione ci si trova di fronte ad un fatto che desta maggiore stupore, in quanto è facile ricordare periodi burrascosi tra Colella e gli altri democristiani. In molti (compresi gli stessi protagonisti) c'era, espressa o meno, la convinzione che un tale incontro non avrebbe mai più potuto verificarsi. Ma in politica tutto è possibile e quindi non vale meravigliarsi di quanto succede. D'altra parte la stessa unione Colella-Iacono appariva fuori posto per le medesime ragioni di una precedente ed aspra contrapposizione. Non si possono infatti dimenticare gli avvenimenti del 1986, quando tutte le forze politiche chiesero la revoca del sindaco Colella, ritenuto "il massimo responsabile" dell'immagine negativa che andava caratterizzando Forio: "La popolazione vive in uno stato di tensione e preoccupazione, determinato da una concezione proprietaria della cosa pubblica, in una logica di esercizio del potere sugli altri e non per gli altri; un sistema che è stato, anche se in dimensioni più ampie, denunciato dalla recente presa di posizione della Curia Vescovile". "Ebbene, dopo il 23 maggio, passata la sfiducia, visto che da questo orecchio non ci sentiva, passammo alla revoca. La rervoca è un atto delicatissimo, un atto che ha pochi precedenti nelle istituzioni. Ricordo - diceva Franco Regine - ancora come il prefetto stigmatizzava questo aspetto di questa operazione, il fatto eclatante che in 40 anni di prefettura Agatino Neri non si era mai trovato di fronte ad una revoca ad un sindaco".
Tralasciando i risvolti riferiti sopra, possiamo dire che gli ultimi avvenimenti hanno rappresentato una duplice rivincita di Gaetano Colella, cui hanno dovuto fare ricorso a turno coloro che si erano retti a suoi giudici e ne avevano sancito il crollo politico. Ai socialisti aveva fatto comodo il suo appoggio perché Franco Iacono potesse dare vita ad una amministrazione nuova, senza la democrazia cristiana; oggi svanito questo accordo, i democristiani gli offrono ancora una volta la carica di sindaco, per riprendere la guida del paese, pur in un momento molto difficile e grave per chiunque debba reggere le sorti di un comune. Peraltro Colella, passato nelle file del PSDI, aveva ottenuto i consensi necessari per essere rieletto consigliere provinciale.
All'interrogativo che da tempo riproponiamo su queste pagine circa l'apertura del Museo di Villa Arbusto e la valorizzazione dei reperti archeologici, ivi custoditi, vogliamo accoppiare quello sul riordino dell'Osservatorio geofisico di Casamicciola Terme. Una convenzione firmata tra la Provincia di Napoli, il Comune di Casamicciola Terme e l'Osservatorio Vesuviano, come si può leggere in altra parte del giornale, dovrebbe garantire a breve termine la riapertura della struttura. Ma è forse il caso di non farsi troppe illusioni, anche in questa occasione, perché è facile far balenare tante promesse, ma difficile passare ai fatti concreti. E in tal senso lo stesso Osservatorio di Casamicciola ha vissuto spesso sulle prospettive di pronta valorizzazione, ma poi tutto è svanito nell'oblìo totale.
Raffaele Castagna