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... Il sole e il mare non bastano

... la nostra isola possiede un patrimonio che giace sconosciuto ai più e inaccessibile, mentre potrebbe costituire un'attrazione turistica assai valida.
L'isola è ormai satura di alberghi e non ha bisogno di nuovi posti letto. Ciò di cui ha bisogno, invece, è di far sì che gli alberghi non debbano restare chiusi per metà dell'anno. Cer­to, non è una osservazione nuova: sono decenni che sento parlare dell'aspirazione di indurre una stagione turistica invernale a Ischia. Tuttavia, nulla è stato fatto per dotare l'isola di attrezzature atte a rendere piacevole e interessante il soggiorno al turista anche durante le giornate di cattivo tempo: quando piove il forestiero non ha altra scelta che rimanere nella sua stanza d'albergo.
Tra i compiti più importanti dell'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, a mio avviso, è dunque quello di studiare, programmare e promuovere la realizzazione di un adeguato complesso di strutture e di iniziative atte a indurre il turista italiano e straniero a soggiornare nell'isola anche durante i mesi invernali. Ogni investimento diretto a questo scopo frutterà interessi cospicui agli operatori turistici e all'economia di tutta l'isola. Gli albergatori e i commercianti dell'isola dovrebbero inoltre rendersi conto che le risorse naturali — il nostro sole e il nostro mare e le nostre sorgenti termo-minerali — non  sono sufficienti per garantire un costante flusso di turisti e per far fronte alla concorrenza di tante altre località del Mediterraneo che posseggono le stesse prerogative. Oggi non basta più investire in alberghi e per il resto fidarsi del mare e del sole. Si deve programmare attentamente, per poi realizzare sollecita­mente quel complesso di infrastrutture senza il quale non sol­tanto non si porta mai avere una stagione turistica invernale a Ischia, ma che è necessaria u-gualmente per assicurare anche in avvenire una costante corrente di visitatori nella stagione estiva.
Tra queste infrastrutture da realizzare, un posto tutt'altro che secondario spetta alla valorizzazione di quel patrimonio al quale ho accennato all'inizio, vale a dire all'eccezionale patri­monio di beni archeologici e storici che l'isola possiede e che giace, per ora soltanto accessibile a pochi studiosi specializ­zati, nel Deposito della Soprintendenza archeologica di Napoli, frutto di 25 anni di esplorazioni sistematiche nel territorio di Lacco Ameno, dove era situata la città di Pithecusa, la più antica colonia greca dell'Italia meridionale e della Sicilia, come afferma lo storico romano Livio, e come è stato pienamente confermato dagli scavi.
Gli scavi hanno dimostrato che Pithecusa, nella seconda metà delI'VIII secolo a. C, è stata il primo importantissimo emporio commerciale greco, la base di appoggio e di smistamento per i traffici tra il Mediterraneo orientale, specie le regioni dell'attuale Siria sett. e il Libano, patria dei Fenici, e l'Etruria, patria degli Etruschi, — commercio che era allora in mano ai coloni di Pithecusa.
Esposto in modo adeguato in un Museo, con tutti gli accorgi­menti della museografia moderna, con ampio corredo illustrativo, in modo da rendere i reperti parlanti al visitatore, questo ma­teriale può costituire un'attrazione culturale, che al momento manca assolutamente nell'isola, attrazione che aumenterà ancora notevolmente se viene collocata in quella cornice architettonica e panoramica di straordinaria bellezza che l'Amministrazione comunale di Lacco Ameno, con il consenso unanime dell' Amministrazione provinciale, della Regione Campania e della Soprintendenza di Napoli, ha reperito nella Villa Arbusto a Lacco Ameno, circondata da un Parco pubblico attrezzato, secondo il progetto già opportunamente predisposto dalla stessa Amministrazione comunale.
Il Museo archeologico con i suoi annessi — biblioteca, centro di studi, mostra permanente di stampe antiche — insieme al circostante parco, per il futuro del turismo di tutta l'isola, co­stituirà un investimento assai più valido e proficuo di un ennesimo nuovo albergo in quella stessa località; ciò dovrebbero comprendere i nostri operatori turistici ed economici, se sono lungimiranti.

Giorgio Buchner
(Intervento al convegno turistico organizzato
dall'Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo nei giorni 14 e 15 di­cembre  1979).