Indietro

Archivio

Home

Convegno del PCI a Casamicciola

Collegamenti marittimi e terrestri
Il trasporto marittimo nel golfo di Napoli non può essere disgiunto da quello terrestre, sia in terraferma che sulle isole partenopee. Il tutto deve essere considerato un "trasporto metropolitano". La confusione istituzionale esistente che crea continuamente conflitti di competenze tra Stato, Regione e Comuni non può andare avanti. Infine una programmazione complessiva del settore, con un piano regionale dei porti minori della Campania, è condizione essenziale per la razionalizzazione dei trasporti marittimi, visti anche come strumento di espansione turistica.
Queste le più importanti conclusioni del convegno sui "collegamenti marittimi nel golfo di Napoli ed i trasporti terrestri nell'isola” organizzato dal comitato di zona del Partito Comunista Italiano.
La relazione di base è stata tenuta dall'On. Domenico Petrella, responsabile del settore trasporti della Federazione Napoletana del PCI.
Petrella ha illustrato le tre proposte di legge presentate in Consiglio Regionale dal gruppo PCI per la razionalizzazione del trasporto marittimo nel golfo.
La prima prevede "l'istituzione del comitato regionale per i collegamenti marittimi locali ed interventi finanziari di cui alla legge 58/80" che prevede contributi della Regione all'armamento libero; legge non rifinanziata per il 1982.
La seconda proposta di legge del PCI concerne la "normativa per la formazione del piano regionale dei porti minori della Campania ed i relativi interventi finanziari" ed infine la terza proposta di legge riguarda la "normativa per l'acquisizione di competenze sulla fascia di acque interne".
Appunto quest'ultima proposta ha suscitato molto interesse perché, richiamandosi alla convenzione di Ginevra del 29 aprile 1958 sul mare territoriale, si propone di considerare, senza modifica del codice della navigazione in vigore dal 1942, l'intero golfo di Napoli "acque interne", perché le isole sono al massimo a 18 miglia dalla costa.
Se passasse la normativa proposta dal PCI, in virtù del DPR 616 del 26 aprile 1977 che ha trasferito molte funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni, l'intera competenza dei trasporti marittimi nel golfo passerebbe alla Regione, mentre attualmente il trasporto marittimo nel golfo è di competenza del Ministero della Marina Mercantile che regola, attraverso le Capitanerie di Porto, il traffico, e che con la società pubblica CAREMAR assicura i collegamenti con le isole.
L'urgenza di un chiaro assetto istituzionale del trasporto marittimo è stata sottolineata da Wanda D'Alessio, docente di diritto della navigazione, che ha messo in luce i "forti ritardi del Parlamento nell'approvazione delle leggi per la programmazione dei porti e per la rifondazione del registro navale italiano".
"Il mare deve essere considerato - ha detto la prof.ssa D'Alessio - come risorsa del territorio ed occorre chiarire bene le competenze della Regione e dei Comuni".

Si è parlato anche dei trasporti terrestri sull'isola d'Ischia gestiti da oltre 30 anni dalla società SEPSA.
Per il PCI si deve costituire un Consorzio fra i sei Comuni che deve subentrare nella gestione caotica e deficitaria della società.
Per Franco Iacono, assessore provinciale ai rapporti con la Regione e segretario di zona del PSI, "l'isola d'Ischia non può essere considerata fuori dalla problematica dell'area metropolitana di Napoli per quanto concerne i trasporti".
Iacono ha rivendicato "un ruolo di rappresentanza generale delle popolazioni" all'Ente Provincia che è presente sia nel Consorzio trasporti pubblici sia nel Consorzio del porto.
L'ing. Franco Muti, coordinatore del servizio trasporti della Regione Campania, in rappresentanza dell'assessore regionale ai trasporti, Fasolino, ha sottolineato "l'impegno della Regione a portare avanti le linee di indirizzo per la realizzazione del piano regionale dei trasporti, un disegno di legge di coordinamento e programmazione sui porti di interesse regionale ed infine la proposta di definizione del costo economico standardizzato e finalizzato alla razionalizzazione delle gestioni e delle linee sia per il trasporto marittimo che terrestre".
Giuseppe Mazzella