Indietro

Archivio

Home

Anni ottanta - Quale turismo?

L'isola d'Ischia ha sempre esercitato grande attrazione per i viaggiatori diretti al Sud, in genere spiriti irrequieti ed impazienti di un mondo ristretto e vincolato a precisi con­fini, ma anche ospiti richiamati dalle molteplici virtù terapeutiche delle fonti termali.

«La fama delle grandi figure di artisti e poeti che qui hanno lasciato orme indelebili del loro soggiorno o del loro passaggio ha varcato i confini dell'Italia e altri non mancheranno di venire in quest'isola che promette loro gioia e riposo rinfrancanti.
Ai tesori di arte, di storia si affianca la potenza di vera resurrezione che per i corpi stanchi e fiaccati, hanno in questa terra il clima, le acque marine e minerali fredde e termali, le stufe, fumarole, sabbie, emanazioni radioattive, con tutto il contorno di gaio, libero riposante soggiorno.
Ai 30.000 abitanti ogni anno si sono aggiunti circa 6.000 villeg­gianti, dei quali non meno di 5.000 per cure. Piccolo numero inve­ro. Ma l'isola è considerata sede climatologicamente desiderabile più per l'esperienza tradizionale che per documentazione scientifica e propaganda efficace».

(Da una Comunicazione di Placido Ruggiero al Centro Studi di Ischia – 29 giugno 1946).

A partire dagli anni'50 assume poi vigore il turismo nella sua accezione moderna come bisogno di evasione non occasionale e ricerca di svago, di  mondanità, di bellezza per il  proprio corpo da parte di ceti sociali più elevati. Ai  tradizionali motivi originari (sole - mare - aria - acque miracolose ) occorre aggiungere elementi nuovi di richiamo e soprattutto le attrezzature ricettive.
Si verificano in questo periodo le prime “grandi cotte" per l'isola (Marzotto - Rizzoli), ma si avvia ad opportune e specifiche realizzazioni anche l'iniziativa locale, pubblica e privata. L'isola sviluppa nuove risorse economiche (a danno dell'agricoltura e di occupazioni tradizionali) e molti ne ricercano la conquista.
Ha subito buon gioco un turismo d'elite che forse non esprime bene il vero volto e la reale vocazione di Ischia, ma contribuisce ad estenderne sempre più la risonanza nel mondo. Una spinta notevole è anche offerta dalla massiccia propaganda su tutta la stampa della Casa editrice Rizzoli, da proiezioni cinematografiche, da congressi internazionali e raduni periodici di specialisti del turismo e del termalismo.

«Dai 560 letti in alberghi, pensioni, locande del 31 dicembre '49 si è saliti, in sette anni, ai 2276 con cui l'isola d'Ischia inizia la nuova stagione turistica (1957). Dai 26 esercizi alberghieri (dei quali nessuno di lusso e di prima categoria) si è passati a 54 esercizi (tra i quali possono annoverarsi tre alberghi di lusso e sei di pri­ma categoria).
Continua a "salire" Ischia ed il costante aumento delle sue capacità ricettive, il sorgere, accanto ai più moderni alberghi e stabilimenti termali, di una serie di minori iniziative alberghiere e di nuovi confortevoli impianti per lo svago ed il divertimento, fa presumere che, se opportunamente sarà contenuta qualche non intelligente tendenza all'incremento dei prezzi, provocata dalla euforia del momento, anche il terzo cielo, quello della stabilità e della sicurezza di una affezionata clientela, di soggiorno e di cura, potrà essere dall'isola raggiunta».

(Lettera da Ischia, anno primo n.4 - 1957/58)

Gli anni ‘60

Nonostante qualche velata preoccupazione (l'incertezza sul futuro anche per cause interne è già una costante che si fa strada), tutto procede a gonfie vele e ulteriormente Ischia si afferma in un turismo che non è più soltanto quello di lusso, ma si apre a nuove e più ampie prospettive (italiane e straniere).
Con il favore del generale "boom economico" italiano, esplode anche il "boom ischitano”.
Già nel 1962 viene superata quota un milione nel calcolo del numero delle presenze dei forestieri.

«Ischia 1964 è superpopolata. Ischia di dieci anni fa lo era molto meno. E in questo senso, nell'accresciuto numero di turisti e vil­leggianti, Ischia ha vinto la sua battaglia. Una parte di Ischia e di ischitani, Forio, Panza, Serrara Fontana, S. Angelo, comuni ignorati dal grande editore lombardo, sono rimasti all'epoca di Adamo; e grazie a Dio, ai Maronti, per citare una delle due o tre marine ancora possibili, si può stare tra un centinaio di persone a prendere il sole. A voler parlare si dovrebbe conoscere il tedesco o il francese. L'italiano è relativo, e bagnini e marinai, di un'assoluta discrezione, sanno rinunciare ai soprapprezzi. Ma per conquistare i Maronti bi­sogna lasciare la macchina in alto, lontano, e poi camminare, scende­re, salire, cadere nella polvere.
L'ambiente è fresco, animato dai venti e i parasole volano via. Ci vuole quindi volontà, costanza, scelta. Quest'itinerari non piacciono a nessun tipo di turista e villeggiante nostrani. Il nostro villeggian­te vuole stare in compagnia, vuole la folla e le comitive, e cerca la prima e costituisce le seconde. Lì gode, si distende, si distrae. Lì si riconosce uomo tra gli uomini. E se alle sue spalle c'è una spiag­gia mondana o uno sporting, abitato da un paio di stelle e di divi, ne va orgoglioso e allunga il passo«.

(Le Ore - a firma di Domenico Rea)

Il progresso reclama peraltro le sue vittime, in quanto occorre soddisfare le nuove esigen­ze: panorami scompaiono, costruzioni recenti tolgono genuinità e naturalezza ai luoghi più caratteristici (si edifica anche su promontori, colline, presso spiagge e coste ). Locali notturni, alberghi, pensioni, ville, stabilimenti marini, commerci, costituiscono la voce nuova dell'avvenire economico isolano.
Fa difetto una sufficiente pianificazione territoriale, capace di difendere il patrimonio naturale, di sottrarre all'usura edilizia alcune zone, di stabilire un giusto equilibrio tra l'uomo e l'ambiente. Ci si avvede della elefantiasi dei problemi soltanto quando è troppo tardi, sicché per i dovuti provvedimenti si cozza spesso contro enormi ostacoli di va­ria natura.
Temi dominanti accanto al turismo in continua crescita:
la degradazione del paesaggio - l'inquinamento da scarichi e da fognature - il piano rego­latore - l'alimentazione idrica - lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - la viabilità - il risanamento igienico degli abitati baraccali - i trasporti, marittimi e terrestri .
D'altra parte lo stesso sviluppo dei settori ricettivi e residenziali con l'espansione dei centri urbani rende presto insufficienti i provvedimenti e le realizzazioni di cui, pure, gli enti locali si rendono partecipi e promotori.

«Mai come in quest'estate si è avuta la sensazione che il fenomeno precipita verso forme di degenerazione e di impoverimento. Ischia e Capri, quelle che venivano definite le due perle del golfo, stanno distruggendo se stesse; il cemento divora spiagge e pinete; nuove mastodontiche costruzioni deturpano le zone più incantevoli delle due isole; la densità edilizia provoca affollamenti, ingorghi nel traffico, paurose congestioni, rumori snervanti. Il fenomeno appare forse più rilevante a Ischia: si preparano nuovi alberghi per attrarre ancora migliaia di persone nelle zone più congestionate dell'isola.
Intanto le macchine restano ferme da un capo all'altro  di Ischia Porto; l'acqua manca per 3/4 giorni di seguito; i vigili urbani consumano centinaia, ma che dico?, migliaia di blocchetti di contravvenzioni per divieti di sosta».

( Il Mattino -10 agosto 1967)

Il fattore termo-climatico acquista notevole importanza e si pone come la premessa di un indirizzo più completo nelle prerogative turistiche dell'isola d'Ischia, permettendo un progressivo e costante allungamento della cosiddetta "stagione estiva", con il concorso di correnti turistiche provenienti dai paesi esteri.

«Svedesi, norvegesi, inglesi, francesi, tedeschi. Hanno inaugurato essi come sempre, anche quest'anno a centinaia, con l'elenco già fatto delle cose da vedere a tutti i costi, il periodo in cui gli ischitani usa­no cedere ai graditi ospiti forestieri il godimento delle loro ricchezze in fiore nella loro isola.
Han cominciato a giungere e tutti han detto "benvenuti". Dagli iso­lani è stato fatto posto - nei ristoranti, nei ritrovi, perfino nelle case - alle ragazze longilinee e agli uomini dagli occhi chiari. Silenzio­si e discreti, essi non danno fastidio Sono appena la semplice avan­guardia dell'autentica folla dei prossimi mesi, sono soltanto il tempestivo segnale d'allarme perché le boutiques ritardatarie si affrettino a completare i lavori di rinnovamento e perché gli alberghi e le pensioni siano pronti a mobilitare da un momento all'altro, per la nuova stagione, il loro piccolo esercito di dragomanni».

(G. Deuringer - "Lettera da Ischia" - giugno 1965 a. III, n.6)

Gli anni ‘70
La stagione turistica appare distinta in due periodi di contrastanti aspetti per comporta­mento dei vari ospiti: l'uno tranquillo e riservato, l'altro rumoroso e molto appariscente.
Tutti i centri isolani sono investiti dal turismo nella sua nuova dimensione sociologica e dall'aumento di arrivi e di presenze in periodi più ampi.
Nonostante carenze e disagi di organizzazione, il numero cresce sempre. Ricettività, at­trezzature, richiami nuovi coinvolgono anche quei Comuni rimasti per qualche tempo attardati nel campo delle iniziative pubbliche e private. Anche il termalismo trova maggiore divulgazione.
Il nuovo "boom" giunge contro ogni previsione. Non è soltanto il turismo di massa che affolla questa terra ormai felicemente e facilmente conquistabile attraverso l'incremento dei trasporti marittimi, ma è soprattutto la domanda germanica a tenere banco per un periodo stagionale che va da marzo a ottobre; neppure la parentesi di luglio ed agosto frena tale settore importante del turismo.
Il ritmo della vita è frenetico, poco rispondente a quello tradizionale di un'isola che si rendeva bella per la magnificenza della natura, per un certo distacco dalla terraferma e per le acque termali. Ischia perde la sua "insularità" e del continente assume i caratteri e i problemi che di anno in anno divengono sempre più complessi, più dibattuti e senti-
ti, mettendo a nudo la differenza stridente fra un angolo e l'altro della sua terra, annotando con diverso spirito e con vario sentimento quanto l'uomo con la sua opera tende a fare e a disfare.
La stessa vita dell'isolano , la vita di tutti i giorni nel lavoro, presenta aspetti diversi e mutevoli. Si lavora solo ed esclusivamente in funzione turistica. L'artigianato va scomparendo. L'agricoltura resta appannaggio degli anziani.

Gli anni ’80

Previsioni per il futuro?
Trenta anni di turismo dimostrano che l'isola d'Ischia "tiene" bene nonostante i suoi contrasti nei toni moderni e nelle tradizioni, l'insufficienza di alcuni servizi e carenze organizzative.
Prevale fortunatamente la filosofia di chi s'avvede che, prendendosela allegramente, Ischia è sempre un paradiso.
In modo ottimistico si può quindi guardare agli anni '80, specialmente se il turismo comincia ad essere visto, in sede nazionale e regionale, nella sua esatta dimensione ed im­portanza, in modo da appoggiarne lo sviluppo spontaneo in atto, specialmente se in sede locale ci si decide a "lavorare" di più e a "contrastarsi" di meno.
Pur continuando infatti a sperare e ad avere fiducia nella "buona stella", occorre porre premesse meno aleatorie, come organizzazione e preparazione, garanzia di servizi adegua­ti, maturità generale,presenza delle autorità amministrative e delle forze politiche nei problemi vari, al fine di attuare giuste soluzioni e non di prolungarne le dispute. Un tale programma può trovare rispondenza nella realtà, se si riesce ad impostare una politica unitaria e di collaborazione tra i sei Comuni, così come tra questi e le associazio­ni specifiche, locali e regionali. Isolatamente, per determinati problemi si adottano prov­vedimenti che non offrono la possibilità di superare tutte le difficoltà: lo testimonia il cammino percorso in trenta anni, se è vero che turismo e problemi hanno avuto una progressione di eguale intensità, se è vero che il discorso oggi cade ancora su aspetti presenti nei dibattiti e nella dialettica degli anni '50, degli anni '60  degli anni '70.

Una propaganda continua - turismo invernale

La propaganda turistica deve basarsi su tutto quanto forma forma oggetto di vanto di un determinato paese, su tutte le attrattive, naturali e ricettive, originarie e derivate, con maggiore risalto per quelle in cui si ha un primato ed una preponderanza, siano esse di ordine climatico, panoramico, terapeutico, ovvero di carattere storico, archeologico, artistico; siano esse economiche o politiche, estetiche o mondane.
Il movimento dei turisti tende infatti a dirigersi verso le località particolarmente favorite da un felice connubio di elementi naturali con altri sovrastrutturali di comodità, di organizzazione e simili.
Turismo per cura - turismo da diporto: non c'è scopo di informare la relativa propaganda a principi diversi. Pur dando preminenza alle basi scientifiche per le stazioni termali e idroclhnatiche, occorre anche considerare che le sorgenti minerali e medicamentose, se favorite da speciali condizioni di clima, di spiaggia, rendono più piacevole, più gradito e salutare il soggiorno. Potendo scelgiere tra località di eguale efficacia terapeutica ci si orienta volentieri verso quella che presenta maggiori attrattive collaterali.
Ischia gode della prerogativa di accoppiare ai benèfici effetti delle sue acque termali una ricchezza di attrattive naturali che ne fanno una delle più rinomate stazioni di villeggiatura. Su queste premesse va impostata una continua ed efficace opera pubblicitaria, in campo nazionale ed internazionale; fattore importante è anche il clima con le sue eccezionali caratteristiche e con la possibilità quindi di permettere in tutti i mesi dell'anno le pratiche delle cure termali.
In tal senso sarebbe possibile avviare un preciso e convinto discorso sul turismo invernale da parte degli operatori economici e dei responsabili della cosa pubblica, realtà che non è stata mai affrontata seriamente ed in modo concreto in tanti anni di sviluppo turistico, essendo prevalente la volontà di chiudere bottega a fine ottobre. A tale scopo va anche considerato che oggi quasi tutti gli alberghi sono dotati di attrezzature termali.
Oltre che al solito mercato estero, un ruolo importante potrebbe avere il turismo sociale, specialmente sotto l'aspetto sanitario, offrendo tutta una gamma di possibilità ricetti­ve, proporzionate alle disponibilità economiche di ciascuno; e la propaganda deve a sua volta fondarsi sulla divulgazione di questi elementi economici.
È stato giustamente osservato che una propaganda efficace deve partire dallo studio preliminare del carattere, dell'educazione e delle potenzialità economiche dei turisti ; e questo principio vale particolarmente per le località termo-climatiche. Non bisogna peraltro dimenticare il fattore psicologico: le affermazioni propagandistiche devono corrispondere alle reali condizioni del luogo; un errore di impostazione ha conseguenze irreparabili negli ambienti dei frequentatori delle stazioni di cura, che non perdonano né indulgono a deficienze, anche piccole. Il che significa che interesse co­mune deve sempre apparire la difesa di alcune caratteristiche ambientali e ricettive dell'isola.

Centro di cultura

Ischia centro di cultura per mostre, conferenze,concerti, studi archeologici, corsi di aggiornamento professionale, è un traguardo ambizioso che trova nella realtà locale motivi validi per essere perseguito.
Sono tanti gli artisti isolani, molti dei quali ancora poco conosciuti. Sono tanti gli artisti che vengono a soggiornare. Notevole il patrimonio di interessi spirituali e intellettua­li.
Se in passato sono mancati interventi volti al restauro di monumenti presenti un pò dovunque, senza tener conto della loro grande incidenza sul turismo, oggi è possibile mette­re a disposizione di enti culturali italiani e stranieri Villa Arbusto (Lacco Ameno), la Torre Michelangiolesca e le Pinete (Ischia), recentemente acquisite alla pubblica utilità; altre iniziative devono seguire, come la restaurazione del Torrione ( Forio) , già adibito in altri tempi a museo, e dell'Osservatorio Geofisico (Casamicciola).
Al di là delle relative strutture già esistenti o da realizzare (Palazzo dei Congressi nel Comune di Ischia?), vasto è il campo di studi e di ricerche capaci di interessare e di attrarre gente appassionata e cultori specifici: archeologia, storia, termalismo, climatismo, geologia, agricoltura, arti, energia. Si può di conseguenza proporre un volto nuovo di Ischia, legato ad una conoscenza più approfondita del passato, delle risorse naturali, del notevole patrimonio di cultura.

Credere nelle  istituzioni
C'era una volta l'EVI… poi i più ne furono insoddisfatti e si giunse al suo scioglimen­to.
Dopo tante polemiche legate evidentemente alla conquista di precisi poteri politici, vennero istituiti L'Azienda di cura, soggiorno e turismo delle isole di Ischia e Procida, il Consorzio per l'acquedotto e fognature, il Consorzio per l'incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Lunghi i tempi per il passaggio dei rispettivi compiti alle nuove istituzioni, con una prima espressione di vertice (Commissario) che richiamava ancora in primo piano le difficoltà di intesa tra le forze politiche e all'interno della stessa maggioranza democristiana.
E il tutto si riavvia ad una fase di discussione e di scontentezza generale, sicché si auspicano, mentre partono gli anni ottanta, modifiche, rinnovamenti, scioglimento delle attuali e formazione di nuove associazioni.
Forse è il caso di chiedersi se la classe dirigente o politica isolana in genere si renda conto che la funzionalità di un ente derivi anche dal modo e dalla misura in cui si "crede" in esso; specialmente perché le stesse persone (o partiti) ne hanno approvato la costituzione e le relative normative. Non si può stare continuamente nell'incertezza, ostacolando il raggiungimento delle finalità specifiche; lavorare seriamente e con la necessaria programmazione deve avere come base la credibilità delle componenti rappresentate o direttamente responsabili.
Diversamente, dovremmo con pari facilità cominciare a nutrire poca fiducia nella stessa classe dirigente o politica.

Traffico problema sempre più difficile
«Se c'è un problema che non puoi risolvere, sieditici sopra».
Il proverbio si adatta facilmente alla complicata situazione del traffico, con particolare riferimento ai mesi  di luglio ed agosto.
Esigenza di garantire all'isola tranquillità e serenità - riconoscimento che nei tempi moderni viaggiare con la macchina rappresenti un incentivo turistico - discriminazione che potrebbe attuarsi in caso di divieto di sbarco per alcune targhe (Napoli) - interessi economici degli armatori pubblici e privati : tutti questi contrastanti aspetti sono in discussione da oltre dieci anni e ritardano una scelta precisa,riferita al tipo di turismo che si intende valorizzare, sul problema in questione.

«La verità è che purtroppo anche ad Ischia, anche in questa isola bellissima che per la sua stessa caratteristica di isola dovrebbe invitarci a scrollarci di dosso gli usi e i costumi peggiori del con­tinente,l'uomo moderno non riesce a liberarsi di alcune schiavitù che rendono già così triste la sua vita di città. Ma anche ad Ischia la macchina è venuta gradatamente a perdere il suo ruolo di invenzione a servizio dell'uomo per divenire strumento di tortura dell'uomo stesso,che, come in città, non riesce a muoversi se non in macchina,perdendo mille occasioni di incontri e di evasioni».
(G.Deuringer - "Lettera da Ischia" - n.13 inverno 1970)

Molto incerti si sono già rivelati gli effetti delle limitazioni variamente applicate nelle ultime stagioni estive, così come vana è stata la fiducia circa la rinunzia volontaria da parte di turisti ed isolani all'uso indiscriminato della macchina. Il problema è anzi divenuto più pesante, con la crescente motorizzazione a due ruote. La maggior parte dei villeg­gianti riesce a portare ad Ischia  più di una macchina per famiglia.
Già agli inizi degli anni '70 ci si accorse della necessità di provvedimenti ed una nostra inchiesta pubblicata sulla Tribuna sportiva dell'isola d'Ischia ne confermò la portata generale e le circostanze collaterali.
Oggi ci ritroviamo nelle medesime condizioni e difficoltà. Allo sviluppo della motorizzazione interna fa riscontro anche un notevole incremento nell'afflusso dal continente.
L'uso del mezzo a quattro o a due ruote, anche su percorsi brevissimi, resta un rito al quale nessuno si sente responsabilmente portato a rinunciare. Non è stato assicurato peraltro ai cittadini e ai turisti il diritto alla mobilità attraverso un servizio automobilistico pubblico continuo, economico e confortevole. Il turista è spesso sottoposto a richieste esagerate per l'uso dei mezzi pubblici (taxi e microtaxi); alcuni contrasti tra Comune e Comune provocano ulteriosi disagi e ritardi nell'adozione di opportuni provvedimenti.
Il problema di conseguenza resta.     

Disinquinare  -  Non inquinare

Lo smaltimento dei rifiuti solidi e la trattazione delle acque di rifiuto richiedono gran­de attenzione da parte delle autorità amministrative. Si tratta infatti di salvaguardare direttamente una delle risorse essenziali, e cioè il mare, ai fini della balneazione e della pesca; indirettamente è il turismo in generale che ne può subire le conseguenze negative, se si resta ancora in una fase di tregua e di attesa.
La dimensione che Ischia ha assunto in un periodo relativamente breve ha di certo contribuito a portare queste situazioni verso punti abbastanza critici, ma preoccupano la lentezza decisionale e i vari ostacoli di natura politica, burocratica, tecnica, per quanto riguarda la realizzazione di opere progettate ed insispensabili ai fini di cui sopra. Esiste in materia un duplice problema, come specificato nel titolo. Occorre innanzitutto procedere al disinquinamento del mare e del suolo, correggendo errate operazioni del passato; in secondo luogo occorre maturare una coscienza nuova che porti tutti i cittadini ad un maggiore rispetto della cosa pubblica e dell'utilità comune, evitando situazioni di sfascio del territorio e delle sue risorse.

Raffaele Castagna