Utopie - illusioni - ritardi
di una certa programmazione
La programmazione non poche volte va a farsi benedire: certi impegni e progetti, considerati in tempi diversi, si presentano ora utopistici, ora velati di eccessiva superficialità nella loro impostazione.
Chi si trova chiamato a predisporre e ad enunciare programmi ha spesso occasione e necessità di allargare, per ovvie e varie ragioni (fini immediati), la prospettiva di opere e relative promesse di pronta attuazione; non di rado nuove esigenze, differenti vedute, ostacoli di qualsiasi genere, fanno poi rivolgere gli interessi verso altre realizzazioni; per quanto riguarda i lavori pubblici, lentezza di procedimento o abbandono totale si devono anche alla buro crazia e alla mutevolezza di idee (cambiano gli uomini, cambiano i colori politici nella direzione amministrativa, cambiano certe direttive e i relativi intendimenti).
Senza mirare proprio alla ricerca di una causa precisa, appare interessante scoprire una realtà (o irrealtà) del genere, anche per cercare di immaginarsi una diversa situazione, se avesse avuto altro corso la programmazione (la combinazione tra quanto è stato fatto e ciò che è risultato inattuabile); al di là di precise volontà politiche, sono spesso circostanze indecifrabili e fortuite a regolare gli eventi nel loro sviluppo, positivo o negativo.
Negli anni che hanno visto l'isola d'Ischia fare notevoli passi sul piano del progresso e delle realizzazioni, si è parlato anche di progetti e di opere che non hanno avuto effettivo seguito; ed inoltre quanti lavori attendono ancora di essere completati?
Per quali opere il discorso resta ancora aperto sulla loro utilità e sulla ricerca di soluzioni eque e logiche?
Riferimenti e curiosità in merito a tali interrogativi e a tanti "sogni" degli isolani offre una scorreria attraverso le testimonianze d'epoca (nel nostro caso principalmente giornali).
Funivia per il monte Epomeo
Ne troviamo cenno sul Corriere dell'isola d'Ischia (numero unico di presentazione del 4.2.1960):
- Opera degna del più incondizionato elogio si realizzerà in seguito all'avvenuta accettazione della proposta della Società Funivie e Seggiovie del Mezzogiorno per la costruzione e successivo esercizio di una funivia che collegherà Porto d'Ischia con l'Epomeo. (...) Si valorizzerà un posto così meraviglioso come l'Epomeo, favorendo anche lo sviluppo di iniziative industriali, commerciali, turistiche dei nostri centri -
In precedenza si era già parlato di un identico progetto: una funivia verso l'Epomeo; il Cav. del Lavoro Angelo Rizzoli ne prevedeva il punto di partenza a Lacco Ameno.
Impianti sportivi
Il Nuovo Gazzettino dell'isola d'Ischia (numero unico - ottobre 1960) dà notizia di un incontro tra esponenti locali ed il conte Ermelino Matarazzo, il quale ripartendo da Ischia (aliscafo delle 17, precisa l'articolista) assicura:
- Stasera m'incontro con Onesti e sottoporrò le vostre richieste. I soldi ci sono. Sono necessari la vostra buona volontà ed il desiderio di dedicare alle altre discipline sportive passione e sacrifici, senza i quali non potrete mai aspirare ad avere concreti risultati -
Ecco la piscina!
Così presenta il progetto la Tribuna Sportiva dell'Isola di Ischia (anno I n. 2 - 30 aprile 1970):
- L'area del suolo prescelto per la costruzione della piscina coperta (ad Ischia Porto) è di mq 1150 circa, di forma trapezoidale con due lati a confine con proprietà aliena per una lungezza complessiva di mi 80. Gli spogliatoi a rotazione maschili sono 24 suddivisi in 4 batterie da 6 spogliatoi, quelli femminili sono 12 suddivisi in 3 batterie da 4 spogliatoi. Ogni settore è altresì dotato di spogliatoi per istruttori o istruttrici ed un reparto per servizi igienici e docce.
L'importo presunto della costruzione, compresi gli impianti tecnologici, si stima in lire 115 milioni. –
Per lo sviluppo di un turismo sociale // un imponente complesso termale realizzerà il comune di Lacco Ameno.
Così titola il Corriere dell'isola d'Ischia (anno II n.4 - 6 marzo 1961), precisando nel testo:
- Il Consiglio di Amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno ha aderito alla richiesta del Comune di Lacco Ameno tendente ad ottenere il finanziamento per la costruzione di un complesso termale-alberghiero. (...) Anche Lacco Ameno, a somiglianza di altri Comuni, avrà un suo complesso termale, senza togliere ad altri privati la possibilità di ulteriori, serie iniziative in tale campo. E siamo sicuri che il Ministero dell' Industria e Commercio, cui spetta l'ultima decisione circa l' assegnazione della concessione, non esiterà a preferire la richiesta dell'ente pubblico. (. .) L'amministrazione comunale ha già predisposto tutti gli adempimenti atti a dare rapida attuazione al programma. -
Al Centro Studi // gettate le basi per la coltivazione dei fiori
- In una riunione tenutasi nei giorni scorsi - si legge sul Corriere dell'isola di Ischia (anno II-n. 12- 26 giugno 1961) - al Centro Studi, un qualificato ispettore dell'Ispettorato Agrario Campano ha confermato la validità della proposta, fatta a suo tempo dal Prof. Cristofaro Mennella, circa una possibile coltivazione dei fiori nella nostra isola. La floricultura - ha detto il dott. Caiazzo - può benissimo prosperare sia per le condizioni del suolo, del tutto adatte, sia per le condizioni ambientali e climatiche. -
Sulle possibilità straordinarie di una floricultura industriale, destinata anche alla esportazione del prodotto, parla ancora il prof. Cristofaro Mennella in una comunicazione presentata il 10. 2.1963:
- Non entrerò qui nei particolari della proposta, ampiamente documentata e avvalorata dall'adesione entusiastica del Cav. del Lavoro Adolfo Gancia, fondatore in Forio di un giardino esotico che rappresenta la migliore dimostrazione
della validità della proposta stessa (ma che il 98 per cento degli isolani ignora). Mi limiterò qui a precisare che il rendimento della nuova coltura risulterebbe ben venti volte superiore a quello della viticoltura, e che non sussistono, riguardo al suo impianto, difficoltà non superabili –
Turismo invernale ad Ischia
Mitezza del clima e termalismo praticabile in qualsiasi epoca dell'anno costituiscono le premesse essenziali per giustificare la prospettiva di un turismo invernale. Un progetto di ampio respiro previsto nella zona di Citara sembra aprire nuovi spiragli in merito, come si legge sul Corriere dell'isola d'Ischia ( anno III -n. 9 - settembre 1962):
- Una serra tropicale con ruscello termale, il Citara Palace - primo grande albergo di categoria lusso - piscina olimpica per la gioventù europea: queste le prime tappe delle superbe realizzazioni programmate per i Giardini Poseidon e la Citara-città alberghiera.
Questo complesso sarà aperto tutto l'anno e, ogni giorno, fino alle ore 19. Siamo certi che anche la popolazione isolana frequenterà e si avvantaggerà dei benefici effetti curativi di questo complesso idro-terapeutico. Va aggiunto che si potrà raggiungere il complesso di Citara con autopullman da gran turismo che faranno sette corse al giorno da e per Citara. -
In questo campo, al di là delle mancate realizzazioni, la rispondenza delle autorità amministrative, delle categorie alberghiere e commerciali ha avuto sempre scarso credito. Il discorso, pur restando in primo piano, non sembra pertanto destinato ad essere suscettibile di miglior successo nel futuro, nonostante certe favorevoli caratteristiche:
- ... un termalismo, praticabile nel corso dell'intero periodo invernale, per l'eccezionale mitezza del clima, è pienamente valido ai fini di un turismo residenziale o diportivo, il quale potrebbe trarre grandissimo vantaggio da tali meravigliose
caratteristiche ambientali; la nostra isola potrebbe rappresentare un'oasi luminosa nel corso della stagione grigia, e di ciò potrebbero trarre profitto tutti coloro che, per le più diverse ragioni, vanno alla ricerca di una più intima compartecipazione con quanto la natura è in grado di offrire nei posti meglio dotati del pianeta (C. Mennella : Comunicazione al Centro Studi-15.3.1967) –
Il Lungomare Aragonese
Molto spazio e notevoli interventi ricchi di parole.... e di promesse fa registrare il progetto del Lungomare Aragonese, destinato ad assicurare un decisivo sviluppo del territorio ischitano prossimo al Castello.
In Cronache dei due golfi (anno II n. 8 - agosto 1965) si riscontra il seguente titolo: Gava e Terracciano hanno promesso / Il Lungomare Aragonese assicurerà da solo lo sviluppo di Ischia Ponte:
- In una recente visita a Ischia, il presidente della Provincia prof. Antonio Gava e l'assessore ai Lavori Pubblici avv. Ter
racciano hanno assicurato al sindaco di Ischia tutto il loro interessamento perché la cosa abbia un felice e celere esito.
È certo che l'Amministrazione comunale non trascurerà di sollecitare la realizzazione del lungomare aragonese, premessa del definitivo sviluppo di Ischia Ponte. –
Nel marzo 1973 Ischia Mondo (n. 4) pubblica un articolo del sindaco avv. Vincenzo Romolo dal titolo: Ampie prospettive turistiche per Ischia Ponte / La passeggiata aragonese si avvia a diventare realtà:
- Come ristrutturare turisticamente Ischia Ponte? E' stato ed è questo il quesito che si son posti le varie amministrazioni
comunali da un certo periodo del dopoguerra ad oggi ( ... ) Il nuovo progetto, regolarmente approvato dal Consiglio comunale e dalla Soprintendenza ai Monumenti, questa volta è stato altresì definitivamente approvato anche dal Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti che ha avuto parole di encomio per chi tale opera ha voluto e progettato. –
Vita nuova per il Torrione
Del problema si occupa Ischia Oggi (anno I n. 7 - novembre 1970):
- E' venuta anche per il Torrione di Forio l'ora di rifarsi l’abito; era una ora attesa da molti, forse anche da pochi sperata. La nuova Amministrazione ha portato avanti il problema e, finalmente, grazie al piano di restauro proposto dal prof Roberto De Stefano e con la spesa di30 milioni, sorgeranno nell'edificio un museo ed una sala per le conferenze e mostre. (... ) Vogliamo sperare peraltro che, fatte le spese necessarie per il restauro, non succeda poi che lo stabile venga lasciato inattivo, come purtroppo tanti casi passati attestano.
Il programma per i porti
Ischia Oggi (anno II n.2 - febbraio 1971):
- L'Ing. Franco Tiscione, progettista, così definisce la situazione isolana: l'Amm.ne comunale di Ischia, sin dal 1957,
è stata la prima ad iniziare il programma per lo sviluppo nautico, seguito nel 62/63 dagli altri Comuni. Infatti il Comune
d'Ischia mi affidò l'incarico di progettare il porto aragonese, progetto che, finanziato nel 1963 dal Ministro Sullo, fu successivamente respinto dal Consiglio Superiore delle Belle Arti
Dal '63 al '65 fu iniziato il programma dei porti da parte di Casamicciola, Lacco Ameno, Forio e Serrara Fontana. Questa mole di progetti è stata approvata nel periodo 66/68 ed il primo porto è stato quello di Casamicciola, già in funzione in parte dal 1970.
Sull'argomento "porto di Casamicciola" si può citare anche un'intervista del sindaco dott. Nicolino Barbieri, pubblicata su Ischia Mondo (n. 2 - gennaio 1973):
- Una delle iniziative più importanti riguarda il completamento del porto, per il quale è stato ottenuto in questi giorni
un finanziamento di 150 milioni, ai sensi della legge 3.8.1949 n. 589. Attualmente siamo impegnati nella ultimazione del terzo lotto del molo sottoflutto e relative infrastrutture. Questa amministrazione si è anche preoccupata di preparare il progetto del porto turistico che per la sua ubicazione geografica costituirà un punto fermo per lo sviluppo turistico ed
economico non solo di Casamicciola, ma anche dei Comuni limitrofi. Tale opera sarà costituita da moli turistici, piazzale capitaneria, circolo nautico –
La Pagoda diventa parco pubblico
Il titolo con la relativa presentazione è di Ischia Oggi (dicembre 1971 n.2):
- La relazione sul progetto parla di mantenimento di tutti gli elementi naturali esistenti nel parco (alberi, cespugli, roc-
ce, spiaggia ...) e di amplificazione della sua prerogativa di ambiente adatto a trascorrere il tempo libero, traendo da questo un arricchimento sia biofisico che psicologico. Vi si parla inoltre di una grande vasca di sabbia per il gioco dei bambini, soprattutto nei mesi invernali, quando la spiaggia marina è troppo umida. –
Ancora Ischia Oggi (anno III - dicembre 1972 n. 15) annunzia la nascita nella piana di Succhivo di un imponente complesso ospedaliero per convalescenti (capitale straniero, 40 mila mq di terra, decine di miliardi da spendere):
- Una società straniera (tedeschi, inglesi) sta contrattando l'acquisto di 40 mila mq di terreno in Succhivo, dalla parte di S. Angelo, per costruirvi un grande complesso ospedaliero di tipo speciale: assistenza ai bisognosi di convalescenza. In quale area naturale più consona e soddisfacente poteva nascere un ospedale per convalescenti? I promotori non hanno avuto esitazioni: nell'isola d'Ischia.
Il complesso ospiterà gente reduce da gravi incidenti stradali, infortunati del lavoro, ammalati reduci da delicati interventi chirurgici, uomini che hanno bisogno diassoluto riposo in un clima sereno e tranquillo. –
Le citazioni si fermano qui (anche se non rappresentano quadro completo). Ci si può direttamente rendere conto che qualche opera, già avviata, attende ancora il suo completamento a distanza di anni, mentre di altre si è spenta l'eco o resta soltanto un flebile ricordo. Nel frattempo hanno trovato spazio ulteriori progetti, impegni e prospettive di nuove realizzazioni: il tutto circondato sempre di eguale entusiasmo e avanzato a beneficio di una partecipazione notevolmente attiva quale risposta alla fiducia popolare.
Poi una certa baldanza operativa si affievolisce e ci si arena conseguentemente nella aridità delle ricorrenti illusioni.
Cambiano gli uomini, cambiano i colori politici nella guida delle Amministrazioni comunali; altre idee si sviluppano che vengono ad annullare le precedenti.