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Lamartine, Napoli, l'Italia
Atti del Convegno
AA. VV. - Guida Editore, Napoli, pp. 669
Due anni fa l'Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli organizzòun convegno internazionale, in occasione del bicentenario della nascita di Alfonso de Lamartine.
Il convegno si svolse sotto il patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Presidente della Repubblica Francese. A far parte del comitato d'onore furono invitati anche i sindaci di Ischia e di Procida, rispettivamente Giovanni Sorrentino e Aniello Scotto di Santolo.
Comitato d'onore, comitato scientifico e comitato organizzativo grondavano di importantissimi noomi della cultura e della letteratura francese ed italiana. I tre giorni del convegno furono riempiti al massimo di relazioni ed elaborazioni inerenti all'attività letteraria e poetica di Lamartine, ai suoi soggiorni italiani ed in particolare napoletani, alle sue attività diplomatiche, politiche e sociali.

Ora abbiamo questi atti del convegno "Lamartine, Napoli, l'Italia": materiale svariato, ampio e prezioso per chi abbia interesse ad approfondire l'argomento. Ben quattro studi dedicati a Graziella! Inoltre il testo inedito di Lamartine. Sur l'université in lingua originale. Le elabortazioni in lingua francese sono precedute da un breve riassunto in lingua italiana, quelle in italiano da un riassunto in francese.
Con questo importante contributo sciientifico si è completato e si è rafforzato il posto del poeta Lamartine nella storia della letteratura europea (Alina Adamczyk Aiello)
Il mito di Graziella
(...)
Oggi si svolge ancora a Procida, come ogni anno fin dal 1939, la festa popolare chiamata la "Sagra del mare" che vede il suo momento culminante nell'elezione della Graziella, cioè la fanciulla che maggiormente reincarna il mito lamartiniano (1).
Procida è ricca di tradizioni popolari alle quali gli abitanti del luogo non riescono a rinunciare e, attraverso la Sagra del mare, vengono ogni anno non solo rinnovate, ma anche vivificate. La manifestazione si articola in tre momenti fondamentali: 1) la commemorazione dei caduti del mare, essendo il mare fonte di vita per quasi tutti i procidani, che da secoli sono pescatori, naviganti ed armatori; 2) la partecipazione popolare attraverso gare sportive e spettacoli di arte varia; 3) l'elezione della Graziella che rappresenta il tipo della ragazza procidana.
La sfilata delle fanciulle che partecipano all'elezione è sempre il momentoi più atteso. Fino all'anno scorso arrivavano tutte dal mare sui gozzi che partecipavano alla storica regata; quest'anno le fanciulle hanno sfilato per le strade sui carri addobbati per l'occasione; tutto esprime la vita semplice dell'isola dove anche il più umile popolano sembra appartenere al mito e così dal mito fuoriescono queste fanciulle, nel loro costume tradizionale.
Per partecipare al concorso la ragazza deve avere dei requisiti ben precisi: deve essere procidana di nascita o figlia di procidani residenti nell'isola, inoltre deve ricalcare la figura tradizionale delle donne di Procida, con capelli ed occhi corvini, come la fanciulla di Lamartine. La Graziella rappresenta dunque il mito della femminilità tipica della donna procidana che risale a molti secoli addietro: essa esprime tutta la forza e il coraggio delle donne dell'isola che hanno vissuto sempre nell'attesa dei loro uomini imbarcati, pensando alla famiglia, di cui spesso sono state l'unico sostegno, morale e materiale. Forse queste donne, più di ogni altra, senza lottare o rivendicare diritti e parità, sono riuscite ad esprimere le loro capacità e la loro forza; già nei secoli scorsi alcune si imbarcavano con i loro mariti per sostenerli durante il viaggio, più tardi  poi si sono imbarcate autonomamente  sostituendo così anche gli  uomini (2). Da oltre trenta anni sono numerose le ragazze procidane che si diplomano all'Istituto Nautico scegliendo un mestiere legato al mare.
Anche il nome Graziella è legato alla tradizione perché esso esprime la grande devozione dei procidani per la Madonna delle Grazie il cui santuario si trova nel quartiere popolare della Corricella: molte donne si chiamano Grazia e soprattutto Graziella, ma ciò che è più bizzarro è che il nome Grazio viene imposto anche ai maschi i quali sono chiamati col diminutivo di Graziuccio e, ancor più soprendente, con quello di Graziello.
Le ultime due Sagre, cioè nel 1989 e nel 1990, hanno presentato novità per quanto riguarda l'elezione della Graziella; tutta l'isola era infatti rappresentata da nove contrade, ognuna ha presentato la sua Graziella su di un carro addobbato e accompagnata da un gruppo di giovani anch'essi in costume che, arrivati sul palco, dovevano rappresentare un breve episodio tratto o ispirato al romanzo di Lamartine. In questo modo non vince solo la fanciulla che concorre come Graziella, ma tutto il gruppo che ha preparato il carro e la rappresentazione che si svolge quasi sempre con canti, danze e spesso canzoni d'epoca. La manifestazione così non offre una semplice presentazione delle fanciulle in abito tradizionale ma cerca di far rivivere il mito al quale Procida è legata; per una sera quindi si ha l'impressione di fare un tuffo nelle tradizioni e, anche al di fuori dei partecipanti al concorso, si vedono donne in costume e soprattutto bambine le quali sembrano raccogliere un'eredità che altrimenti andrebbe perduta.
Ancora oggi il mito continua, a Procida Graziella vive come se tutti questi anni non fossero trascorsi, gli abitanti del luogo convivono con questo mito e non saprebbero rinunciare a questo personaggio per loro familiare; e non è un caso, forse, che Eugenio Bennato, cantautore napoletano, originario della zona flegrea, abbia scelto il nome Graziella per il personaggio femminile del suo ultimo spettacolo. La storia da lui raccontata non ha nulla in comune con  quella della fanciuylla procidana, ma poiché si tratta di una ragazza povera, bella, che insegue un sogno, sembra naturale che si chiami Graziella soprarttutto per qualcuno che, probabilmente fin da bambino, si è trovato ad ascoltare la storia della fanciulla oppure ha semplicemente identificato sempre la ragazza ideale con Graziella.
                                             (Giuseppina Galasso - Il mito di Graziella)
1) Questa Sagra si svolse per la prima volta a Procida il 19 agosto 1939, ma si trattava della seconda edizione perché la prima era stata organizzata in precedenza ad Ischia che ancora oggi contende tale festa all'isola di Procida rivendicandone la paternità. La festa doveva, inizialmente, celebrare il mare che è sempre stato fonte di vita per i procidani, nonostante abbia provocato attraverso i secoli lutti e sofferenze: ecco perché Procida apparve il luogo più adatto per lo svolgimento di una serie di manifestazioni a sfondo marinaro. Inoltre ad organizzare la Sagra era il Dopolavoro Provinciale di Napoli e un funzionario dell'Opera Nazionale Dopolavoro, Eduardo Greco, che intervenne alla manifestazione , era di origine procidana. Naturalmente, poiché tale festa fu organizzata ancora in epoca fascista, fu data molta più importanza alle gare sportive che diventarono il fulcro di tutta la manifestazione tralasciando un po' quello che sarà, più tardi, l'aspetto culturale e commemorativo della Sagra. Allora non si parlava ancora delle'elezione di Graziella, ma le fanciulle che partecipavano alle varie manifestazioni dovevano essere abbigliate necessariamente con il costume tradizionale dell'isola. Molte di queste notizie relative allo svolgimento delle prime edizioni della Sagra del mare, oltre che dai giornali dell'epoca, sono state raccolte direttamente sul luogo intervistando coloro che ne serbano il ricordo, come il dott. Vittorio Parascandola che è uno studioso delle tradizioni popolari procidane e per anni è stato il presidente del Comitato organizzatore della manifestazione.
2) Per tutte basti ricordare il nome di Maria Luisa Ambrosino che verso la fgine del XVIII secolo sostituì il marito ammalatosi durante un viaggio in mare comportandosi come un vero e proprio capitano nella conduzione della nave (cfr. Il Mattino, 30 agosto 1987).
Alina Adamczyk Aiello